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I tre volti del delay con Walrus Audio
I tre volti del delay con Walrus Audio
di [user #116] - pubblicato il

Ripetizioni cristalline, programmabilità estrema o creatività senza limiti: la visione del delay nei laboratori Walrus Audio ha più facce, specchio di un effetto che non smette di stupire. Conosciamola più da vicino.
Il delay è uno degli effetti più antichi, in campo audio. La ripetizione di una parte appena suonata in tempo reale è stata oggetto di studio fin dai primi esperimenti di registrazione sonora, e le applicazioni hanno mostrato da subito un ventaglio di possibilità impressionante.
La creazione di giochi ritmici intricati per suonare “contro se stessi”, una coda lunga per donare fluidità a un assolo o una cortissima per inspessire una traccia, poi ancora ripetizioni estremamente pulite e fedeli al segnale diretto oppure profondamente colorate da un nastro che si consuma, da un chip bucked brigade che va via via degradando le frequenze più acute fino all’introduzione di modulazioni vere e proprie con cui rendere un semplice echo uno strumento espressivo a sé: il delay è un effetto capace di trovare posto in qualsiasi rig, ogni volta con un esito del tutto diverso.

La particolarità del delay, infatti, è che si tratta di un effetto “vivo”, che non copre il suonato ma interagisce con esso e stimola i musicisti quanto i progettisti. Così si arriva a effetti fuori di testa, con circuiti in cascata, routing particolari, parametri inediti e funzioni sempre più complesse, fino a generare suoni impossibili da replicare con una macchina differente.

Il recente lancio del Lore, un singolare Reverse Soundscape Generator prodotto da Walrus e capace di portare all’estremo il concetto di delay fino a sortire effetti inattesi per la tipologia, fornisce lo spunto per guardare indietro alla tradizione del marchio nel campo. Si scopre così un catalogo fortemente trasversale, ottimale per comprendere a fondo la natura e le potenzialità dei diversi tipi di delay in commercio, a vantaggio della creatività.

I tre volti del delay con Walrus Audio

ARP-87
Partiamo dall’inizio. È l’anno 2017, Walrus Audio esiste da appena sei anni ma ha già delineato un suo stile riconoscibile. L’ARP-87 lo calca appieno, con un footprint contenuto e un pannello ricco di comandi. In basso, due footswitch per l’attivazione e il tap tempo, una caratteristica tutt’altro che scontata nei pedali compatti del tempo.
Allo stesso modo, i sei potenziometri si spingono oltre i canoni di un delay tradizionale, che comunque l’ARP-87 tende a essere. Oltre alle regolazioni basilari di livello, feedback col controllo Repeats, velocità con Ratio e tono con Dampen, questo sfoggia altri due potenziometri con cui gestire funzioni avanzate e modalità alternative.
Si tratta della manopola Program, che permette di muoversi attraverso le sonorità di alcuni tra i delay più famosi, tra digitali, analogici, lo-fi dalle ripetizioni fortemente modulate ed echo a nastro per effetti tipo slapback carichi di colore. Proprio quest’ultima funzione nasconde una modalità aggiuntiva con cui sommare un tremolo al delay, donando un’espressività eccezionale.
Al centro dello chassis, X governa un dettaglio sono diverso a seconda dell’algoritmo richiamato dal potenziometro Program.

È un approccio fresco per il genere, proprio delle produzioni boutique più sperimentali, che intende coniugare il lavoro di un delay di stampo classico con funzioni e prospettive fuori dagli schemi. Si pensi alle doppie funzioni di latch e momentary dei due footswitch. Se si tiene schiacciato il pulsante bypass, il delay si attiva solo finché il piede preme sul pulsante. Se si fa mentre l’effetto è già attivo, il circuito porta temporaneamente i valori del controllo X al massimo per un effetto crescente e caratterizzante.
Discorso simile vale per il tap tempo che, schiacciato più a lungo, porta il feedback del delay al massimo per escursioni profondamente psichedeliche.
Insieme con la modalità trails attivabile a piacimento, l’ARP-87 è un delay di stampo tradizionale, che vuole fare esattamente ciò che si presuppone debba fare un delay: ripetere le note, con carattere e con una versatilità inattesa, che farà da base alle prossime creazioni del marchio.



Mako D1
Quando, nel 2020, Walrus introduce la serie di pedali Mako, le idee in ballo sono tantissime. Il delay D1 è il primo pedale in collezione e rappresenta un concentrato di potenza di calcolo e versatilità, con sei manopole, tre selettori, prese per la gestione via MIDI e connessioni stereo d’ingresso e uscita.

Cuore dell’effetto è il selettore rotativo Prog, per cinque algoritmi con cui Walrus introduce per la prima volta anche un riverbero.
Time, Repeats e Mix sono i parametri base immancabili in un delay strettamente detto, cosa che il D1 è, celando però diversi assi nella manica.
Il pedale è programmabile e racchiude in sé più voci. Tweak lavora su queste, in combinazione con il piccolo selettore a tre posizioni posto sotto di esso, permettendo di modificare un parametro a scelta tra Mod, Tone e Age, rispettivamente una modulazione del pitch applicata alle ripetizioni, il tono generale del delay e un originale bitcrusher con cui distruggere gradualmente il suono con esiti inaspettati.
Connota fortemente il suono la funzione Attack, un potenziometro con cui impostare l’attacco delle ripetizioni per un effetto ritmico pronunciato o note morbide ed eteree. Si tratta della porta verso un concetto di delay tutto nuovo rispetto ai classici del genere, che vuole strizzare l’occhio ai fanatici della musica elettronica, dei droni e degli ambienti sonori ben oltre i vincoli soliti della chitarra elettrica.

Un pedale così elaborato non può prescindere dalla possibilità di memorizzare dei preset, e il D1 la prevede sia col MIDI, sia con tre banchi selezionabili attraverso lo switch A | B | C al centro del pannello argentato.

Torna il tap tempo, qui affiancato da un selettore per le suddivisioni capace di applicarsi anche al MIDI clock impartito. Tornano anche le funzioni avanzate dei footswitch già sperimentate con l’ARP-87, con lo switch di bypass che vede accelerare il feedback fino a fine corsa se tenuto premuto più a lungo.

L’impostazione di un pedale come il D1 è quella di un piccolo processore sonoro già slegato dall’impostazione base di un delay old school. Ammicca a un riverbero, gestisce l’envelope delle ripetizioni, si colora con molteplici modulazioni e si comanda attraverso MIDI e preset. Di fatto, le tecnologie digitali più efficaci vengono imprestate alla manipolazione del tempo e dei ritardi con un approccio da studio.



Lore
L’ultimo arrivo nel 2022 si chiama Lore ed è definito un Reverse Soundscape Generator.
Sul piano tecnico è ancora un delay, ma nei fatti il pedale Walrus è sperimentazione pura. Al suo interno ci sono due DSP in serie, ognuno con una traccia analogica indipendente per il feedback: la somma dei due sistemi dà vita a sonorità eteree, imprevedibili, che si contrappongono con decisione alla scuola a cui l’ARP-87 si ispirava appena cinque anni prima.

Con il Lore lo chassis si allarga leggermente, il tanto che basta per ospitare otto controlli e per alloggiare comodamente due switch di bypass e tap tempo. La parentela con i pedali precedenti, però, termina qui.

Già le manopole mostrano un’impronta differente, con le ripetizioni che vengono dosate su due binari separati. Feedback gestisce infatti la presenza della prima traccia di ripetizioni, mentre una seconda linea di echo è affidata al potenziometro Regen.
Mod non può mancare, per sporcare il delay con una modulazione profonda e articolata che, grazie alla doppia linea di ritardo fatta di delay e riverberi mischiati, sommati, rovesciati, acquisisce un fascino tutto nuovo.
Diventa cruciale nell’utilizzo il potenziometro Mix, che non si limita a gestire banalmente il volume di una ripetizione rispetto a un segnale pulito, ma diventa un vero e proprio mixer con cui livellare la chitarra, immergerla - fino a farla sparire del tutto - in un mare di note, echi, rampe e armonie.

Il controllo Program si muove ancora una volta attraverso cinque modalità, ma qui non ci sono le classiche simulazioni di delay d’altri tempi. In sequenza si otterrà:
- un delay sommato a un riverbero, entrambi reverse
- un delay reverse che entra in un riverbero con ottava superiore
- un suono simile al precedente, ma con riverbero trasposto all’ottava inferiore
- un riverbero reverse che finisce in un riverbero regolare
- due delay in cascata basati sull’alterazione del pitch, capaci di creare giochi armonici intricati grazie alla manopole X con cui gestire l’ampiezza del relativo intervallo.

Il Lore si dimostra fin dal primo approccio un pedale complesso, ma non per questo complicato. I restanti parametri sono quindi familiari per chiunque abbia mai operato un delay, sebbene l’esito sia piuttosto diverso da ciò che ci si aspetta.
Time regola il tempo del delay o del riverbero a seconda del programma scelto. Tone modella il carattere delle ripetizioni, con un’impronta differente a seconda del programma. Infine, X cambia ruolo a seconda del programma selezionato.

Restano anche le opzioni momentary per gli switch, come quella che, tenendo premuto a lungo il tap tempo, traspone gradualmente il suono fino a un’ottava inferiore o superiore, con il senso del glissato deciso schiacciando simultaneamente i due footswitch.



La filosofia costruttiva di Walrus Audio è fatta di sperimentazione pura, con le moderne tecnologie sempre a portata di mano al fine di generare suoni ora classici, ora moderni e altamente programmabili, ora semplicemente inediti e sopra le righe. Tre facce di un effetto tutte da esplorare.

In Italia, i pedali Walrus Audio sono distribuiti da Face.
arp-87 d1 effetti singoli per chitarra lore walrus audio
Link utili
ARP-87 Multi-Function Delay
Mako Series: D1 High-Fidelity Delay
Lore Reverse Soundscape Generator
Sito del distributore Face
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