Una chance davvero interessante, quella concessa dal marchio di produzione asiatica proprietà di Gibson, di poter vivere l’esperienza Greeny on a budget senza rinunciare alla qualità e al suono inconfondibile di questo strumento.
Nata in collaborazione con Kirk Hammett – attuale proprietario dello strumento dopo essere appartenuto a Gary Moore e, storicamente, a Peter Green – la Epiphone Greeny si discosta per diversi particolari dal resto del catalogo a cui appartiene, soprattutto per quanto riguarda la paletta, in stile Gibson.
Anche il prezzo, comunque, mostra un allontanamento di Epiphone dalle sponde dell’entry level, vista la cifra a tre zeri sul cartellino. Insieme alla Prophecy Flying V signature di Dave Mustaine, Greeny è lo strumento di importazione più costoso del marchio.
Epiphone Greeny nel dettaglio
Paletta a parte, una delle stand-out feature della Epiphone Greeny risiede nell’elettronica, dominata da una coppia di Gibson Greenybuckers. Questi pickup, da soli, presentano un prezzo di listino di circa 300 euro. La cura nei dettagli – tenendo conto della differenza di prezzo con la gemella di casa Gibson – è elevata se si pensa che il pickup al manico sia stato installato al contrario proprio come sulla chitarra originale.
Nel circuito, spiccano potenziometri CTS e condensatori Mallory, mentre il wiring è in stile ‘50s. Completano il tutto l’uscita jack e lo switch a tre vie di Switchcraft. Sul fronte hardware, invece, spiccano le Grover Rotomatic con chiavette quadrate. Le differenze rispetto al modello Gibson si trovano, per esempio, sulla scelta dei legni.
La Epiphone, infatti, presenta un corpo in mogano con top in acero e impiallacciatura fiammata, sulla falsariga dello schema costruttivo utilizzato per la 1959 Les Paul Standard sempre di Epiphone. Greeny, poi, monta un manico in pezzo unico di mogano e una tastiera in alloro indiano, invece del palissandro usato su Gibson, e segnatasti in madreperla trapezoidali.
La chitarra viene accompagnata da un case rigido che ricorda le custodie Gibson degli anni ’50, impreziosita dal logo congiunto di Gibson ed Epiphone. Stando a quanto dichiarato da Hammett e dai vertici Gibson, il contributo del chitarrista sullo sviluppo dei modelli americani e di importazione che compongono la linea Greeny sarebbe stato molto profondo, con una particolare attenzione nei confronti della versione di primo prezzo, considerata dal chitarrista dei Metallica: “una preziosa opportunità offerta a tutti i chitarristi con cui vivere lo spirito di Greeny”.
Mezzo pianeta lotta contro le contraffazioni a basso costo: Rolex con il movimento al quarzo, Parmesan, Prosek, Ferrari indiana con motore a 4 cilindri, finte borse griffate, finti iPhone, finti cosmetici e persino Viagra fasullo.
Quelli di Gibson invece sono un passo avanti, la copia farlocca Made in China se la fanno loro e te la vendono al prezzo di un Made in USA !
Chiamali fessi ...
Sinceramente è un overlap inaudito, persino la bellissima (e limited edition) black beauty di bonamassa non era andata oltre i 900 euro di listino...
e a questo punto, fare il confronto con l'usato, anche se scorretto, viene naturale, pensando "è usata, ma porca puttana, anche liuteristicamente è una gibson!"
La tribute ha il manico in acero se non ricordo male è una cosa diversa. Sulla studio concordo, prenderei quella e fine.
Io di chitarre ne ho diverse e anche buonine, mi manca una Les Paul e vorrei una Gibson, ma costa proprio troppo e io sinceramente sono dipendente a tempo indeterminato da anni, mia moglie anche lavora, ho casa etc. Voglio dire sto abbastanza bene e non ho problemi di sorta, ma comunque facendo due conti della serve 3.000K per una Les Paul sono una bella botta e continuo ad aspettare perchè del resto se hai già 4/5 chitarre devi proprio averne in più di soldi da spendere.
anche io come te ho un posto fisso come dice Zalone, ho la casa e non ho debiti, però a differenza tua sono l'unico a casa che lavora con moglie e figlio a carico, però poi alla fine la custom shop e la Martin me le sono comprate lo stesso nonostante avessi già una Gibson e 2 Ibanez limited edition,
il problema sai qual'è?
Che spesso si compra per sfizio e non per vera necessità, come nel mio caso, ma se stiamo troppo tempo li a pensarci i prezzi saliranno sempre di più e troveremo sempre la scusa del tipo,
a voglio questa LP ma prima 2000, poi 2500 poi 3000€ ma sono troppi..
È chiaro che se uno ha diversi hobby ed è uno spendaccione che non ha 2 cent da parte allora ci sta, ma secondo sempre il mio umile parere, se si lavora da tanti anni e si hanno 2 soldi da parte,
senza ovviamente invogliare nessuno, allora credo che gli sfizi vadano tolti quando si ha la possibilità senza aspettare con speranza che i prezzi si abbassino vertiginosamente,
perché io tutte le volte che ho aspettato i prezzi sono sempre lievitati e mai abbassati;)
Anche se di questa ne vendono solo 5 o nessuna a loro va bene lo stesso
Questa Epiphone è una made in Cina con componentistica , e soprattutto dettami all'80% americani difficilmente poteva esser molto meno.
Il made in Cina incomincia ad avere un ritorno migliore rispetto all' idea provinciale che il chitarrista medio ha di scarsa qualità.
Quando paghi 1700€ per un made in Cina, non ci sono trucchi, anzi ci sono risparmi solo perché è stata usata manodopera locale.
Come le Jackson Professional Pro uscite di recente, made in Cina da 1300€, fateci un giro e guardate i dettagli e poi ci ragioniamo meglio..
Per quanto riguarda le caratteristiche mi aspettavo almeno un corpo unico ed una finitura alla nitro per quel prezzo.
Poi sull'usato non so se mantengano, dubito, comunque ha poca importanza per me visto che compro e basta ahahah.
Bel legno comunque!
Chitarrone che meriterebbe tranquillamente il doppio di prezzo, ma non è stata elaborata da una epidermide Usa come va di moda in Italia...😂
già il fatto che non sia verniciata alla nitro dovrebbe comunque essere un "minus" rispetto a Gibson, poi non capisco perchè un copia di una Les Paul deve avere scala Gretsch (24.6" anzichè 24.75").
Capiamoci questo non ne sminuisce il valore, 1.700Euro per una serie così limitata non mi sembra affatto male e sarei curioso di provare quegli Alnico 5 scelta abbastanza inusuale su una LP "tradizionale".
La qualità è ineccepibile, legni e top selezionati e liuteria solida , il doppio del prezzo è giustificato perché per la stessa qualità Gibson con tecniche liuteristiche di 80 anni fa lo chiede, anche oltre..... Vedendo il factory tour della Tokai Japan è possibile considerare quanto l'azienda sia rimasta a livello familiare ,con pochi liutai giapponesi fra vecchi attrezzi e macchinari del mestiere. Non amo veder gettare prosciutto sugli occhi
e sentire direttamente e concretamente l'aver speso i propri soldi non per il marchio ma per la qualità, per me non ha realmente prezzo.
Posso solo consigliare di provarla, come sicuramente tutte le Tokai made in Japan, che hanno un costo importante, ma sempre inferiore al solito brand G.
😉
Sono passati tre anni da questo terremoto economico e ancora pensano riguardi solo le chitarre. E da tre anni ancora stanno a fare i confronti con il 2019-2020.
Faccio un esempio. Nel periodo pre guerra e pre pandemia (due disgrazie una dopo l'altra) la migliore Tom Anderson la potevi pagare 4500-5000. Ora per la migliore ci vogliono 7500-8000 euro. Identico ragionamento per le ESP americane.
E non finisce qui, perché l'inflazione non si è mica fermata. Continueranno a salire, solo più lentamente.
Io però ti parlo del mercato americano, perché il mercato asiatico può seguire altre logiche in quanto l'altissimo numero di pezzi prodotto può abbattere o contenere notevolmente i costi nonostante l'inflazione.
penso di tratti di un'operazione a costo zero. perchè sbandierarla come "cura nei dettagli"?
Sfido chiunque a distinguere -suonando o percuotendo il legno con qualsiasi strumento- un body con impiallacciatura, in pezzo unico o in più pezzi, con o senza i "weight relief holes" (visto che si parla di LesPaul) o addirittura un "pancake". Impossibile.
Da figlio di buon falegname da anni ne ho costruiti diversi di strumenti senza menarmela troppo...
Da quando da ragazzino non avevo i soldi per le " chitarre fighe" ad adesso che mi piace sperimentare...
D' altronde, anche tu hai dimostrato che un pick-up Gibson suona da pick-up Gibson anche su un altra base di legno....
Per quanto riguarda l'impiallacciatura su una chitarra da 1700€ (ma anche da 1000), sono d'accordissimo: inaccettabile. Meglio un bel top plain, piuttosto.
Il manico , in entrambe necessita della stessa cura e attenzione in ogni caso.
Anche se noi percepiamo come " meno nobile" il multistrato rispetto ad una tavola massella, alle case che acquistano legname in gran quantità il costo della materia prima non è così elevata come ci fanno credere , niente a che vedere neanche con i prezzi dei grezzi od i semilavorati che vendono singolarmente a noi comuni mortali per i nostri progetti..
In una hollow blocco centrale il piano armonico non lavora , quindi il fatto che sia ottenuto da laminato o scavandolo da un blocco di qualche cm non ha senso se non estetico.
Le hollow con top bombato invece sono una storia a parte.
Una volta chiesi ad un mio amico che costruisce violini perché con la tecnologia di oggi non si potessero realizzare i piani armonici col CNC ..
Mi ha spiegato che non è una sola questione di spessore...
I maestri battono la tavola in diversi punti per saggiarne le proprietà acustiche, poi se serve asportano materiale o incollano tasselli dove serve.
Nelle chitarre di un certo tipo applicano , assottigliano o levigano le catene allo stesso modo prima di incollare le fasce al resto
.
La liuteria tradizionale è un'arte molto complessa e richiede un'enorme sapienza e sensibilità, non è questione di misure: il liutaio "sente" quando la tavola vibra come deve e nessuna macchina CNC potrà mai sostituirlo.
Costruire una chitarra elettrica solid body è sicuramente molto più semplice.
Nel caso delle semihollow, che dovrebbero trovarsi a metà strada, hanno optato per la realizzazione multistrato per evitare risonanze particolari, che avrebbero potuto generare problemi di feedback a volumi alti. In realtà a mio avviso sono state principalmente le esigenze della produzione industriale a motivare la scelta: costo della materia prima inferiore, lavorazione molto più veloce, standardizzazione del risultato, assemblaggio senza la necessità di esperienza nella liuteria classica ;)
In ogni caso, visto come suonano le 335 direi che ci hanno comunque preso.
Ma l'accusa era "Eh, ma sono pazzi, 1.000 Euro per una Epiphone fatta in oriente"
Adesso si parla di 1.700, e non riesco proprio a trovarci un senso de non quello di posizionare il marchio ad un livello più alto e alzare tutti i prezzi anche delle serie non speciali.
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Ma da noi niet, probabilmente tocca con la Bonamassa che costa il 150 % in più.
Ciao, Paul.
Ricordo quando è uscita la Flying V di Bonamassa, tutti a dire che costava una follia....sono andate a ruba in un attimo.
Devo dire però che la chitarra suona davvero bene, e in un blind test con una LP vera, è davvero difficile distinguerle.
La Greeny ha un'estetica fantastica, il mio colore preferito su una LP.
Ciao a tutti
Gibson e Fender si trovano in una inusuale posizione di mercato ove qualsivoglia produttore di chitarre a livello mondiale propone una variante dei loro modelli ( Les Paul e Startocaster ) iconici e di maggior successo commerciale.
Per fare un esempio è come se ogni produttore automobilistico avesse a catalogo una variante della Golf.
La Volkswagen per continuare a vendere la propria Golf, per assurdo, potrebbe e dovrebbe (a meno di cedere quote alla concorrenza) inondare il mercato di varianti per coprire le fascie di prezzo dei concorrenti.
Avremmo così:
Volkswagen Golf Deluxe
Volkswagen Golf Classic
Volkswagen Golf Tribute
Volkswagen Golf Moderne
Skoda Golf Premium
Skoda Golf Standard
Skoda Golf Special
Skoda Golf Budget
E via dicendo fino alla nausea se non che, dopo aver coperto una impossibile gamma di prezzi, sorge il problema di piazzare il proprio prodotto, quello vero, rappresentativo e su cui (attenzione) mi gioco la reputazione.
Ovviamente questo prodotto di punta verrà inserito ad una fascia di prezzo nettamente superiore al resto della concorrenza dato che: io sono il brand di riferimento cui tutti si rifanno e se volete l'originale questo è il prezzo!
Eccovi servito il Custom Shop a prezzi stellari.
Il tifo da stadio non c'entra, realisticamente e liuteristicamente è tutta una altro mondo, migliore, dalla paletta incollata Gibson..
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Quelle giapponesi hanno un rapporto qualità prezzo impressionante, soprattutto sulla fascia alta e altissima. Ci sono chitarre di mogano dell'Honduras con tastiera in Jacaranda (c.d. palissandro brasiliano) a prezzi pazzeschi (ovviamente vernice nitro) che importate in Italia -salvo CITIES ma quello è un altro discorso - con tutto il trasporto, dazio e iva costano meno di una Gibson CS (no Murphy). Gibson di questi pezzi non ne ha in listino e quando li propone lo fa a prezzi fuori di testa (tipo la Slash brazilian dream, o come si chiama)
420000 yen che al cambio attuale sarebbero 2566 euro
Prima ne ero abbastanza convinto, adesso totalmente ..mai più Gibson.. , almeno che non mi regalino dal cielo una Murphy Lab.. Ma probabilmente la rivenderei per alzarmi il conto in banca.
Mi spiace deluderti, ma il manico della tua Tokai (sono certo che sia fantastica, sono strumenti eccellenti) ha la stessa identica fragilità di quello Gibson, proprio perchè è fatto -allo stesso modo- in un pezzo unico. Gibson ci incolla le due "ali" laterali, cosa che non interferisce in alcun modo con la robustezza del punto critico di passaggio tra manico e paletta. Lì le Tokai come la tua sono identiche alle Gibson e vanno trattate con la stessa attenzione. Se proprio vogliamo, la soluzione con ali incollate di Gibson (che trovo cheap e davvero brutta, dato che si vede praticamente sempre la differenza di colore dei legni, inaccettabile soprattutto a quei prezzi) rende la paletta in sè più solida, anche se lì è comunque più difficile che si determinino rotture.
Se si vuole una giunzione manico-paletta più solida l'unico modo efficace è lo scarf-joint che, ironicamente, caratterizza invece tutte le copie di fascia media e medio-bassa, visto che costa sensibilmente di meno.
Le due giunte di Gibson sulla paletta le ha sempre avute, dagli anni 50 in avanti che io sappia.
Ma detto questo indietro non tornerò più.
Ormai la mia Gas sulle Les Paul si è fermata con lei, e per le chitarre che ho avuto in questi vent'anni posso dire che PRS Usa e Tokai Japan (con eccezioni anche per Yamaha e made Japan di Jackson, Fender ecc...), siano le chitarre tendenzialmente dal rapporto qualità costantemente migliore , visto l'esborso che viene richiesto..
Ma quando si parla di made in Usa come di estrema qualità generale ( ci sono annunci che pretendono solo Usa nei vari mercatini 😂), mi viene da ridere, visto i costanti alti e bassi..
Parliamo invece di estrema rivendibilità , dettata dall'utente nerd medio italiano, ma quello è un problema per chi compra 💸💸.....
Così come questa Epiphone made in china, l'esborso sarà di 1.700 €, ma senza trucchi e senza inganno sicuramente visto il risparmio sulla manodopera, a vantaggio della sola qualità, come è attualmente sulle Jackson Pro Plus, sempre made in china ,che sono uscite di recente