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Martin J40, una bella che non abballa?
di [user #179] - pubblicato il

C'è chi la definisce la Martin di fascia alta con il miglior rapporto qualità prezzo, chi ritiene che sia la chitarra acustica più indovinata che la Martin abbia mai costruito, chi la ritiene la Martin più versatile e pratica, eppure, la J40 è un vero flop di vendite ed uno dei modelli di serie Martin meno popolari di tutti i tempi. Ma allora, come si dice dalle mie parti, la Martin J40 "è bella ma non abballa?"

Martin J40

Fino a qualche mese fa non sapevo assolutamente nulla di questa chitarra tranne che il mio caro amico Enzo Giovannini - che ne era il propietario - ne esaltava le doti ogni volta in cui ci si scambiava pareri ed impressioni sui nostri strumenti. In particolare il buon Enzo sosteneva che nonostante fosse una Jumbo, la J40 prestava benissimo il fianco al fingerstyle con una action comodissima anche con corde 013 - 056. Un giorno, dopo una passeggiata chitarristica in quel di Verona, il buon Enzo, dopo aver provato alcune prestigiose Martin degli anni 60 in palissandro brasiliano, tornò a riferirmi di preferire a tutte quelle vecchie glorie westcostiane la sua ben più recente J40; e qui il "germe" della tentazione già iniziava di riprodursi dentro il mio debilitato stomaco di chitarrista acustico ma, ingolfato di chitarre com'ero, non ci pensai più tanto. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Mesi e mesi dopo, dopo alcuni scambi alla pari di chitarre tra me e lui e un pò di mediazione gratuita per alleggerire il mio parco chitarre, il buon Enzo, da "masculo" qual'è, mi confessò di aver preso una solenne cotta per un'altra signorina piena di curve: una Collings 12 tasti pre serie che viveva in america nelle mani di un certo Bernunzio. Masculo lui, masculo io, ci intendemmo subito e così aiutai il mio buon amico a corteggiare la straniera e, dopo lungo travaglio, a portarsela a letto (ma anche in bagno, in salotto, in cantina). A quel punto, un pò per riconoscenza, un pò per monetizzare, un pò perchè è un gran signore, Enzo mi cedette ad un prezzo molto più che onesto la sua amata Martin J40 che nel frattempo si era ingelosita per le continue pippe mentalli di Enzo sulla Collings.

Quando tirai fuori dal fodero la mia nuova fiamma restai interdetto Era davvero bella ed assolutamente "intonsa" senza nessun segno di usura, tenuta maniacalmente. Misi le mani sulla tastiera: era comodissima. Provai a suonare la prima cosa che mi venne in mente, Blackbird di Paul McCartney. Fantastica. La chitarra, come tutte le creature di Enzo, montava il PK di Roberto Fontanot che conoscevo già bene e che confermò la mia prima impresione e cioè che la J40 era un grande strumento e che a quel prezzo di favore era uno dei migliori acquisti che avessi mai fatto. Di meglio dalla vita quel giorno avrei potuto chiedere solo un lucano (o di vincere il super enalotto)

Descrivere il suono, la timbrica di uno strumento o paragonarlo ad altri è sempre difficile ed assolutamente soggettivo per cui quello che segue è solo un tentativo di trasferirvi le mie sensazioni. In primo luogo la timbrica della J40 è molto complessa e calda, molto più, per intenderci di una serie D, compresi i modelli D42 o D45 (sostanzialmente diversi per via della posizione avanzata del bracing della prima). Probabilmente il suono della J40 risulta un pò più "impastato" di quello di una D o di una OOO, ma questo particolare inspiegabilmente ne amplifica il carattere e rende l'onda sonora più omogenea. Suonare in fingerstyle è strano ma estremamente piacevole; anche qui la chitarra - pur rispondendo al tocco come una cassa piccola - ha una timbrica meno bilanciata, con bassi abbastanza pronunciati e cantini melodici, ma il risultato finale è ugulmente e sorprendentemente piacevole e "coinvolgente". Suonando con il plettro la sensazione di potenza e morbidezza che questa chitarra trasmette prendono molto chi la suona ma avvolgono letteralmente chi si trova in direzione della buca, anche ad una certa distanza.

Strutturalmente la J40 è la sorella gemella della D40 che a sua volta è la sorella "povera di allestimenti" della D41 e della D45. Stessa carenatura, stesso bracing, stessi legni, stesse rifiniture, stesso prezzo. La differenza è nelle spalle larghe della J40 rispetto alla D40, un particolare che incide sulla timbrica in modo inimmaginabile. Non che la D40 non sia ottima (suona come una D45 a tutti gli effetti) ma il risultato sonoro è completamente diverso.

Ma allora la Martin J40 abballa o non abballa?

ABBALLA, ABBALLA !!!

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