In anteprima i nuovi Marshall MA
<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/33796/600x0/00/t_marshallma2.jpg" alt=""> Da mezzo secolo l'immagine degli amplificatori Marshall fa sognare i chitarristi di tutte le età e di tutti i gusti musicali. Marshall è un nome simbolo per chiunque suoni la chitarra rock, che abbia come idoli le superstar come Slash, Jimi Hendrix, Eric Clpaton o un giovane astro nascente come Ray Tarro (My Chemical Romance) o Alexis Laiho (Children Of Bodem). Con la nuova serie MA, oggi il leggendario "valve sound" Marshall si sta rendendo disponibile ai prezzi più accessibili della sua storia.

La serie MA comprende quattro amplificatori, da 50 e 100 Watt, disponibili sia in versione combo, sia come testata. La famiglia è caratterizzata dalla classica accoppiata ECC83 al preamp ed EL34 al finale (due per il 50 Watt e quattro per il 100 Watt). L'elettronica, progettata e ingegnerizzata nel Regno Unito, è comune a tutti e quattro i modelli, che condividono l'efficace semplicità del progetto: due canali (clean e overdrive boost)dotati ciascuno di una sezione EQ dedicata, FX loop, riverbero a molle controllo di presenza e risonanza.
In realtà gli MA possono essere considerati a tutti gli effetti degli amplificatori a tre canali, grazie al controllo "crunch balance" disponibile sul canale clean, che permette di aumentarne il drive fino ad avvicinarlo alla saturazione del canale overdrive, creando un terzo canale virtual. Il "crunch balance" viene impostato con una manopola sul pannello frontale e può essere inserito con il doppio switch a pedale in dotazione.

I due combo 50 e 100 sono dotati rispettivamente di uno e due coni AX-75 da 12" sviluppati specificamente per armonizzarsi con le sonorità generate dai nuovi MA. Gli stessi coni sono montati nelle due nuove casse 4x12" dedicate, MA12A ed MA12B.
Alla presentazione di stasera, che si è tenuta nella suggestiva (e freddissima) cornice dell'Hotel Hilton Stadio di Milton Keynes, un centinaio di hilometri a nord di Londra, abbiamo sentito suonare i nuovi Marshall da tre gruppi emergenti (Primal Device, Kids In Glass Houses e In Case Of Fire). Devo dire che pur godendomi la performance, i casino del progressive-alternative-new pop che sembra essere il default in Gran Bretagna non ha permesso di gustare appieno le sonorità delle nuove bestiole di Mastro Jim.

Al contrario è stata strepitosa le demo di Chris George, che ho registrato integralmente e che consente di sentire l'MA in tutta la sua cremosa potenza. Il suono Marshall è inconfondibile, con acuti e bassi presentissimi e quel gradevole vuoto al centro che fa la differenza. In questo caso - forse per la bravura del dimostratore, forse per la situazione perfetta, probabilmente per la qualità dei nuovi ampli - ho potuto cogliere una punta di modernità in più, una voce chiara e definita anche nelle saturazioni estreme, con note cariche, ricche, piene, ma al contempo precise e riconoscibili.

Insomma, aspettiamo di averne uno tra le mani per avere tempo di giocarci un po', curiosare nell'elettronica e metterlo alla frusta, ma la prima impressione su questi nuovi Marshall è più che positiva. Sono belli, sono potenti, suonano benissimo e dovrebbero costare meno di qualunque Marshall totalmente valvolare della storia. Appena possibile comunicheremo i prezzi, che secondo i responsabili dell'azienda saranno molto aggressivi. Credo di non sbagliare se penso di aver visto un amplificatore destinato a dare del filo da torcere alla concorrenza più qualificata.
E ora godiamoci il gran suono di Chris George.