Migliora i tuoi accompagnamenti: Radio Gaga
Gli anni '80, con il loro eccentrico stile che inesorabile travolge ogni cosa, dalla moda alla musica, sono in piena espressione. È il 1984 quando i Queen pubblicano "Radio Ga Ga", inclusa nell'album <i>The Works</i>. Tra i maggiori successi della band e senza dubbio un motivo musicale indelebile nella mente di tutti, "Radio Ga Ga" spedisce ancora una volta la band britannica in cima alle classifiche di tutto il mondo.
Uno tra i pezzi più "disco" dei Queen, "Radio Ga Ga" nasce in una pasta quanto mai lontana dalla musica acustica. Eppure una hit del genere non può mancare nel repertorio di un chitarrista acustico che si rispetti, che sia egli un amatore da falò o il più professionale dei one man band.
Nella sua relativa semplicità armonica ma col suo forte carattere fatto di effetti, di suoni elettronici e soprattutto della fantastica voce del mai troppo compianto Freddie Mercury, la canzone rende molto bene anche in un semplice strumming.
La fama del brano, che tra gli altri profondi segni lasciati nella tradizione musicale ha persino ispirato il nome d'arte della pop star Lady Gaga, permette di rispecchiarne fedelmente lo spirito con poco sforzo: bastano gli accordi giusti, un ritmo come si deve e la memoria dell'ascoltatore fa tutto il resto del lavoro, inventando cori al vocoder e beat sintetizzati dove un unico chitarrista tiene insieme l'incredibile tiro proprio dei Queen.
Paolo Pilo ha naturalmente pensato di inserire anche "Radio Ga Ga" nel suo repertorio, sbizzarrendosi come al solito nel proporre i voicing più azzeccati e affidando alla mano destra il lavoro di motore per tutto il brano, che non deve perdere un colpo dalla prima all'ultima nota, rigorosamente in coro con amici o pubblico che sia. Le parole le conoscete.

Non è per niente facile riuscire a convertire il groove ritmico creato principalmente da basso e batteria (non a caso la canzone è stata scritta da Roger Taylor) in meri (o puri?) accordi acustici...
Quella di Paolo mi sembra una soluzione di grande effetto, specie se il pubblico comincia a battere le mani a tempo secondo le modalità del classico rito ;-)))
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A quanto pare l'ha composta usando un Synth niente accordi acustici.
Dicevo, non è facile riprodurre quell'arrangiamento con degli accordi acustici ;-)
A me la soluzione di Paolo piace.
In effetti sono canzoni ostiche da rendere con l'acustica anche fatte al meglio possibile non so quanto rendano.
Magari con l'ausilio di qualche effetto eco e una batteria elettronica, oppure con un LOOPER prima ti registri una ritmica usando la cassa della chitarra come percussione e poi suonandoci sopra, potrebbe diventare interessante chitarra acustica nuda e cruda mmmmmh.
Io, ad esempio, semplicemente proverei a caricare il tutto con un bel po' di chorus (di quelli moderni...). Ma a volerci spendere del tempo, si potrebbero trovare anche delle soluzioni più sofisticate.
Sicuramente non è il brano adatto per far risaltare la purezza del suono acustico ;-)
E paolo risponderebbe alla maniera del Marchese del Grillo: "Io so' io, voi nun siete un ca*** ".
Grande Paolo !!!