CHITARRA DIDATTICA ONSTAGE RECnMIX RITMI NEWS

Voglia di cover...?

di [user #4070] - pubblicato il

Viviamo un epoca di limitata creatività. Non assente, certamente, ma limitata. Basta paragonarla con il passato, anche abbastanza recente, per vedere che quello che si propone di nuovo in campo musicale è in realtà piuttosto scarso oppure vecchio.
L'esempio più eclatante è rappresentato dai vincitori del Festival di Sanremo, gruppo "estremo-melodico" formato da due tenori e un baritono (!) che da alcuni anni spopolano nelle classifiche, e nei tour, di tutto il mondo.
In questo panorama piuttosto sconsolante, sembra quasi che le proposte offerte dalle cover rappresenti qualche cosa di veramente eccitante anche se, a mio avviso, nel campo della musica leggera (perchè di questa stiamo parlando) il concetto di cover mi convinca sempre poco.
Nella musica classica, dove la partitura è scritta e definita, così come gli stumenti da usare, la cover non esite. Esistono gli interpreti che proprio perchè tali eseguono un brano dandogli caratteri e sfumature diverse, ma sempre in un modo molto circoscritto. Oppure c'è la trascrizione, che è la traduzione per strumenti diversi da quelli previsti in origine, ad esempio da un orchestra a un pianoforte, di un pezzo. Al massimo ci sono le variazioni sui tempi, che rappresentano però qualcosa di molto diverso.
Nel jazz ci sono gli standard, che sono i brani divenuti dei classici, di cui viene preso il tema principale, reinterpretato liberamente attraverso l'improvvisazione.
Nella musica leggera c'è una differenza abbastanza sostanziale.
Il brano originale di questo tipo di musica si distingue non solo per il tema, per la melodia e l'armonia, ma per l'arrangiamento, la stumentazione e in generale tutta la produzione che lo rende unico e che è complessivamente responsabile del suo successo o meno.
Il problema sorge quando si vuole prendere un brano di successo, più o meno lomntano nel tempo, e se ne vuole dare una nuova versione, più o meno vicina o lontana dall'originale. Il risultato, per me, è che il miglior risultato che nella maggior parte dei casi si ottiene consiste nel far rivivere il ricordo e l'impressione del brano iniziale, senza aggiungere quasi mai niente di nuovo, anzi togliendogli qualcosa. Allo stesso modo in cui noi mentalmente completiamo una parola scritta in modo incompleto, riusciamo a rivivere tramite le cover il ricordo dei brani originali, pur senza averne la sostanza. Immaginiamo per un istante quale sarebbe stata l'impressione che ci avrebbero fatto quasti brani da soli, senza il "supporto" del pezzo originale nella nostra mente. Probabilmente non ci avrebbero mai colpito come invece aveva fatto l'altro. In conclusione, sempre secondo me, le cover sono un esercizio che nella maggior parte dei casi ha il tempo che trova, salvo rarissime eccezioni.
Naturalmente in questo discorso sono escluse le tribute band. In questo caso, i gruppi si sforzano di riproporre fedelmente i brani nella maniera più realistica possibile. E non si può parlare di cover.
Ma chi ha letto questo righe che cosa ne pensa?
Dello stesso autore
Quali potrebbero essere i migliori pickup da sosti...
Una chitarra classica all'estero
Boss 40th Annyversary Box Set
Pur rispettando le leggi di mercato e fatte le dov...
Solieri
Acciaio, ottone o grafite per le sellette di una strato
Loggati per commentare

Sono sostanzialmente d'accordo con te. ...
di waterdog [user #12638]
commento del 21/02/2015 ore 21:01:25
Sono sostanzialmente d'accordo con te. Per quanto riguarda la creatività credo invece che ci sia molto fermento, anche nel mondo della musica e soprattutto nel jazz e simili (vedi per esempio Bill Frisell, john Scofield, Pat Metheny, Julian Lage, Peter Bernstein e altri che arrivano dalla scuola di Hall), solo che la gente è ingorante e non li conosce.

Naturalmente parlo dell'America, perchè in Italia parlare di musica mi risulta difficile e ti rispondo direttamente commentando il tuo pensiero:

i cosiddetti "tenori" sono una mostruosità, anche solo per il fatto che li chiamino così perchè cantano con una voce pseudo impostata (male oltretutto). Un tenore o un baritono è un registro, non uno stile di canto. Sting, per esempio, è un tenore perchè ha una voce acuta, ma non canta scimmiottando un cantante lirico, perchè è questo che fanno i ragazzotti in oggetto. Io li trovo a dir poco grotteschi e non capisco come faccia a piacere una cosa del genere.

Di peggio ci sono solo i cantanti napoletani del new melodic e il pop italiano commerciale. Ah no, dimenticavo, i talent show, quelli sono il peggio.

Per quanto riguarda le cover la penso allo stesso modo e non amo nemmeno le cover band, le trovo tristi, salvo casi sporadici.
Rispondi
Libertà, niente giudizi. La musica ...
di GuitarTribu [user #21267]
commento del 21/02/2015 ore 23:09:12
Libertà, niente giudizi. La musica rappresenta un'arte e trasmette sempre qualche cosa a chi la esegue e a chi la ascolta. Non c'è un genere che ha più diritto di un altro di esistere.
Con il mio gruppo facciamo cover anni '80 (e dal'altra parte con l'età che mi ritrovo non potrei fare altro).
A volte le facciamo il più fedele possibile altre volte le interpretiamo e le adattiamo alla nostra formazione.
Quello che conta e che sia noi che suoniamo che il pubblico ci divertiamo.
Chi non ci ama semplicemente non ci segue.
Rispondi
''Allo stesso modo in cui ...
di paserot [user #21075]
commento del 22/02/2015 ore 00:05:41
''Allo stesso modo in cui noi mentalmente completiamo una parola scritta in modo incompleto, riusciamo a rivivere tramite le cover il ricordo dei brani originali, pur senza averne la sostanza.''

non sono d'accordo
spogliata dal peso di ogni arrangiamento resta il nocciolo originale di quello che comunemente chiamiamo musica o canzone o aria
che in realtà è a mio parere qualcosa che arriva da lontano e non si sa cosa sia e che ci strugge e ci emoziona
che con i mezzi e l'esperienza che ognuno ha a disposizione viene di volta in volta rappresentato con alterne fortune
Rispondi
Sono d'accordo fino a un certo punto
di danielejd [user #35531]
commento del 22/02/2015 ore 00:54:17
È vero che manca la novità che c'è stata negli anni passati ma è anche vero che è cambiato il modo di ascoltare la musica; una volta si compravano pochi vinili e si ascoltavano accuratamente, magari in casa concentrati solamente sulla musica mentre oggi, purtroppo o per fortuna, la diffusione della musica è tale che è diventata una sorta di sottofondo perenne e l'ascoltatore medio fruisce quest'arte in maniera superficiale. Di conseguenza chi produce musica e chi suona, a parte rare eccezioni, non si esprime appieno ma solo per sfornare la hit di turno che deve essere orecchiabile e alla moda. Per quanto riguarda le cover sono un ottimo allenento per band neoformate e non solo.
Ti riporto la mia esperienza: a me piacerebbe molto suonare pezzi originali ma dopo alcuni tentativi con il mio gruppo siamo giunti alla conclusione che non siamo musicalmente pronti ma, in ogni caso, quando suoniamo trasmettiamo emozioni in primis le nostre e poi quelle che l'autore del pezzo voleva comunicare e non c'è soddisfazione più grande di vedere le persone che ascoltano divertite e felici.
Rispondi
Ho il massimo rispetto di ...
di giambu [user #4070]
commento del 22/02/2015 ore 07:58:37
Ho il massimo rispetto di chi suona cover dal vivo ma, in realtà, io mi riferivo a chi le cover le registra e le propone come tali sul mercato. Lo spirito e le necessità che li ispirano sono molto diversi. E comunque, anche se può apparire una oservazione banale, una cover non vive senza il suo originale (e non susciterebbe altrettanto interesse senza di lui) mentre il brano originale sopravvive benissimo anche senza cover.
Rispondendo a waterdog dico che mi riferivo esclusivamente alla musica che da molti anni vienne definita impropriamente "commerciale", e non al jazz, che ho ascoltato molto in passato ma che da molto tempo non seguo più. I grandi musicisti della chitarra jazz, da Barney Kassel a Jim Hall che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo, suonavano spesso standard, ma questo è un altro discorso.
Rispondi
Re: Ho il massimo rispetto di ...
di danielejd [user #35531]
commento del 22/02/2015 ore 11:46:23
Allora in questo caso posso capire l'artista solo se le cover sono accompagnate da pezzi originali e la cover è un omaggio all'autore. 😃
Rispondi
Perversioni covers
di Claes [user #29011]
commento del 22/02/2015 ore 12:52:38
Sono partito in un complessino a Venezia e suonavamo solo covers. Ero nella fortunata situazione che il fratellastro maggiore mi inviava nastri registrati dalla radio danese - Chuck Berry, Fats Domino e un sacco di altre cose blueseggianti per niente conosciute a quel punto - sembrava ai più che questi pezzi erano composizioni nostre!

È ottimale "pervertire" pezzi cover - farne versioni davvero differenti e radicalmente modificati. Adoro "My Way" coi Sex Pistols! È da molto che aspiro a "So What" (Miles Davis) in versione Heavy Rock di questo pezzo strumentale. In ogni caso, eccovi qualche link per cose che ho massacrato e che sono in rete - spero siano una specie di ispirazione per cose vostre...

ccstream.com

House Of The Rising Sun (anti-Animals al massimo) - Spoonful (davvero diversa da quella che conosciamo) - Strange Fruit (Billie Holiday) - Respectable (Mel & Kim e Pop al massimo)

Bluesisti o tastieristi da Techno-Pop: fate una cover di "Road To Fate" (dedicato a Guido Toffoletti).

È permesso cambiare accordi!!! Scordatevi tutto fuorché la linea melodica del canto.



Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
News
La Strat interamente fatta di pastelli colorati
Guarda John Mayer presentare GarageBand per Apple nel 2004
Ascolta New Horizons: il nuovo singolo di Brian May
I temi chitarristici più caldi del 2018
Impara a suonare e a tenere il palco con Carlos Santana
Billy Gibbons suona Rudolph La Renna con il capitano Kirk
SHG Music Show Milano 2018 apre i battenti
Paganini Rockstar
Roy Clark: il chitarrista intrattenitore
Come suona la chitarra in una camera anecoica
Chi ha inventato davvero il tapping
Come suona la mia stanza?
Certificato CITES: quando serve e come ottenerlo
Country Music Hall of Fame: il cerchio non sarà interrotto
Ryman Auditorium: la chiesa americana della musica live

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964