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Jeff Loomis: Jason Becker e il suo vibrato
Jeff Loomis: Jason Becker e il suo vibrato
di [user #116] - pubblicato il

Jeff Loomis è probabilmente il chitarrista metal più apprezzato dell'ultima generazione. Dotato di una preparazione tecnica disarmante tanto nel solismo shred neoclassico che nell'approccio ritmico modernissimo, colpisce per l'espressività e intensità del suo tocco e fraseggio. Lo abbiamo incontrato in occasione di un recente clinic tour per Schecter e ci ha parlato della sua formazione, dei chitarristi che ama e perchè Jason Becker è tra i suoi preferiti.
Ci racconti quali sono state le tue principali influenze musicali?
Sono cresciuto con un padre che amava moltissimo la musica. Casa nostra era piena di vecchi dischi in vinile. Ero poco più che un moccioso e già ascoltavo montagne di musica, tantissime cose degli anni '70. Sono cresciuto con i Queen, i Beatles, gli Yes…
Un po’ più tardi ho iniziato ad avvicinarmi a un tipo di rock più duro: Ozzy, Iron Maiden, Van Halen sono state le band che mi hanno fatto avvicinare all’heavy metal. Quindi, piano, piano ho scoperto i chitarristi shred degli anni ’80 come Yngwie Malmsteen, Tony MacAlpine, Marty Friedman e Jason Becker, tutti musicisti che hanno profondamente influenzato il mio modo di suonare. Ancora oggi ascolto gli artisti che ho nominato, sono cresciuto con loro e mi piace continuare ad ascoltarli.

Jeff Loomis: Jason Becker e il suo vibrato

Sembra che Jason Becker abbia profondamente influenzato il tuo playing...
Moltissimo: di Jason adoro la sua tecnica di plettraggio e il suo senso della melodia, soprattutto applicato allo sviluppo degli arpeggi. Ma più di tutto mi ha ispirato il suo modo di eseguire il vibrato. Molti nelle interviste più tecnico/chitarristiche che mi vengono fatte, mi chiedono di parlare del mio approccio al vibrato. Rispondo sempre  che il mio vibrato è frutto dell’ascolto di musicisti davvero bravi che mi hanno ispirato e mostrato il giusto approccio. Tra questi, senza dubbio, Jason è stato uno dei più importanti ma guai se non nominassi anche Brian May, oppure Jeff Beck. Sono straordinari e il loro vibrato è sempre così funzionale nella loro musica. Ma ascolto anche i grandi cantanti: anche loro hanno dei vibrati grandiosi che si possono ascoltare chiaramente per poi cercare di riprodurli alla chitarra, lavorando sulla propria tecnica. Insomma, se qualcuno vuole diventare un buon musicista, possedere un buon vibrato dovrebbe essere una delle sue prime preoccupazioni! Un vibrato che possa essere ora aggressivo, ora più dolce: ci sono così tante maniere per eseguirlo!

Ascolti anche musica classica?
Sì, certo, ascolto molta musica classica. Ma di base tento di essere il più variegato possibile nei miei ascolti. Cerco di ascoltare di tutto, dal jazz al metal. E mi piacciono molto le colonne sonore dei film. Tutto poi dipende dall’umore che ho nelle singole giornate e che mi spinge ad ascoltare una cosa piuttosto che un’altra: a seconda di quello che mi fa stare meglio. Questo è un altro consiglio che do a chi vuole fare il musicista: cercare di aprire i propri ascolti verso più generi musicali possibile.

Jeff Loomis: Jason Becker e il suo vibrato

Come cambia il tuo approccio chitarristico a seconda di quando lavori con le band o fai la tua musica solista?
La differenza principale nasce dal fatto che nella musica strumentale c’è uno sforzo maggiore per tenere alto il livello di attenzione vista la mancanza del cantato. Questo mi sprona spesso ad avere un piglio più aggressivo. Con le band, come per esempio con i Nevermore, mi preoccupavo soprattutto del sound, perchè le chitarre creassero letteralmente un muro. Nella musica strumentale cerco di esprimermi con maggiore libertà, senza avere troppe barriere o prescrizioni. Suono quello che mi sento di suonare.

Chi sono i chitarristi delle ultime generazioni che ti sono parsi più interessanti?
Di sicuro Guthrie Govan e Fredrik Thordendal il chitarrista dei Meshuggah ma è difficile rispondere, perchè ce ne sono così tanti...

E in ambito più jazz?
Mi piace Pat Metheny e poi adoravo Allan Holsworth. Era assolutamente straordinario. Riposa in pace Allan...
Poi ecco, adoro i chitarristi di gybsy jazz. Per esempio Stochelo Rosenberg...

Conosci Anoine Boyer? E' un giovane chitarrista francese pazzesco?
Oh certo ed è incredibile. Questi ragazzi suonano davvero delle cose pazzesche…altro che shred! Sono tecnicamente assurdi. E poi adoro il loro senso melodico! Mi mandano fuori di testa!

interviste jeff loomis
Link utili
Il sito di Jeff Loomis
La Schecter modello signature di Jeff Loomis
Gold Music, distributore italiano di Schcter

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Commenti
di pg667 [user #40129] - commento del 27/07/2017 ore 09:14:5
"Con le band, con i Nevermore mi preoccupo soprattutto del sound [...]"?!?
c'è qualche errore di trascrizione per caso? perchè non citare gli Arch Enemy in cui suona attualmente e citare invece i Nevermore al presente mi fa pensare o che manchi qualcosa nell'articolo o che si siano riformati i Nevermore!
Rispondi
di GianniJanaRojatti [user #17404] - commento del 27/07/2017 ore 09:43:1
Ciao, no nessun errore. Loomis ha dato una risposta di massima e per portare un esempio generico di suo lavoro come chitarrista calato in una band ha menzionato solo loro, senza citare gli Arch Enemy. Magari rivedere i Nevermore!
Rispondi
di pg667 [user #40129] - commento del 27/07/2017 ore 10:56:01
eh, magari si! una delle mie band preferite!

senti, visto che mi hai risposto tu colgo l'occasione per chiederti una cosa: ma l'RG Tour prosegue? io speravo di vedervi dalle parti di Firenze o Prato con Giacomo Castellano come ospite (anche lui endorser Ibanez) visto che abita in zona.
Rispondi
di GianniJanaRojatti [user #17404] - commento del 27/07/2017 ore 17:51:29
Tieni d'occhio il Blog dell'RG tour!...per il momento non posso dirti di più! ;-)
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