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Guild M240E, concert pronta a tutto
Guild M240E, concert pronta a tutto
di [user #116] - pubblicato il

La M240E è una Guild piccola e leggera, non solo nelle forme ma anche nel prezzo. Realizzata per offrire il massimo in meno di 400 euro vanta anche un sistema di amplificazione convincente. L’abbiamo provata assieme al nostro Paolo Antoniazzi.
Appesa tra le altre acustiche nella acoustic room di Lucky Music fa subito sembra ancora più piccola e ristretta di quello che è. La M240E è una concert stretta e sottile, realizzata non solo per essere comoda, ma soprattutto per esaltare al meglio le frequenze medie, regalandole una voce acuta e presente. La cassa assemblata a partire da una tavola in abete sitka massello, montata su fasce e fondo in mogano laminato. A questo è incollato un manico con una scala di 24 e 3/4 ha venti tasti sempre in mogano con tastiera in palissandro, come il ponte. Sulla paletta fanno la loro figura le meccaniche open gear vintage style che non stonano con il look tutto sommato moderno della Guild sottolineato dalla finitura matte della verniciatura in poliuretano. 

All’interno della cassa armonica trova posto anche il sistema di amplificazione. Nello specifico abbiamo a che fare con AP-1 Active Piezo, realizzato proprio dalla Guild. Un sistema molto semplice ma efficace che rende giustizia al buon suono di partenza della chitarra. Nella buca sono nascosti i due soli controlli, il volume e i bassi. Visto la buona resa dell’elettronica in effetti non serve altro su cui intervenire. 

Guild M240E, concert pronta a tutto

La M240E è uno strumento leggerissimo. Si imbraccia con facilità e con le sue dimensioni ridotte all’osso sembra di giocare con una travel guitar. La sensazione, però, svanisce non appena cominciamo a suonare qualche nota. La voce della Guild è interessante. Non sembra quella eterea e ricca di uno strumento da migliaia di euro, ma nemmeno quello nasale e medioso che affligge parlor e concert di fascia media come questa. Nonostante sia stata realizzata proprio per valorizzare il registro medio medio alto dello spettro, non lesina sulle basse che emergono, anche se non con prepotenza, ma si fanno sentire quanto basta, soprattutto se le si percuote con il pollice in un po’ di sano fingerstyle. Il manico è super sottile, ma mantiene una comoda forma a C che accompagna i movimenti della mano senza affaticarla. Non è a spalla mancante quindi si fatica ad andare oltre il 14esimo tasto dove il manico si congiunge alla cassa, ma non è un vero e proprio problema. 

Come detto in precedenza l’AP1 è un sistema molto efficace. Collegato direttamente al mixer restituisce in maniera convincente la voce della Guild senza snaturarla più di tanto. La possibilità di intervenire poi sulle basse permette di smorzarle leggermente e togliere quella gommosità tipica dei sistemi dotati di piezo, soprattutto sulle basse. 



Con i 400 euro circa che si devono sborsare per aggiudicarsi la Guild M240E non ci si poteva aspettare di più. Abbiamo tra le mani una chitarra ben fatta, con le curve al posto giusto e un sound da prima della classe. Viene venduta assieme alla gig bag chiavi in mano. 
 
chitarre acustiche guild m240e
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Commenti
di aleck [user #22654] - commento del 17/10/2017 ore 11:38:28
Le acustiche Guild, anche nelle serie di produzione orientale, hanno molto da dire. E se le Westerly serie 2xx, pur buone, non mi hanno fatto gridare al miracolo, le 1xx sono straordinarie per la loro fascia di prezzo. Sarebbe bello vedere una comparativa tra M-240 e M-140 :-) La M-120 resta un mio piccolo e realizzabile sogno.
Rispondi
di stefano58 [user #23807] - commento del 17/10/2017 ore 12:11:4
Concordo con te : le guild della produzione "povera" sono ottimi strumenti con un rapporto qualità/prezzo imbattibile . Ho provato in prima persona la M-120 all solid, non riuscivo a staccarmi. Prima o poi... ;-)))
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 17/10/2017 ore 13:10:48
Stessa esperienza con la M-120! Penso sia una formidabile chitarra da divano (o da patio se siamo in vena folk country :-D ) ed è anche bella a vedersi con l'incredibile tridimensionalità delle venature del suo mogano in finitura Natural :-)
Rispondi
di stefano58 [user #23807] - commento del 17/10/2017 ore 13:15:33
Patio con vista sul deserto o almeno una veranda sulle paludi della Louisiana . Ecchediamine... il bourbon lo porti tu ? :DDDDDDD
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 17/10/2017 ore 13:27:27
vai al link

Ciò che beve un vero gambler :-D
Rispondi
di stefano58 [user #23807] - commento del 17/10/2017 ore 13:58:45
Il buon vecchio Ry...era nella mia firma , quando ancora c'erano le firme qui su Accordo. Nostalgia...
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 17/10/2017 ore 14:56:56
Ho memoria di quei tempi... :-)
Rispondi
di Dighe [user #47231] - commento del 17/10/2017 ore 16:14:00
....400 euro per una chitarra cinese non sono pochi....a parità di prezzo o poco piu' come chitarra dalle dimensioni ridotte c'è la Roadhouse della Art & Lutherie fatta interamente a mano in Canada.

Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 17/10/2017 ore 16:50:2
Al di la di dov’è fatta bisogna poi confrontarla sul suono. Ben venga la produzione canadese allo stesso prezzo della cinese, ma poi il confronto va fatto sul campo...
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 17/10/2017 ore 17:15:28
Sono chitarre diverse. Io sono un grandissimo estimatore delle Seagull come di tutte le chitarre del marchio Godin, ma per chi vuole uno strumento di ispirazione più tradizionale, mantenendo comunque una buona qualità, queste Guild sono davvero valide, soprattutto nella serie 1xx, che a differenza di questa adopera legni masselli anche per fasce e fondo :-)

Sono cinesi, si, ma sono fatte con cura. Non aspettarti una cinesata.
Rispondi
di Dighe [user #47231] - commento del 18/10/2017 ore 13:25:53
Repsol

Concordo con te sul suono. Ho avuto 2 chitarre fatte in Cina che non suonavano male....una Takamine e una Alvarez....ma a livello di cura dei dettagli e qualità di costruzione non c'è confronto con una chitarra fatta in USA, Canada o Giappone.

aleck

Le Seagull a livello estetico si allontanano un pochino dalla tradizione ma Norman, Art & Lutherie e Simon & Patrick sono piu' tradizionali.

Io ho due chitarre acustiche, Seagull S6 in cedro massello e Norman Expedition in abete massello sono due chitarre da 500 e 400 euro euro e non le cambierei mai per un made in Cina.
Forse sono io che sono prevenuto ma una Guild o una Takamine fatta in Cina sarebbe come una Harley Davidson fatta in Cina......non sarebbe una vera Harley Davidson !
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 18/10/2017 ore 16:22:11
Sono punti di vista :-) Anche io preferisco le chitarre del gruppo Godin, Seagull S6 in testa: rispetto a gran parte degli altri strumenti nella fascia sotto e a cavallo dei 1000 euro sono dei veri gioielli, realizzate con cura, su progetti intelligenti e con ottimi materiali (ecosostenibili, tra l'altro). Però allo stesso modo non sono prevenuto rispetto a strumenti di qualità altrettanto buona, indipendentemente dalla loro provenienza :-) Le Guild cinesi di fascia alta (non la serie 2XX, ma la 1XX si), così come le Eastman - ad esempio - sono buone chitarre, senza nulla togliere alle mie amate Seagull. Se non hai mai provato una di queste chitarre ti invito a farlo prima di esprimere questo giudizio drastico, sono generalmente sopra la media a livello di qualità e cura di costruzione e finiture :-)
Rispondi
di accademico [user #19611] - commento del 20/10/2017 ore 09:52:42
Partecipo anch'io al dibattito: con tutto il rispetto per Seagull che stimo molto anche come progetto, devo dire che i cinesi sanno anche lavorare bene, Eastman ad esempio hanno standard qualitativo altissimo e i modelli di punta (con prezzo adeguato) sono davvero grandi chitarre. Altri marchi come Recording King alternano chitarre di ottima qualità a prezzi ridicoli a modelli veramente troppo cheap come qualità. Come dire: lo strumento va valutato per quello che è e che dà, non in base alla provenienza.
Ecco posso dire che le cinesi sono solo copie, mentre Seagull ha un'idea di chitarra che ha una sua personalità, molto diversa dalle copie martin (scala corta, suono dolce e moderno, cedro ecc).
Rispondi
di Dighe [user #47231] - commento del 18/10/2017 ore 17:22:55
aleck ti credo perchè come ti ho detto ho avuto alcune esperienze positive specialmente a livello di suono. Se i materiali sono gli stessi non ci dovrebbe essere differenza tra un assemblaggio fatto da un cinese da uno fatto da un canadese......pero'....sarà una cosa mia psicologica.....:)

P.S. Prova la Norman Expedition quella in solid spruce......è una entry level da circa 400 euro molto spartana ma ti giuro non ha nulla da invidiare come suono a moltissime chitarre di fascia alta.
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 18/10/2017 ore 17:40:18
Purtroppo le Norman non mi sono ancora capitate per le mani, se me ne capitasse una la proverei senzaltro :-) Però già Seagull incontra pienamente il mio gusto, specialmente in fatto di Jumbo e Dreadnought, specialmente per la forma "slope shoulder" e la scala corta.
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di henrystrat [user #26073] - commento del 24/10/2017 ore 10:08:53
Il suono del demo mi ricorda la mia cara zerosette inizio anni 90, pagata 99k lire :D
Rispondi
di Dighe [user #47231] - commento del 24/10/2017 ore 15:42:41
Ciao accademico. Le Recording king sono carine......ricordiamoci pero' che sono una copia......di una copia delle Martin come hai detto tu. Unica cosa che noto è che del gruppo Godin vengono spesso citate solo le Seagull. Seagul è il brand del gruppo piu' innovativo e con progetti del tutto nuovi. Simon & Patrick....Norman....e Art & Lutherie sono piu' tradizionali. Io sto aspettandodi poter provare la nuova Art & Lutherie "Americana" da affiancare alla mie S6 e alla Norman.
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