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Bias Rack: in prova l'Amp Match Amplifier Positive Grid
Bias Rack: in prova l'Amp Match Amplifier Positive Grid
di [user #116] - pubblicato il

Rack Amp è la "casa" del software Bias che porta ampli virtuali personalizzati all'inverosimile in studi e palchi con qualità massima. Lo proviamo per voi.
Era il 2011 quando Positive Grid si affacciò sul mercato della musica suonata via smartphone con l'app di simulazione ampli ed effetti JamUp. La risposta del pubblico fu buona, ma un panorama già saturo di concorrenti spinse la software house californiana a mettere presto a punto qualcosa di diverso.
Nel 2013 nasce Bias, prima su iPad, poi su iPhone e su desktop. L'approccio è unico nel suo genere: è il primo simulatore che permette all'utente di personalizzare ogni anello dell'amplificatore, mettendo virtualmente le mani fin dentro i circuiti dei più grandi classici di sempre. Si agisce sulle valvole di pre e finali, sul tipo di raddrizzatrice, sul tonestack e persino sui trasformatori. È il sogno degli smanettoni patologici che si avvera. Quando alla fine del 2015 viene annunciata la versione hardware di Bias, un vero amplificatore con all'interno tutte le caratteristiche del software di casa, i tempi sono abbastanza maturi da creare un vero fermento intorno al nuovo progetto Positive Grid.
Da allora Bias è diventato una testata in stile lunchbox (protagonista di una recente recensione su Accordo), un processore dello stesso formato senza amplificazione pensato per lo studio e due rack. Anche in questo caso ce n'è uno con solo il "cervello" per le simulazioni e un altro con una sostanziosa amplificazione solid state da 600 watt per portare i propri suoni su qualunque palco. È questo l'oggetto della recensione che state leggendo.

Bias Rack: in prova l'Amp Match Amplifier Positive Grid

L'hardware
In un formato di rack standard, il Bias Rack Amp rappresenta una soluzione hardware per ottenere tutti i suoni di Bias nel proprio studio con la massima qualità, senza affaticare la DAW e praticamente senza latenza. La potenza erogata ne fa inoltre un vero amplificatore da live ed è sufficiente a fronteggiare anche i palchi più rumorosi garantendo un'headroom elevata, che rispetti la simulazione programmata senza introdurre compressione e saturazione indesiderati.

Il pannello ricalca quello di un comune amplificatore per chitarra, con in più una serie di funzioni per richiamare vari preset o modificarli rapidamente nelle caratteristiche principali.
L'uso stand alone di Bias Rack consente di richiamare i preset in memoria (cinque modelli per categoria, da Clean a Metal) e agire quasi su tutti i parametri offerti anche dal software per adattare i suoni alle necessità del caso senza ricorrere ad alcun menu né display. Si può attivare il canale bright, si agisce sull'equalizzazione, sul gain e sul livello del master, ma compaiono anche parametri meno comuni come Tube Stages, per la quantità di stadi di gain attivi e quindi per la saturazione massima ottenibile, o Topology, per l'architettura stessa dell'amplificatore tra Single Ended, Split, Push Pull o Solid State, con tanto di controllo Power Amp per personalizzare la risposta delle finali. Una finezza: tutte le manopole legate al sound dell'ampli hanno una scala numerica che... arriva a undici.
Un vero coltellino svizzero è il potenziometro Custom, impostato di fabbrica per regolare la soglia del noise gate integrato ma assegnabile a una nutrita lista di applicazioni.
Sempre dal pannello frontale è possibile scegliere anche se attivare o meno la simulazione di cassa, dedicata per ogni preset.

Sul retro, le connessioni rispecchiano la natura ambivalente di apparecchio per studio e per concerti.
Due send e return consentono di inserire effetti esterni, e la piena compatibilità col protocollo MIDI permette di programmare suoni e preset.
L'uscita per gli altoparlanti è una sola, universale da 4 a 16 ohm, mentre le uscite di linea per la registrazione in diretta sono due per tipo, con una configurazione stereo. Si hanno a disposizione due uscite di linea sbilanciate con connettori jack e due bilanciate con prese XLR. I suoni del video, comprese le chitarre dell'intro, provengono tutti da quest'ultime.

Appena uscito dalla scatola, il rack è già pronto a suonare con 25 preset personalizzabili, ma la vera potenzialità del sistema Bias si sprigiona quando lo si collega con l'omonimo software Positive Grid.

Bias Rack: in prova l'Amp Match Amplifier Positive Grid

Collegamento con Bias software
La connessione può avvenire via USB per il computer o con antenna wireless per la versione mobile. Da qui, è possibile modificare ogni aspetto del suono agendo virtualmente sui singoli stadi che compongono gli amplificatori simulati. Inoltre, i preset generati sono compatibili con tutte le versioni di Bias sia software sia hardware, ed è possibile scambiarli tra le piattaforme per usarli in studio come dal vivo.

Il collegamento USB non trasforma il Rack in un'interfaccia audio, quindi per registrare in studio si avrà bisogno di un ingresso jack o XLR. La presa lavora qui come una connessione MIDI e serve ad avere un quadro più completo dei propri suoni. Una grafica curata e una struttura intuitiva guidano l'utente attraverso le regolazioni in uso, il modello di amplificatore simulato e ogni dettaglio costruttivo dello stesso, dal tipo di tonestack alle valvole fino al trasformatore. Non manca una sezione dedicata al simulatore di cassa, con possibilità di scegliere il tipo di altoparlante e muovere il microfono virtuale nell'ambiente per individuare il punto di ripresa più adatto al caso.

Bias Rack: in prova l'Amp Match Amplifier Positive Grid

Amp Match
Come indicato sull'elegante confezione nera, il Bias Rack è un "amp match amplifier".
La tecnologia Amp Match messa a punto da Positive Grid già tempo fa col software Bias Desktop consente di cucire il suono del proprio modello simulato su qualunque altro suono di chitarra del quale si abbia un clip registrato.
Il procedimento richiede alcuni passaggi manuali, ma i risultati possono essere impressionanti. All'utente si chiede di impostare a grandi linee un suono che ricordi quello che intende replicare. Basta selezionare il tipo di amplificatore più adeguato tra quelli a disposizione, fare qualche ritocco del caso e poi dare in pasto al programma un file audio in cui la chitarra target si senta distinta a sufficienza. In pochi secondi la macchina avrà adattato la risposta e il timbro del proprio modello a quel preciso suono.
Purtroppo la versione dimostrativa usata per la recensione non comprende la funzione Amp Match, ma varie clip sul web mostrano un accessorio davvero potente, capace di rappresentare una piccola rivoluzione nel campo paragonabile alla profilazione, con la differenza di richiedere qualche passaggio manuale in più ed eliminando il bisogno di possedere l'amplificatore che si vuole copiare.

Dal vivo
Nell'uso come amplificatore puro, Bias Rack colpisce positivamente. La macchina si limita a ricreare suoni di amplificatori, senza effetti di sorta, e il pannello ispirato a una testata per chitarra aiuta ad avere l'impressione di trovarsi di fronte a un comune amplificatore anziché un processore digitale. I selettori rotativi per gli stadi di gain, i preset e la Topology possono confondere sulle prime, ma una volta impostati i suoni di base tutto fila liscio e ci si trova ad avere a che fare con un amplificatore dinamico, sensibile al tocco e con una "pacca" tutt'altro che scontata per il mondo digitale.

La maggior parte delle dimostrazioni presenti online si concentra sull'aspetto hi-gain del sistema Bias. In effetti, il parco simulazioni dedicato al metal è curato e credibile, ma il range di crunch e clean non è da meno.
Quando si parla di amplificazione digitale, molti nodi vengono al pettine proprio in quella zona grigia tra puliti e saturazioni moderate, dove si richiede un contenuto armonico ricco ma mutevole, legato al tocco e al volume dello strumento. In questo, Bias dimostra quanta strada abbiano fatto le moderne tecnologie in pochi anni.
La fusione tra bit e palco è ormai un fatto, e il rack sfoggia una certa disinvoltura nel digerire pedali. Anche spingendo con overdrive esterni, la risposta è sempre naturale e il carattere degli stompbox viene sempre fuori in maniera realistica. Le valvole virtuali si gonfiano con il gain aggiuntivo così come dovrebbe essere nella realtà, non si generano artefatti e non c'è l'ombra di clipping fastidiosi.

Tutti i suoni del video che segue sono registrati in diretta con il Bias Rack Amp. Solo il clip d'apertura ha ricevuto delle equalizzazioni e l'unico effetto aggiunto (a parte nel clip finale con pedali esterni) è un leggero riverbero plugin.



In studio
Registrare un amplificatore virtuale in diretta, senza avvertire lo spostamento d'aria di un vero cabinet per chitarra, è sempre un'esperienza straniante e Bias non fa differenza. Sentire una valvola che si increspa e comprime da una coppia di casse monitor a basso volume può far sembrare un suono artefatto, ma è riascoltando le proprie registrazioni che ci si rende conto di essere davanti a dei clip già belli che impacchettati, con tutte le frequenze al posto giusto per immergersi in un mix quanto per spiccare nei punti salienti.
Il suono è dettagliato, presente e grosso sui bassi quel tanto che basta per dare al chitarrista una buona sensazione di realismo. In fase di produzione, i bassi possono addirittura essere troppi e potrebbero richiedere qualche ritocco per asciugare il low-end e bilanciare il risultato.

Un plauso va al noise gate, delicatissimo sui preset a basso gain e capace di ripulire anche quelli più spinti senza che dinamica e tocco accusino eccessivamente il colpo.

In definitiva, Bias Rack è una bella sorpresa. Al costo di un buon amplificatore per chitarra e con un ingombro più che accettabile, arricchisce un home studio con un'apparecchiatura all-in-one per la ripresa di qualunque suono si abbia in mente, compatibile con l'idea di aggiungere i propri pedali tradizionali in catena e con tutte le connessioni del caso per programmare e registrare in libertà. La versione Rack Amp con finale di potenza integrato richiede un piccolo extra sul cartellino del prezzo, ma compensa la spesa donando una versatilità e un realismo di tutto rispetto a qualunque chitarrista sia alla ricerca di molteplici suoni differenti a portata di switch, senza rinunciare alla qualità e a un approccio piacevolmente tradizionale.
Se vi capita di vederne uno in un negozio servito dalla distribuzione ufficiale di Gold Music, non lasciatevi sfuggire una prova sul campo.
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Link utili
Bias Rack Processor sul sito Positive Grid
Bias Rack Amp sul sito Positive Grid
Bias Head testato su Accordo
Sito del distributore Gold Music
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