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Lezioni di Ableton
Lezioni di Ableton
di [user #116] - pubblicato il

Ableton è un programma che permette di fare una moltitudine di cose: dalla composizione di brani elettronici fino alle musiche per video; dalla creazione di parti di batteria fino al sound design più estremo e ricercato. Uno strumento di lavoro che può far crescere il musicista tradizionale sotto tanti aspetti: creativo, sonoro, di interazione con altri strumentisti. Iniziamo a studiare Ableton con un nuovo ciclo di lezioni.
A guidarci alla scoperta di Ableton con queste lezioni, ci sarà Walter Sguazzin musicista preparato e versatile, a suo agio tanto nella figura di musicista tradizionale e  analogico - con il basso elettrico al collo - che in quella di compositore e producer tra elettronica, virtual instrument, synth... Lo conosciamo attraverso questa intervista in cui ci anticipa anche i contenuti delle lezioni.

Che cos’è Ableton? 
Ableton è un Digital Audio Workstation potente ma, allo stesso tempo, molto friendly. La sua forza è sicuramente la facilità di poterla utilizzare live in quasi tutti i contesti musicali. Non la considero la migliore DAW in assoluto ma, per l'aspetto live, è probabilmente davvero la più efficace.  
Con Ableton puoi fare una moltitudine di cose: dalla composizione di brani elettronici fino alle sonorizzazioni dei video; dalla creazione di drum kit fino a spingersi al sound design più estremo e ricercato. 

Live, produzione e composizione: Ableton ti segue anche nella fase finale di questi processi, quella del mix?
Per mixare no, perchè forse altre DAW sono più performanti e specifiche. E’ dal vivo che Ableton funziona davvero bene.

Lezioni di Ableton

Conosci anche la altre DAW?
Sì, perchè per ragioni d'insegnamento, ho testato un pò tutti i software (da Cubase, Protools, Fruit Loops; ora smanetto con Bitwig che anche dal punto di vista live se la gioca con Ableton). Ableton però, mi ha dato quello che mi serviva per i set dal vivo.

Di cosa parlerai in questo ciclo di lezioni?
Mi piacerebbe poter parlare del programma, aiutare i musicisti a conoscerlo e quindi usarlo. Insisterò sul modo in cui, un’utilizzo consapevole e moderno di Ableton,  può implementare il lavoro del musicista nel quotidiano.
Poi è un momento d'oro per avvicinarsi a queste tecnologie: l'esplosione di popolarità e utilizzo delle DAW  ha fatto sì che anche i grandi produttori di hardware abbiamo trovato soluzioni più economiche per gli utenti; per esempio la Roland con la serie Boutique; oppure la Korg con la serie Volca...E al contempo anche i produttori di software (virtual Instruments) hanno ottimizzato i loro strumenti ed abbassato i prezzi (Arturia, Native Instruments...). Tutto è molto più accessibile.

L’applicazione più immediata che si può imparare su Ableton?
Per esempio la creazione di una parte di batteria…

Tu nelle tua attività musicali per cosa lo utilizzi?
Io lo uso per tutto. Tra le tante cose che faccio, per esempio, compongo delle musiche per le Cheerleader e quelle le faccio interamente con Ableton.  Poi lo utilizzo per arricchire i live set dei progetti musicali nei quali sono coinvolto. Quindi musiche per video, elettronica… 

Lezioni di Ableton

Pensi che Ableton possa integrarsi con facilità anche nella vita e pratica musicale di un musicista tradizionale, diciamo analogico, vecchia scuola?
Sì, perché credo che Ableton possa far crescere il musicista tradizionale sotto tanti aspetti: creativo, sonoro, di interazione con altri strumentisti. 
Anche il fatto di vedere la musica nel suo insieme, in una schermata, a tracce separate, aiuta il musicista a una visione più ordinata e organizzata di ciò che sta facendo. Poi Ableton ha dalla sua che è veloce; ottimizza il tempo e parla una lingua universale.

Tu poi, parti proprio come musicista tradizionale
Sì, io sono nato bassista, bassista rapace per l'esattezza. Ho iniziato a suonare il basso nel 1983 ma male, molto male.
Con la scoperta dei primi gruppi Californiani di crossover, la mia applicazione sullo strumento diventò più costante e precisa. Ricordo che quando sentì “Fight Like A Brave” dei Red Hot Chili Peppers, capì che quello era il modo in cui avrei dovuto suonare il basso. E così fu.

C’era molto spazio per il basso in quella musica…
Sì, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, il basso viveva un momento di grande sviluppo tecnico, lo slap era in gran voga e permetteva di esplorare nuove soluzioni espressive e ritmiche. E il crossover era il contenitore che permetteva di inserire questo nuovo linguaggio bassistico in un contesto rock fortemente contaminato da funk, metal, rap. Io suonavo negli Aria di Golpe che in Italia erano uno dei gruppi di riferimento del genere.



E come ti sei avvicinato all’elettronica?
Verso la fine degli anni 2000 è scattato l'amore per l'elettronica.
Io sono uno di quei musicisti che ha trovato nell'elettronica il naturale proseguimento, sia creativo che educativo, del proprio percorso musicale.

Il fatto di essere di base un musicista tradizionale che ha studiato e conosce  la teoria (sei stato docente di basso in importanti accademie nazionali) influenza il tuo approccio all’elettronica?
Il fatto di essere un musicista "studiato", indubbiamente influenza le scelte tecniche all'approccio elettronico. Ma sono anche tanto curioso e, a volte, la teoria la metto da parte per cercare un approccio più diretto alla composizione. La cura nella ricerca del suono è un aspetto che, in questo momento storico, diventa paritario alla ricerca armonica del brano. Un buon suono, può salvarti la vita. 
Quando affronti la produzione elettronica, devi iniziare ad espandere i tuoi propositi creativi. 

Ti eserciti ancora molto sul basso?
No, devo ammettere che è qualche anno che non studio più il basso. Il tempo è quello che è, perciò ho deciso di approfondire altri strumenti. Però è sempre lo strumento che  “fa muovere le chiappe”: mai sottovalutare la sua importanza all'interno di un brano!

Lezioni di Ableton

E cosa studi?
 Lo studio si è spostato sulla creazioni di suoni per basso con i synth (vst). Inoltre, sto studiando la batteria ma non fisicamente:  leggo e suono, ovvero scrivo, le parti di batteria. E non mi affido solamente ai sample loop: cerco proprio di suonarle con quell’approccio che si chiama finger drums.

Ci descrivi i progetti musicali nei quali sei coinvolto?
 Attualmente, come bassista, collaboro con i Playa Desnuda (oramai da tanti anni), e con i Maisie che è un progetto nato online: non ci siamo visti mai di persona! Il 29 gennaio è uscito il loro album Maledette Rockstar, che Blow up ha nominato disco del mese.
Per quanto riguarda l'aspetto elettronico, sto preparando il nuovo disco di Funkabit. Un progetto House di un dj amico, che punterà alla conquista dell'Europa.

Bassisti interviste lezioni di ableton walter sguazzin
Link utili
Il sito di Ableton
La pagina di Walter Sguazzin

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