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Prina in Ticinese chiude https://www.ilgi...
di [user #26026] - pubblicato il  

Prina in Ticinese chiude
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/prina-chitarre-chiusura-1.3903866/amp
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Commenti
di E! [user #6395] - commento del 13/05/2018 ore 16:35:04
Accipicchia. Ci ho comprato un amplificatore circa quindici anni fa e mi hanno fatto un'ottima impressione... Bella anche la zona.

Evidentemente la concorrenza online è sempre più agguerrita.
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 13/05/2018 ore 17:55:1
Mi dispiace ; ho fatto il militare a Milano nel lontano 83/84 e da Prina ci andavo con tanta curiosità e pochi soldi da spendere . Ho ricordi un po' vaghi ovviamente, ma all'epoca lo rammento come una sorta di bottega storica, non come un esercizio commerciale dal taglio moderno . Nel tempo era rimasto così ?
Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 13/05/2018 ore 18:00:20
Ho letto l'estratto dell'articolo dal link e la motivazione è sempre la stessa, io sono anziano/a e mio figlio/a ha scelto un'altra strada. E allora? Non si può lasciare il negozio a qualcuno senza vincoli di parentela? In Italia evidentemente no e si preferisce cancellare un nome storico, svendendo quello che è rimasto per non far "arricchire" un estraneo che beneficierebbe del nome che si sono fatti con passione e dedizione in tanti anni.
Rispondi
di Skywalker8 [user #40706] - commento del 13/05/2018 ore 19:41:36
Anche dove abito io un negozio storico è andato perso perché il proprietario uscente era restìo a cedere il nome e l'attività in loco (pur se fiorente). Il concetto è "ho faticato per arrivare qui e devi farlo anche tu". Non si accetta che qualcuno possa beneficiare delle esperienze altrui per arrivare con meno difficoltà ai traguardi. È un peccato perché i negozi fisici potrebbero dare ancora molto
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 13/05/2018 ore 23:36:51
è la brutta e vecchia mentalità del nonnismo da caserma......lungi da essere spazzata in tutti i campi.
Anche nel mondo del lavoro è così.....
Rispondi
di olegario_santana [user #20033] - commento del 13/05/2018 ore 19:42:29
Il tuo commento è sociologicamente interessante...chi sa se le cose andranno proprio così e non venderanno a qualcuno
Rispondi
di olegario_santana [user #20033] - commento del 13/05/2018 ore 20:24:27
Ho comprato da loro la mia adorata zoom g3
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617] - commento del 13/05/2018 ore 21:46:32
Mia madre ha acquistato li la mia Les paul De Luxe usata....era il 1978
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 14/05/2018 ore 00:55:56
Aprirà una cioccolateria al posto del negozio.
Se vi dessero un sacco di soldi per avere il locale non lo vendereste?
Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 14/05/2018 ore 07:58:08
Probabilmente si, ma nell'articolo si parla solo della non volontà di una figlia a proseguire l'attività di famiglia, non di un'ottima offerta per aprire un negozio di altro tipo. Poi una volta chiuso potrebbero aprire anche un cioccolateria, chi lo sa.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 14/05/2018 ore 08:37:2
Non ho detto forse, ho detto che apriranno una cioccolateria, queste sono le notizie.
E la cifra per il locale ha tanti zeri.

Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 14/05/2018 ore 09:01:3
Ah bene, io mi sono basato sulle notizie dell'articolo allegato.
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 14/05/2018 ore 09:10:16
Non c'e' nulla di strano nel fatto che apra una cioccolateria...che, una volta aperta, durera' circa tre anni, perche' queste attivita' qui a Milano cambiano (nome, e a volte gestione) alla velocita' della luce perche' bisogna essere sempre di moda (e qualcuno dice malignamente che bisogna anche sempre trovare il modo di spendere qualche soldino arrivato chissa' come con una bella ristrutturazione - uh, scusate: restyling, che nessuno chiede nulla).

Quello che fa tristezza e' che, girando per la citta', si ha la sensazione molto netta che gli italiani facciano ossessivamente solo due cose: vestirsi e mangiare...tutti gli altri negozi tendono a sparire o a essere confinati in periferia. Temo che questo sia solo in parte il riflesso di internet.
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 14/05/2018 ore 13:41:51
Hai dimenticato gli smartphone!
:-(((
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 16/05/2018 ore 09:03:23
Ti devo dar ragione! Devo averli rimossi...
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 14/05/2018 ore 09:50:26
Letto quanto sopra pare chiaro che la questione della figlia sia solo un paravento: gli hanno offerto tanti soldi per la location ed evidentemente meno per l'attività. Certo, non è bello a livello antropologico: come scrive mtb70 pare che ormai ci siano solo due attività nella vita. Però chi di noi preferirebbe guadagnare meno per fini "sociali", tra l'altro col rischio che chi prosegue l'attività, dopo due mesi decida a sua volta di cedere al famoso cioccolatiere di cui sopra? Inoltre c'è da considerare che ad oggi quel che conta è il nome, non tanto l'attività in se' per cui ci vuole enorme fiducia in chi la acquista per lasciargli usare quello della propria famiglia.
Infine, se i centri delle città sono dedicati ad abbigliamento e cibo sarà perchè qualcuno (o tutti) si dedica a vestirsi e nutrirsi, peraltro attività essenziali della vita e, d'altro canto, noi musicisti preferiamo servirci altrove.
Ciao
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 14/05/2018 ore 11:26:37
Concordo in tutto.
Sono attività economiche. Se arriva l'offerta giusta fanno bene a mollare.
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 14/05/2018 ore 12:49:37
Ciao ragazzi,
leggo parecchi commenti dispiaciuti, compreso il mio, ma poi quanti di voi veramente vanno ancora in un negozio fisico di strumenti ? Io ancora sì, vuoi per età anagrafica, vuoi per la vicinanza di Roma dove posso trovare e provare di tutto e dove i commessi mi conoscono da decenni per cui certe volte vado a giocare con l'ultima chitarra arrivata o il pedalino boutique solo per gusto . Per il resto vedo che è tutto un fiorire di commenti, anche qui dentro, dove ci si informa che abbiamo trovato questo o quello sulla rete a prezzi ovviamente inferiori al negozio e con la possibiltà, oltretutto, di restituire l'oggetto qualora non fosse all'altezza delle aspettative . Quindi è inevitabile,purtroppo, la fine di certe realtà, specie quando non supportate dal ricambio generazionale . Pensate anche alle agenzie di viaggio, no ? Oppure a i negozietti di norcineria o alimentari ricercati che esistono solo nelle nostre piccole città dell'Italia di una volta . E' un segnale dei tempi : se positivo o negativo non ho la competenza di giudicarlo, ma è chiaro che l'abbiamo comunque generato noi . Il negozio fisico è troppo bello, l'odore delle chitarre, le scatole di pedali sciorinate sulle mensole, gli amplificatori accatastati .... però purtroppo stiamo andando da un'altra parte .
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 14/05/2018 ore 13:47:18
Hai assolutamente ragione, io, come penso tanti qui dentro, ho passato tanti anni a guardare, ammirare, annusare, sognare, provare e soprattutto spendere nei negozi di strumenti musicali.
Beh non lo faccio più da anni ormai.
Diciamo che compro sempre di meno perché ho meno disponibilità di un tempo, ma soprattutto compro sempre e solo online.
È un bene e anche un male perché i negozianti spesso si sono approfittati della nostra ignoranza e rifilandoci prodotti apparentemente interessanti ma in realtà mediocri a prezzi folli.
Tanto poi si tornava lì a permutare il nostro acquisto perdendoci ulteriormente soldi.
I negozi di tutti questi tipi sono destinati a scomparire.
Ormai è così.
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 14/05/2018 ore 14:31:07
I negozi fisici hanno pro e contro. Anch'io sono un affezionatissimo cliente di un paio di negozi, quando posso compro lì.
Addirittura, quando posso, le chitarre me le faccio fare da un liutaio della mia zona. Adesso ho venduto tutte le chitarre che avevo (fender, prs...) e me ne sono rimaste due di liuteria. Credo sia un bene che il denaro rimanga in Italia.

Dall'altro lato, in certi casi è troppo conveniente comprare online; penso soprattutto a pedali e cose di questo tipo. I negozietti spesso non sono forniti e non puoi comunque provare un pedale meno comune. Recentemente ho comprato un Fender valvolare online, perché l'ho trovato ad un prezzo vergognosamente basso (meno del costo di un pedale boutique, per intenderci).

Pro e contro.
La stessa cosa vale per la musica suonata. Quante volte non andiamo a vedere lo spettacolo di una band del nostro paese che suona nel pub a due chilometri? Ecco, così muore la musica live.
Forse dovremmo tutti comprare qualcosina in più dal negoziante sotto casa (anche perdendoci qualche euro) e prendere una birra nel pub che ospita un live.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 14/05/2018 ore 15:55:27
Penso che sulla questione negozio fisico o on-line, mtb70, qui sotto, abbia toccato il punto: è ovvio che se in negozio trovo la solita Fender o la solita Gibson che posso comprare da Thomann a meno, non serve a nulla. E' esattamente come il rapporto tra bottega ed ipermercato: se il negozio fisico mi vende la stessa frutta e verdura insapore che trovo al supermercato, la compro dove costa meno; ma se la cooperativa agricola mi offre frutta e verdura succulente, la compro lì anche se costa qualcosa in più. Se poi il negoziante mi offre arance che non troverei al supermercato, ancor ameglio. Insomma non è sulla produzioen di massa e sui prezzi che il negozio fisico dovrebbe puntare.
Giusto per rimanere in tema musicale: da qualche mese vorrei provare un muff tipo green muff russo, sia electro harmonix che way huge ne hanno appena messo in commercio uno, però ho già chiesto a quattro negozi fisici della mia zona e nessuno lo ha perchè, mi dicono, è un articolo che va poco. A questo punto se devo farglielo ordinare, tanto vale che lo compri on line col diritto di recesso ed a prezzo inferiore. Poi è ovvio che, a lungo andare, se non ti connoti per qualcosa di particolare altri ti passano davanti.
Ciao
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 14/05/2018 ore 16:53:05
Denmark Street a Londra è un luogo pazzesco, con un assortimento invidiabile. Qui ce lo sognamo, ha ragione MTB70, ma alcune cose secondo me è sempre meglio comprarle dopo averle provate dal vivo.
Tu scrivi "è ovvio che se in negozio trovo la solita Fender o la solita Gibson che posso comprare da Thomann a meno, non serve a nulla"

Io se trovassi la giusta Fender o Gibson in un negozio spenderei volentieri le 100 euro di differenza con thomann, perché avrei qualche timore nel fare arrivare una chitarra che non ho mai provato. D'altronde stiamo sempre lì a dire che bisogna provare diverse chitarre, che non tutte le strato suonano uguali etc etc.

Diverso è il discorso per il muff che cerchi. In quel caso è ben più conveniente ordinarlo online: ti arriva prima, non c'è quello che "non suona", difficilmente si rovina nel trasporto.
D'altronde i negozianti non possono tenere (salvo rari casi) tutto l'assortimento che può mantenere un grande store online...

Poi certo, se i negozianti aprissero gli occhi su alcuni pedali di nicchia (non sono in molti a farlo, come dici) potrebbero vendere di più. Qualche tempo fa era l'epoca dei Wampler, ancora prima dei T.C., o ancora di marchi come Zvex, ma anche i sempreverdi TS808 o gli Electro Harmonix, eppure ci sono negozietti che vendono e vendevano solo Boss.

Niente di male contro Boss eh, ne ho uno che suona benissimo, ma giustamente poi il chitarrista 3.0 (quello virtualmente informatissimo) cerca altro e compra online.
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 14/05/2018 ore 17:00:35
Tu hai ragione, Però birra e musica che offrono devono essere di qualità, altrimenti io non esco.
Ormai fra turni di lavoro, due figli eccetera mi muovo solo se ne vale la pena.
E i locali questo non lo capiscono perché insistono con l'ennesimo tributo agli ACDC, Guns n' Roses e compagnia bella.
Che poi dal punto di vista del gestore è una politica che paga perché il locale in cui si suona è sempre pieno.
Invece l'anno scorso, per dirti, a Marina di ravenna, in un bar sulla spiaggia nel tardo pomeriggio mi sono visto Ryley Walker, in questo bar servivano anche delle birre artigianali.
Ecco così secondo me siamo veramente al top.
Allora mi muovo e spendo.
Compro CD birra eccetera.
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 14/05/2018 ore 17:10:4
Sono d'accordo, anch'io preferirei una bella Waterloo (provata una volta in Belgio e mai più ritrovata né dimenticata), anche se io preferisco gli scotch (specie quelli di Islay).

E i tributi non mi piacciono. Nemmeno quelli che omaggiano i miei gruppi preferiti. So che il tempo è tiranno, ma una mezz'oretta per spendere anche solo cinque euro per una normalissima Erdinger, o una Delirium Tremens... Dovremmo trovarli. Soprattutto quando suona qualcuno che propone (anche) musica propria.

Perché il rischio, di questo passo, è che i gestori dei locali decidano semplicemente di non far suonare più nessuno. E quando questo succederà, che ce ne facciamo della Fender Custom Shop?

Vent'anni fa si suonava dappertutto, perché i locali erano pieni di gente. Oggi vado ai concerti e vedo pochissimi musicisti, ed è una tristezza.
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 14/05/2018 ore 15:06:02
Anche qui l'estero potrebbe insegnarci qualcosa - se andate a Londra o Parigi, troverete delle vie dedicate agli strumenti musicali, in primis le chitarre. Quando sono stato la prima volta in Denmark Street ho pensato fossero pazzi: negozio dopo negozio, saranno trenta, tutti a vendere grossomodo le stesse cose. Ma il trucco e' tutto in quel grossomodo: io, negoziante, ho il mio assortimento, preferibilmente di nicchia, ma essendo fianco a fianco di altri che coprono altre nicchie dello stesso mercato, nel mio negozio arrivano un sacco di persone, che vanno li' magari inizialmente per vedere qualcos'altro ma poi finiscono col curiosare anche da me, oppure semplicemente appassionati che girano tutti i negozi e magari alla fine qualcosa da portare a casa lo trovano. C'e' quello che vende spartiti e libri musicali, quello che vende acustiche, quello che vende mancine (a Parigi), quello che ha tanti bei pedali, quello con le chitarre vintage, etc. Tutti piccoli negozietti, ma e' come se si facessero pubblicita' a vicenda. E tu, che non hai tempo per girare tutta la citta' per vedere un singolo negozio, un giro li' lo fai, perche' copre un po' tutto. Qui non e' nemmeno immaginabile.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 14/05/2018 ore 19:30:09
Assimilando i vostri commenti al mondo dello studio. Copenaghen: quelli vecchi da musica classica - rase al suolo per edilizia. Nel frattempo, un padre ricchissimo ha finanziato uno studio ai due figli, comprando l'edificio e ristrutturandolo da studio enorme - successone! ...mica più di tanto, a lungo dopo un periodo con superstars. C'era una reverb chamber dove per settare i parametri si andava in cantina come ai vecchi tempi. Entrate sono mancate per coprire spese e adesso c'è un enorme supermercato ed il mercato dello studio ideale è diventato altro, pure produttori lo sono. Basta uno studio piccolo per un hit mondiate.
Qui in città, un negozio è diventato troppo grande e ne ho trovato uno proprio vicinissimo giusto per comprare corde. Negozio piccolo, chitarre acustiche classiche e... poche elettriche di alto bordo! Liutaio, aggiustamenti e chitarre scelte. Preferisco questo negozio piuttosto che andare al supermercato dove però posso provare un sacco di modelli veramente diversi.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736] - commento del 14/05/2018 ore 20:23:05
Oh accidenti mi dispiace parecchio. Se ne va un posto storico. Da Prina, nel negozio vecchio più piccolo situato dall'altro lato della strada acquistai nel 1980 i primi effetti. Negli anni era sempre un luogo di culto, in pieno centro a Milano. Da ragazzino lucidavo con il naso la loro vetrina. La signora bionda, che penso sia la titolare, è sempre gentile come il resto dei collaboratori. Forse dopo tanti anni e con l'arrivo delle difficoltà e della concorrenza online ha deciso di smettere, e si può capire dopo decenni di lavoro. Io li ringrazio per esserci stati.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 15/05/2018 ore 10:20:28
E' un discorso trito e ritrito... purtroppo i commercianti tradizionali non hanno saputo affrontare la concorrenza della vendita online. Se è vero che sui prezzi non ci può essere gara, è ovvio a tutti (o almeno credo) che nel negozio uno si aspetta di trovare servizi e consulenza che non può avere su un e-commerce. E invece?
Quasi tutti i negozi che frequento abitualmente non offrono ne servizi interessanti ne tantomeno nessuna competenza. Ovvio non vale per tutti. Ma la norma è che alla domanda più banale arrivino risposte che fan cadere le braccia.
Quindi niente... alla fine succede che gli affari vanno male, e invece di migliorare l'offerta, si pompano i prezzi e si cerca di fare fessi i pochi che passano in negozio... e alla fine si chiude.
E poi si da colpa a internet, la globalizzazione, gli immigrati che ci rubano il lavoro e il buco nell'ozono.
Rispondi
di Mimmo66 [user #26026] - commento del 15/05/2018 ore 10:36:17
a conferma di quanto dici un piccolo aneddoto: qualche anno fa quando ripresi a "suonare" mi a moglie mi regalo una acustica. per farla breve, con le 012 mi sembrava un po' dura, con le 011 era più morbida ma spenta, con questo dubbio andai a comprare delle corde in un noto e grandino negozio di strumenti della zona (polesine) chiesi le corde al banco e il commesso mi chiese la scalatura... io pensando al mio dilemma esordì con "boh ti dirò..." non mi lascio finire la frase si mise a ridere e mi butto sul banco delle corde dicendomi "tieni queste" le corde erano delle d'addario 012 e andavano bene, ma li non ci misi più piede! adesso in città ha aperto un negozietto, abbastanza fornito, certo non immenso, ma con una persona competente e, sembra, appassionata, che quando gli chiedi una cosa e non ce l'ha quasi ti chiede scusa e ti dice, "però ho questo se vuoi provare" invece di prenderti per il culo e dire che non quello che voglio io sono porcherie che seguo la moda etc. invece di dire un semplice non ce l'ho ma prova queste...
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 15/05/2018 ore 11:17:54
Sì aneddoti simili sono successi anche a me... negozi di due piani con solo corde d'addario 0.10... che "vanno bene per tutto!"... abbè, allora ok.
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 15/05/2018 ore 10:46:31
Porca miseria se hai ragione!!
:-)
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