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Caparezza il tour estivo tocca Milano
Caparezza il tour estivo tocca Milano
di [user #116] - pubblicato il

Il tour di Caparezza arriva a Milano, all’Ippodromo di San Siro. Lo abbiamo visto per voi dal banco mixer, insieme ad Antonio Porcelli che potrete leggere a breve tra le pagine di Accordo.
L’occasione era ghiotta, di quelle da non lasciarsi scappare e quindi la redazione di Accordo si è presentata per il sound check all’Ippodromo di San Siro sotto un caldo asfissiante per vedere da vicino le novità del tour del Capa che, conclusa la fase invernale nei palazzetti, si è trasferito nelle arene estive più ampie e d’effetto. 

Dell’incontro con Antonio Porcelli, che già avevamo incontrato al Forum di Assago, leggerete a breve. Una bella chiacchierata in cui si son toccati svariati temi e non da ultimo il nuovissimo impianto dB Technologies VIO L.210 e qualche segreto sul sound di un progetto così particolare come quello di Prisoner 709. 

Ore 21 puntuale inizia il concerto. Parterre gremito, pubblico di ogni età, il pubblico affezionato a Michele e alla sua fitta capigliatura probabilmente anche da prima che i suoi brani raggiungessero le radio main stream. 

«Quanti di voi sono venuti a vedermi nei palazzetti? Quasi tutti? Menomale, perché questo spettacolo non c’entra un cazzo, anzi è un sequel. Per chi non fosse venuto nei palazzetti, lì ho raccontato la storia di alcuni detenuti tenuti sotto scacco da corvi antropomorfi. Nel sequel, i corvi sono stati definitivamente sconfitti dopo una rivolta interna nel carcere mentale. Per cui, siamo liberi!». 

Caparezza il tour estivo tocca Milano

Il concerto nei palazzetti si apriva con un concept, realizzato a partire da Prisoner 709, ultimo lavoro di Caparezza, che racconta la sua storia, quella che non ha mai messo negli altri lavori. 

Il tour estivo invece prevede una scaletta più mista, un best of quasi, ma con un trait d’union che crea un percorso: la ricerca della libertà, che, come spiega il frontman pugliese, ogni volta che la si raggiunge si trasforma in una gabbia. 

Fa riflettere il finale con “Mica Van Gogh” che ha passato la vita a cercare la libertà pagandola con la sua vita stessa, a contrapporsi a gente che vivacchia senza interessarsi a nulla, in maniera vuota. Chi è il pazzo dunque? 

Caparezza congeda tutti con il solito lungo carosello dei ringraziamenti, lunghi e doverosi perché, si sa, i suoi concerti tra scenografie, coreografie e macchine sceniche sono qualcosa di unico in Italia. Un lavoro enorme, una costruzione perfetta che lascia sempre a bocca aperta. 

Ecco la set list

L’infinto
Prisoner 709
Argenti vive
La mia parte intollerante
Larsen
Sono il tuo sogno eretico
Confusianesimo
Vengo dalla luna
Dalla parte del toro
China Town
Una chiave
Prosopagno sia!
La rivoluzione del sessintutto
L’uomo che premette
Goodbye Malinconia
Vieni a ballare in Puglia
Non me lo posso permettere
Abiura di me
Ti fa stare bene
—–
Il testo che avrei voluto scrivere
Fuori dal tunnel
Mica Van Gogh
caparezza casse e altoparlanti concerti db technologies vio l212
Link utili
VIO L212 del concerto sul sito dB Technologies
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Commenti
di Acc0rdian0 [user #48606] - commento del 05/07/2018 ore 12:27:44
Grandissimo Caparezza, ho partecipato ad una tappa di ogni suo tour ma l'ultima volta all'UNIPOL Arena è stata una schifezza. Il palco bassissimo impediva di vedere "dal vivo", gli schermi erano spenti quindi non si vedeva manco da quelli, e la cosa più scandalosa è stato l'impianto audio che gracchiava come se fosse un megafono.
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di rockit [user #11557] - commento del 05/07/2018 ore 14:32:1
Visto a entrambe le date di Padova, sia il tour dei palazzetti che l'estivo.
La descrizione data all'inizio sulla diversità di atmosfera calza a pennello.
Concerti entrambi perfetti, sia dal punto di vista audio che dello spettacolo, assolutamente su un altro livello rispetto al passato, con coreografie e i maxi wall a LED a completare il tutto.
Si paga con un po' di aumento dei biglietti ma ne vale di sicuro la pena. Mi spiace molto leggere della data storta a Bologna, con il concerto dimezzato capisco perfettamente l'incazzatura di chi si è trovato ad assistere.
Dal punto di vista sonoro, entrambe le date che ho visto sono state impressionanti: suono pieno, dettagliatissimo e assolutamente comprensibile, senza nessuna stonatura come a volte succedeva in passato, con qualche suono di chitarra un po' sterile o le sequenze un po' slegate.
Addirittura, in entrambe le date, alla fine Caparezza e la band hanno lasciato il palco con "Sogno di potere" in sottofondo: il suono del CD era dannatamente inferiore a quello del live, che era più pieno e più presente allo stesso tempo. Un gran lavoro del fonico di sala, senza dubbio.
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