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Chitarre distrutte: da Pete Townshend ai Måneskin
Chitarre distrutte: da Pete Townshend ai Måneskin
di [user #3] - pubblicato il

«Questi gesti sono profondamente fuori tempo!» «Siete irrispettosi verso chi fa debiti per acquistare uno strumento e rigorosamente non rock!» «Lasciate perdere l'esibizionismo stupido!» «Mio figlio a Babbo Natale ha chiesto una chitarra, vederla in frantumi è uno schiaffo ai sogni e alla miseria!» »Un deja vu vecchiotto e banalotto, se vi avanzano le chitarre regalatele ai bambini!» «Costruite sogni, non rompeteli!» «Questa cosa la trovo penosa. Si vede che si sono dimenticati di quando suonavano per strada e non potevano permettersi strumenti di un certo livello!» «È irrispettoso nei confronti di chi ha realizzato lo strumento!»

Il recente guitar smashing dei Måneskin ha prodotto reazioni di ogni genere, in gran parte indignate, spesso accade in Rete e come si legge nei pochi, ma significativi esempi qui sopra.

Ma noi siamo musicisti, perdiana! Quindi anziché giudicare cogliamo l'occasione per ripercorrere la storia di una pratica che è profondamente radicata nella musica rock. 

Londra, 1964. Il soffitto della "Railway Tavern in Harrow and Wealdstone" dove suonano dei giovanissimi The Who è talmente basso che Pete Townshend lo urta con la paletta della sua Rickenbacker. Il manico si spezza, ma nessuno se ne accorge, Pete perde le staffe e completa l'opera, prima picchiando la chitarra per terra, poi contro l'amplificatore. Il pubblico è affascinato e apprezza la performance a tal punto che Pete decide di renderla un momento fisso degli show, con coreografie sempre più epiche, facendo di un evento accidentale un rito propiziatorio da dare in pasto al pubblico. Comincia così l'era delle chitarre spaccate. 

Il film Blow-Up di Antonioni è un capolavoro assoluto, godibile oggi, ma stupefacente nel 1966 per l'uso magistrale delle allegorie. La Nikon F di David Hemmings nel cassetto della Rolls Royce e l'elica di legno acquistata non si sa perché emozionano quasi quanto la bellezza di Jane Birkin e Vanessa Redgrave. Ma ancora di più emoziona l'episodio con gli Yardbirds, quando il Vox di Jeff Beck gracchia e lui sfoga la sua frustrazione sulla Hofner semiacustica che sta suonando. Con quel film il "guitar smashing" viene consacrato come forma d'arte da uno dei più grandi registi della storia.

Chitarre distrutte: da Pete Townshend ai Måneskin

Grande amico di Pete Townshend, l'immortale Jimi Hendrix per un po' lo imita, poi - come spesso accade - l'allievo supera il maestro. Nel 1967, a Monterey Pop, si produce in un evento quasi voo-doo spruzzando carburante da accendisigari sulla sua Stratocaster, dandole fuoco e poi schiantandola contro ogni cosa solida a portata di manico. Ne fanno le spese il Marshall, il microfono e perfino la batteria, ma Jimi ha aperto la strada a una evoluzione del "guitar smashing" che continuerà anche dopo la sua morte prematura nel 1970.

A raccogliere l'eredità di Hendrix è Paul Stanley, che a partire dai primi anni Settanta e per vari decenni si diverte a devastare le sue Ibanez. Le imponenti coreografie dei Kiss aiutano e Paul porta il "guitar smashing" a vera  propria forma d'arte alternativa, con le Ibanez messe al rogo come Giovanna d'Arco, tra fiamme altissime e folle in delirio.

Nel settembre 1979 i Clash suonano in uno dei luoghi di musica più importanti di New York, il Palladium, purtroppo demolito nel 1997. Il teatro è stipato e le guardie impediscono alle persone sedute di alzarsi e ballare. La cosa non piace a Paul Simonon, che dichiara tutta la sua avversione all'ordine costituito schiantando il suo Precision Bass. A differenza degli altri questo episodio è unico nella carriera di un bassista certo non delicato coi suoi strumenti, ma non fino al punto di fare de "guitar smashing" (o meglio, "bas smashing") un momento ricorrente dei concerti.

Anno 1980. Alla fine del concerto dei Plasmatic al New York City’s Pier 62 la mitica Wendy O. Williams lancia una Cadillac stipata di esplosivo contro il palco dove la band si è esibita fino a qualche istante prima. I musicisti si dileguano giusto in tempo, il materiale è completamente distrutto. È un momento clou della carriera della straordinaria musicista-artista, che va oltre il "guitar smashing" visto che le sue chitarre le fa a pezzi con una sega elettrica.

Chitarre distrutte: da Pete Townshend ai Måneskin

Richie Blackmore è un altro feroce "guitar smasher". Comincia negli anni Settanta a spaccare le sue Stratocaster e prosegue nel tempo, accanendosi sempre di più e scagliandole con una tale furia da renderle irriconoscibili. Il giochetto continua fino al 1987, quando una Stratocaster che sta subendo il trattamento si vendica spezzando dito del chitarrista, tanto che i Deep Purple devono annullare i concerti successivi.

Kurt Cobain adorava i pawn shop, quei negozietti americani in cui i poveracci impegnano qualunque cosa per racimolare qualche dollaro. Miniere di chitarre anche di gran classe nei primi anni della vintagemania, i pawn shop sono presto diventati fonti inesauribili di chitarre in genere scadenti, proprio il genere più amato (si fa per dire) dal chitarrista dei Nirvana, che ne ha schiantata schiantata almeno una a concerto per tutta la sua purtroppo breve carriera.  

Nel 1991 Garth Brooks, superstar del country, schianta una Takamine acustica contro quella del suo chitarrista Ty England alla fine di un concerto alla Reunion Arena di Dallas. Le chitarre vanno in pezzi, ma i pezzi della Takamine di Brooks vengono raccolti e conservati con cura fino al 2007, quando la chitarra viene rimessa assieme alla bell'e meglio e donata in beneficenza. Il "guitar smashing" impegnato per il sociale!

Nel corso del tour dei Muse del 2004 Matthew Bellamy ha battuto il record del "guitar smashing" schiantando ben 140 (centoquaranta) chitarre. Roba da Guinness. 

Emily Armstrong, chitarrista della band post-hardocre Dead Sara assieme a Siouxie, è la più nota e attiva guitar smasher di sesso femminile. Ha schiantato una chitarra a concerto a partire dalla formazione della band nel 2002.

Ritzy Bryan, chitarrista dei Joy Formidable, passa alla storia come "early guitar smasher", avendo schiantato la sua chitarra a metà del primo brano del concerto della sua band al Reading Festival del 2010. Non è dato sapere con se qualcuno si è fidato a prestarle una chitarra per andare avanti.

Chitarre distrutte: da Pete Townshend ai Måneskin

"You give me just one fucking minute? I am not Justin Bieber, you mother fuckers!". Billie Joe Armstrong pensa che il cartello "1 minute" sia stato esposto per tagliare il tempo ai Green Day che si esibiscono a iHeartRadio Festival nel settembre 2012. Dopo una lunghissima serie di improperi il chitarrista frantuma la sua magnifica Les Paul TV blonde e se ne va mandando tutti... a quel paese. Si capisce che non stava benissimo perché dopo pochi giorni annuncia che sta entrando in un centro di riabilitazione per liberarsi dalla dipensenza da supefacenti e alcol. 

E come non ricordare, a chiosa di questa rassegna... devastante, il "guitar smashing" dell'immenso, indimenticabile, geniale John Belushi? La chitarra che ci va di mezzo non è sua, ma del povero Stephen Bishop, aka "Charming Guy with Guitar", la cui esecuzione di "I Gave My Love A Cherry" è insopportabile per Bluto, il quale però. dopo aver dato sfogo alla sua rabbia, gli lancia un "sorry..." e con lo sguardo aggiunge "non ne potevo proprio fare a meno". 



Riflessione finale di uno che di smashing se ne intende visto che l'ha inventato: Pete Townshend: “For me, it was an expression of a kind of youthful, artistic notion. It wasn’t about anger or my own frustrations”.  Lunga vita al rock.

 
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Link utili
Rolling Stone: rompere le palle a chi rompe le chitarre
Repubblica: il video
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di redfive [user #41826]
commento del 19/12/2022 ore 18:52:21
Francamente una cosa mi ha fatto incazzare da sempre.....
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 19/12/2022 ore 19:14:0
Nessuno mi toglie dalla testa che un buon numero di queste chitarre, sacrificate in nome dello spettacolo, sia stato successivamente recuperato e restaurato.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 19/12/2022 ore 19:18:09
In realtà le due volte che l'ho visto fare erano chitarre giocattolo: plasticacce senza nemmeno le corde che non si erano viste per tutto lo spettacolo e tirate fuori a bella posta per inscenare il "rituale". In uno dei due casi fu Paul Stanley e secondo me per quel tour i Kiss hanno speso più in lustrini e bevute che per le "chitarre" distrutte.
Buona musica
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 22/12/2022 ore 08:42:23
Esatto, anche Blackmore nel California Jam del '74 non usa la main guitar e le casse marshall trafitte e lanciate sono vuote.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 19/12/2022 ore 19:14:49
Posso anche capire chi lo faceva per controcultura e ribellione, ma non lo digerisco proprio come spettacolo a se' e men che meno da un gruppo mainstream che di più non si può. Un nero che sta rivoluzionando il linguaggio di una musica di rivolta nell'anno 1967 (la segregazione era legale fino a due anni prima) ha un suo perchè; quattro pischelli che hanno vinto il festival di Sanremo e sfoggiano firme a go-go, no.
Ciao
Rispondi
di air_bar [user #56929]
commento del 24/12/2022 ore 11:13:21
Bravissimo. Oggi siamo nel 2022, la protesta sociale è ormai lontana dai palchi del rock, che non è più la musica dei ribelli ma è la musica di "quelli un po' strani e segregati", purtroppo. Questi quattro ragazzini, padroni dei social e delle relative logiche acchiappa-clic (tette incluse), inscenano un teatrino che di ribelle non ha più niente, tanto più che si dichiarano più o meno apertamente di sinistra, sapendo benissimo di scatenare un putiferio mediatico - di cui anche questo mio messaggio farà parte - che a loro dà solo notorietà, il caro vecchio "purché se ne parli". Di originale non hanno niente: immagine, musica, tutto più o meno plafonato su gruppi che hanno già fatto queste cose negli anni '80. La colpa è dell'ascoltatore italiano, poco educato e troppo Sanremo-dipendente.
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 19/12/2022 ore 19:51:35
Eh, che innovativi sti Maneskin...
Rispondi
di maddog [user #21222]
commento del 19/12/2022 ore 20:08:03
premesso che non mi piacciono più di tanto, buon per loro del successo che hanno. Quello che non capisco sono i commenti su vari social entusiasti per atteggiamenti molto datati, vedi distruzione di strumenti, che visto i soldi che guadagnano vorrei sapere contro chi o contro che cosa si dovrebbero arrabbiare. Altro, commenti entusiasti per un solo di chitarra che a mio avviso non ha niente di trascendentale, posso farlo anche io, ma purtroppo per me non si stracciano le vesti. Forse sarà per i capelli che io non ho più?
Seriamente, mi sembra che ci sia un vuoto da parte delle nuove generazioni su ciò che ha fatto nascere musiche che loro oggi amano e atteggiamenti che " ai miei tempi", ora ho gli anni del dattero, erano un pò meno fuori luogo
Rispondi
di Pattagorru [user #56686]
commento del 19/12/2022 ore 20:56:18
ragazzi ... questi mi fan cag@re con le loro canzoni ... figuriamoci quando spaccano gli strumenti (comunque tranquilli che la "castom sciopp" non la spacca)
buona musica a tutti, ... quella bella!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 19/12/2022 ore 21:13:4
Rompere gli strumenti non ha più senso dal 1968 circa, al prossimo giro suoneranno sul tetto di un palazzo.
Rispondi
di Ros_Cjarnia [user #30246]
commento del 19/12/2022 ore 21:21:55
Sono un noioso pout-pourri di cose già viste e riviste. Sia come musica sia come modo di fare per attirare l'attenzione.
La differenza con QUELLI VERI è che loro ci credevano,non erano mica usciti da un talent show ..
Rispondi
di Ros_Cjarnia [user #30246]
commento del 19/12/2022 ore 21:18:44
Premetto,e lo dico chiaramente,che non mi piace la loro musica e nemmeno il loro atteggiamento,non li ritengo neppure simpatici,giudizio che mi sono fatto in base a quello che ho visto e sentito in questi anni. Prima di spaccare uno strumento ,meglio imparare a suonarlo decentemente. Meno stupidaggini,meno scotch sulle tette e più rock'n'roll...
Opinione mia, ovviamente.
Rispondi
di bulgi81 [user #45146]
commento del 19/12/2022 ore 21:31:05
La verità domanda è: perché? Posso capire se l'amplificatore gracchia o se c'è qualche tipo di problema tecnico sul palco. Posso anche arrivare a capire il misticismo di Hendrix che infiamma la strato a Monterrey. Ma perché una rockstar deve rompere una chitarra per fare spettacolo? Ma regalatela ad un fan che fate più bella figura. Sfigati.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 20/12/2022 ore 00:14:12
Io credo che nessun musicista sano di mente distruggerebbe uno strumento che suona bene, con cui ha feeling, uno strumento che lo aiuta ad esprimere la propria arte.
Ve lo vedete Bonamassa distruggere la Flying V del 59 in korina? O Hammett la greeny? Dai...
Ad andare distrutte son chitarrette...
Rispondi
di TriAxisLover [user #39110]
commento del 20/12/2022 ore 11:33:3
mi permetto di commentare ricordando qualcosa che per me fu DAVVERO SCANDALOSO:
la ruspa che distrusse 500 chitarre Gibson "altamente difettose" perché "Anche solo donarle avrebbe leso l’ IMMAGINE della Gibson e la sua REPUTAZIONE", come dichiarato da un loro dipendente.
Qui hanno rasentato la follia, altro che TOWNSHEND, HENDRIX, BLACKMORE e STANLEY...
Rispondi
di air_bar [user #56929]
commento del 24/12/2022 ore 11:15:23
Scusa, ma in Sicilia non buttano via le arance nel periodo di massima produzione altrimenti il prezzo scende troppo, oppure perché la cara UE dice che bisogna farlo?
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 21/12/2022 ore 18:09:36
Forse il problema è proprio il saper suonare. Attenzione, non parlo di tecnica, ma come scrivi tu del feeling che si crea con lo strumento. Se esso è solo un orpello che devi portare al collo perchè se no non escono note, forse l'attaccamento è minore.
Ricordo una critica di mio nonno, secondo cui l'auto non è solo un oggetto che ti porta da A a B, come lo era per me a 18 anni e non ne avevo alcuna cura; lui aveva fatto la ritirata di Russia, io no e là se ti si fermava il blindato eri morto.
Ciao
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/12/2022 ore 05:58:16
Niente di nuovo sotto il sole, ma allo stesso tempo nulla di cui scandalizzarsi. Hanno semplicemente ripetuto un cliché forse un po' consunto, ma legittimo in uno spettacolo Rock. Di questo alla fine si tratta, uno spettacolo. Anch'io credo assolutamente poi che a essere stati sacrificati sono state copie di poco valore.

Più che altro a vedere il video il punto è che mi sembravamo poco convinti. Se ci fate caso i gesti sono calcolatissimi, con estrema attenzione a non avvicinarsi troppo al limite del palco o comunque evitare qualsiasi contatto (giustamente per carità) che investa il pubblico. Basta vedere gli spezzoni dei concerti degli anni '60 in cui Pete Townshend faceva strage delle bellissime Rickenbacker Rose Morris (gli strumenti più costosi che si potevano comprare in Inghilterra in quegli anni per altro) per capire che l'attitudine e lo spirito con cui si facevano queste cose all'epoca era molto diversa.

Comunque ripeto, come scritto precedentemente, che i Måneskin mi stanno simpatici. Non portano certamente nessuna novità nel Rock, ma ben venga se li ascoltano i ragazzini, sempre comunque meglio di molta roba che gira attualmente. D'altro canto i tempi sono questi.
Rispondi
di talpa [user #1842]
commento del 20/12/2022 ore 06:52:51
Ma a 20 anni , chi non avrebbe voluto distruggere una chitarra sul palco dopo un concerto. Purtroppo chi commenta , la maggior parte delle volte ha suonato solo davanti ai parenti e prova un invidia fuori dal normale. Ma lasciateli stare e che cazzo, si a 20 anni te ne sbatti le palle e il successo lo vuoi , a costo di essere un "venduto" del rock.
Rispondi
di Otanello [user #34562]
commento del 20/12/2022 ore 09:40:29
Meno male, qualcuno doveva dirlo.
Proprio non mi capacito dell'accanimento verso questi ragazzi, manco facessero un torto a qualcuno; non suoni rock - fai schifo, suoni rock - fai schifo perché non è quello che dico io.
L'invidia spesso fa più male di ogni cosa.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 21/12/2022 ore 18:05:34
A 20 anni fui invitato (con la mia band) ad aprire una parte del tour italiano di una metal band nostrana al tempo in rampa di lancio: 5 date in Emilia Romagna; questo dopo aver vinto un concorso che dalla bassa provincia bolognese ci portò ad esibirci sul palco dell'arena parco nord di Bologna, dove a momenti non vedevo neppure l'altro chitarrista, tanto era lungo; insomma per noi era l'anno di grazia e che grazia. Ti garantisco, però, che non mi è mai venuta nemmeno l'idea di spaccare qualocsa. D'altra parte perchè? La gente era contenta e la nostra musica piaceva, tanto bastava.
Ciao
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 21/12/2022 ore 19:14:45
con quale gruppo?
Rispondi
di Eugenio88 [user #35608]
commento del 24/12/2022 ore 03:59:50
Sempre con l’invidia sulla bocca, non può essere semplicemente che sia piano di chitarristi che non sognavano di spaccare chitarre ma di possederne? Fatevene una ragione, è un gesto del cazzo, che non solo non è originale ma non ha alcun senso fatto da loro e in quel contesto. Chiunque arrivi da qualche parte è intoccabile, come fai una critica sei tacciato di invidia, ma per favore.
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 20/12/2022 ore 07:20:15
"Potevano regalare la chitarra ai poveri invece che distruggerla". Sembra di sentire mia nonna quando lasciavo un po' di pasta nel piatto. Forse la loro musica non sarà questa grande novità, forse han vinto X-factor, Sanremo e Eurovision, e allora? Da qualche parte bisogna pure provenire. E comunque loro ci sono riusciti, altri no. Hanno un forte sponsor? Certo, sono i milioni di ascoltatori che in ogni parte del mondo comprano i loro dischi e vanno ai loro concerti. E se non capiscono nulla di musica poco male, tanto dicevano lo stesso anche di Beatles e Rolling Stones.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 21/12/2022 ore 18:00:00
Sulla prima parte mi astengo: sono opinioni, ognuno ha le sue e finchè lecite nessun problema.
Sulla conclusione mi pare manchi una fondamentale contestualizzazione: chi criticava beatles e rolling stones proveniva da una cultura musicale diversa ed i due gruppi citati proponevano qualcosa di nuovo; i Maneskin propongono, invece, una musica ampiamente già sentita. Nel 1964 c'era poco che fosse paragonabile ai beatles (e, ad essere onesti ancora oggi è così) ed erano comunque i loro contemporanei; nel 2022 i Maneskin li abbiamo già sentiti da 60 anni ed i paragoni si sprecano. Il loro è un rock n roll che può essere gradevole, ma non è certo qualcosa di innovativo e che non possa esser paragonato ad almeno altre 10 band che in sei decadi hanno fatto decisamente bene (a mio parere meglio).
Ciao
Rispondi
di DANIELE61da [user #28553]
commento del 20/12/2022 ore 08:24:51
Un gruppo che partecipa al video di Waters per regalare una chitarra a Nuden Durak, musicista curda detenuta in Turchia, e poi sfascia gli strumenti sul palco..... fa capire quanto sia finto e finito il mondo del rock
Rispondi
di ADayDrive [user #12502]
commento del 20/12/2022 ore 13:32:32
Della rosa non resta che il nome... Comunque devono avere un manager onnipotente, riesce a infilarli dappertutto e a dare loro una risonanza mediatica infinita, a fronte del fatto che sono già passati di moda e che i giovani (insegno in un liceo, ho una buona base statistica per affermarlo) già non se li calcolano più.
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 20/12/2022 ore 09:02:29
Appena si legge quella parolina di 8 lettere che inizia per M e termina per N si scatena sempre un putiferio, eppure a me pareva che l'articolo parlasse di un epoca di devastatori di chitarre dagli anni 60 a oggi e non fosse incentrato sul fenomeno dei 4 ragazzotti Italiani che hanno iniziato la loro carriera da X Factor e sono sbarcati oltre oceano ad aprire concerti ai Big della musica internazionale, il problema per me non sono le chitarre sfasciate, ma il problema è che si casca sempre lì..
l'articolo poteva parlare di qualsiasi cosa ma accostando il nome Maneskin a qualsiasi argomento nascono sempre le stesse discussioni..
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 20/12/2022 ore 09:17:20
Commentare l'operato dei Maneskin sembra essere sport nazionale ormai. Io ho imparato negli anni ad attendere davvero tanto prima di andare ad esprime un giudizio a qualsiasi livello perché ho compreso che prima di farlo devo sapere bene tutto ciò che è successo e tutte le congetture e condizionamenti che si sono creati.
Detto questo, non amo la distruzione degli strumenti sul palco ma quelli che lo hanno fatto nel periodo degli anni 60 etc. hanno sicuramente lasciato un segno nella musica e non solo.
Rispetto ai famigerati Maneskin ho visto il video e non l'ho trovato interessante, ma forse aveva senso nella totalità dell'evento che stavano vivendo in quel momento spettatori e musicisti.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 20/12/2022 ore 09:30:57
Credo che stiano cambiando i tempi.
Il gesto ha una sua storia e perpetrarlo fa scattare un allarme in molti, quasi un sacrilegio per un rito appartenente al passato che ormai è chiuso e non può più ripetersi.
La religione tradizionale continua a perdere valore e viene sostituita individualmente con altri elementi, i supereroi Marvel, i fumetti, la musica rock antecedente il 1994, e qualsiasi altro argomento che genera un forte senso di comunità e di appartenenza.
Rompere una chitarra su un palco oggi è come se il parroco inscenasse un’ultima cena con piatti fatti da chef stellati, è un riaprire un discorso da tutti ritenuto chiuso e con un significato ben definito al quale viene associato un nuovo significato, leggermente diverso dall’originale.
Forse è questo che ci fa imbestialire: i Maneskin riprendono una parte di spettacolo, che è perfettamente congrua ai canoni cui loro si riferiscono, ed a noi vecchi musicisti parte l’embolo perché non sono degni, anzi, sono sacrileghi.
Doveva partirci l’embolo già negli anni ‘60, allora si faceva ancora più fatica a racimolare i soldi per qualcosa di minimamente suonabile, io sono più giovane ma ricordo le ciofeche che giravano a metà anni ‘90, robaccia che le Harley Benton più scarse di adesso sembrano bellissime chitarre, e meno dell’equivalente di 300 € non costavano.
Forse non ci siamo ancora resi conto che il novecento è finito e con esso tutta la sua cultura, che il mondo è cambiato profondamente e stiamo diventando vecchi. Pensiamo ai nostri bisnonni (o tris per chi è più giovane) che hanno combattuto la prima guerra mondiale. Arrivavano da una cultura ottocentesca che è stata travolta dagli avvenimenti, e dal 1914 in avanti le rivoluzioni culturali hanno iniziato ad accelerare ancora di più. Il tempo in cui viviamo noi è ancora più accelerato del loro, le informazioni, e con esse le idee e la cultura, girano ancora più veloci e cambiano ancora più velocemente. È normale ritrovarci spaesati, è normale aggrapparci a qualcosa che sia immutabile e ci dia sicurezza, l’uomo ha bisogno di certezze. Io consiglio di abbracciare la corrente e vedere dove porta, se no si finisce in un attimo a fare i vecchi brontoloni che disdegnavano i Beatles perché non era musica…
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 20/12/2022 ore 09:53:01
Aspetta, i supereroi Marvel sono quindi una religione? In effetti Thor è il Dio delTuono...
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 20/12/2022 ore 19:17:27
Beh secondo me ne hanno assunto i connotati e la funzione educativa: i valori vengono tramandati quasi più facilmente tramite le storie dei supereroi, che in tanti aspetti ci assomigliano, invece che tramite i canali più tradizionali della religione. Aggiungiamo il senso di giustizia e il credere in una forma di continuità per cui magari si muore in un universo ma si vive in un altro, magari con una forma leggermente diversa, ed ecco che diventano in tutto e per tutto una forma di religione.
Non ho nulla in contrario, credo faccia parte dell'evoluzione dell'uomo. E se ci pensi anche la musica, nel suo permettere la vita dei brani dopo la morte del compositore, in qualche modo assume la funzione di religione, un mezzo che permette all'uomo di comprendere meglio il mistero della morte e di cosa ci sia oltre.
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 20/12/2022 ore 21:59:44
Mi spiego meglio: io colleziono fumetti Marvel dal 1975, ne avrò forse 3.000. Thor esiste e Paul Reed Smith è il suo profeta. Forse faccio confusione...
Rispondi
di BBSlow [user #41324]
commento del 20/12/2022 ore 09:47:5
Beh, mi permetto di far notare che il peggiore smash di sempre è quello di Kurt Russell in The Hateful Eight... Guardate la faccia di Jennifer Jason Leigh, che SA che Russell sta facendo a pezzi la chitarra sbagliata! :(
Rispondi
di TriAxisLover [user #39110]
commento del 20/12/2022 ore 11:24:20
Quella scena in The Hateful Eight mi ha ferito nell'anima...
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 21/12/2022 ore 08:40:07
Però effettivamente ci stavo pensando anch’io, leggendo l’articolo e domandandomi se sarebbe stata citata.
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 20/12/2022 ore 12:06:34
Consiglio vivamente la scena del film Top Secret! (di Zucker, Abrahms, Zucker, quelli dell'Aereo più pazzo del mondo, Una pallottola spuntata, etc.) in cui gli ultranovantenni componenti di un'orchestrina suonano un brano cantato da Val Kilmer, sostituendo i violini con chitarre e bassi, e concludendo con la distruzione di una Fender al 3'10".
vai al link
Rispondi
di fibo [user #47404]
commento del 20/12/2022 ore 12:36:15
I maneskin non haho tutti i torti. A chi non piacerebbe spaccare le loro chitarre?
Rispondi
di Pattagorru [user #56686]
commento del 20/12/2022 ore 19:57:02
fibo: 92 minuti di applausi in piedi!!!
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 20/12/2022 ore 13:56:10
Dalla lista manca un episodio tanto epico quanto gli altri: quando, nel film The Hateful Eight, Kurt Russell sfascia una Martin del 1870: probabilmente l'esemplare più costoso fra quelli fracassati nella storia!
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 20/12/2022 ore 14:09:43
In realtà la voleva reliccare...
Rispondi
di Pattagorru [user #56686]
commento del 20/12/2022 ore 19:57:29
:))))
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 20/12/2022 ore 21:21:33
Da Hendrix agli Who fino ai Manneskin, compresi tutti quelli che stanno in mezzo: andate a fare in culo...ho sempre odiato profondamente chi spacca gli strumenti, uno schiaffo a tutti quelli che han fatto sacrifici per potersi comprare anche una chitarrina da 100 euro
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/12/2022 ore 15:34:29
Anch'io l'ho sempre vista come una roba veramente stupida, da sempre, fatta da chiunque.
Ma il genere umano è profondamente stupido (lo diceva anche uno molto famoso), e non perde occasione per dimostrarlo.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 20/12/2022 ore 22:27:49
Se hai qualcosa da dire, cantare o suonare, una maglietta bianca e un paio di jeans, la tua chitarra e la tua voce. Altrimenti lustrini, nudità e "colpi di scena", ma nessuno ripeterà a memoria nella sua testa i tuoi brani. Paul.
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di Pattagorru [user #56686]
commento del 21/12/2022 ore 01:10:59
ecco il più bel commento del post ...
buona musica!
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di MTB70 [user #26791]
commento del 21/12/2022 ore 08:44:53
Una cosa non esclude l’altra; il mondo è pieno di gente che canticchia brani scritti da gente ricoperta di lustrini, e sono innumerevoli i brani cantati da gente in jeans e maglietta che nessuno ricorda.
Ognuno ha una sua strada per esprimersi, non c’è niente da fare.
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di DiPaolo [user #48659]
commento del 21/12/2022 ore 16:05:01
Ciao MB, ho premesso "se hai qualcosa da dire ..." maglietta e jeans sono sufficienti, Freddy si esibiva in canotta bianca, pantaloni da tuta bianchi e Adidas bianche per es. Poi puoi aggiungere anche lustrini, paiette e nude look (sottinteso), ma se non hai niente da dire ... hai voglia ad aggiungere lustrini, spogliarti o rompere chitarre (personalmente non lo sopportavo da Hendrix ... figuriamoci da ...). Ciao, Paul.
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di MTB70 [user #26791]
commento del 21/12/2022 ore 08:57:08
A me sembra una pratica che aveva un suo senso all’inizio e poi è diventata un po’ un cliché, come del resto tante altre. I capelli lunghi, tanto per dire. Sono ancora e sempre strumento di ribellione o semmai un luogo comune, arrivati a questo punto?
Però la musica, ed il rock in particolare, vive di liturgie, per cui non mi scandalizzo, fa tutto parte del pacchetto.
Semmai aggiungo qualcosa sui Maneskin, dato che sono ‘osservati speciali’: premetto che a me non dispiacciono e che trovo legittimo e benvenuto il loro successo. Ho però la nettissima sensazione che molte delle cose che fanno siano studiate attentamente a tavolino con un punto di partenza ben preciso: ossi che i giovani di oggi non abbiano per nulla memoria storica. Non è necessariamente una loro colpa - sono nati in un periodo nel quale cronaca, costume, cultura, etc muovono a ritmo accelerato e quindi anche solo tenere testa a quello che succede giorno per giorno assorbe energie, per non parlare di dover tornare indietro a ritroso per 60 anni (si, perché mica parliamo di dieci anni fa) per capire l’origine di questa musica.
Che ne sa un ragazzino di Marc Bolan, del Bowie Ziggy Stardust, degli Who e le chitarre rotte…eppure, tutte queste cose ai tempi, davanti ad altri giovani, hanno funzionato.
E allora perché non riproporle, contando su di un rinnovato successo? Molto più semplice che cercare qualcosa di veramente nuovo dopo tanti anni, e che potrebbe pure non funzionare.
La chiamerei la strategia dell’usato sicuro spacciato per nuovo con dei consumatori inconsapevoli.
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di MAURIZIO [user #49375]
commento del 21/12/2022 ore 12:19:26
"Che ne sa oggi un ragazzino degli Who...". È proprio così. Un mesetto fa mia moglie ha conosciuto delle signore sue coetanee (sui 55 anni) cui ha raccontato che in famiglia suoniamo un po' tutti, anche i nostri ragazzi. Interrogata sul nostro genere musicale, risponde che spaziamo tra Dire Straits, Santana, Supertramp, Eagles etc. La guardano confusa e dicono "Ah, roba moderna quindi, d'avanguardia. Mai sentiti".
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di onlyfender [user #5881]
commento del 26/12/2022 ore 09:31:20
Mi è successa una cosa simile alcuni giorni fa, ero alla macchinetta del caffè ed arriva un nuovo collega più giovane di me (lui 30 anni... io ne ho 47). Mentre gli offro il caffè di benvenuto suona un cellulare in un ufficio attiguo che aveva come suoneria Smell Like Teen Spirit, lo guardo e gli faccio "ecco un nostalgico dei Nirvana", lui mi guarda stranito e fa: "mhmm... di cosa?" ... io "dei Nirvana... la band... grunge", lui mi fissa e dice... "non li conosco".
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di malamax [user #14352]
commento del 21/12/2022 ore 11:35:19
Penso che sarebbe stato più rivoluzionario e sicuramente meno scontato, donare gli strumenti a qualche ragazzo in giro per il mondo che meriterebbe ma non può permetterseli. Al prossimo cambio strumenti, ci pensino. Buon Natale in musica.
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di Robra [user #62432]
commento del 23/12/2022 ore 10:21:50
Adesso aspettiamo che anche Rocco Siffredi sfasci il suo strumento dopo lo spettacolo.....
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di Raykael [user #59532]
commento del 23/12/2022 ore 12:22:49
Non è assolutamente qualcosa di cui vantarsi, se sei un musicista serio sai anche che molto della tua oreparazione e della tua attività dipende dallo strumento che suoni, che conosci e che amo.
Questa pagliacciate sono fuori tempo e anzi non sono o non dovrebbero essere mai state fatte per il bene della propria professione e il rispetto verso chi quegli strumenti li ha progettati creati e venduti.
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di MTB70 [user #26791]
commento del 23/12/2022 ore 13:45:37
Ti è capitato di leggere qualche biografia di musicisti rock e non solo? Per molti di loro, sfasciare una chitarra sul palco era la cosa più innocua che potesse capitare loro di fare…😁
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di Raykael [user #59532]
commento del 23/12/2022 ore 15:08:40
...... per altri come Jaco Pastorius tenere lo strumento come se fosse parte integrante della sua persona, adattandolo al suo modo di suonare rendendo lo strumento ideale era il massimo riguardo la sua cultura ed educazione musicale. ;-)
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di MTB70 [user #26791]
commento del 23/12/2022 ore 17:39:17
Purtroppo lui ha avuto forse più cura del suo strumento che di se stesso, e lo dico con grande tristezza.
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di Pika [user #22008]
commento del 23/12/2022 ore 15:10:49
Distruggere uno strumento è una umiliazione per chi con difficoltà dopo tanto tempo è riuscito a comperarlo.
Quindi è evidente che loro del pubblico non gli importa, sono certo che la maggior parte di musicisti amatoriali e professionisti si guardano bene dal distruggere uno strumento che gli da gioia e gli permette di SUONARE.
Essere musicisti è altro, evidentemente il successo che hanno non sono in grado di gestirlo,
imitare altri mostri della musica come Jimi Hendrix o Pete Townshend e altri non ti fa diventare come loro.
Con quel gesto i Måneskin mi sono scaduti. Avrei apprezzato che alla fine dello spettacolo avessero donato gli strumenti a una delle tante associazioni che li avrebbe magari messi all'asta e aiutato chi ha bisogno più di loro.
Sarebbe meglio che tornassero con i piedi per terra.
Rispondi
di Mm [user #61796]
commento del 23/12/2022 ore 17:11:28
Prossima mossa?incredibile come la.gente si faccia dareninnpasti questi fantocci,un ottima invenzione comunque i treni a vapore
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di Shopper [user #37240]
commento del 23/12/2022 ore 21:47:58
Era meglio se gli strumenti li distruggevano prima del concerto…
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di Francescod [user #48583]
commento del 26/12/2022 ore 12:07:29
Premesso che dell'ultimo caso non parlo perché non mi interessa, a me è sempre piaciuto chi lo faceva d'impeto, non chi inscenava la distruzione. Peggio ancora chi la ripeteva per il sollazzo del pubblico.
Forse dico questo perché ho fatto decine di serate e solo due volte avrei voluto spaccare tutto perché non contenevo più l'adrenalina. Mi piace la spontaneità sul palco e fuori. Quindi quei grandi chitarristi che ne hanno fatto una routine da questo punto di vista li critico e disapprovo. Rimangono ovviamente dei gran chitarristi.
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