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Il vintage è morto. Lunga vita al vintage! [ITA - ENG]
Il vintage è morto. Lunga vita al vintage! [ITA - ENG]
di [user #36147] - pubblicato il

Gibson annuncia il nuovo "Certified Vintage Program", qualcosa che Fender ha già fatto durante la pandemia di Covid, con scarso successo. Qualcuno elogia questo tentativo, altri no, ma la domanda è: perché dovremmo occuparcene?
Qual è la vera differenza tra una chitarra da 250.000 dollari e la stessa chitarra pubblicizzata a 500.000 dollari? Perché nessuno, tranne pochi milionari, può permettersela.
Le chitarre vintage sono diventate un fenomeno perché a un certo punto, negli anni '70, hanno iniziato a essere riconosciute come l'apice della produzione degli storici costruttori di chitarre. Gli strumenti che hanno ispirato un gruppo di musicisti a creare musica iconica che è entrata a far parte della vita di milioni di persone.
Questa complessa interazione è purtroppo terminata da tempo, probabilmente quando questi musicisti hanno iniziato a sostituire le "vecchie chitarre" con repliche, copie nuove di zecca da utilizzare sul palco (Eric Clapton, Sting, Keith Richards, Slash solo per citarne alcuni...) e, negli anni più recenti, quando hanno smesso di fare tour o di registrare a causa dell'età.
Ma non solo: con il crescente sviluppo tecnologico dei computer e della musica digitale, l'amore per i vecchi oggetti, per esempio le chitarre elettriche e gli amplificatori valvolari, è diventato più un "culto" che qualcosa di largamente apprezzato da una massa di musicisti.
La produzione di massa... È proprio questo il problema principale che i marchi storici di chitarre non sono in grado di risolvere. Hanno bisogno di vendere articoli in serie per aumentare i profitti, ma in questo modo non possono concentrarsi su una produzione di eccellenza. Immaginate di ordinare una chitarra di alta qualità da John Monteleone: probabilmente ci vorrà un anno per la lista d'attesa e un paio d'anni per vederla completata.
Ecco perché probabilmente non vedremo mai la "magia" delle chitarre originali ricreata all'interno delle mura dei grandi nomi, perché le moderne fabbriche di chitarre non possono concentrarsi a sufficienza sulla qualità, hanno bisogno della quantità. E la quantità non può essere disturbata dall'eccellenza.
Sì, l'eccellenza nella costruzione e nei materiali è ciò che "ha fatto la magia" nel 1959 alla Gibson, per esempio. Ma l'attuale management dell'azienda non dovrebbe concentrarsi sulla ricreazione di questi ingredienti fondamentali, piuttosto che sulla vendita di chitarre vintage? Perché ci si può anche chiamare Gibson, ma se si diventa rivenditori di strumenti vintage ci si scontra con tutti gli stessi problemi: offrire una garanzia alle chitarre Gibson vendute attraverso il programma "Vintage" suona un po' strano, la fabbrica Gibson che costruiva quelle chitarre originali è ormai lontana, e queste chitarre non sono più giovani!
Cosa succederà al vostro prezioso investimento quando, come inevitabilmente accadrà, si romperà un pickup? Come farà il vostro pezzo di carta nuovo di zecca per la "certificazione" a correggerlo? Certo, Gibson può riavvolgerlo, ma poi? Utilizzeranno il filo, le procedure e i materiali corretti?

Il vintage è morto. Lunga vita al vintage! [ITA - ENG]

L'intero progetto sarebbe molto più credibile se queste aziende adottassero lo stesso "Dipartimento di Restauro delle Belle Arti" che, per esempio, ha adottato Ferrari per le sue auto, dove i clienti possono avere la loro preziosa Ferrari d'epoca restaurata alla perfezione, in un ambiente di eccellenza di altissimo livello, ad assicurarle valore e originalità per il futuro.
Purtroppo l'arte del restauro nel mondo delle chitarre non è esistita negli ultimi decenni, per varie ragioni. Queste chitarre elettriche hanno "solo" 50, 60, 70 anni nella maggior parte dei casi, quindi per la maggior parte della loro vita sono state "solo chitarre", quando sono state vendute nuove di zecca, per poi diventare "chitarre per musicisti", che facevano il loro dovere sul palco, e in seguito "vecchie chitarre" quando i tempi del palco erano finiti. Quindi non c'è mai stata la necessità di un restauro professionale.
Solo negli ultimi anni il riconoscimento della necessità di curare l'eredità di questi strumenti musicali iconici è diventato una cosa molto importante per le persone, e restauratori professionisti, come Joel Wilkens (JW Guitar Restorations) di Philadelphia, negli Stati Uniti, o i liutai del ToneTeam in Italia, hanno lentamente contribuito con il loro lavoro a spiegare che la qualità e l'accuratezza sono le caratteristiche chiave per riportare questi strumenti iconici alla loro gloria incontaminata.

Rimane comunque la domanda: il "vintage" è ancora una cosa importante?
La nostra percezione è che le aziende produttrici di chitarre dovrebbero concentrarsi sulla costruzione di chitarre di alta qualità come quelle di una volta, perché non ci sarà alcun "vintage" in futuro se le aziende non si concentreranno sulla costruzione di prodotti di eccellenza. Le chitarre di alta qualità ispireranno sempre i musicisti con la loro musica e la magica connessione tra la musica, il musicista e gli strumenti utilizzati per registrarla è ciò che crea l'alchimia "Vintage".
Quindi, invece di cercare di rivendere vecchie chitarre di un passato glorioso, Gibson dovrebbe concentrarsi e vivere nel suo presente, perché nessun musicista che lavora può permettersi una chitarra vintage del passato con un costo che in alcuni casi è il doppio del valore di una casa di famiglia.

Qual è allora il futuro delle chitarre "vintage"? La maggior parte di questi strumenti storici ha ormai più di 50 anni, e sono una vera e propria parte della storia della musica contemporanea, e come tali devono essere protetti, studiati, e appartengono ai musei molto più che ai palcoscenici. Non sono diversi da uno Stradivari o da un Guarneri del Gesù, sono oggetti speciali che dovranno ispirare le future generazioni di costruttori o musicisti.
Quindi, in senso positivo, il "vintage" come lo conoscevamo è morto per davvero, perché la magica connessione tra un'epoca d'oro di artisti di incredibile talento e i loro strumenti è naturalmente giunta al termine. Il futuro di queste chitarre ormai storiche è nei musei, con laboratori speciali ed eventi dove poterle ascoltare in un ambiente sicuro, in modo molto simile a quanto avviene per gli antichi e inestimabili violini. Il futuro del "vintage" arriverà quando un'altra era magica e ispirata di musicisti creerà musica iconica per la gente.

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Il vintage è morto. Lunga vita al vintage! [ITA - ENG]

The Vintage is dead, long live the Vintage!
Gibson announces the “new” “Certified Vintage Program”, something that Fender already did during COVID with scarce success. Somebody is praising this attempt, some others don’t, but question is, why we should bother? What is the true difference between a 250,000 $ guitar and the same guitar advertised at 500,000 $ ? No one except millionaires can afford it. 
Vintage Guitars  became a thing because at some point in the 70s, they started to be recognised as the production’s craftmanship peak of historical guitar makers, which inspired a group of musicians to create iconic music that became part of the life of million people.
This complex interaction has, sadly, long ended, probably when those musicians started replacing the “old guitars” with replicas, copies, brand new ones to be used on stage (Eric Clapton, Sting, Keith Richards, Slash just to name a few…), and, in most recent years, when they stopped touring or recording because of age.
But not only that, with the increasing technology development of computers and digital music, the love for old items, Electric guitars and tube amps for example, has become more of a “cult” thing than something largely appreciated by a mass of musicians.
Mass production…that is exactly the main issue that the historical guitar brands aren’t able to solve. They need mass-production items to be sold to increase profit, but this way they can’t focus on a excellency production. Imagine ordering a high quality guitar from John Monteleone, it will probably take 1 year for the waiting list and a couple years to see it completed.
That is why we will probably never see the “magic” of the original guitars ever recreated inside the big names walls, because the modern guitar factories can’t focus too much on Quality, they NEED the Quantity, and quantity can’t be bothered by Excellence.
Yes, Excellence in Craftmanship and materials is what “made the magic” in 1959 at Gibson, for example, and the target of the current Company administration, should probably be focusing on recreating those fundamentals ingredients, rather than selling Vintage guitars? What is the point? You can call yourself “Gibson” but if you become a Vintage Dealer you will struggle with all the same problems, and offering a limited warranty to Gibson guitars sold through the Vintage program sounds a bit awkward, the “Gibson” factory who built those original guitars is long gone, and these guitars ain’t going to be any younger!
What’s going to happen to your prized investment once, as inevitably will happen, a pickup will break? How your brand new piece of paper for “Certification” will correct that? Of course Gibson can rewind it, but then? Will they use the correct wire, procedures, materials?
The whole project would achieve way more credibility if these companies would adopt the same Restoration Fine Arts Department as, for example, Ferrari did for his cars, where customers can have their prized Vintage Ferrari fully restored to perfection, in the highest level excellence environment, which would assure value and originality for the future.
Unfortunately the Art of Restoration in the guitar world has never been a thing in the past decades, for good reasons.
These Electric guitars are “Only” 50,60,70 years old in most cases, so for most of their life they were “just guitars”, when sold brand new, to become then “player’s guitars”, doing stage duty, and then later on “just old guitars” when the stage days were gone. So there has never really been a need for “Professional Restorations”.
Only in recent years the acknowledgement of the need of curating the heritage of these iconic musical instruments has become a very important thing to people, and Professional Restorers, as Joel Wilkens (JW Guitar Restorations) in Philadelphia, US, or the ToneTeam Luthiers in Italy, have slowly contributed with their work to explain that Quality and Accuracy are the key features to bring back these iconic instruments to their pristine glory.
Still, the question remain, is “Vintage” still a thing?
Our perception is that Guitar Companies should focus in building high quality guitars like they used to make, because there won’t be any “Vintage” in the future if they don’t focus in building Excellence with their products. Fine crafted guitars will always inspire musicians with their music, and the magical connection between music, musician and the instruments used to record it is what creates the “Vintage” Alchemy.
So, instead of trying to resell Old guitars from a Glorius past, Gibson should focus and lives in its present, because no working musician can afford a “Vintage guitar from the past” with a cost that in some case is double the value of a family house.
Which is then the future of “Vintage” guitars? Most of these historical instruments are now over 50 years old, and a real part of the History of contemporary music, and as such they need to be protected, studied, and they absolutely belongs to Museums much more than stages. They’re no different than a Stradivari or a Guarneri del Gesù, they are special items that will have to inspire future generations of builders or musicians.
So, in a good way, the “Vintage” as we used to know it is “Dead” for real, because the magical connection between a Golden Era of incredible talented artist and their instruments has naturally come to an end. The future of these now “historical” guitars belongs in Museums, with special laboratories, and Events where to hear these playing in a safe environment, in a very similar way like it happens with ancient and priceless Violins. The “future” of Vintage will arrive when another magical and inspired Era of musicians will create iconic music for the people.
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di zabu [user #2321]
commento del 16/03/2023 ore 15:09:54
Sono convinto anch'io che lo scopo e il significato del Vintage siano cambiati notevolmente dalla nascita del fenomeno negli anni '70, con una notevole accelerazione poi recente nel periodo della pandemia, che ha forse portato a maturazione alcune tendenze che si stavano già sviluppando da tempo. Negli anni '70, primi anni '80 il vintage non lo compravano solo i collezionisti o i professionisti, ma anche chi -più semplicemente- voleva uno strumento di qualità maggiore rispetto agli strumenti di produzione contemporanea. Questo in un periodo in cui per altro (ancora negli anni '80) le manifatture storiche faticavano a proporre repliche credibili degli strumenti degli anni '50-'60 e la produzione boutique era indirizzata più che altro a strumenti di impostazione più moderna.

Io ho iniziato a suonare nei primi anni '90. All'epoca già gli strumenti vintage di primo rango erano molto costosi e già inarrivabili per molti, ma si trovavano in abbondanza Fender del primissimo periodo CBS e Gibson della seconda metà degli anni '60 a prezzi molto buoni, spesso non di molto superiori a quelli a cui si poteva prendere una Gibson o una Fender contemporanea. Ricordo ancora che all'epoca (prima metà degli anni '90) si poteva prendere una Telecaster del 67 in Custom Color a 2.200.000 Lire, quando una riedizione Fender costava non molto di meno.

Gradatamente mi sembra però sempre più improponibile considerare, almeno per un chitarrista amatoriale, il Vintage come una alternativa all'acquisto di uno strumento contemporaneo. Ovviamente se si ha una passione per "the real thing" si può fare tutto, magari indirizzandosi verso strumenti riverniciati dal costo più contenuto, ma la strada mi sembra sempre più stretta. Da un certo punto di vista un peccato, dall'altro fa parte della logica delle cose. L'aspetto positivo rimane che rispetto agli anni '70-'80 abbiamo tantissime alternative di qualità, anche al di fuori dei marchi storici.
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/03/2023 ore 17:18:05
Sempre un piacere leggerti, condivido in toto, e per chi ha studiato Architettura, lo stesso problema, davvero identico, si pone per il Restauro degli Edifici. Probabilmente c'è ancora qui su Accordo un mio vecchio articolo che parlava proprio di questo aspetto. Quando il vecchio monumento "non ce la fa più" cosa è giusto fare? lasciarlo diventare una "rovina" da ammirare per come è ? Rifarlo completamente per poterlo utilizzare? e se si, come ? Diciamo che hai detto bene, oggi "si può" portare una strato del 1954 a suonare, solo che se ti cade una manopola o il "tip" del selettore e va in mille pezzi è perso per sempre...quindi ben venga la "reissue" da usare sul palco. Non a caso l'articolo si chiama "Il vintage è morto"....secondo me questa era del Vintage lo è davvero, ed ora avrà futuro nella Conservazione del suo patrimonio storico.
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di RedRaven [user #20706]
commento del 16/03/2023 ore 17:42:35
A volte la soluzione è più semplice del previsto: uno strumento di 60 anni fa se non è arrivato distrutto oggi, difficilmente continuerà ad usurarsi ad una velocità costante. Basta usarlo con un minimo di riguardo per prolungarne la vita in modo indefinito. Abbiamo strumenti a corda del '700 no? per le plastiche e altre parti soggette a degrado molti collezionisti usano repliche visivamente identiche e tengono le parti originali da parte (manopole, tips, copripickup..). E ci sono in giro tantissime chitarre anni '50 e '60 con pochissima usura, che hanno ancora tantissima vita davanti.
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/03/2023 ore 17:47:47
Dipende. Una broadcaster originale ha una vernice talmente fragile che si disintegra a guardarla. I violini del '700 venivano rifatti ogni 50 anni circa, (riverniciati, in qualche caso ricostruiti integralmente) . Il problema è lo scopo e l'approccio. E non è nemmeno vero che si possa sostituire le parti per "preservarle", in alcuni casi toccare gli strumenti provocherà solo altri danni. Esempio classico i battipenna "green" o "tortoise" anni '60, fragili, ristretti dal tempo, meno li tocchi e meglio è. I pickups idem, cambiare le plastiche può solo portare a romperli. Certo ci sono annate dove materiali usati, più durevoli, consentono ancora oggi di usarle senza problemi, penso ad una stratocaster del 1969 per esempio. Ma anche qui, dipende dal modello e dalle caratteristiche, una "blue flower" tele sempre del 1969, usandola purtroppo vedrà la sua "verniciatura" su carta da parati andare in mille pezzi. Il problema è che oggi i "rotti" non sempre sono più riparabili, e una volta che hai rovinato la tua broadcaster semplicemente non ci sarà più
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di RedRaven [user #20706]
commento del 16/03/2023 ore 17:44:1
poi tu sei in una posizione diversa in cui chi prende uno strumento da te ha determinate aspettative ma diciamo che non esiste solo il vintage da terrore a ternerlo in mano tipo Les Paul '59, ma tanti onesti strumenti interessanti che si possono usare e manutenere senza drammi esistenziali no?
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/03/2023 ore 17:50:01
Quello assolutamente, ma se parliamo di "golden era" le chitarre sono le blackguard, le "burst", le strato anni 50 e 60, etc. Poi dipende anche da come hai detto giustamente, per cosa le usi, dove le usi (se suoni in studio non le consumerai mai come se le suoni in tournee sulle navi o in riviera). E' un discorso ampio, il focus dell'articolo era chiedersi se il periodo che ha generato il "vintage" sulla base di un connubio vero ed unico tra musicisti incredibili (che ancora oggi amiamo) e musica iconica, sia finito o meno. E credo che lo sia. Per questo spero che le aziende creino nuovi prodotti di eccellenza che ispirino il Vintage che verrà.
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di RedRaven [user #20706]
commento del 16/03/2023 ore 17:59:5
Guardando il mercato di fascia alta di oggi che diventerà (forse) il vintage di domani ci sono: dai grandi marchi le versioni custom shop ma che nel 90% dei casi si rifanno al passato quindi una collector's choice che è "copia" di una '59 diventerà "vintage"? Ci sono i marchi che si sono affacciati più tardi (PRS) che chissà come evolveranno nei gusti e nell'immaginario e tanti produttori boutique che fanno cose eccezionali ma sono già di elite oggi. Insomma, la parte bella e incredibile è che quella che negli anni '50 e '60 era una chitarra standard, di linea di produzione, oggi non è diventata "vecchia". E' diventata qualcos'altro. Il punto è: chi fa produzione standard che domani sarà amata e ricercata? si fanno numeri così grandi da non alimentare più queste dinamiche? E' o sarà un problema di qualità o di domanda e offerta?
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di RedRaven [user #20706]
commento del 16/03/2023 ore 17:48:32
Poi a volte leggo annunci di strumenti anni '50 con "ancora le corde originali da parte". Siamo in una cultura della conservazione maniacale, è vero, ma non comprendo bene il valore storico/culturale di una muta di corde ossidate. E' vero che ci sono campi di collezionismo (di questo si tratta no?) ben peggiori, se qualcuno sa cosa voglia dire "unpunched" di una action figure sa cosa intendo. Però c'è anche chi prende una porsche anni '60 e senza farsi eccessivi scrupoli fa una "restomod" da urlo. Dovremmo tenerla con ruggine e "le gomme originali da parte"?
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/03/2023 ore 17:51:04
Vero, leggo pure strumenti custom shop "con le corde suonate da Jimmy Page"...purtroppo la gente è matta ! sulle corde sinceramente amo solo le vecchie confezioni, belle per il case candy...ma le corde vecchie anche no dai =)
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di MM [user #34535]
commento del 16/03/2023 ore 15:57:52
Discussione complessa, ne scrivo con un certo distacco (perché è un mondo che non mi appartiene), e credo anche poca competenza; sono solo mie sensazioni.
Alla prima domanda: "perché dovremmo occuparcene" la risposta mi sembra quasi scontata; perché Gibson, col suo "Certified Vintage Program" entra in concorrenza diretta con Cesco's Corner e simili, e lo fa con una certa autorevolezza, dall'alto del suo nome, poi bisogna vedere come si muoverà... quindi è ovvio occuparsene.
Che tantissimi musicisti abbiano sostituito le "vecchie chitarre" con le nuove, non vi è dubbio, perché è gente che bada a suonare, in modo più comodo possibile. Il grande Clapton a Bologna aveva la sua fiammante Strato signature, color blu mercedes, e faceva una gran figura, in tutti i sensi. Idem faceva Jeff Beck. Tanti hanno fatto fortuna con chitarre assemblate (Nile Rodgers ad esempio) potrei andare avanti all'infinito.
Hanno fascino gli strumenti vintage, non c'è dubbio, ma lo vedo un fenomeno fetish, legittimo, ma fetish.
Io, in tutta franchezza, non sono così convinto che tutto quello che è uscito in quegli anni sia oro, magia, e il resto feccia (lo dice anche Joe Perry).
Riguardo la produzione di massa.
Ma... è normale che un'azienda che fa business si dedichi alla produzione di massa (con una qualità di tutto rispetto per certi versi), però Fender ha il suo Custom Shop da tanti anni, che funziona alla grande, lo stesso Gibson, quindi non vedo disattenzione verso l'eccellenza.
Non credo che Gibson voglia diventare un "rivenditore di strumenti vintage", credo che voglia solo mettere la sua zampa anche lì. Poi vedremo se si tratta di una zampa o di una mano delicata.
Potrebbe anche venirgli voglia di fare come ha fatto la Ferrari...
Il futuro di queste chitarre non so quale sia, di sicuro sono un numero limitato, quasi certo, e mi viene da sorridere quando si sente dire che questo numero sembra in aumento.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/03/2023 ore 16:51:15
Guarda, In realtà non è affatto entrata in concorrenza con nessuno, anzi, come già detto ci aveva provato Fender con un risultato disastroso, non c’è peraltro alcuna autorevolezza particolare, hanno letteralmente comprato a peso d’oro questi strumenti negli ultimi due anni, e da noti negozi del settore, già autenticati e “certificati”. E prendere strumenti già presenti in Collezioni, pagarli a peso d’oro e rivenderli al doppio del costo con un nuovo “certificato” a firma Gibson mostra poca, pochissima sostanza.

Ed è proprio questo il punto, la “gibson” di oggi, così come la “fender” sono solo nuove aziende moderne che del passato hanno preso il nome ed il blasone, ma senza nessuna tradizione particolare, come invece ha sempre avuto la Martin, per esempio.

Se hai letto l’articolo non c’è nulla di “fetish”, il legame che c’è tra le chitarre di quell’epoca e la musica creata dagli artisti è reale, unico ed irripetibile, ed è quello il focus dell’articolo, il rapporto tra le chitarre costruite nella Golden Era (che oggi chiamiamo Vintage) e i grandi Artisti del passato. Infatti molto diverso è il fatto che dopo 30 anni di carriera gli stessi artisti che hanno CREATO la musica iconica con quelle chitarre speciali decidano di non portarle più sul palco, dove vanno benone “strumenti da lavoro”. Una cosa non toglie alcun merito all’altra.

Joe Perry non ha affatto detto quello, anzi, come al solito sono stati usati titoli fuorvianti, fuori contesto e che alla fine non significano un bel niente. E’ un classico dei chitarristi di commentare totalmente a caso dicendo “una volta ho suonato una chitarra che non mi ha detto nulla”, frasi del tutto prive di alcun significato.

L’estate scorsa ho suonato “Greeny” di Gary Moore in un Orange Crush mini, e non mi sognerei mai di dire che “non mi ha detto niente”, qualunque chitarrista sa che la stessa chitarra può suonare bene o male, basta metterla nell’amplificatore sbagliato. Eppure per giudicare uno strumento a volte non serve nemmeno collegarlo all’ampli.

Le aziende di cui parliamo all’epoca NON costruivano come fanno oggi. E gli strumenti che producono oggi escono TUTTI da lavorazioni a controllo numerico, con materiali, legni, componentistica che non è paragonabile (non necessariamente in senso negativo) a quella originale, per mille motivi. Il fatto che “funzioni” non vuol dire che sia all’altezza del passato (che poi queste stesse case ancora oggi cercano di replicare).

C’è un bel video su youtube ora di un liutaio che “svernicia” o per meglio dire “spella” una Gibson R9 da 6000 dollari, e evidenzia come non abbia nulla a che vedere con le verniciature che la stessa Gibson faceva negli anni ’50.

L’idea della Ferrari la realizzi con competenze di restauro che oggigiorno Fender e Gibson non possiedono. Per farlo dovrebbero ingaggiare artigiani e storici come Joel Wilkens, che spiegherebbe loro come erano effettivamente costruite le chitarre all’epoca d’oro. Ma dubito lo faranno mai, non è affatto redditizio realizzarle come allora, se no lo avrebbero già fatto.

Non so dove tu abbia sentito dire che il numero delle chitarre vintage sia “In aumento”, ma siamo d’accordo che è chiaramente una battuta da bar, purtroppo la verità è che son sempre di meno, e sempre di meno in condizioni completamente originali. Il futuro che vedo io è quello del Restauro Conservativo d'eccellenza, cosa che è già in atto, e mi auguro che i grandi marchi riescano a sganciarsi dal loro passato, per realizzare strumenti all'altezza della loro storia, e che diventino il "vintage di domani".
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 16/03/2023 ore 18:30:56
Io vorrei solo dire una cosa a Cesco: seguire la tua pagina instagram è fonte di bellezza continua e di tentazioni fortissime (che non posso permettermi, quindi un po' ti odio) :-)
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/03/2023 ore 18:39:55
Grazie ! cerchiamo di tenere viva la passione e la parte bella di condividere quelli che orami sono veri e propri "tesori". Il prossimo 14 maggio li potremo vedere dal vivo a Vintage Vault !
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 16/03/2023 ore 19:48:05
I tesori sono i brani incisi con gli strumenti,non dei pezzi di legno,pure fatti male spesso....
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/03/2023 ore 20:55:32
Perchè dire una cosa simile? Fatti male! così male che sono 40 anni che le stesse aziende cercano di riprodurli senza successo. Senza contare cosa hanno raccontato quegli artisti di quelle chitarre. Non capirò mai l'esigenza di commentare negativamente senza argomentare.
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 16/03/2023 ore 21:56:32
Non voleva essere una critica cinica,se e passato questo messaggio mi spiace
Argomentiamo un po':
Gli stessi artisti che le hanno smontate e incrociate negli anni?
Oppure gli stessi che poi nei dischi hanno usato tutt altro?
Non voglio sembrare contro il vintage a tutti i costi,mi fa solo ribrezzo tutto il contorno,sicuramente è costruita meglio una custom shop di oggi,anche perché all epoca sopratutto le Fender erano le chitarre del popolo,costruite e ideate con la.stessa filosofia che si applica all industria,il puro e semplice profitto.
Degli artisti poi c e da fidarsi tanto poco,un certo srv agli inizi carriera(e in studio pure dopo)imbracciava una economica Tokai,un altro chitarrista abbastanza famoso che ha suonato su un album (thriller)confessa di aver usato una schecter,guarda caso come un altro abbastanza famoso che suona senza plettro,poi si sa,dietro Fender e Gibson ci sono milioni di soldi spesi nel marketing.
Poi che ci sia tutto un mondo dietro al vintage può farmi anche piacere,ma non decantiamo caratteristiche uniche e inarrivabili solo per accrescere il fenomeno(e l introito).
I chitarristi di oggi e non quelli di 60 anni fa usano chitarre moderne,poi ripeto,c e chi paga milioni di euro per una mustang del 64,che oggettivamente rispetto a quella odierna e una pena sotto tutti i punti di vista.
Insomma io credo che ci siano chitarre da salotto e chitarre per chi suona davvero on the Road.
Come sempre si tratta di guardare avanti,Hendrix probabilmente oggi suonerebbe con una suhr e un fractal...stop
Page idem
Ai loro tempi usavano l unica merce disponibile(spesso pesantemente modificata dai loro tecnici)
Oggi sono rimaste le migliore su migliaia di ciofeche,non si può ideare uno standard con migliaia di pezzi finiti distrutti,dimenticati o andati persi basandosi solo sui cimeli rimasti in mano a pochi eletti.
Purtroppo la mentalità che il vecchio e sempre meglio ci sta portando a risultati tangibili......
Del resto c era chi predicava che si stava meglio quando si stava peggio,salvo poi in caso di sfighe avvalersi delle migliori tecnologie disponibili per salvarsi le chiappe.....ma guarda un po'.
Rispondi
di AlceVeloce [user #44287]
commento del 17/03/2023 ore 09:37:59
Condivido in tutto e per tutto, il fascino e l'aura delle chitarre di un tempo sono innegabili ma in termini pratici una Suhr Classic S mi ha fatto raggiungere la pace dei sensi.
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 17/03/2023 ore 08:49:26
Va bene tutto, ma affermare che la produzione in serie moderna non può arrivare ai livelli qualitativi di quasi un secolo fa non esiste proprio. Oggi esistono le macchine a controllo numerico che riescono a produrre parti con una cura semplicemente impossibile da raggiungere con metodi vecchi di decenni, e non parlo di grandi marchi tipo Fender o Gibson. Le produzioni orientali hanno raggiunto livelli qualitativi altissimi e pienamente confrontabili con la manifattura americana ed europea, basta prendere in mano una Sire o una PRS SE per rendersene conto, o anche una Ibanez Premium completamente indistinguibile dall'omologa produzione giapponese al doppio del prezzo (e parlo da possesore di strumenti giapponesi ed americani). Parlando di quantità poi è chiaro che oggi si vendono molti più strumenti e quindi anche un controllo qualità per quanto attento può far uscire di fabbrica pezzi in condizioni non ottimali ma affermare che "non vedremo mai la magia delle chitarre originali ricreata all'interno delle mura dei grandi nomi, perché le moderne fabbriche di chitarre non possono concentrarsi a sufficienza sulla qualità, hanno bisogno della quantità" mi sembra una roba un tantino esagerata.
Rispondi
di slowmusic [user #44951]
commento del 17/03/2023 ore 09:51:28
Ho una strato,anni 2000 + o - , fatta in america con i pickup american special, l'ho confrontata con alcune più recenti, beh, devo dire che una certa differenza la sento. in particolare al ponte avverto un che di "sano metallico" rispetto a delle serie un po' "economiche" attuali che emettono il classico suono del barattolo caduto in terra. Mia opinione ovviamente.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 17/03/2023 ore 10:01:26
Ciao, capisco il tuo parere ma è proprio così purtroppo.
Il tema è solo uno, se i grandi marchi ci vendono "la replica esatta", bene mi aspetto che lo sia, invece non è così. E' vero che oggi abbiamo il cnc ma non è uno strumento che ti garantisce qualità "di per sè".
ti garantisce accuratezza nel taglio, ma se ciò che tagli è legno di piantagione, cresciuto in maniera accelerata, verniciato nella maniera non rispettosa delle originali, con componenti non corrette per l'epoca, mi spieghi dove sta tutta questa qualità?

Accuratezza nelle forme, sicuro, ma la qualità del prodotto?

Una les Paul del 1959 era costruita con Palissandro Brasiliano, top in acero canadese, mogano honduras. La replica di oggi che paghiamo a partire da 6000 Dollari è realizzata con legni diversi, materiali che assomigliano agli originali ma non sono assolutamente lo stesso, e verniciature non corrette.

Credimi, non è una affermazione esagerata, di esagerato c'è la sovraproduzione di oggi, prova a vedere quanti modelli di repliche "vintage" offrono i grandi marchi, e in un secondo risulta chiaro che non potranno mai costruire degli strumenti "come allora".

Ed infatti qui rimane la questione più importante. A che serve ? non sarebbe meglio sviluppare qualcosa di nuovo? Il tempo di quelle chitarre è, a mio avviso, davvero trascorso.

Grazie comunque del tuo punto di vista, che comunque capisco e apprezzo.
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 17/03/2023 ore 09:55:49
L'argomento è interessante, e mi sono piaciute le argomentazioni date da Zabu, anche la spiegazione argomentata data da MM.
Io non sono né un intenditore né un cultore di questo fenomeno o cultura del vintage, però visto che se non ho capito male tu parli anche di chissà quale sarà il vintage del futuro volevo chiedere da profano a te che sei un professionista del settore,
visto che spesso ho letto e sentito parlare da molti chitarristi che le Gibson dei primi anni 90 sono delle chitarre di ottimo livello sonoro, e visto che negli anni 90 sono usciti anche tanti album e tante canzoni nel mondo della musica rock, magari in tali dischi sono state usate proprio delle Gibson di quelle annate, allora io ti chiedo sempre da uno che non se ne intende, potrebbe nascere tra 20 o 30 anni il fenomeno del vintage su tali chitarre di quelle annate primi anni 90?
Grazie mille per il bellissimo articolo, saluti Stefano.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 17/03/2023 ore 10:22:44
Grazie del tuo commento Stefano.

Quando ho cominciato ad appassionarmi alle chitarre ho fatto tutta la "gavetta" possibile, ed ancora oggi non mi permetterei mai di denigrare una chitarra o una produzione particolare, anzi.

Ci sono chitarre eccellenti e che non costano affatto cifre spropositate, mi vengono in mente le japan tipo tokai o Greco anni '80, strumenti eccellenti per qualità prezzo.

Quello che secondo me manca oggi purtroppo è la musica.

Il vintage è nato proprio perchè i musicisti sentivano suoni e canzoni incredibili, e si chiedevano "che strumenti hanno usato".

Quando ho sentito "hotel california" per esempio, volevo assolutamente sapere come avessero ottenuto quei suoni, la chitarra a 12 corde, la les paul '59, la stratocaster del '54....idem quando ho sentito "sultans of swing"...Roberto Pistolesi fece una ricerca incredibile per capire quali chitarre e amplificatori avessero usato gli Shadows su "Apache".....Questo è ciò che ha creato il "vintage".

Quindi la risposta alla tua domanda è: Certo, quegli strumenti degli anni '90 sono ottimi, ben costruiti e suonano bene, e se qualche artista li dovesse utilizzare per comporre musica "speciale", diventeranno "vintage" di domani...In sostanza, come racconto nell'articolo, se non nasce una alchimia tra musicista, strumento, e non viene prodotta musica "iconica"; la ricerca di "quali strumenti hanno usato per suonare questa canzone" non avverrà più, e quindi anche il "vintage" non avverrà più.

Pensa che Quando Eric Clapton lasciò i Cream chiese una "Jazzmaster", ma trovò prima le ormai famose stratocaster usate a 100$ l'una e il resto è stata storia.

Forse se avesse usato la Jazzmaster oggi le quotazioni di questi strumenti sarebbero più alte!
Rispondi
di lolloguitar [user #48123]
commento del 17/03/2023 ore 10:55:22
Il vintage é un argomento complesso, per gli appassionati di musica, collezionisti, musicisti il fascino di strumenti d'epoca che hanno fatto la storia della musica rock penso sia impossibile negarlo. I prezzi sono veramente per pochi ricchi, come per le opere d'arte. Al contrario dell'articolo credo che ci sia già in atto un'adeguata politica di marketing rivolta alla realizzazione di strumenti di alta fascia con le stesse precise caratteristiche degli strumenti d'epoca. Per i più é sicuramente un giusto compromesso e comunque parliamo di diverse migliaia di euro dai 4000 a salire che non sono pochi. Vedo anche io che la passione per l'analogico, la conoscenza del proprio strumento sotto le dita ( tasti, legni, elettronica, meccaniche, vernice etc.) sta scomparendo. Una volta ho chiesto a un chitarrista se la strato era americana o messicana e mi ha risposto " non gliel'ho chiesto". Se parliamo di suonare, suonare tanto, suonare bene, tecnica, rispetto al vintage sono due binari paralleli che volendo possono incrociarci, sovrapporsi oppure no... non cambia nulla, non vedo la necessità di screditare l'uno o l'altro. C'è chi ama le auto d'epoca e chi spende cifre folli per auto super tecnologiche... il mondo è bello perché é vario. Da appassionato vorrei che continuassero a produrre chitarre riedizioni, mi piacciono molto, mi incuriosiscono le variazioni intervenute nel corso del tempo nello forme, nei suoni, nei generi musicali. Gli strumenti di liuteria purtroppo non li condivido... sono decantati come il top ma c'è davvero poca certezza sulla realizzazione dati i pochi esemplari e i prezzi molto alti, la difficoltà nel rivenderli, rispetto a strumenti di brand internazionali con certificazioni di tutti gli accurati controlli fatti in ogni fase di realizzazione.
Rispondi
di Skywalker8 [user #40706]
commento del 17/03/2023 ore 12:26:05
È molto più facile incuriosirsi su quale vernice usassero in Gibson negli anni 60 piuttosto che mettersi a far pratica sui rivolti degli accordi di sesta in La bemolle o su quanto ci stia bene un cambio di tonalità senza sembrare troppo dissonante. Il fenomeno del vintage aveva senso prima dell'avvento delle macchine a controllo numerico: erano strumenti fatti con cura e non in serie enormi, dunque anche solo per suonare un accordo al 15esimo tasto dovevi pregare che la Eko di turno fosse "quella uscita bene" altrimenti quella canzone potevi farla solo con una Strato del '71 [esempio a caso]. Ora, con gli investimenti sul CNC, con 800 euro hai uno strumento con il quale andare in tour mondiale [hanno citato PRS SE e Sire ma ci possono essere altri esempi] e per 3500 euro hai uno strumento in fibra di carbonio con tasti in acciaio che durerà immutato fino alla fine del Sole. Il fenomeno del vintage è nostalgia per un approccio alla musica appartenente al passato, pigrizia mentale e l'indotto ad essa collegato.
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 17/03/2023 ore 14:54:43
Ciao,
l'articolo contiene un paio di affermazioni di base, a mio avviso, ampiamente discutibili:
..."La produzione di massa... È proprio questo il problema principale che i marchi storici di chitarre non sono in grado di risolvere. Hanno bisogno di vendere articoli in serie per aumentare i profitti, ma in questo modo non possono concentrarsi su una produzione di eccellenza."
Ecco perché probabilmente non vedremo mai la "magia" delle chitarre originali ricreata all'interno delle mura dei grandi nomi, perché le moderne fabbriche di chitarre non possono concentrarsi a sufficienza sulla qualità, hanno bisogno della quantità. E la quantità non può essere disturbata dall'eccellenza.
...Sì, l'eccellenza nella costruzione e nei materiali è ciò che "ha fatto la magia" nel 1959 alla Gibson, per esempio. Ma l'attuale management dell'azienda non dovrebbe concentrarsi sulla ricreazione di questi ingredienti fondamentali, piuttosto che sulla vendita di chitarre vintage?"

Alcune Gibson della fine degli anni 50 e Fender più o meno di quel periodo erano strumenti eccellenti per l'epoca, con caratteristiche tecniche e costruttive dell'epoca. Se gli ingredienti fondamentali devono essere quelli che creano qualità, non mi pare che questi due marchi (o altri) non siano in grado di costruire oggi in qualità: solo, lo fanno con altri parametri moderni diversi: vernici, pickup, macchinari, ecc.
Diverso è dire: per quanto si voglia costruire in "qualità", non si potrà mai raggiungere quella dell'epoca. E' un'opinione, che però non mi trova concorde.
Il vintage, nella musica, nasce da un calo di qualità dei marchi storici negli anni 60/70: onestamente, dubito che oggi Fender e Gibson (ma anche PRS, Schecter, Jackson, Charvel, Shur, Ibanez, e tanti altri) non sappiano costruire strumenti della stessa qualità di quelli considerati "Golden age". Certo, i parametri saranno diversi (e vivaddio, per tanti versi!), perché sono diverse le esigenze dei musicisti e quanto è a disposizione a livello di tecnologia e conoscenza, ma, a mio parere, la qualità è pari, se non addirittura superiore.
Ci sono poi altri parametri tecnici: le chitarre "scarse" dei marchi storici degli anni successivi all'epoca d'oro non avevano migliorie tecniche rispetto a quelle buone precedenti, ma le stesse caratteristiche peggiorate.
Quelle costruite oggi, appunto, sono diverse, e presentano novità che anche i grandi vecchi hanno adottato: Clapton usa midboost e pickup noiseless, Beck usava pickup ceramici, autobloccanti e roller nut, e così via.
Il paragone con le Ferrari d'epoca non regge, o, almeno, dipende se si parla di "venerazione del classico" o utilizzo del manufatto.
Per la prima cosa, nulla quaestio: un "classico" ha un valore nettamente al di là del valore d'uso, ma. credo, nessuno possa affermare che una Ferrari moderna non sia, per "qualità", al livello delle vintage. Semplicemente, magari non è ancora vintage.
E non vale, a mio avviso, neanche il fatto che non si sia creata più recentemente la magica connessione tra strumenti e musicisti: Steve Vai, Joe Satriani, Van Halen, Malmsteen (mi limito a un certo rock) hanno tutti creato dei grandi classici con strumenti moderni, senza i quali, probabilmente, non avrebbero neanche potuto suonare in quel modo.
Poi, se invece si vuole affermare che le chitarre vintage siano IN ASSOLUTO le migliori chitarre di sempre, e o si costruiscono così o niente, è un'altra cosa, che, come detto, non mi trova d'accordo.
Anche la certosina originalità richiesta sugli strumenti vintage mi pare più una cosa da fanatici che da musicisti: non c'è, credo, uno strumento dei grandissimi chitarristi che non sia stato modificato più e più volte, sempre alla ricerca di migliori caratteristiche che di base non potevano essere trovate alla costruzione.
Il vintage è una cosa a parte, che esula, a mio avviso, dal concetto di "qualità assoluta": è un mix di qualità, unicità per l'impossibile replica, effetto psicologico (fortissimo!).
Piccola chiosa sul perché Gibson entri nel mercato vintage: perché rende, perché magari una chitarra certificata Gibson avrà più valore (visti i falsi e le modifiche magari invisibili agli occhi dei profani), perché non è che un altro aspetto del business.
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 17/03/2023 ore 21:26:13
Condivido in pieno,mi permetto di nominare un costruttore che da anni luce di distacco ai due marchi famosi,music man,per me a livello costruttivo spanne sopra,altro che vintage con truss Rod alla base
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 20/03/2023 ore 17:48:11
Si, ma anche ESP, o tanti altri.
Rispondi
di DDF72 [user #60181]
commento del 18/03/2023 ore 09:00:46
Troppo intrigante questo dibattito! My two cents: il vintage ha il suo fascino, senza dubbio! Ora però cercate “rise” - la nuova degli extreme - aspettate pazientemente fino al solo e… vediamo un po’ da dove viene la magia 🙂 ciao a tutti!
Rispondi
di Mawo [user #4839]
commento del 18/03/2023 ore 18:59:00
Anche io subisco il fascino del vintage ma ormai la situazione è al di là della follia, come quello che sta succedendo con il Bad Monkey o, n passato, con il Klon Centaur.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 20/03/2023 ore 17:51:44
Nel caso dei pedali elettronici è ancora più assurdo perché non c'è legno che invecchiando possa al limite migliorare, i componenti elettronici possono solo rovinarsi col tempo.
Inoltre non esitono, come sostengono certe leggende metropolitane, i diodi magici (riferito al klon) o gli operazionali magici (riferito ai TS9).
Pedali che non si cagava nessuno da anni tipo Ibanez TS10 e/o Marshall Bluesbreaker vengono visti nella pedaliera di John Mayer e allora tutti a volerli.
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 20/03/2023 ore 18:08:55
Guarda cosa sta succedendo col bad monkey....poi dimmi se facendo un parallelo con la classe politica non siamo un popolo di pecore...
Rispondi
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