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Cinque pedali che non hai capito
Cinque pedali che non hai capito
di [user #17844] - pubblicato il

Effetti nati nell’epoca sbagliata, mal pubblicizzati o semplicemente incompresi: questi stompbox meriterebbero di trovare spazio in molte più pedaliere, e vi spieghiamo il perché.
Betamax contro VHS, Zip Drive contro Floppy, Dreamcast contro PlayStation, la storia è piena di esempi del genere: prodotti assai validi, a volte tecnicamente superiori rispetto ai concorrenti diretti o comunque con qualcosa da dire, ma che finiscono nel dimenticatoio a causa di un cattivo posizionamento sul mercato, pessimo tempismo, scarsa comunicazione o perché male interpretati dal pubblico.
Per gli effetti a pedale, casi simili si sprecano. In un mercato così affollato, a volte delle perle si perdono nel mucchio e vale la pena spulciare un vecchio catalogo per trovare circuiti davvero stimolanti, che ci piacerebbe aver visto più spesso in giro.

Keeley 30ms Double Tracker
Tecnicamente un banale delay con modulazione, nella pratica è l’arma segreta di qualsiasi produttore musicale fin dall’alba dei tempi.
Il pedale è uscito nel 2015, quando la chitarra stereo era ancora un tabù e il digitale stava solo cominciando a farsi prendere sul serio. Pare un secolo fa, ma l’unico setup possibile per suonare in giro sembrava l’amplificatore tradizionale, così doppiare una traccia dal vivo era considerato appannaggio di pochi. Forse è per questo che un processo tipico dello studio come il double tracking restava relegato, appunto, in studio.
Doppiare una traccia e sfalsarla leggermente nel tempo, spostandola nel panorama stereo, rende qualsiasi suono davvero enorme e riempie il mix in modo impressionante. A riguardare ora il pedale Keeley, ci si chiede davvero perché un dispositivo del genere non sia uno standard in qualsiasi pedaliera basata su effetti stereo o sistemi digitali.



Il 30ms non è stato il solo a proporre l’idea, forse in tempi non ancora maturi. Sulla stessa categoria vale la pena di segnalare anche TC Electronics Mimiq Doubler, ancora più semplice da operare, con switch per la quantità di tracce generate e connessioni separate per ingressi e uscite stereo.
Difficile tornare indietro.



BOSS OD-1X
La tecnologia MDP (Multi-Dimensional Processing) è alla base di questo grande classico riveduto nel 2013, un classico già di per sé ingiustamente snobbato dai più.
L’intuizione BOSS è quella di dividere il segnale per bande di frequenza e trattarle individualmente. Potenzialmente, un sistema simile permette di agire in modo chirurgico sulla pasta della distorsione, creando bassi a fuoco, medi dettagliati e acuti mai taglienti, un approccio alla saturazione per la prima volta davvero con un concetto hi-fi. Nella pratica, per quanto la tecnologia sia stata impiegata in numerosi effetti BOSS, non ha mai preso davvero il volo né soppiantato gli overdrive tradizionali. Segno che ci meritiamo davvero l’ennesimo clone di Tube Screamer.



TC Electronic Brainwaves
Il catalogo TC è gigantesco ed è facile farsi sfuggire qualcosa. Il Brainwaves non sarà celebre come i delay e i riverberi della serie TonePrint, ma li surclassa senza dubbio quanto a sperimentazione sonora.
Di base è un pitch shifter, ma i parametri con cui modella il suono ne fanno una macchina ambient per tappeti da synth, permettono di doppiare parti o di far schizzare rampe di pitch usando il footswitch come un pedale d’espressione istantaneo, fino anche ad ammiccare a un pesante chorus.
Escursioni e andamenti programmabili via smartphone rendono il tutto ancora più succulento e, miscelato a un riverbero bello denso e magari a un delay - considerate anche le connessioni stereo - il risultato è da sogno.



EHX Freeze
Tutt’altro che sconosciuto, il Freeze di Electro Harmonix è diventato il banco di prova per molteplici effetti ora in commercio, basati su delay e riverberi che vengono “congelati” per creare un tappeto sonoro con le proprie note.
Non stupisce che a pensarlo sia stato Mike Matthews, tastierista, perché l’impostazione del Freeze è esattamente quella del pedale sustain di un pianoforte.
Lo stompbox permette praticamente di suonarsi addosso da soli, ammorbidire l’esecuzione di guitar solo in cui convivono accompagnamento e solismo, o anche semplicemente di esercitarsi su un accordo da cambiare di volta in volta.
Quando lo si vede in giro lo si riconosce subito, ma lo si sente davvero poco sui palchi e nei dischi. È un incompreso, troppo spesso associato a sonorità sintetiche che non incontrano granché i gusti dei più, e in questo le demo ufficiali EHX non aiutano.



Il Freeze è in realtà un mostro di espressività, soprattutto quando è utilizzato in modalità momentary.
Pensare di bloccare un frammento di suono può dare l’idea di trovarsi davanti a un flusso statico e noioso, ma provate a immaginare cosa può accadere quando si infila l’effetto a sustain infinito in una serie di modulazioni e ambienti a trasformarne organicamente il contenuto.

Di recente ripreso nel Pico Deep Freeze, ci si augura che questa nuova veste - ancora più versatile grazie a tre modalità d’uso e manopole per personalizzare ogni aspetto dei tappeti - gli dia la giusta luce.



Mooer Radar
I prodotti citati finora sono per lo più effetti nati con un cattivo tempismo, che potrebbero dare oggi grandi soddisfazioni. Tuttavia, chi ora è alla ricerca di quel tipo di suoni si rivolge per lo più a pedalboard digitali, avendo ormai digerito l’idea di dover rinunciare al proprio amplificatore.
Qui entrano in scena dispositivi come il Radar, simulatori di cabinet che permettono di reintegrare effetti classici in una concezione di rig moderna, priva di amplificazione tradizionale.
Citiamo il Mooer, ma anche Hotone Omni IR, TC Impulse… sono tutti esempi validi di un accessorio per tutte le stagioni, un incontro tra tecnologie moderne e concezione sonora d’annata che può trasformare il modo in cui ci si approccia alla creazione del suono, ritrovando il piacere di saltellare sulle care vecchie scatolette colorate.
Per quello che costano, anche i modelli più semplici con connessioni mono varrebbero la pena di essere acquistati in coppia per divertirsi con rig stereo fuori di testa, e sono qualcosa che meriterebbe davvero di farsi vedere più spesso nelle pedalboard dei chitarristi.

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di francesco72 [user #31226]
commento del 06/11/2023 ore 15:16:08
Mah, non voglio sostenere che il cliente ha sempre ragione, però forse i pedali citati non sono degli incompresi, bensì non utili.
Ho avuto il Mimiq che prometteva di far suonare una chtarra da sola come fossero due o tre: può essere utile in fase di registrazione, ma lì basta doppiare o suonare più volte la traccia; dal vivo è completamente inutile: quando il suono esce da un cabinet solo, comunque la fonte sonora è quella e riga; altrimenti, per usare più cabinet basta sdoppiare il segnale. Discorso analogo per il Keeley. Quanto al radar, forse il guaio è che è una mezza cosa: se devo simulare, tanto vale che mi prenda un sistema completo, se no avrò la scomodità dei pedalini e tanto vale che usi il mio ampli. Infine il Boss, ok per l'equalizzazione finissima, ma magari era proprio la distorsione il suo tallone d'Achille; piaccia o meno, anche l'MT2 (sia versione base che Waza) ha un'ottima possibilità di scolpire il suono, ma non ha avuto problemi di mercato.
Ciao
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di zaloral [user #31722]
commento del 10/11/2023 ore 08:34:28
In realtà il radar è fatto per mantenere il proprio rig analogico e farlo suonare dentro mixer, schede audio ecc.
Spesso si usano dei rig molto particolari impossibili da riprodurre con helix, Kemper ecc, come ampli boutique, pedali complessi o materiale auto costruito.
Magari uno impiega una vita a costruirsi il suono e giustamente non ci vuole rinunciare.
Il Radar offre una moltitudine di speaker, la possibilità di aggiungerne di propri, possiede 3 tipi di equalizzazione e la simulazione di 6 finali a valvole.
Io l’ho usato parecchio perché nella band in cui suonavo anni fa usavano mixer digitali e in-ear, quindi l’ampli andava isolato e non c’era (per praticità) la possibilità di microfonarlo.
Devo dire che fa il suo lavoro egregiamente, è comodo e di una gran velocità d’uso anche perché va collegato all’uscita della mandata effetti,
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di francesco72 [user #31226]
commento del 10/11/2023 ore 09:32:01
Capisco, ma scrivi di un uso assai settoriale. essendo solo un finale, ti servirà sempre un preamplificatore che, se hai anche solo due suoni, significa aggiungere un pedale al tuo rig. Io ad esempio uso tre suoni: pulito, crunch e distorto, poichè per i secondi due uso un overdrive ed un distorsore, mi serve un boost o un eq per il primo, insomma qualcosa che mi dia pari volume sul pulito, se invece uso un pedalino che emula un ampli (come quelli che fa la stessa mooer) mi basta mettergli davanti i miei due o anche uno solo visto che hanno due canali ed ha la simulazione di cassa.
Ciao
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di redcapacci [user #33920]
commento del 06/11/2023 ore 19:04:48
Non sono pedali pensati per il giurassico che suona le cover delle cover band, mentre mi è capitato di vederli spesso tra le mani di chi sa spippolare e si lascia ispirare da cose nuove.
Chiaramente non sono per tutti e vanno capiti(cosa non scontata) perchè ad esempio; Se sdoppi il suono in due cabinet hai due suoni identici con una leggera differenza di eq, *
Se introduci del ritardo hai degli effetti di spazialità che non potrai mai avere con un semplice a/b switch.
Avere un rig stereo è costoso, impegnativo da portare in giro(sia per peso che da microfonare ecc) ma chiramente restituisce effetti che non puoi avere in mono( E GRAZZIE ARCAZZ)
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 07/11/2023 ore 01:11:24
Il freezer lo uso a casa di un caro amico che lo comprò appena uscì sul mercato
L'ha modificato con dei controlli a pedale e c'è da divertirsi anzi studiare non poco, un pedale assolutamente incompreso

L'ultimo so che è geniale ma non l'ho mai usato
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di Farloppo [user #27319]
commento del 07/11/2023 ore 09:00:3
Ho avuto e rivenduto il freeze ma mi sono pentito. All'epoca lo usai anche in qualche pezzo ma lo trovai piuttosto scomodo e difficile da controllare. La difficoltà più grande che ebbi era quella di riuscire a controllare la dinamica della nota/accordo da tenere (troppo piano non ti sente nessuno, troppo forte copri tutti). Un compressore/limiter mi avrebbe fatto comodo credo.
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di yasodanandana [user #699]
commento del 07/11/2023 ore 16:42:37
Uso il freeze.. gran pedale.
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di team72filo [user #20000]
commento del 09/11/2023 ore 10:48:21
Il Mimiq che possiedo rende al meglio se viene utilizzato in stereo,o con due amplificatori(tipo VOX MV50,100 euro l'uno usati) o con un pre e finale"alla vecchia",l'effetto che si ottiene è davvero bello,mi piacerebbe provare la controparte Keeley,che a leggere molte recensioni è ancora meglio
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di kithara [user #24622]
commento del 22/11/2023 ore 11:05:29
Assolutamente d’accordo! Personalmente, è da molto che utilizzo sia il Mimiq che il Freeqout della Digitech e da poco ho aggiunto in pedaliera l’Infinite Sustainer della TC (che è un po’ come il Freeze della EHX) e sono molto utili sia per momenti “solo” che se devo uscire un po’ di più nel mix con pochissimo volume (Mimiq) ovvero senza usare il boost. Basta utilizzare un po’ di creatività e ti permettono di avere differenti layers di suono, per arricchire o scavare (a seconda delle impostazioni) il proprio suono, anche a più chitarre sul palco! Consigliatissimi!
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