Il catalogo Gibson riorganizzato e semplificato nelle serie Original e Modern ha permesso, in tempi recenti, di accontentare i patiti della tradizione da un lato e assecondare le visioni dei musicisti più aggressivi dall’altro. La collezione Modern include appunti legati alla suonabilità, alla ricerca sonora e alla scelta dei componenti che si distaccano dai grandi classici, rivoltandone il DNA al servizio di una visione talvolta sopra le righe. È il caso della Studio, una tra le edizioni più accessibili delle solid body di casa che, per la versione Modern aggiornata al 2024, si spoglia di ogni vezzo estetico per concentrarsi su una selezione di hardware, elettronica di livello e soluzioni al passo coi tempi.

L’irrinunciabile body in mogano cela un alleggerimento Ultra Modern, un sistema di camere che riduce al minimo il materiale e il conseguente peso, incrementando al contempo risonanza e voce acustica. A copertura c’è un top in acero massello e il tutto è rifinito alla nitrocellulosa, per un’estetica essenziale, priva di binding di sorta e con tinte satinate che lasciano il legno visibile in trasparenza.
In mogano è anche il manico, incollato come da tradizione e dal profilo SlimTaper. Il tacco è smussato, e un profondo contour ne assottiglia sensibilmente lo spessore dalla spalla fino a parte del “corno”.
Un ebano dai toni densi e scuri costituisce la tastiera in ebano con raggio compound e segnata da segnatasti a trapezio, contando 22 fret di tipo Medium Jumbo.
In cima, il capotasto GraphTech guida l’occhio verso le meccaniche Grover Rotomatic interamente in metallo e che promettono un’accordatura stabile insieme col ponte Nashville Tune-O-Matic in alluminio, tutto in finitura Black Nickel.
La voce della Les Paul Studio in versione Modern promette di incarnare tutte le caratteristiche della Les Paul da rock, con l’output consistente e la voce corposa di una coppia di humbucker 490R e 498T, rispettivamente montati al manico e al ponte. Spiccata versatilità è garantita dai due volumi con push-pull per il coil tap e dai due toni con push-pull, uno per l’inversione di fase in posizione centrale, l’altro per il bypass dei controlli così da inviare il segnale integrale dritto all’uscita.
Le manopole sono di tipo Speed Knob, nere e con scala numerata visibile attraverso la scocca trasparente.

La Studio Modern si adagia nelle sfere più accessibili del catalogo Gibson, ma non è una entry level. La sua essenza è di uno strumento dritto al punto, capace di fronteggiare modelli ritenuti professionali e con una scheda tecnica di tutto rispetto, che fa della modernità il suo punto di forza tenendosi strette le caratteristiche più apprezzate in una Les Paul propriamente detta e accantonando solo gli orpelli sacrificabili.
Sul sito Gibson, la Les Paul Modern Studio è a questo link con foto, finiture disponibili e scheda tecnica completa.

L’irrinunciabile body in mogano cela un alleggerimento Ultra Modern, un sistema di camere che riduce al minimo il materiale e il conseguente peso, incrementando al contempo risonanza e voce acustica. A copertura c’è un top in acero massello e il tutto è rifinito alla nitrocellulosa, per un’estetica essenziale, priva di binding di sorta e con tinte satinate che lasciano il legno visibile in trasparenza.
In mogano è anche il manico, incollato come da tradizione e dal profilo SlimTaper. Il tacco è smussato, e un profondo contour ne assottiglia sensibilmente lo spessore dalla spalla fino a parte del “corno”.
Un ebano dai toni densi e scuri costituisce la tastiera in ebano con raggio compound e segnata da segnatasti a trapezio, contando 22 fret di tipo Medium Jumbo.
In cima, il capotasto GraphTech guida l’occhio verso le meccaniche Grover Rotomatic interamente in metallo e che promettono un’accordatura stabile insieme col ponte Nashville Tune-O-Matic in alluminio, tutto in finitura Black Nickel.
La voce della Les Paul Studio in versione Modern promette di incarnare tutte le caratteristiche della Les Paul da rock, con l’output consistente e la voce corposa di una coppia di humbucker 490R e 498T, rispettivamente montati al manico e al ponte. Spiccata versatilità è garantita dai due volumi con push-pull per il coil tap e dai due toni con push-pull, uno per l’inversione di fase in posizione centrale, l’altro per il bypass dei controlli così da inviare il segnale integrale dritto all’uscita.
Le manopole sono di tipo Speed Knob, nere e con scala numerata visibile attraverso la scocca trasparente.

La Studio Modern si adagia nelle sfere più accessibili del catalogo Gibson, ma non è una entry level. La sua essenza è di uno strumento dritto al punto, capace di fronteggiare modelli ritenuti professionali e con una scheda tecnica di tutto rispetto, che fa della modernità il suo punto di forza tenendosi strette le caratteristiche più apprezzate in una Les Paul propriamente detta e accantonando solo gli orpelli sacrificabili.
Sul sito Gibson, la Les Paul Modern Studio è a questo link con foto, finiture disponibili e scheda tecnica completa.
Perché sia chiaro che questi prezzi sono una scelta non dettata dai costi alla produzione.
A questo prezzo, poi (e per una Studio)... Sarà piuttosto difficile che ne compri un'altra.
Purtroppo sai come si dice... "Fammi indovino e ti farò ricco".
Le due cose rendono prodotti del genere un vero lusso per noi altri.
Insomma, non è il momento buono per acquisti del genere.
però boh, a parte che non comprerei mai questa chitarra,
ma io pur non essendo un nababbo o figlio di un emiro, dopo più di 30 anni che lavoro e che metto da parte 2 soldi, non credo che sia un lusso comprarsi una chitarra da 2000€, per tanti lavoratori che da una vita lavorano e risparmiano qualcosa e che nella vita hanno solo un hobby penso che possano anche permettersi questa chitarra,
che poi sia eccessivo o che non li valga quei soldi posso anche essere d'accordo, come posso anche essere d'accordo che un ragazzino che lavora da poco o che fa lo studente non possa permettersela..
Non voglio anche io prendere le difese di Gibson, ma se la mettono fuori a quel prezzo, anche se la concorrenza a parità di costo ti potrà offrire qualcosa di meglio, penso comunque abbiano messo in preventivo di avere dei potenziali acquirenti
2000€ non sono una cifra astronomica in senso assoluto, ma lo sono, secondo me, rapportati alla chitarra in questione che 10 anni fa costava la metà su per giù ed era la Les Paul di chi voleva risparmiare... ora non so più bene cosa sia.
Ma che per una chitarra in generale 2000€ siano un lusso in assoluto la penso diversamente,
come dicevo più sopra, se sei uno studente è un discorso, se lavori da 20, 30 o 40 anni e hai saputo risparmiare qualcosa, 2000€ non ti compromettono nulla, te lo dice uno che ha iniziato a lavorarre nel 1990 ed ha fatto lavori semplici con paghe normalissime, poi è chiaro, ognuno guarda le proprie tasche, ma io faccio parte di quelli che hanno uno stipendio nella norma, con figlio a carico e fino a qualche mese fa anche con moglie a carico, per cui se ci sono riuscito io a prendermi negli ultimi 2 anni una Guild da 2000€ e una Gibson da 4000€ con uno stipendio da 1600€ al mese, penso che ci possano riuscire tanti altri, a prescindere che questa chitarra non vale quei soldi..
E poi che io ne ho avute veramente poche di chitarre, a me frena il fattore accumulazione compulsiva di oggetti, a quest'ora, se non avessi questo freno,
avrei il triplo degli strumenti che mi ritrovo ora, o forse anche di più,
ma sono poi contento così..
A me non vengono sensi di colpa se acquisto chitarre molto costose, anche perché penso che mi sono fatto il culo per una vita a lavorare in fabbrica e in ufficio e i soldi nella cassa da morto servono a ben poco,
a me però vengono di più i sensi di colpa se spendo tanti soldi per delle cose che uso poco o niente o perché non ne ho il tempo per suonarle tutte o perché addirittura il tempo ce l'ho ma non ne ho la voglia.
Da giovane però ero anch'io nella stessa condizione di fenderpassion61, me le sognavo le top americane.
Comprai anch'io una Squier Japan a un terzo del prezzo, e suonava benissimo.
Anche oggi, se vuoi suonare, lo fai con poco... OliverJR docet.
Questa Studio la ritengo troppo expensive, senza dubbio troppo.
A questo punto, piuttosto faccio uno sforzo e compro altro.
Credo comunque che la politica sia quella di aumentare per collocarsi nella elite dei brand (che poi ci sarebbero già...bah).
Io nella vita di chitarre ne ho avute poche ma buone, e penso non sia un crimine, soprattutto perché i soldi me li sono sudati e pure gli strumenti acquistati..
di sicuro non ho perso tempo nel trovare lo strumento giusto spendendo soldi di continuo alla ricerca dello strumento perfetto,
mi sono fatto poche pippe mentali e mi son fatto piacere subito le chitarre che ho avuto
Cosa ironica è che gli strumenti che tengono di più il valore sono quelli costruttivamente "vecchi". Camere tonali, radius compound, split dei pickup...sacrilegio! La LP deve pesare almeno 4 kg, i pickup devono essere dei PAF tutti d'un pezzo, ecc. Più ci si discosta dallo standard e più il deprezzamento si fa sentire.
In generale riguardo gli aumenti di Gibson, basta farsi due conti per capire che l'inflazione c'entra in minima parte. Come notato anche in altri commenti, semplicemente finché potranno tireranno la corda dei prezzi. L'altro aspetto è che, dal punto di vista del controllo qualità, acquistare una Gibson continua a rimanere un po' terno al lotto. Un miglioramento c’è stato sicuramente a partire dal 2019, ma io ho continuato a vedere più che occasionalmente cose che, su strumenti da 2000 e passa euro, non dovrebbero proprio esistere: dai segni di lavorazione sulla tastiera, ai capotasti tagliati male a i binding non rifiniti bene. Parlando anche della qualità dei materiali, rimango perplesso, ad esempio, che si vedano non raramente in circolazione LP Standard '50 e '60 del peso tra 10 e 11 lbs (cioè 4.5 e 5 kg). Insomma, va bene che non parliamo di Custom Shops e uno si aspetta un mogano un pochino meno leggero, però ai prezzi richiesti qualche sforzo di fare un po' di selezione sarebbe il minimo. Come sono perplesso a vedere certi tops in acero (parlo sempre della Standard '50 e '60) nella produzione più recente: erano partiti benissimo nel 2019 con strumenti molto belli da quel punto si vista (seppure con tops solo di gradazione AA). Ora sembra proprio, dando un'occhiata online e nei negozi, che la barra nella media si sia abbassata parecchio.
Il punto è che purtroppo nei fatti di concorrenza ne hanno poca. Da un lato molti degli strumenti simil-LP che girano oggi sono più che altro reinterpretazioni e soprattutto sono strumenti che per la maggior parte si concentrano nella fascia medio e medio-bassa. Però, a ben vedere, qualche alternativa ci sarebbe pure.
Ora posseggo, come suono, 2 Gibson e una Telecaster con sole 2 chitarre e con molto meno di 2000 euro.... e una ha anche il vibrato...
Ma si vogliono rendere conto che la concorrenza è forte, molto competitiva e chi ne capisce può fare benissimo a meno di riempirsi la bocca con il marchio...
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