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forse ho scoperto l'acqua calda ma meglio tardi che mai

di brozio77 [user #10423] - pubblicato il 01 marzo 2012 ore 06:20

sono anni e anni che non riesco ad ottenere un suono che sia buono col pickup al ponte, di norma nel mio caso un humbucker, che sia degno in ritmica e discreto sui soli. partendo dal presupposto che la chitarra non è perfetta e ci vorrebbe un magnete equalizzato ad hoc per ogni corda, forse ho trovato un sistema per rendere i miei soli più gradevoli e meno acidi pur mantenendo un suono tagliente e presente sui power chords. per caso mi è venuto a mente un discorso di bill lawrence, quello dei pickup, che diceva che basta spostare la plettrata lungo l'asse delle corde per avere differenze sonore quasi come si cambiasse pickup ed ho notato che in effetti suonando vicino al manico ed a volte anche sugli ultimissimi tasti si può avere un suono più pieno e corposo sui cantini in particolar modo. mi son stupito di quanto si avvicni così il suono ai grandi maestri del passato, mi e venuto a mente jimmy page, in pratica, bisognerebbe plettare lontano dal magnete per sentire meno l'attacco e guadagnare in mediobasse. altresì questo discorso e vero anche nel caso uno usi il magnete al manico ma plettrando più vicino al ponte. vi risulta? o, come detto nel titolo, ho scoperto l'acqua calda? :D


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si direi che il sistema è quello, spostando ...
di superloco [user #24204]
commento del 01/03/2012 ore 09:0
si direi che il sistema è quello, spostando il punto in cui si plettra cambia il suono e senza entrare troppo nei dettagli sperimenta vari punti, varie inclinazioni del plettro e io aggiungo diversi tipi di plettro, io ad esempio uso spessori dai 2mm ai 3,5mm e mi ci trovo bene.
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Secondo me la distanza fra plettrata e piick ...
di riot75 [user #14040]
commento del 01/03/2012 ore 09:4
Secondo me la distanza fra plettrata e piick up non é la causa principale del cambiamento del suono, ma é il punto in cui si pizzica la corda rispetto al ponte: avvicinandosi al dodicesimo tasto prevale la fondamentale sulle armoniche, viceversa, avvicinandosi al ponte, il suon diventa piú acido. questo si sente molto anche sugli strumenti acustici, personalmente io lo sento moltissimo sulla classica. Pizzicando o plettrando le corde all´altezza del dodicesimo tasto si "aiuta" molto l´accordatore, provare per credere.
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Giocare con plettri e corde è il modo ...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 01/03/2012 ore 11:2
Giocare con plettri e corde è il modo migliore per variare il proprio sound, quindi sì, sei sulla strada giusta. :)
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Re: Giocare con plettri e corde è il modo ...
di brozio77 [user #10423]
commento del 01/03/2012 ore 14:0
meno male, davvero credevo davvero o di avera uan strumentazione indegna ed in parte è vero, ma più ch altro credevo che il problema fossi io ed in effetti è vero anche questo ma spero di aver risolto un pò. i lsuono cambia in maniera drastica e più e distorto e più si sente, è quello il bello.
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Re: Giocare con plettri e corde è il modo ...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 01/03/2012 ore 14:1
Sono d'accordo..io suono da tempo solo con valvolare, cavo e chitarra, quindi faccio più caso a queste cose..un altro modo di cambiare suono è quello di colpire le corde in modo diverso, variando l'angolo del plettro, la rigidità del polso della mano che plettra, la sua posizione sulla chitarra..se guardo anche qualche video di chitarristi famosi c'è chi tiene il plettro perpendicolare, chi parallelo e chi fa una via di mezzo..chi tiene la mano a pugno, chi rigida e piatta, chi non appoggia il braccio sul body, chi lo tiene parallelo al ponte della chitarra..io per esempio tengo il plettro tendenzialmente parallelo (ed è solo una delle cose che compongono la pennata), trovo mi dia un suono più ricco ed espressivo; è però più difficile fare fraseggi veloci in pennata alternata, perché il plettro "si incastra" sulle corde, incontra più resistenza che tendendolo inclinato. :) la cosa migliore è suonare per un po' solo cavo e chitarra, sfruttando i suoni grezzi dell'amplificatore..e suonando cose diverse (Metal, rock, blues, jazz, pulito, distorto, ecc.). Così facendo ho imparato a dosare la pennata per avere un suono realistico anche in situazioni limite, com'è un contesto chitarra e ampli (o, peggio, simulazioni digitali, in cui la dinamica è pari a zero. Se senti il mio ultimo lavoro sul blues e consideri che è registrato con l'iPad, i suoni sono comunque dinamici ed espressivi, ci sono momenti in cui da overdrive passa a pulito senza nemmeno toccare il volume, e si tratta di suoni digitali). Aggiungere i pedali poi è solo un di più a un suono già buono in partenza :) e soprattutto si acquisisce una mentalità del "far rendere le cose che si hanno", che può essere molto utile davanti agli imprevisti o a non circondarsi di pedali ed effetti superflui. Altrimenti poi è il panico passare, chessò, da un line6 digitale a un valvolare..le dinamiche diventano ingestibili, un po' come passare da un sinth a un piano acustico.
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Re: Giocare con plettri e corde è il modo ...
di brozio77 [user #10423]
commento del 01/03/2012 ore 17:0
il tuo discorso non fa uan grizna e dopo 20 anni che suono me ne sto rendendo conto pure io. purtroppo o per fortuna la chitara è uno strumento dove principlament il suono lo fanno le mani e dio ringrazio per aver scoperto o meglio ricordato questa cosa. son sincero così riesco ad avvicinarmi a lsuono rock che vorrei, mentre prima avevo il mio modo standard di suonare con plettro a 45 gradi e plettravo semrpe diciamo all'altezza del pickup centrale di una strato, buono per le rimitche hard rock e metal molto meno per i soli sui cantini. per queste due corde bisogna spostarsi quantomeno a fine manico se non proprio sugli ultimi tasti per non essere acidi. comunque oltre a questo voglio pserimentare uan muta di corde dove sol la e mi siano piu grossi rispetto alle corde basse che invece preferisco più snelle. l'esatto contrario che invece molti fanno.
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Avevo scritto un articolo al riguardo...
di TidalRace [user #16055]
commento del 02/03/2012 ore 14:5
... che parla proprio di questo e utilizzando un simulatore e delle prove pratiche. In pratica spostando il punto di plettrata modifichi la composizione armonica o spettrale del suono enfatizzando alcune armoniche, riducendone altre o addirittura trovando il punto di massima emissione o di emissione nulla di un'armonica. Ad esempio con una Stratocaster plettrando le corde a vuoto sopra al pickup al manico ottieni la massima ampiezza della seconda armonica del suono, che per essere ascoltata dall'amplificatore avrà bisogno d'utilizzare proprio il pickup corrispondente altrimenti non ne avresti l'apporto o potrebbe essere ridotto. Quindi serve sia il punto di plettrata corretto per ottenere la massima risonanza dell'armonica sia la scelta della posizione del pickup più adatto, che però non è semplice fare sulla carta ma semplicemente provando. La massima espansione della fondamentale la trovi al 12° tasto con corde a vuoto, cioè a metà lunghezza della corda, la 2° armonica a 1/4 della lunghezza della corda, la 3° armonica a 1/6 e così via.
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