VINTAGE VAULT SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
It Might Get Loud: solo un'impressione
It Might Get Loud: solo un'impressione
di [user #20033] - pubblicato il

Tre chitarristi come Jimmy Page, The Edge e Jack White sono come specchi delle proprie epoche. Guardarli mentre si confidano e scambiano idee tra di loro può far ragionare e, talvolta, fa trovare impressionanti somiglianze.
L’altra sera ho fatto tardi. Subito prima di andare a dormire ho trovato su YouTube un interessante documentario chiamato It migth get loud, il quale ritrae nelle proprie esperienze riguardanti la musica, e in una condivisione dei loro riff, tre personaggi importanti del rock degli ultimi quarant'anni: Jimmy Page, The Edge e Jack White.

Devo dire che questa mia riflessione nasce da due considerazioni. La prima è stato un comento di qualche utente di YouTube, il quale definiva i tre chitarristi così: la leggenda, il chitarrista ricco e il genio.
L’ho trovato molto divertente e quasi azzeccato (anche se tutti e tre devono essere abbastanza ricchi).

Non voglio entrare nel merito del documentario, ma esprimermi sulle impressioni che mi ha provocato vedere e sentir parlare questi tre personaggi delle loro esperienze.

It Might Get Loud: solo un'impressione

Sinceramente Jimmy page mi è sembrato assolutamente straordinario. Con la chitarra in mano sembra trasportato in un’altra dimensione, il suo approccio è viscerale, muscolare, lo si vede godere. È come se il tempo che ha vissuto, quel tempo colletivo, abbia fatto di lui qualcosa di eterno, generico, generale, pubblico.

White invece sembra non potere farne a meno, è proprio l’immagine di una rivincita sulla miseria, nella figura del tipo della porta accanto che è in grado di tirare fuori un mondo enorme e colorito solo se "travestito" da rock star. Ha vissuto la sua passione quasi come una colpa, come un obbligo, come qualcosa più forte di lui, inarrestabile sentimento.

E arrivo a The Edge, il personaggio che più mi ha sorpreso. Costui è, in un certo senso, un musicista solitario, quasi triste, forse veramente figlio del suo tempo, dell’isolamento della chiamata post modernità. Il suo approccio è quasi ingegneristico, una costruzione del suono minuziosa, ossessiva, ma credo solitaria, come solitario è stato il suo tempo. Lui mi fa pensare a noi, alle nostre pedaliere, alle nostre stanze, alla nostra continua ricerca del "pedale".


Page mi fa venire quella sensazione di una epoca di scoperte, dove il tutto veniva vissuto quasi all’aperto, in condivisione con gli altri, c’era un mondo nuovo per tutti.

White, mi sembra quasi un ritorno a quel mondo di Page, ma in un scenario quasi apocalittico (basti pensare a Detroit) dove la musica è salvezza, ma dove la musica è anche il fiorire di una mente irrequieta, instancabile.

The Edge invece mi lascia perplesso, anzi, quasi triste. È come se il suo suono, la sua ricerca di controllo fosse una rivincita verso un mondo incontrollabile, dal quale ci si nasconde in privato (ma con vista al fiume), a discutere con se stessi, a macinare le proprie piccole fissazioni instancabilmente. E nonostante cio, a fare belle musiche.

Non arrabbiatevi, è stata solo una impressione.
jack white jimmy page the edge video
Nascondi commenti     44
Loggati per commentare

Page, Page, Page e poi ...
di superloco [user #24204]
commento del 07/10/2012 ore 15:06:0
Page, Page, Page e poi ancora dal mio punto di vista!
Rispondi
j white
di heavydavid [user #29372]
commento del 07/10/2012 ore 16:18:13
notevole il mini-me di jack white!!!
Rispondi
Page che fa Air Guitar....
di El Dane [user #6258]
commento del 07/10/2012 ore 17:08:26
Per me la scena più bella è quando Page fa Air Guitar su "Rumble" di Link Wray... alza anche il tremolo dell'ampli che non c'è! Che "voglia di chitarra"!
Vi invito anche a notare le facce di The Edge e White quando Page attacca il riff di Whole lotta love... Della serie "Mhh... fammi vedere bene come lo fa...."
The Edge non mi è mai piaciuto molto come chitarrista, ma è sicuramente a livello degli altri in quanto a professionismo e "personalità chitarristica" anche se sicuramente sembra una persona più malinconica nel film (ma durante la jam se la spassano bene tutti e tre!)
Rispondi
Re: Page che fa Air Guitar....
di heavydavid [user #29372]
commento del 08/10/2012 ore 09:01:21
concordo di brutto, ho visto page tante volte, ma vederlo sorridere come un ragazzino mentre fa air guitarm mimando poi le "mosse" delle due mani non ha eguali
Rispondi
Re: Page che fa Air Guitar....
di olegario_santana [user #20033]
commento del 08/10/2012 ore 13:49:37
Ciao, si quella scena (Rumble)è proprio fantastica, una cosa che, credo, più di una volta abbiamo fatto tutti!!!! sognare
Rispondi
"Ha vissuto la sua passione ...
di edgar587 [user #15315]
commento del 07/10/2012 ore 17:14:51
"Ha vissuto la sua passione quasi come una colpa, come un obbligo, come qualcosa più forte di lui, inarrestabile sentimento." Che brividi, questa frase....!
Rispondi
Re: "Ha vissuto la sua passione ...
di olegario_santana [user #20033]
commento del 08/10/2012 ore 13:49:59
ooops, Grazie!
Rispondi
Re: "Ha vissuto la sua passione ...
di nozzi [user #9429]
commento del 08/10/2012 ore 14:10:5
Sì, davvero, sottoscrivo. Non capita spesso, sul beneamato Accordo, di imbattersi in analisi così coinvolgenti: con poche frasi l'autore dell'articolo ha tratteggiato tre ritratti psicologici di questi grandi chitarristi, andando a scavare nelle motivazioni profonde, nelle ragioni dell'anima, alla faccia delle interminabili (e irrinunciabili, ammettiamolo) discussioni su pedalini e condensatori.

Ce ne vorrebbero di più, di queste, >.

Si può suonare per tanti motivi, la passione può avere tante facce, anche quella inquietante della colpa.

Grazie, olegario
Rispondi
Re: "Ha vissuto la sua passione ...
di olegario_santana [user #20033]
commento del 08/10/2012 ore 15:51:39
grazie a te per averlo letto!
saluti
Rispondi
Scusa ma il senso dell'articolo?
di Francescofalcone [user #16513]
commento del 07/10/2012 ore 18:12:46
Il senso dell'articolo? Darci il tuo pensiero sul fatto che the edge ti sembra triste? Sara' pure tristissimo ma ha fatto molta piu' strada di tanti di noi lettori di accordo
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di davo [user #31664]
commento del 07/10/2012 ore 19:02:12
Non mi metto nei panni dell'autore ma leggendo l'articolo immagino che il senso fosse ANCHE quello...
Non capisco cosa c'entri il discorso sulla strada fatta.
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di Francescofalcone [user #16513]
commento del 07/10/2012 ore 21:27:49
Centra che questo non e' un forum di discussione sulla presunta scarsita' o tristezza di musicisti che vendono milioni di dischi con due o tre accordini altrettanto tristi. Soprattutto quando queste impressioni vengono da persone piu o meno comuni come noi lettori o autori di questo bel sito, credo si dovrebbe avere minore discrezionalita' nel fornire certe impressioni. Io non amo il metal per esempio ma non mi sognerei mai di scrivere che questo o quel chitarrista metal e' triste perche' magari non mi piace il suo stile, soprattutto e a maggior ragione se di strada ne ha fatta anni luce piu di me. I forum di critica sono altrove
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di davo [user #31664]
commento del 08/10/2012 ore 10:08:03
Non so quali siano le caratteristiche di questo sito a cui ti riferisci. Io ci ho sempre trovato approfondimenti, dubbi, giudizi e quant'altro, anche in riferimento allo stile o alle caratteristiche di un chitarrista. Ci sono articoli in cui si critica ampiamente l'atteggiamento, la tecnica o l'espressività di un artista ed è giusto così.
Tra l'altro è pure scritto che è una opinione personale e non mi pare sia neanche connotata in maniera così negativa.
Il discorso sui milioni di copie vendute e sulla strada fatta è semplicemente ridicolo: la "critica" in senso ampio del termine è passione per il soggetto che si analizza e richiede ricerca, informazione e studio, non certo l'essere allo stesso "livello" del soggetto.
Per fare il tuo stesso esempio, se trovo che un chitarrista metal sia ripetitivo e so di averlo ascoltato bene e di conoscerne i mezzi, lo dico. Anche se non ho la sua tecnica o la sua discografia alle spalle.
Le persone "più o meno comuni" hanno la possibilità di guardare il documentario, ascoltare The Edge, Page e White, magari leggere una biografia e comprare i loro CD per formarsi un giudizio che hanno tutto il diritto di esprimere.
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di Francescofalcone [user #16513]
commento del 08/10/2012 ore 12:05:2
Scusami ma non sono per niente in accordo e me faccio una questione di merito non di onesta' intellettuale, la tua, che non si mettein discussione. Come tu sostieni che Edge sembra triste e avvitato su se stesso, chiunque potrebbe dire la stessa cosa di Page. Cioe' resta una visione parziale la tua che sta bene su un forum e non su un articolo (parere mio).
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di davo [user #31664]
commento del 08/10/2012 ore 13:34:26
Non lo sostengo io, lo sostiene l'articolista.
Precisato questo, sono d'accordo sul fatto che la visione sia parziale ma questo fa parte del gioco: nessuno scrive un articolo semplicemente per informare ma anche per dare una visione personale.
Semmai la pecca è che fa solo quello o quasi.
Sul merito della differenza tra articolo e forum può avere senso e infatti io mi sono limitato a criticare il tuo discorso relativo ai milioni di dischi etc.
Se vuoi un mio parere, anche secondo me questo starebbe meglio sul diario che sulla pagina principale. Ma non certo perchè "critica" The Edge, che è criticabile come tutti (ovviamente argomentando).
Un saluto.
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di Francescofalcone [user #16513]
commento del 08/10/2012 ore 13:51:43
la verità è che dovremmo tutti tornare a scrivere di chitarre, pick ups, test, effetti etc etc.

per questo è nato accordo

spesso assistiamo solo ad articoli del genere che vengono dalla redazione e noi abbiam smesso di fare del nostro meglio in questo senso

purtroppo
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di stefano58 [user #23807]
commento del 08/10/2012 ore 14:33:40
se si tornasse ( tornare ? semmai diventare...) a scrivere solo di pickup e pedalini , mamma mia che tristezza...e Accordo non sarebbe più diverso da tutti gli altri.Semmai direi che chi si accontenta di vivere le sue passioni nel piccolo mondo antico di settore , può trovare facilmente quello che vuole in altri luoghi.Chiaro che parlo solo per me , ma la forza di Accordo è aprire al mondo intero gli orizzonti dei chitarristi , professionisti o meno , comunque persone , tutte con le proprie idee ma pronti al contraddittorio.E , a parte tutto , la visione di questo bel documentario è fonte inesauribile di informazioni da cui partire per un civile e munifico scambio di opinioni .
Sempre se interessa , altrimenti punto e a capo ....cordialmente Stefano :-)
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di olegario_santana [user #20033]
commento del 08/10/2012 ore 15:56:02
in realtà non critico mai The Edge, anzi...
quello che potrei si criticare è l'epoca, il tempo che gli tocca vivere. questi tre artisti appartengo a tre generazioni diverse, e se il rock come forma di arte è in grado di catturare l'essenza del tempo vissuto, ritengo , come impressione non troppo eleborata della visione di questo documentario, que la figura, il personaggio rappresenti qualcosa di malinconico, di triste.

Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di davo [user #31664]
commento del 08/10/2012 ore 16:26:25
In effetti avevo capito il senso della definizione "triste" appioppata a The Edge; tra l'altro la tua analisi mi pare anche azzeccata e non superficiale. C'è qualcosa di molto anni 80 nella sua ricerca musicale e sonora e nello stesso tempo nel documentario appare più chiuso in sè stesso rispetto agli altri. Carattere forse...

PS. Come ho scritto la resa del documentario mi è parsa inferiore alle aspettative, però sarebbe bello pensare ad una miniserie in cui si fanno incontrare chitarristi e musicisti icone dei vari decenni ( 70, 80, 00, come qui). Ognuno avrebbe da sbizzarrirsi pensando alle combinazioni. ;-)
Rispondi
Re: Scusa ma il senso dell'articolo?
di olegario_santana [user #20033]
commento del 08/10/2012 ore 13:56:39
Il senso dell'articolo è descritto in modo chiaro: manifestare e condividere una impressione, così come tu condividi la tua d'impressione sulla mia d'impressione.
L'articolo non lo ho imposto ed è stato accettato, quindi qualcuno ha ritenuto che qualcosa d'interessante ci fosse. Credo sia giusto e sano che non abbiamo le stesse impressioni davanti alle stesse cose... no vedo nel mio articolo pareri o giudizi tecnici, ma impressioni dovute alla visione di un artefatto visivo.
Io provo, forse pure con scarsi risultati, a plasmare le mie d'impressioni sulla vita nella musica che suono, e proprio per quello sono sicuro di non vivere all'ombra di nessuno che abbia venduto uno o più dischi.
Rispondi
Adoro questo documentario! E' stato ...
di FranxAJ [user #18541]
commento del 07/10/2012 ore 18:43:49
Adoro questo documentario! E' stato girato davvero bene!
La parte più bella almeno per me è quella dove parlano delle loro prime chitarre...
Rispondi
Re: Adoro questo documentario! E' stato ...
di olegario_santana [user #20033]
commento del 08/10/2012 ore 15:57:40
si, è vero. per fortuna io ho ancora la mia, e ha quasi 20 anni!!
saluti
Rispondi
Mi è piaciuto vedere insieme ...
di davo [user #31664]
commento del 07/10/2012 ore 18:59:20
Mi è piaciuto vedere insieme in un documentario del genere tre chitarristi molto diversi, sentirli confrontarsi e scambiarsi idee.
Detto questo, viste le premesse, quello che mi ha lasciato perplesso è il taglio dato dalla regia: secondo me non sono riusciti davvero a far venir fuori l'anima dei tre, sicuramente non quella di The Edge. Sembra un lavoro un po' distaccato, sicuramente senza un nesso logico o una consequenzialità a parte l'ovvio legame con lo strumento.
Ne è venuta fuori una cosa un po' noiosa se già conosci un minimo i soggetti.
Tra l'altro mi aspettavo che suonassero decisamente di più insieme o, se l'hanno fatto, che si mostrasse di più nella resa finale.
Rispondi
Ho visto il film e ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 07/10/2012 ore 19:14:23
Ho visto il film e devo dire che è stato per me un ritorno alle mie origini.
Io nasco con quell'impronta e me le porto appresso anche adesso che suono altre cose.
Tutti e tre in comune hanno un valore importantissimo e indispensabile per un musicista secondo me.La formazione mentale per la ricerca.Tutti e tre sono alla continua ricerca di un suono,di un accordo,di una idea da sviluppare.
Page è molto vicino al mio mondo e quindi è quello con cui ho più empatia.White,per altri versi mi affascina tantissimo.In comune abbiamo la voglia di suonare su qualcosa che non sia di fabbrica.Poi ha un approccio al suono naturale,scarno,nudo cosa che io prediligo sempre per me.Il mondo di The Edge,è più distante dal mio sotto un aspetto estetico ma nella sostanza abbiamo delle cose in cui rapportarci.Togliendo l'aspetto effettistico,il suo approccio chitarristico è quello della sintesi.Io trovo che questo sia un valore per un musicista.Il dono della sintesi non è da tutti.Suonare di meno per dare di più.
Insomma,vedere quel film mi ha fatto bene alla salute.Mi ha risvegliato dei neuroni che erano assopiti da troppo tempo.E in oltre mi ha messo addosso anche una certa voglia di fare.
Rispondi
il chitarrista ricco?
di Kibb [user #19804]
commento del 07/10/2012 ore 20:38:29
scusate ma chi sarebbe quello ricco? io al massimo vedo due STRAricchi e uno ricco in maniera minore rispetto agli altri due, bella la solitudine come la vive the edge vorrei sentirmi solo anche io come lui con qualche milione di sterline in banca .. :)

comunque onore a chi ha fatto della chitarra una scelta di vita e di professione riuscendo a emozionare tante generazioni.
Rispondi
Re: il chitarrista ricco?
di Francescofalcone [user #16513]
commento del 07/10/2012 ore 21:53:03
Bravo
Rispondi
Re: il chitarrista ricco?
di vivodirock81 [user #12550]
commento del 08/10/2012 ore 10:57:26
E poi con quei Vox ,Chitarre e effetti vari è difficile sentirsi tristi e soli :-D.......ha una pedaliera che è una zattera.......c'è di tutto....
Rispondi
Re: il chitarrista ricco?
di heavydavid [user #29372]
commento del 08/10/2012 ore 17:08:4
concordo, nessun comune mortale si può permettere i backliner che con "il muletto" gli portano in giro e scoperchia la pedaliera!!!!!!!!!!
Rispondi
Non so dire se condivido ...
di paolo962 [user #26262]
commento del 07/10/2012 ore 22:12:46
Non so dire se condivido o meno le tue impressioni....Hanno una certa suggestione e fanno riflettere. Ho visto il video e credo che si tratti di un'occasione persa.....Riunire tre personaggi così, con le loro storie e le loro diversità, avrebbe potuto portare - a mio parere - a risultati molto migliori.... Averli in una stanza con la loro strumentazione al seguito, poteva creare un'occasione unica per tutti gli appassionati di chitarra.....vederli non solo suonare insieme, ma anche parlare e confrontarsi su strumenti, suoni, regolazioni, ecc....
Tutto questo esiste nel filmato, ma ho avuto un'impressione di frammentarietà e poco approfondimento....
Personalmente ritengo che Page sia ampiamete una spanna sopra....sia come esecutore che come compositore (però è famoso anche per le sue imperfezioni live!), ma qui entra in gioco il gusto personale.
Non ho mai amato lo shred e le centinaia di note al secondo (sarà invidia la mia??) e, da questo punto di vista, The Edge è davvero un maestro di successo legato non alla tecnica, ma al gusto ed al "minimalismo"...
A questo proposito - apro una parentesi fuori tema - apprezzo tantissimo Keef, che suona con i silenzi, le pause, i contro-tempi (sempre di più con l'avanzare dell'età e dell'artrosi)....
Secondo una bella differenza tra i tre sta nella band.
Page è grandissimo, ma avrebbe avuto la stessa cariera senza quella macchina da guerra di Bohnam, il sostegno continuo di Jones e, ovviamente, l'ugola di Plant ?......
The Edge può contare sul carisma di Bono....vuoi mettere??
White, invece, può contare quasi esclusivamente sui suoi mezzi espressivi e scenici...Mi piace la sua idea di utilizzare strumenti fuori dalla norma...
Non lo seguo da fan, ma non mi pare di ricordare grandi musicisti al suo fianco....Molta fortuna la deve all'idea (neanche originale) di suonare in coppia con la (finta) sorella alla batteria con il suo stile minimale (qualcuno si ricorda di una certa Maureen Tucker?)...
In ogni caso, massimo rispetto per tutti e tre.
Rispondi
Re: Non so dire se condivido ...
di gigius [user #32013]
commento del 08/10/2012 ore 10:44:16
Scusami, ma un docufilm come questo dove 3 chitarristi stanno li tutto il tempo a dirsi che pedali e che ampli usano sarebbe stato un fiasco. Da chitarrista capisco la tua esigenza, ma credo che il pubblico di questo film sia stato ben più ampio dei soli invasati o addetti ai lavori e la scelta dei chitarristi sia stata fatta anche per quello, tre personaggi dimessi e pacati con una riserva di emozioni grandissima.
Ci sono scene nel documentario che a me fanno venire i brividi tutte le volte, l'inizio con white che fa un lap steel, il pezzo in cui edge sente le vecchie take e poi parte Where the streets has non name, o ancora quando Page attacca Whole lotta love e ti sembra che edge e white abbiano di nuovo 14 anni...

L'ho visto più volte e mi piace sempre.
IMHO
Rispondi
Re: Non so dire se condivido ...
di paolo962 [user #26262]
commento del 08/10/2012 ore 13:29:27
Non ho parlato di fiasco......ho detto che lo considero "un'occasione mancata" che è ben diverso...
I gusti e le aspettative personali possono essere molto differenti....per questo ciò che piace a te può non piacere a me e viceversa....
Non conosco la genesi del film, la sua distribuzione (solo on-line o è passato anche nelle sale?), il pubblico al quale è diretto...
Dal mio personale punto di vista (appassionato di musica e chitarraio amatoriale) avrei approfondito di più alcuni argomenti e, magari, dedicato uin minutaggio superiore a qualche jam...
Le facce di White e The Edge all'attacco del riff di Whole Lotta Love sono effettivamente un momento molto particolare e bello del film....
Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, che non ci si fosse fermati a filmare le facce dei due e che si fosse andati un po' più a fondo...com'è è venuto in mente il riff, come lo hanno giudicato - alla prima impressione - gli altri della band. Come si è ottenuto il suono....Come mai è venuto in mente di usare il theremin....ecc....
Lo stesso per la parte del film dove The Edge ascolta la demo di Where the streets have no name...dedicare 5 minuti in più alla genesi del pezzo mi avrebbe fatto piacere...perché è arrivato a quel preciso settaggio del delay, quanto ci ha messo a buttare giù l'idea, ecc...
Ecco perché il film nella sua globalità, a me, non convinca al 100% nel senso che mi sarebbe piaciuto che alcuni argomenti solo accennati venissero approfonditi un po' di più....
A te piace così com'è....Due punti di vista differenti ed entrambi validi...
Forse io avrei dato un taglio più "giornalistico/documentaristico", invece l'autore voleva realizzare una cosa più vicina ad un piacevole intrattenimento con alcuni chitarristi professionisti molto diversi tra loro....
Comunque, ben vengano, filmati di questo tipo!....Ci discosta un po' dal siolito (ma sempre bello!) film-concerto!
Rispondi
un'analisi personale...
di dfatwork utente non più registrato
commento del 07/10/2012 ore 22:13:24
che non mi sento di giudicare in alcun modo; anzi é interessante leggere un'interpretazione personale dei personaggi trattati nel documentario(bellissimo).... Poi ciascuno ha le proprie idee ed i propri riff ;)

p.s. comunque non condivido commenti "finanziari" frustrati... la felicità non ha come unità di misura l'€... :)
Rispondi
the edge
di maverick80 [user #32496]
commento del 08/10/2012 ore 00:02:33
beh ragazzi il documentario e' molto bello ed interessante e mostra innanzitutto quanta gavetta bisogna fare altro che x factor ecc..da un punto di vista strettamente chitarristico direi che page svetta alla grande su tutti,ma non dimenticherei mai il fatto che edge ha saputo crearsi un proprio stile riconoscibilissimo (uso di effetti si ma si capisce che e lui) il che non e' assolutamente poco.
Rispondi
Quel che a me piace ...
di Ford78 [user #17514]
commento del 08/10/2012 ore 08:27:20
Quel che a me piace del film/documentario è il fatto che di ognuno dei tre traspare la propria personalità, il proprio approccio allo strumento e alla musica: diverso per oqnuno, che hanno plasmato il proprio stile con i mezzi a loro diposizione.. certo Page è avvolto da un'aurea mistico/leggendaria proprio perchè con poco ha fatto tanto e questo lo pone nel trio come il vate supremo. La nuova generazione potrebbe sfornare un quarto Guitar Hero che riesce a fondere tutte e tre insieme le caratteristiche di Page/Edge/White... o forse c'è già.. un certo Gilmour!!!???
Da insaziabile curioso avrei goduto molto di più se ci fossero stati più parti dedicate alla strumentazione, ma forse il fine del film non è didattico ma culturale...
Rispondi
Bel punto di vista! ...
di sepp [user #10489]
commento del 08/10/2012 ore 11:22:32
Bel punto di vista!
Rispondi
Re: Bel punto di vista! ...
di olegario_santana [user #20033]
commento del 09/10/2012 ore 21:32:03
molto gentile!
Rispondi
Secondo me la differenza tra White e Page rispetto a The Edge...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 08/10/2012 ore 18:27:23
E' che i primi due possono prendere una chitarra in mano qualsiasi ed avere il loro suono, mentre The edge senza le miriadi di pedali ed aggeggi elettronici in special modo i delays perde molto.

Per fare un paragone fumettistico è come tra Superman e Ironman: il primo è un supereroe sempre e comunque, Ironman senza la sua armatura è un uomo normale, invece con l'armatura diventa un supereroe.
Io The Edge lo vedo così...lui ha bisogno della sua armatura.
Rispondi
Jack White Says...
di anthony887 utente non più registrato
commento del 09/10/2012 ore 08:12:35
"Se vuoi la vita facile, compri una Les Paul o una Stratocaster..."

Pensare che ha raggiunto l'apice del successo,con i White Stripes,suonando una chitarra di plastica cava trovata ai grandi magazzini...
Rispondi
Concordo!
di Jakilandi [user #31257]
commento del 09/10/2012 ore 08:48:35
Anche io ho visto il documentario ed ho avuto (più o meno) le tue stesse impressioni e sensazioni!!
Rispondi
Re: Concordo!
di olegario_santana [user #20033]
commento del 09/10/2012 ore 21:33:11
credo che la chiave di lettura del documentario stia proprio nei posti dovo sono nati, cresciuti e quello che hanno visto...
Rispondi
bellissima analisi, concordo in pieno! ...
di Giosafat [user #30059]
commento del 09/10/2012 ore 17:44:31
bellissima analisi, concordo in pieno! soprattutto su page, è un personaggio e un chitarrista straordinario, da' l'impressione di essere nato con una chitarra in mano...
Rispondi
Re: bellissima analisi, concordo in pieno! ...
di olegario_santana [user #20033]
commento del 09/10/2012 ore 21:31:37
sono contento ti sia piaciuto.
saluti
Rispondi
Ma c'è uno coi sottotitoli ...
di davide1011 [user #33236]
commento del 11/10/2012 ore 21:34:32
Ma c'è uno coi sottotitoli in italiano? Tempo fa l'avevo trovato ma non lo trovo più...
Rispondi
Ma pensa te. Per intero ...
di wilson22 [user #20788]
commento del 22/10/2012 ore 08:54:08
Ma pensa te. Per intero e su youtube. E io che me l'ero comprato in dvd. Tsk me misero me tapino
Rispondi
Altro da leggere
La EDS-1275 di Jimmy Page è realtà (e inarrivabile)
Brian May per Gibson: una Red Special senza precedenti è all’orizzonte?
Phil X e l’accordatura “Bouzouki” che stravolge il tuo sound
Jimmy Page svela i segreti della chitarra di Stairway To Heaven
Da Donner il primo effetto entry level firmato Jack White
Il docufilm di Bonamassa è gratuito per un periodo limitato
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
Gibson Les Paul R0 BOTB
Serve davvero cambiare qualcosa?
70 watt non ti bastano? Arriva a 100 watt!
Manuale di sopravvivenza digitale
Hotone Omni AC: quel plus per la chitarra acustica
Charvel Pro-Mod DK24 HSH 2PT CM Mahogany Natural
Pedaliere digitali con pedali analogici: perché no?!
Sonicake Matribox: non solo un giochino per chi inizia
Ambrosi-Amps: storia di un super-solid-state mai nato
Il sarcofago maledetto (e valvolare) di Dave Jones




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964