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Giudicare una chitarra acustica
Giudicare una chitarra acustica
di [user #17170] - pubblicato il

Nel riconoscere la bontà di uno strumento, ci si affida spesso alla scheda tecnica, valutando legni e misure. Ma come si può capire davvero se uno strumento è fatto a dovere, e soprattutto se è adatto all'acquirente?
Nel suo memorabile articolo "I legni suonanti", Maurizio Piccoli così riassumeva i parametri per la valutazione di una buona chitarra acustica:
volume – personalità – proiezione – armoniche - risonanze e code sonore - risposta dinamica - equilibrio e naturalezza.
È bene precisare che non si tratta di una graduatoria. Nello stesso articolo si precisava come il volume, solitamente desiderabile, non sia di per sé indice di uno strumento di pregio, così come l’eccessiva personalità va a discapito della versatilità. Semplificando, potremmo allora dire che una buona chitarra dovrebbe possedere un buon mix di tutti questi parametri a cui il musicista attribuirà maggiore o minore importanza a seconda della propria sensibilità e degli ambiti di utilizzo dello strumento (tecniche esecutive, genere musicale preferito, utilizzo in gruppo o da solista, ecc.).
Da qui può iniziare poi una valutazione ponderata sull’apporto di legni, forme e misure dello strumento nella ricerca del nostro suono ideale.

Come si vede è una visione relativistica in cui la soggettività la fa da padrona e rende piuttosto insensate certe discussioni incentrate su valori assoluti, ma è anche un ottimo pretesto per la “grande malattia”, la famigerata GAS che ci spinge ad ampliare in modo sconsiderato il nostro parco chitarre (anche se poi suoniamo sempre le stesse cose, alla stessa ora, sullo stesso divano).
Eppure il mio liutaio sostiene che esistono parametri oggettivi per la valutazione di una buona chitarra. Non sono ancora riuscito a farmeli spiegare bene, ma credo non si discostino poi molto da quelli tracciati da Piccoli, opportunamente integrati da valutazioni di tipo progettuale non sempre alla portata del semplice appassionato. Ma proprio da buon appassionato mi sono fatto una mia idea sull’importanza di un altro parametro spesso sottovalutato, o quantomeno relegato ad aspetto secondario: la suonabilità.

Diamone una definizione tanto per capirci. Per suonabilità si intende generalmente la facilità con cui una chitarra si lascia suonare, senza creare ostacoli al nostro stile esecutivo e ai movimenti delle nostre mani. Ci sono chitarre che troviamo subito comode da imbracciare come da tastare, altre che si oppongono al nostro modo di suonare, alla conformazione delle nostre dita o addirittura al nostro corpo (c’è anche chi si è votato alle dreadnought ma soffre di inspiegabili fastidi alla spalla destra).

Spesso si confonde suonabilità con action, così di fronte a una splendida chitarra di rango un po’ “duretta”, ci si illude che basterà un quarto di giro al truss rod o un ritocchino alla sella per raggiungere il Nirvana, salvo poi rendersi conto che nonostante un bravo liutaio ci abbia abbassato le corde il più possibile, la nostra nuova meravigliosa chitarra continua a risultarci scomoda e, nonostante il suono celestiale, la qualità dei legni e la raffinatezza delle finiture, ci troviamo a imbracciare più spesso un altro strumento, magari più modesto. Fino a quando cominceremo a valutare l’eventualità di disfarci di quello strumento che pure ci aveva tanto entusiasmato.

Pur considerata una caratteristica importante, di solito la suonabilità non viene messa in relazione col suono. Credo invece che rivesta un ruolo notevole in quanto condiziona il nostro tocco e determina in buona parte il suono che riusciamo a trarre dallo strumento. Ci sono chitarre dal suono non eccelso che tuttavia ci permettono di tirar fuori tutto il loro potenziale timbrico, regalandoci l’impressione e la gioia di suonare meglio, mentre altre ci incantano con una voce soave, ma poi si negano rendendo inaspettatamente faticose anche certe diteggiature abituali.

Sulla suonabilità girano parecchi luoghi comuni. Spesso sento dire frasi come “le Martin sono dure da suonare” oppure “il capotasto da 1-3/4 va bene per mani grandi” o ancora “la scala corta è più morbida perché ha corde meno tese e tasti più ravvicinati”. Eppure mi sono imbattuto in Martin comodissime, ho due chitarre con nut da 1-3/4 anche se ho mani piccole e la mia chitarra con scala lunga mi risulta più morbida di quella a scala corta. Come il suono ideale, anche la suonabilità è data da un mix di parametri piuttosto soggettivi. Data per scontata la corretta geometria dello strumento (ma a volte possono capitare brutte sorprese anche con strumenti di pregio), la combinazione di parametri come lunghezza della scala, spaziatura delle corde al capotasto e al ponte, radius della tastiera e spessore dei tasti può dar luogo a livelli di suonabilità molto differenti e molto soggettivi. Devo ammettere che i chitarristi elettrici sembrano più attenti a questi aspetti, o almeno ne parlano più spesso rispetto ai riflessivi esteti della chitarra acustica, sempre persi dietro alle cascate di armonici. Forse perché molti elettrici interpretano la tastiera come una pista da velocità più che una via di comunicazione (ma a volte sbagliando ci si prende!).

Un elemento chiave è sicuramente la forma del manico. Chi tiene una impostazione classica col pollice contrapposto alle altre dita può trovarsi bene su un manico piatto, ma rischierà i crampi su uno spesso manico a V, che invece risulterà comodo a chi abbraccia il manico col palmo della mano facendo spuntare il pollice sulla tastiera. Chi usa il plettro può trovarsi in difficoltà su corde con spaziatura tipica da fingerpicking, ma c’è chi plettra da Dio su delle OM con spaziature abbondanti come c’è chi arpeggia comodamente su una tastiera stretta. Non ci sono regole fisse, molto dipende dalla nostra conformazione fisica e l’apporto di alcuni parametri favorevoli può riequilibrare i difetti di altri. Ormai molti costruttori hanno sintetizzato combinazioni di parametri in grado di garantire una buona suonabilità a chiunque, a patto di avere un minimo di idee chiare sul proprio modo di tenere in mano una chitarra. Questo è certamente un buon motivo a favore di chi sostiene che in realtà la vera golden age della chitarra acustica la stiamo vivendo oggi.

Giudicare una chitarra acustica

Come ho già detto, a volte di fronte alla fama e al fascino di certi modelli di rango siamo portati a sottovalutare la loro suonabilità che non è universale, ma sono convinto che in molte situazioni sia invece proprio la suonabilità a far scattare il cosiddetto colpo di fulmine e orientarci nella scelta di una chitarra al di là delle sue effettive qualità timbriche. Certo, ciò che percepiamo con le orecchie è fondamentale e nessuno si porterebbe a casa un chitarra che suona male, ma il piacere di suonare è dato in gran parte dal rapporto fisico che riusciamo a instaurare con lo strumento e credo che a molti sia capitato di farsi conquistare da chitarre con suonabilità migliori del loro suono. Dunque, nella ricerca della nostra chitarra ideale, accanto ai sacrosanti parametri timbrici indicati da Maurizio Piccoli aggiungerei a pieno titolo la suonabilità. Spesso è quella in grado di fare la differenza e di regalarci le migliori soddisfazioni.
chitarre acustiche
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Commenti
esaustivo
di stefano58 [user #23807] - commento del 22/11/2012 ore 07:43:30
Hai affrontato il problema ( se di problema si tratta ) in maniera chiara e completa , difficile aggiungere qualcosa...diciamo che , per la mia esperienza e prova sul campo , c'è una cosa che bisognerebbe fare ogniqualvolta si è all'acquisto di una acustica : farla suonare a qualcuno e sederci di fronte a lui ! A parte lo stato psicifisico delle nostre orecchie , il suono di uno strumento viene percepito appieno solo ce ci poniamo nella condizione di chi ci ascolta . Certo , se suoneremo solo per noi nel calduccio della nostra cameretta , questo punto può anche essere ignorato , ma se si dovrà salire su un palco oppure registrare qualcosa , ci potrebbero essere sorprese non indifferenti.Ma sulla suonabilità e la comodità concordo con te , non si può soprassedere.Bravo Mirco , bell'articolo :-)))))
Rispondi
Bell'articolo nel tentativo di dare ...
di Mr_Pone utente non più registrato - commento del 22/11/2012 ore 07:46:08
Bell'articolo nel tentativo di dare un ordine al tumultuoso procedere della nostra malattia...
Mi hai fatto venire in mente che potrei anche cambiare divano..chissà?
:)
Rispondi
Re: Bell'articolo nel tentativo di dare ...
di perrynason [user #17170] - commento del 22/11/2012 ore 14:54:57
Cambiare punto di vista ogni tanto fa sempre bene, magari pure cambiare punto di suonata!
;-)
Rispondi
Io do molta iportanza alla ...
di Martinez53 [user #23272] - commento del 22/11/2012 ore 08:45:12
Io do molta iportanza alla suonabilità, o per dirla in altre parole alla facilità di esecuzione.
Ho avuto/provato chitarre dal suono e prezzo "spaziale" ma che per me, perfetto profano, erano per svariate ragioni, difficili da suonare. Credo che quando suoni un pezzo su una chitarra e ti viene più facile suonarlo su quella piuttosto che su un'altra, vuoi per l'action, vuoi per la forma del manico o anche per la forma e dimensioni della cassa armonica, il resto passa in secondo piano perchè quando sei comodo e a tuo agio, suoni meglio tu e di conseguenza, suona meglio la chitarra.
Oramai l'unica acustica che suono è l'Epiphone L 200 con la quale, appena imbracciata in negozio, ho immediatamente trovato quel feeling che su altre chitarre di maggior valore (l'Epiphone costa 200 euro) non trovavo, difatti per me, come suona questa chitarrina, non suona nessun'altra, forse la Gibson di Max che è la sua copia (speriamo che non mi legga sennò m'ammazza...;-) Altra chitarra per me inarrivabile è la Godin, ne ho avuta una che, sarà stata la tastiera, sarà stata la forma, sarà quello che vuoi ma ci facevi di tutto con una facilità incredibile. Venduta per stupidità cronica e irreversibile, piango ancora adesso... Questo per l'acustica, per l'elettrica trovo che tra le tante che possiedo, la Gibson sia al top, la mia LP 1954 CS non ha paragoni, anche qui la comodità della tastiera ti da quella sicurezza e facilità d'esecuzione che sulle altre, in particolare Stratocaster e Telecaster te la sogni, ma costa ben più di 2000 euro! Quindi traendo le conclusioni, per me che sono una autentica ciofeca, conta la suonabilità, sia che costi poco sia che costi tantissimo.
Ciao!
Rispondi
Re: Io do molta iportanza alla ...
di superloco [user #24204] - commento del 22/11/2012 ore 09:02:20
lo stesso, esatto anche per me
Rispondi
Educazione.
di Giovanni Ghiazza [user #31] - commento del 22/11/2012 ore 09:00:25
Le cose evidenziate nell'articolo sono sacrosante. Aggiungo solamente che, a volte certe chitarre hanno una "personalità" così presente che mi spingono a modificare le abitudini, adattando la mia tecnica allo strumento (e non viceversa, che sarebbe la cosa più logica). Che poi gli adattamenti della postura portino a far eseguire cose diverse o diversamente le medesime cose è fuor di dubbio. Il tutto entro certi limiti, nel senso che a certi strumenti non ci si riesce ad adattare.
Rispondi
dovendo suonare spesso in giro ...
di ilcecca [user #12674] - commento del 22/11/2012 ore 11:04:05
dovendo suonare spesso in giro con l'acustica, una cosa fondamentale per me è che sia dotata di un buon sistema di amplificazione e che sia robusta. Chitarre con troppi spezzoni sul manico, paletta, ecc le evito come la peste. Se per fare una paletta usano 4 pezzi di legno, non oso immaginare come abbiano fatto catene e controfasce.
Per quanto riguarda l'amplificazione è un capitolo a parte. Ci sono chitarre che da spente suonano da paura e da elettrificate non suonano affatto, e viceversa, la via di mezzo in cui la chitarra suona bene di suo e suona bene anche amplificata, sono poche. In genere tocca sempre scegliere un compromesso.
Quindi tante volte, quando valuto una chitarra acustica, do precedenza al suono da amplificato.
Molte maton ad esempio, da spente suonano poco, ma da amplificate suonano da paura. Ben venga.
Rispondi
Ecco un articolo scritto ...
di janblazer [user #26680] - commento del 22/11/2012 ore 12:26:16
Ecco un articolo scritto per me, nel senso che i giri di parole e i voli pindarici mi annoiano a morte mentre le considerazioni e le valutazioni concrete mi affascinano.
Ho tante chitarre elettriche, però a parte due classiche, eredità di quando ero ragazzo, ho solo una chitarra acustica, una Epiphone Dove che ho acquistato l'anno scorso spinto dalla GAS di voi amici acusticanti..
Quante ne ho provate prima di sceglierla !!
Di più care e di meno care, di blasonate e di copie, insomma un po' di tutto.
Ho scelto lei per il manico e la suonabilità, praticamente era l'unica che non "grattuggiava" i miei timidi accordi.
A casa poi provando e riprovando ho riscontrato il problema di una cassa troppo grossa e ingombrante per suonarci più di un quarto d'ora, ma l'avevo messo nel bilancio che non tutto poteva andare bene, e me la tengo così.
Sarà solo nostalgia, ma se potessi avere ancora la mia chitarrina dei 18 anni, un'acustica di Castelfidardo, ammaccata, piccola e comoda con cui ci facevo di tutto, da De Andrè a Guccini passando per Dylan e i Beatles sarei l'uomo più felice del mondo.. ovviamente averla assieme ai miei 18 anni..
;-)))
Rispondi
Hai colto nel segno
di scrapgtr [user #12444] - commento del 22/11/2012 ore 12:28:27
Ottimo articolo, che evidenzia due cose fondamentali: la prima è che nella scelta di uno strumento non bisogna evere preconcetti (ovvero non bisogna scegliere sulla base della marca, degli utilizzatori famosi o dei dati tecnici sulla carta), la seconda è che la suonabilità di uno strumento è un concetto relativo e che non riguarda solo le misure (scala, larghezza del capotasto, sezione del manico ecc.) ma come lo strumento si adegua (o no) al fisico, allo stile e alla postura dello strumentista. Negli anni ottanta ero affezionato cliente di un negozio/laboratorio nel centro di Milano, gestito da un signore di una certa età e di notevole esperienza che sosteneva che il criterio principale da utilizzare nella scelta di una chitarra elettrica fosse la sua vestibilità: "innanzi tutto la chitarra la devi indossare" diceva, a clienti ventenni che sceglievano con gli occhi o si facevano sedurre da marche prestigiose o accessori alla moda (all'epoca Floyd Rose e derivati) senza dargli ascolto. Trent'anni dopo, un po' per esperienza, un po' per gli acciacchi, trovo che avesse ragione lui: cosa me ne faccio di uno strumento dal suono celestiale, se mi costringe ad una posizione scomoda e non mi permette di suonare al meglio delle mie possibilità?
Rispondi
Grazie, un bell'articolo che ho ...
di sandroyoda [user #27395] - commento del 22/11/2012 ore 12:46:24
Grazie, un bell'articolo che ho letto con m olto interesse dove affronti un campo di parametri assaia arduo da districare.

veramente utile.
Ciao :-)
Rispondi
Non ci sono regole secondo ...
di dale [user #2255] - commento del 22/11/2012 ore 16:10:25
Non ci sono regole secondo me.
Certo la suonabilità è un aspetto determinante, è però secondo me data, dando per scontata una buona qualità dello strumento, più dal setup che da caratteristiche intrinseche dello strumento.
Comunque ovviamente io valuto suonabilità, solidità, suono, rifiniture.
Grosso modo, se poi mi innamoro sarò io ad adattarmi allo strumento, anche perchè il contrario non si può fare!!
Rispondi
Re: Non ci sono regole secondo ...
di perrynason [user #17170] - commento del 22/11/2012 ore 17:37:50
Non capisco bene cosa intendi per "set up". Se intendi un buon bilanciamento di caratteristiche strutturali favorevoli a chi suona, allora diciamo la stessa cosa. Se invece ti riferisci ad action e altri tipi di regolazione, con quelli non puoi certo modificre la forma del manico, la spaziatura delle corde al capotasto e al ponte, la lunghezza del diapason, la forma dei tasti o lo spessore della cassa. E se queste caratteristiche non ti sono favorevoli c'è poco da fare.
;-)
Rispondi
Gran bell'articolo!
di Zangolaccio utente non più registrato - commento del 22/11/2012 ore 16:38:1
Bello scritto, veramente illuminante per chi spesso si trova con acquisti che alla fin fine non sono soddisfacenti proprio per questo motivo.

Io ho 2 chitarre acustiche: una Yamaha A3R che ha un suono celestiale (non è la D45 eh, però per me è abbastanza ;-D) ma dopo un'ora che la suono mi da i crampi.
Poi ho una Taylor GS mini, la più poverella di casa Taylor, sulla carta (e forse anche sotto la carta...) più "debole" della Yamaha ma con una manico che per me è come un cuscino!

Non c'è bisogno che ve lo dica quale suono di più vero? ;-)
Rispondi
Ottima trattazione. Per me la ...
di Oliver [user #910] - commento del 22/11/2012 ore 16:45:39
Ottima trattazione.
Per me la suonabilità è un aspetto assolutamente imprescindibile e viene prima di ogni altro fattore: quando imbraccio la chitarra, devo "sentirla", tutto il resto viene dopo. Ovviamente, essendo un elettricista, cio che "viene dopo" è molto meno problematico di quanto deva affrontare un acustico: le regolazioni e le modifiche che si possono apportare al suono di base sono molte, e alla portata di chiunque abbia un minimo di esperienza o sappia utilizzare la logica (o l'amplificatore, o gli effetti...). Come dici giustamente, questo atteggiamento differenzia spesso il chitarrista elettrico dall'acustico, ed è una conseguenza dell'essenza stessa della chitarra elettrica, nata proprio per ovviare alle difficoltà insite nell'acustica (fallendo, sostanzialmente, ma creando per contro uno strumento nuovo), mettendo in condizione il chitarrista di ottimizzare e personalizzare lo strumento con estrema semplicità. E, dato che è facile, i chitarristi elettrici lo fanno :)

Devo però sottolineare che, secondo Bonamassa, tutte le acustiche hanno la stessa suonabilità, quindi il tuo articolo è fuorviante :)
Rispondi
Re: Ottima trattazione. Per me la ...
di perrynason [user #17170] - commento del 22/11/2012 ore 17:49:29
Bonamassa?! Pare che di fronte a una balalaika abbia affermato: che figata questa flying V acustica!
Rispondi
Re: Ottima trattazione. Per me la ...
di Oliver [user #910] - commento del 22/11/2012 ore 17:56:05
E' lui!
Rispondi
Ti ricordi?...
di bernablues [user #16917] - commento del 22/11/2012 ore 17:17:32
Qualche tempo fa, ti dissi anche io, che esistono dei parametri oggettivi, per definire uno strumento: un buon strumento, allora ora ti spiego quello che intendevo.
Tra tutti i parametri : "volume – personalità – proiezione – armoniche - risonanze e code sonore - risposta dinamica - equilibrio e naturalezza", ce ne è uno (il più importante) "l'impatto visivo d'insieme", che sembra una cretinata detto in questi termini, ma non lo è affatto, perché il 99% di chi acquista una chitarra, lo fa prima con gli occhi.... se ci troviamo davanti ad una rastrelliera piena di strumenti appesi, sarà quello con le forme più accattivanti e con le venature più belle ad attirare la nostra "prima attenzione", e sarà quello che si aggiudicherà prima una prova rispetto a gli altri, poi ovviamente entrano in gioco considerazioni acustiche oggettive, tipo il tempo di riverberazione della cassa, i valori di risonanza della cassa e i tipi di armoniche emesse sull'intera scala, e si perché non basta dire che uno strumento ha molte armoniche, ma vanno definite in base all'intera scala, quindi più le armoniche saranno bilanciate su tutta la scala, e più ci troveremo di fronte ad uno strumento oggettivamente buono, ma buono per cosa?? Per suonarci più generi musicali, senza dover essere costretti a cambiare strumento; uno strumento del genere è l'Ovation, che al contrario di Martin Gibson Taylor ecc. ecc. non si è mai stigmatizzata in un genere piuttosto che un'altro, ma riesce ad essere una buona chitarra sia se ci si suona Jazz, blues folk, fingerpicking eccetera. poi ovviamente ci sono gli amanti del genere musicale, specifico, che estremizzano il suono, per cui un jazzista difficilmente sceglierà una dreadgnought, ma andrà più su una carved top.
Poi c'è il fattore suonabilità....e qui mi potresti controbattere: " Ma questo è un'aspetto soggettivo, e non oggettivo!", ed in parte avresti ragione, anche se la maggior parte degli strumenti (almeno quelli industriali), hanno misure standardizzate alla maggior parte dell'utenza finale, per cui anche la suonabilità può rientrare in uno dei parametri di scelta oggettiva della qualità globale dello strumento acustico :-)))
Rispondi
Re: Ti ricordi?...
di perrynason [user #17170] - commento del 22/11/2012 ore 21:54:20
Però mi sembra che tu descriva il modo per individuare la versatilità (l'Ovation) che non è il valore principale, o non per tutti.
Certo, ogni costruttore ormai ha azzeccato misure "ideali" per determinati tipi di suonabilità, ma sono riferiti soprattutto agli stili esecutivi. Magari fai fingerpicking e prendi una bella parlor con capotasto da 1-13/16, ma se hai dita corte ti sembrerà una bistecca e magari il manico vintage V ti impiccia ancor di più, meglio un 1-3/4 su un soft V, poi conta anche la spaziatura al ponte... Quindi per sceliere bisogna avere idee chiare sul proprio modo di tenere in mano la chitarra.
Poi come dicevo, non sono pochi quelli che praticano molto bene certi stili su strumenti che in teoria non sarebbero adatti, ma evidentemente sono adatti a loro. Secondo me la suonabilità è davvero molto soggettiva.
;-)
Rispondi
Re: Ti ricordi?...
di bernablues [user #16917] - commento del 22/11/2012 ore 23:00:05
Ma la versatilità, è proprio il valore principale di una buona chitarra acustica, poi ci sono i gusti personali che sono un'altra cosa, nel senso che se un buon chitarrista, imbraccia un Ovation (ad esempio), potrà dirti mi piace, non mi piace, mi ci trovo bene o male, ma obbiettivamente non potrà dire non è un buon strumento, e noi qui stiamo parlando, di parametri obbiettivi, con i quali, poter valutare una chitarra acustica, mi spiego meglio: se prendo una chitarra Martin tutta in mogano, avrò uno strumento qualitativamente buono, con un bellissimo suono bluesy, ma obbiettivamente, sarà uno strumento dedicato a quel genere, mentre suonato in altri ambiti musicali, sarà uno strumento anonimo..... diciamo così, per fare un paragone, obbiettivamente una buona chitarra è come un coltellino svizzero, in grado di cavarti d'impaccio, in ogni frangente, altri strumenti sono buoni, ma sono dedicati, un po' come il coltello da pesce (per rimanere in tema di lame) :-)))) con questo non voglio dire che bisogna per forza avere tutte chitarre versatili,
anzi, come un buon artigiano ha molti attrezzi così un chitarrista ha molte chitarre, ma un buon artigiano in genere ha quell'attrezzo particolare che usa un po' per tutto, ed al quale non potrebbe mai rinunciare :-)))
Rispondi
D'accordissimo con te Perry. E ...
di sepp [user #10489] - commento del 22/11/2012 ore 22:59:37
D'accordissimo con te Perry.
E sono d'accordo anche con chi dice che la Golden era è quella che stiamo vivendo, e se ci saranno miglioramenti nei metodi costruttivi, chi verrá dopo di noi potrà dire la stessa cosa. Poi per carità gli strumenti vecchi ( perchè quello sono) hanno tutto il loro fascino, che per quanto mi riguarda non è altro che "storico".
Rispondi
Ma da un lefno all' ...
di Pinus [user #2413] - commento del 22/11/2012 ore 23:12:33
Ma da un lefno all' altro sisent la differenza sull acustica?
Rispondi
Re: Ma da un lefno all' ...
di perrynason [user #17170] - commento del 23/11/2012 ore 00:25:33
Un lefno?... Mica capito.
Rispondi
Re: Ma da un lefno all' ...
di Pinus [user #2413] - commento del 23/11/2012 ore 00:34:31
Il lefno! :) il legno!
Rispondi
Re: Ma da un lefno all' ...
di perrynason [user #17170] - commento del 23/11/2012 ore 00:50:30
Nelle acustiche si. Soprattutto nel top che è il principale responsabile del suono. Ma anche fasce e fondo contano, la differenza si può sentire bene confrontando certi modelli prodotti in versione mogano e palissandro. Più difficile valutare tra strumenti dove oltre ai legni variano anche forme e misure. Io però, ad esempio, ho notato che la maggior parte delle chitarre che mi piacciono subito hanno fasce e fondo in mogano.
Rispondi
Re: Ma da un lefno all' ...
di dale [user #2255] - commento del 23/11/2012 ore 08:25:48
Questo accade secondo me perchè il mogano è un legno più immediato, che dà tutto subito, più "legnoso" , più facile da registrare e che ci rimanda a sonorità antiche e facenti parte del nostro DNA musicale.
Anche il pali per intenderci, ma è così meno pronto nell'attacco e così più ricco di sfumature e colori che si apprezza dopo un po'..Ad esempio ho provato di recente una D18V molto ben suonante, mi sembrava sempre più pronta della mia 40 alle sollecitazioni, sempre con questo impasto antico.
Poi poco dopo ho ripreso in mano la mia e dopo averla suonata a lungo ho capito perchè è la "mia" chitarra..
Rispondi
Bello
di jebstuart [user #19455] - commento del 23/11/2012 ore 09:15:33
Un gran bell'articolo, Perry.

Mi ci ritrovo, essendo partito come elettrico, poi convertito acustico e quindi pentito elettrico. Finendo per non essere né l'uno, né l'altro.
Confesso, però, di sentire molto più "amica" una tastiera elettrica. Ed anche per questo mi sono pentito.

Ah, dimenticavo, il mogano non mi piace. Mi sa di cocottes e ballerine.
Trovo più tranquillizzante il suono materno del palissandro :-)
Rispondi
Re: Bello
di perrynason [user #17170] - commento del 23/11/2012 ore 14:42:52
Sei un pluripentito! Potresti rientrare in un programma di protezione.
:-))))))
Rispondi
Re: Bello
di jebstuart [user #19455] - commento del 23/11/2012 ore 15:12:12
Ci sono già.
Esco solo scortato da Oliver e Diumafe.
Rispondi
Re: Bello
di perrynason [user #17170] - commento del 23/11/2012 ore 15:42:39
Sei in una botte di ferro!
Rispondi
mogano palissandro..
di uccio [user #36066] - commento del 25/11/2012 ore 00:15:10
io ho due chitarre uguali costruite dallo stesso liutaio(A.Saccu) entrambe in abete rosso ma fondo e fasce una paliss l altra mogano. quella in mogano e piu calda suono piu' armonioso, quella in paliss suono secco gran volume e piu squillante
Rispondi
Re: mogano palissandro..
di uccio [user #36066] - commento del 25/11/2012 ore 00:16:27
sono due mod D
Rispondi
Re: mogano palissandro..
di perrynason [user #17170] - commento del 27/11/2012 ore 00:07:58
Ecco, vedi? Avrei detto il contrario!
;-)
Rispondi
Re: mogano palissandro..
di uccio [user #36066] - commento del 24/06/2013 ore 03:03:57
si sono uguali in tutto due D. persino i filetti son gli stessi ma suoinano diversamente io preferisco quella in mogano
Rispondi
...
di TroppoFunky [user #16807] - commento del 28/11/2012 ore 20:27:08
Complimenti per l'articolo.
E' completo, esaustivo e tuttavia fluido per il lettore.
Bravo.
Rispondi
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