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Ibanez AD9 vintage
Ibanez AD9 vintage
di [user #31686] - pubblicato il

La tecnologia si evolve, le generazioni di effetti per chitarra si succedono ma i classici restano. Il delay analogico AD9 vanta una lunga tradizione con modelli ormai considerati vintage, caldi come pochi e apprezzati dagli amatori delle linee di ritardo elettroniche più caratterizzanti.
La tecnologia si evolve, le generazioni di effetti per chitarra si succedono ma i classici restano. Il delay analogico AD9 vanta una lunga tradizione con modelli ormai considerati vintage, caldi come pochi e apprezzati dagli amatori delle linee di ritardo elettroniche più caratterizzanti.

In questa recensione vado a esaminare il mio caro e adorato Ibanez AD9 made in Japan. Il prezzo di listino del pedale è di circa 170 euro, ma io l'ho comprato a dieci euro usato (incluso anche l'adattatore Boss) da un cantante a cui lo avevano regalato e di cui non sapeva neanche l'utilizzo pratico. Il pedale è perfettamente funzionante e con un aspetto veramente vintage (mi scuso per la scarsa qualità delle foto ma col telefono non potevo fare di meglio).

Oltre all'aspetto vissuto, ho anche scoperto che questo pedale non fa parte della attuale linea della serie 9, ma appartiene alla produzione originale degli anni '80. Contattata, Mogar mi ha detto che non è riuscita a risalire all'anno di produzione preciso in quanto dal numero seriale si evince che il pedale è stato costruito in una fabbrica non più funzionante da molti anni.

Ibanez AD9 vintage

Ora passiamo alle specifiche tecniche
Tre manopole:
- delay time.
- repeat
- delay level.

Il Delay time gestisce il tempo fra una ripetizione e l'altra, che in questo pedale è al massimo di 330ms (analogico in tutto e per tutto).
Il Repeat gestisce quante ripetizioni deve generare il pedale.
Il Delay level, più che il volume, gestisce il mix in quanto a manetta il segnale del pedale è uguale a quella della chitarra.
Il pedale in questione non è true bypass. In più, oltre allo spinotto per l'entra del segnale, ne ha due in uscita, uno per il segnale effettato e uno per il dry. Personalmente questa sua funzione l'ho usata solo una volta con il pedale direttamente nell'amplificatore collegando l'uscita dry a un chorus nell'ingresso uno e il segnale effettato nell'ingresso due, davvero molto bello.
Ho anche scoperto che, se mentre si suona si portano tutti i valori al massimo e poi si abbassati colpo il level fino a zero il pedale va in feedback, inoltre durante il feedback se si gioca ancora si ottengono suoni degni dei migliori sogni fatto sotto l'abuso delle migliori sostanze stupefacenti.

Come già detto si sta parlando di un pedale analogico, quindi le ripetizioni non saranno cristalline e fedelissime al segnale originale ma verranno piacevolmente degradate, il che rende ottimo l'effetto per arpeggi con i pickup splittati o per assolo pieni e melodici in cui far cantare le note ma senza che il delay dia fastidio durante le svisate più shreddarole.

È un pedale che dà molte sddisfazioni se usato nella maniera giusta e nello spirito giusto. Certo che molti dei brani più psichedelici di David Gilmour saranno preclusi dato il tempo molto ridotto del delay e il suo carattere prettamente analogico. Intanto tutti gli utilizzatori di delay analogici saranno impressionati dalla bellezza dell'AD9.
Non avendo avuto l'occasione di provare la versione moderna non posso fare paragoni, ma se sono almeno simili, fidatevi che i suoi 170 euro li vale fino all'ultimo centesimo.

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.
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