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Keith Richards: "Sgt. Pepper's è un mucchio di spazzatura"
di [user #3] - pubblicato il

In una recente intervista, il chitarrista dei Rolling Stones ha attaccato duro uno dei lavori più iconici dei Beatles e della musica contemporanea in generale. Ecco cosa pensa Keith Richards di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band ed ecco cosa pensiamo noi della sua dichiarazione affiancati dal parere di due grandi della chitarra rock italiana: Maurizio Solieri e Federico Poggipollini
Il divino e immortale Keith Richards dei Rolling Stones spara a zero sul capolavoro dei The Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. "Alcuni trovano quel disco  geniale. Io trovo sia un mucchio di spazzatura. I Beatles erano immensi quando facevano e suonavano da Beatles. Ma non avevano radici abbastanza profonde e salde in quel tipo di musica." Richards continua criticando il songwriting eccentrico dell'album e anche la produzione coraggiosa e sperimentale.

Il tutto non può che strappare un sorriso visto che Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band è l'album manifesto della corrente flower power, filone musicale intriso di psicadelia e misticismo. Filone che proprio gli Stones, abbagliati dal successo dei Beatles, cercarono di seguire maldestramente di cavalcare con Their Satanic Majesties Request, album uscito poco dopo e tra i meno fortunati della loro produzione. Il solo confronto tra le copertine è a dir poco imbarazzante per gli Stones, tanto è palese la volontà di emulazione. E non ne fa segreto nemmeno Richards che, circa la similitudine dei due dischi, chiosa: "Oh, se loro hanno  partorito una  tale cagata, certo potevamo farlo anche noi".

Keith Richards: "Sgt. Pepper's è un mucchio di spazzatura"

Federico Poggipollini (leggi qui l'intervista su Accordo e qui l'articolo sul suo nuovo album)
Leggendo l'intervista originale di Keith Richards si nota che quel che lui contesta ai Beatles non è tanto l'album Sgt. Pepper ma piuttosto il loro essersi "persi", aver perso le loro radici. Sgt. Pepper è semplicemente l'esempio di questo loro cambiamento dovuto anche, non dimentichiamolo, al suicidio del loro Manager Brian Epstein.
Se devo esprimere un'opinione sull'album non posso non considerarlo come un grandissimo lavoro, sicuramente all'avanguardia per l'epoca (il primo concept album della storia) e che contiene due delle canzoni più belle della storia contemporanea: "A day in the Life" e "Lucy in the sky with Diamonds". 
Vorrei anche ricordare che Jimi Hendrix fece una cover di Sgt. Pepper il 3 giungo 1967, esattamente due giorni dopo la sua uscita.

Maurizio Solieri
Keith ama provocare con queste sparate, come quando disse che si era sniffato le ceneri del padre. Sgt. Pepper è uno dei capolavori di tutti i tempi, ha precorso tutto, dalla musica alla tecnologia. Lo pensa anche Keith Richards.

Keith Richards: "Sgt. Pepper's è un mucchio di spazzatura"

Gianni Rojatti
Credo sia una sparata così per fare un po' di clamore e simpatia. Ma anche per esprimere un'opinione un gusto personale. Un po' come se un giorno Les Paul avesse detto a Leo Fender: "Hey, i modelli di chitarra che hai fatto con il Floyd Rose sono una schifezza" e poi aggiungesse "e quando c'ho provato io, ho fatto una schifezza uguale." Ma sempre di Fender e Gibson si tratterebbe. Capolavori e classici imperituri. Giganti che se la ridono tra di loro nell'olimpo del rock.

Dado Neri
Premesso che sono un grande fan dei Beatles e che sono sempre presenti nella mia playlist giornaliera, Sgt.Pepper non è il mio disco preferito della band!
Ci sono ovviamente delle pietre miliari come "With a little help...", "Lucy in the sky..", " A day in the life" e la stessa Title Track... però anch'io li preferisco in altre atmosfere con altri sound come nei loro album Abbey Road, Magical mistery tour, Help o il White Album!
Per quanto sia affascinato da tutta la loro produzione e da tutte le loro sperimentazioni nei più svariati generi musicali (tanto da realizzare appunto un concept album come Sgt. Pepper), le loro canzoni più "dirette" sono quelle che tutt'oggi mi fanno venire la pelle d'oca appena iniziano! Canzoni con melodie fantastiche come "Yesterday", rockettare come "Helter Skelter" e anche le più semplici come "I've just seen a face" continuano a conquistarmi ogni giorno come se le avessi appena ascoltate!

Paolo Anessi
Keef è il più fottuto dei rocker, straconvinto del suo ha ragionevolmente sempre spinto la sua essenza rock senza guardare in faccia a niente e nessuno. Certo, i malpensanti potrebbero dire che lui, il Keef, non sarebbe mai riuscito a comporre un disco così contaminato, eccentrico, variopinto, ma rappresentativo dell'epoca come Sgt.Pepper's. Lui si è sbarazzato anche di una corda e di tutti gli inutili orpelli che appesantirebbero la vera essenza rock, quasi a sbeffeggiare il diavolo riff dopo riff, perché il Keef ha capito come si fa a ballare con il diavolo, anche a settanta e rotti anni.

Keith Richards: "Sgt. Pepper's è un mucchio di spazzatura"

Alberto Biraghi
Al vecchio, grandissimo Keef ogni tanto piace andare oltre, magari racconta di essersi fumato la cenere del papà, oppure si butta da un albero e si spacca la testa. Penso che lo faccia quando è fresco di quella sua fumata mattutina che pare restare l’ultima sua concessione alle sostanze. Però in questa sua sparata qualcosa di vero c’è, ed è la vecchia dialettica tra Mods e Rockers, che è anche un po' all’origine della dialettica Beatles vs. Rolling Stones a inizio anni ‘60. Via via più ricchi e raffinati i Beatles, sempre maledetti e pesanti i Rolling, il cui sound scaturisce - per dirla a-là Richards - da un “asshole” (lui) che usa “five strings, two notes and two fingers”. Beatles e Rolling sono la versione rock dello “yin e yang” taoista, l'importante è che ci siano entrambi. E comunque aspettarsi che uno come Keith Richards ammetta di apprezzare gli amici-rivali sarebbe troppo, no?

Denis Buratto
Sono arrivato a Sgt. Pepper’s dopo aver ascoltato tutto il possibile (o quasi) di ciò che è stato suonato tra gli anni '80 e i 2000. L’ho ascoltato spinto più che altro dalla curiosità mossa dal leggere che questo album è stato, assieme all’intera carriera dei Beatles, di ispirazione per tutti i miei guitar hero. Mi ha sorpreso ritrovare all’interno dei 13 brani svariati rimandi a canzoni che conosco molto bene (il finale del solo di "Green Tinted Sixtees Mind" cita la parte di sitar in "Within You Without You"). Mi lascia ogni volta colpito anche quanto diavolo suoni bene un LP registrato nel '67 e non per una questione analogico vs digitale, ma proprio per quanto riguarda il missaggio, la produzione, gli arrangiamenti. Un mix che lo rende attuale e moderno oltre ogni immaginazione. Detto ciò, però, Keef tranquillo, continuerò a preferire gli Stones!

Pietro Paolo Falco
Non mi colpiscono tanto le parole forti usate da Keith, quanto il punto in cui dice "I Beatles erano immensi quando suonavano i Beatles". Di preciso, quali sarebbero? Quelli di "Come Together", di "Hey Jude", di "Helter Skelter" o di "Tomorrow Never Knows"?
Di certo i Beatles non sono stati famosi per essersi fossilizzati in uno stile particolare (che manco a farlo a posta è dove gli Stones hanno trovato la chiave del successo), ed è stata proprio la loro vena sperimentale a renderli "più famosi di Gesù Cristo". È quella che ha partorito una pietra miliare come Sgt. Peppers che, per quanto potrebbe non incontrare i gusti di tutti, ha gettato le basi per tanta, davvero tanta musica, oltre a meritare l'olimpo anche solo per suoni e orchestrazioni. Ma, considerato il genio del quartetto, anche un buco nell'acqua sarebbe stato perdonabile e da contestualizzare in un panorama ben più ampio del semplice disco. Ma i Rolling Stones sono i Rolling Stones, e possono pure spararle grosse mettendo sul tavolo un curriculum che niente ha da invidiare a quello dei ragazzi di Liverpool. In definitiva, a Keef è permesso questo e altro. E ai Beatles pure.

Silvano "Siso" Pioli (chitarrista, arrangiatore, insegnante, libero professionista)
Premesso che secondo me Keef ha fatto queste dichiarazioni solo per far parlare di sé in vista dell'uscita del suo nuovo lavoro, credo che definire spazzatura un album che ha venduto 32 milioni di copie in tutto il mondo, con una copertina che è una sorta di bandiera della musica, sia leggermente eccessivo. Un album che ha influenzato tutto il mondo pop, abbagliandolo e stralunandolo con i suoi echi e riverberi, tracciando la strada per i cosiddetti concept album che seguiranno nel corso degli anni, è una delle pietre miliari della musica pop.
Certo, i Beatles di Sgt. Pepper non erano più quelli di Can't buy me Love e molti critici, ai tempi, storsero il naso per questo cambiamento ma in fondo, alla fine di tutto, come diceva qualcuno, parlare di musica è come ballare di architettura. Ergo. W i Beatles!

Federica Pudva
Amo Keith Richards oltre ogni dire, ma ridurre Sgt. Pepper's a un "capriccio" mi pare un tentativo mal riuscito di riscrivere la storia a libro chiuso. Il valore del disco è, molto semplicemente, innegabile e voler individuare una carenza nella sua assenza di radici - ipotesi, peraltro, discutibile - tradisce una visione eccessivamente ristretta della musica in generale. Quel disco le radici le ha gettate, per la musica dei decenni successivi e probabilmente a venire. Se mai, c'è da sorprendersi che un disco sperimentale di quella sorta, realizzato ormai una cinquantina di anni fa, abbia l'incredibile coesione d'insieme che ha e che contenga, al tempo stesso, dei meravigliosi microcosmi che vivono in perfetta autonomia. Al contrario di Keef, io ad oggi fatico a trovare un singolo aspetto dell'album che non manifesti perlomeno qualcosa di geniale: composizioni, arrangiamenti, linguaggio, suoni, copertina, ogni singolo elemento è funzionale a quell'autentico colosso di creatività che è Sgt. Pepper's.
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Intervista completa
Il nuovo album di Federico Poggipollini
Intervista con Federico Poggipollini
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