HOME | CHITARRA | DIDATTICA | ONSTAGE | RECnMIX | RITMI | PEOPLE | NEWS         EVENTI | STORE | ANNUNCI | AGENDA
Triadi & pentatonica: improvvisazione efficace
Triadi & pentatonica: improvvisazione efficace
di [user #29312] - pubblicato il

Una piccola lezione piena zeppa di dritte gigantesche per migliora fraseggio e improvvisazione. Prendiamo una progressione di accordi e passiamola al setaccio tra triadi e scale pentatoniche. In cattedra il nostro amico, chitarrista e apprezzato didatta, Fabio Anicas.

In questo piccolo video, cercheremo di capire come costruire un fraseggio efficace. Vediamo in pochi e semplici passi come possiamo procedere utilizzando dei sistemi validi in qualsiasi genere musicale.
Iniziamo dal giro armonico:
||G     C |G   C |Em7   D |C     D ||
Dopo una veloce analisi sappiamo che siamo in tonalità di G e gli accordi che formano la progressione, in relazione alla tonalità sono: G il primo grado; C il quarto grado; Em7 il sesto grado; D il quinto grado.

Triadi & pentatonica: improvvisazione efficace

Posso quindi suonare le note della scala di G maggiore?
Si, certo. Vedrai però che non tutte le note della scala, sebbene teoricamente corrette, suonano “bene” su tutti gli accordi della progressione, se suonate a caso.
Prova a seguire questi passaggi:
Costringiti a suonare solo le note che compongono la triade o tetrade su tutto il manico, sia su singola corda che su più corde: 
G =  G, B, D
C = C, E, G )
Em7 = E, G, B, D
D =  D, F#, A
Bene, aggiungi ora le tecniche che conosci per colorare di più: bending, vibrato, hammer-on, pull-off, tapping...
Quando avrai acquisito padronanza, vorrai osare di più e arricchire il tutto aggiungendo altre note.
Bene! A questo punto proviamo a passare alla scala più conosciuta dai chitarristi: la scala pentatonica! In questo caso, la scala di riferimento sarà ovviamente la scala pentatonica maggiore di G  composta G, A, B, D, E.

Triadi & pentatonica: improvvisazione efficace

Se suonata su tutti gli accordi del nostro giro armonico scopriremo che ci sono delle note poco efficaci o addirittura brutte su alcuni accordi. Vediamole attraverso questo riassunto.

  • Sull’accordo di G utilizzo la scala pentatonica di G (G, A, B, D, E) . Tutte le note suoneranno bene.
  • Sull’accordo di C (C, E, G) utilizzo la scala G, A, C, D, E. Ho sostituito la nota B con la nota C per evitare la dissonanza causata dal semitono tra B e C. Se ci fai caso, ho ottenuto la scala pentatonica maggiore di C.
  • Sull’accordo di Em7 (E, G, B, D) utilizzo di nuovo la scala pentatonica di G; sarà perfetta perché contiene tutte le note dell’accordo Em7 più la nota A (11). In effetti, Em7 appartiene alla stessa famiglia dell’accordo di G (la scala Em è inoltre la relativa minore di G quindi contiene gli stessi suoni e note sebbene in ordine diverso)
  • Sul D (D, F#, A) utilizzo F#, A, B, D, E . Ho sostituito la nota G con la nota F#. Non ho più la 4 (G) che crea tensione. Per di pi,ù la scala ottenuta altro non è che la scala pentatonica maggiore di D.
Cosa mi conviene pensare per esercitarmi?
Che sei sempre in tonalità di G e che ogni volta che cambia un accordo, sarà sufficiente cambiare una sola nota della scala pentatonica. Inizia sempre esercitandoti a suonare le note strutturali dell’accordo perché così caschi sempre in piedi!
So che questo modo di pensare e suonare può sembrare complesso se non lo ho mai adottato. Ma è sufficiente allenamento per metterlo in pratica sempre e in qualsiasi genere musicale.

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.

lettori in cattedra
Link utili
Il sito di Fabio Anicas
Altro da leggere
Pubblicità
Suonare "Something" dei Beatles...
Chitarra & videogiochi 4: Still More...
"Treasure" di Bruno Mars con la chitarra...
Chitarrista veloce: utopia o possibilità?...
Pubblicità
Commenti
di George S.L.A [user #10210] - commento del 02/09/2015 ore 09:12:47
Complimenti, davvero ottimo, mi hai chiarito tanti aspetti legati all'improvvisazione..
Ora cè da studiare e impratichirsi...
Grazie..
Rispondi
di fabioanicas [user #29312] - commento del 02/09/2015 ore 10:08:01
Grazie a te! Buon divertimento allora :)
Rispondi
di gbrdnl [user #12056] - commento del 04/09/2015 ore 11:11:31
Ottimo articolo!
Un ripasso per tutti e probabilmente una novità per un autodidatta o un principiante. Chiunque si trattiene a frequentare un corso di chitarra per oltre un anno si sentirà ripetere questi concetti fino alla nausea ! :) Il problema è sempre lo stesso, il chitarrista medio tende a suonare per pattern e movimenti automatizzati della mano (per questo spesso ripetitivi). Il grande salto è passare dal pattern, al ragionare e prendere coscienza della nota che stiamo improvvisando, e la sua relazione con l'armonia a contorno (accordo). Tutto qui direi, quando hai imparato questo sul serio, puoi anche smettere si studiare !!! :)
Quindi questo articolo appare semplice e banale, in realtà cela la vera complessità dell'improvvisazione ragionata ed intelligente, che è ben diversa da quella dettata dall'intuito e dalle sensazioni, o peggio dall'imitazione a pappagallo del nostro guitar hero preferito !
Mio umile pensiero !!! :)
Rispondi
di Alessio Innocenti [user #48144] - commento del 10/02/2018 ore 19:48:38
Scusa l’ingnoranza ma facendo come tu dici non si finisce per suonare in modale?
Rispondi
di Alessio Innocenti [user #48144] - commento del 10/02/2018 ore 20:38:05
Ho detto una cazzata, come si fa ad eliminare questo commento?
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Doyle Bramhall II, "Shades": splendida ruvidità e genuinità artistica.
Maurizio Solieri, curiosando "Dentro e Fuori dal Rock'n' Roll"
Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964