Non me ne vogliano gli amanti di altri marchi: ho una ES335 meravigliosa, ma la Stratocaster fu un vero diretto allo stomaco.
Visto che mi piace tenermi occupato, ne ho portato avanti parallelamente due, con finiture che mi sono sempre piaciute molto. Questa è in dettaglio la prima terminata.

- Corpo in ontano verniciato alla nitrocellulosa con colore Sonic Blue
- manico in acero con tastiera in palissandro radius 9,5 e verniciato alla nitrocellulosa con tonalità vintage
- 21 tasti Dunlop 6105
- capotasto d'osso
- battipenna mint green
- configurazione pickup SSS
- al manico e centro I-Spira SSW 62 acquistati per l’occasione
- al ponte Seymour Duncan SSL-5 che avevo disponibile
- elettronica standard, con selettore a cinque posizioni, un volume e due toni, la sola variazione è un treble-bleed al potenziometro del volume
- ponte Tremolo stile vintage a sei viti e sempre stile vintage le meccaniche.

Ho voluto parlare di realizzazione/assemblaggio perché non si può parlare di pura realizzazione, visto che ho acquistato da un rivenditore (italiano) corpo e manico non verniciati, ma non è nemmeno un assemblaggio, visto che sia il corpo sia il manico non sono mai pronti per essere verniciati, devi rifinirli. Inoltre i tasti devono essere rettificati e rifiniti sui bordi, devi eseguire i fori sul manico per l’attacco al corpo e, in ultimo, devi verniciare possibilmente a regola d’arte.
Poi cominciano l’assemblaggio e la parte elettronica.
Inutile dire che la verniciatura è sempre un'operazione non semplice. Ho optato per applicare meno vernice possibile, questo però comporta una maggiore attenzione nelle varie carteggiature, onde evitare di pelare il colore e scoprire il fondo. Ho steso un paio di mani di fondo bianco, poi il giusto apporto di colore e il trasparente, infine il ciclo di carte abrasive finali e la classica lucidatura con ruota di cotone e pasta.
Anche nel manico ho usato meno vernice possibile, veramente poche mani, sempre nitrocellulosa trasparente tinta con gli appositi coloranti (giallo e arancio), fino a ottenere un bell'ambrato vintage non troppo scuro. La paletta l’ho lasciata lucida, mentre il retro del manico l’ho satinato fine.
Per l’occasione, visto che non mi piacciono le palette anonime, mi sono disegnato il mio logo, l’ho stampato su apposita pellicola per decal all’acqua e, con un pizzico d’immodestia, l’ho applicato.

È seguito come di rito tutto il setup dello strumento, che non mi ha dato grossi problemi, anzi tutto è filato liscio. Truss rod leggermente messo in tiro, leggermente perché per la giusta curvatura del manico il suo intervento quasi non serviva, regolazione delle molle del ponte, piccola azione sulle sellette per altezza e intonazione. Non mi piace l’action bassa, ma nemmeno altissima.
Sono anche un po' fissato sulla comodità del manico, e questa si ottiene lavorando di fino sul bordo della tastiera e sul terminale dei tasti, perché il piacere di suonare uno strumento passa molto, secondo me, attraverso questi particolari.

La chitarra alla prova del suono mostra un bel carattere, anche da spenta.
I due I-Spira producono un ottimo timbro vintage, quello che cercavo, veramente dei gran pickup, mentre l’SSL-5 spinge a dovere le frequenze medie e risulta avere una voce più grossa, validissima in tutti contesti, sia clean sia con abbondante gain. Abbinato al centrale, mantiene perfettamente il tipico timbro clean dei due pickup in parallelo, per me assolutamente imprescindibile. Nulla risulta impastato.

Posso affermare di avere ottenuto un certa versatilità da questa chitarra, e non mi dispiace.
Rimane la consapevolezza che per il famigerato "mercato" rimane uno strumento quasi privo di valore, è solo una semplice copia di uno strumento iconico (forse la più iconica in assoluto, come ha scritto Alberto Biraghi), ma per me vale tanto, lo sento ogni volta che mi vibra sotto le mani ed emette il suo inconfondibile suono.
A me è capitata la (s)fortuna di ascoltare una reissue artigianale della broadcaster...
amore immediato e -1500 in contabilità. Non è che siano invendibili ma certo non le puoi mettere su ebay..vanno ascoltate e suonate e se il pezzo suona lo si vende..a me almeno si :-)
Ho provato su amazon.com sono a prezzi bassissimi circa 450 dollari entrambi ma fender non spedisce fuori dagli states.
Ho provato warmouth custom guitar ma la spesa corrisponde quasi a quella di un american standard, quindi non so se ne vale la pena.
Dopodiché ho tentato con USA Custom guitar, spesa leggermente più basse alle precedenti ma non sono tanto convinto.
Infine su amazon.uk ho trovato corpo e manico fender american standard a 400 sterline, che mi è sembrata l'opzione più conveniente, la spedizione è anche per l'Italia.
Pertanto mi chiedevo quale è il rivenditore italiano che ti ha aiutato? e le spese sono abbordabili?
Ciao
Giulio
Ciao
:-)))
Ma perchè non ho un amico come te che mi fa magari un prezzaccio per queste creazioni...
:-((
Magari se lo cerchi lo trovi, però tieni presente che chi lo fa per passione/hobby perde sempre un sacco di tempo nel fare le cose, almeno a me capita così, quindi diventa difficile, e con costi non giustificabili, fare le cose per gli altri. Lo devi fare proprio a mò di piacere verso un amico, ma non può (e non deve) trasformarsi in un ossessivo "mestiere".
Una domanda: docv hai preso le vernici nitro e come le hai date? Pistola e compressore? All'aperto o hai un locale dedicato?
Appena lo recupero ti mando il link al suo sito.
Le ho date assolutamente a pistola e compressore, all'aperto. Le vende comunque anche in bomboletta spry, per chi non è attrezzato con compressore ti assicuro che vanno molto bene, l'ho provata con nitro trasparente una volta in un manico e si stende molto bene.
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Il "problema" della nitrocellulosa è che ha un residuo secco veramente infimo, quindi nel body occorrono molte più mani rispetto ad un poliuretanico, e tempi di attesa tra una e l'altra più lunghi.
La nitro tutto sommato è una vernice facile da stendere, e la problematica del solvente nocivo sorge se tutti i giorni te lo respiri, e non è assolutamente il nostro caso.
Comunque se le provi fammi sapere, in quel negozio le vendono e le promuovono come le più traspiranti.
Per "colore pastello" cosa intendi? perché qualsiasi tipo di vernice ti offre tutti i colori pastello che vuoi, tra l'altro tutti miscelabili, quindi li puoi pure schiarire col relativo bianco, se preferisci.
Sarebbe interessante vedere il risultato sulla tua Tele... :-)
Giulio
L'ho comprata da Stewart Mac Donald.
In barattolo da dare a pennello.
Molto simile alla mia classic player '60.Aspettiamo magari anche qualche prova video
Ora provo a rispondere alle domande specifiche.
Per me non è stata così un'odissea, chiaro che bisogna prestare attenzione alle compatibilità.
Ho assemblato anch'io una chitarra fatta con pezzi comprati da Warmoth, e vorrei mettere un mio logo sulla paletta. Dove si trova (e come funziona) la pellicola per decal all’acqua?
Una volta eseguita la stampa (ti conviene riempire il foglio di loghi, così ne hai in abbondanza se ti sbagli ad applicarlo) gli spruzzi una mano di nitro trasparente come fissativo. Lasci asciugare e ritagli il logo.
Poi lo lasci in acqua qualche minuto e poco dopo la pellicola sottilissima si stacca dal supporto. Devi essere bravo a trasferirlo pari sulla paletta (bagnata).
Guarda sul tubo ci sono vari video tutorial.
Volevo chiederti come ti trovi con il radius 9,5 e i tasti 6105. Mi sto facendo costruire una chitarra artigianale e non so se usare un radius 14 con tasti vintage o un radius 9,5 con dunlop 6105. vorrei ottenere la massima comodità per accordi, slide e bending (anche da 2 toni XD). quindi le mie domande sono:
"trovi che questa combinazione penalizzi una delle 3 cose che ho elencato?
"E' possibile avere un' action abbastanza bassa con una combinazione come la tua?
Ti ringrazio per la risposte e ancora complimenti.
Ciao
Intanto grazie mille.
Io con questa combinazione mi trovo benissimo, non credevo, ma ne è risultata una suonabilità notevole, almeno per i mei gusti, perché non mi piace l'action raso terra.
Se cerchi l'action molto bassa ti consiglio un radius maggiore. Mi trovo molto bene anche col 12" e ti permette di più. Ma mi sono trovato molto bene anche con una Tele che aveva radius 7,25 e tasti vintage, aveva un manico che dava un gran gusto.
I Dunlop 6105 sono dei tasti non larghissimi ma piuttosto alti, quindi se cerchi una velocità di scorrimento delle dita lungo il manico, eccezionale, forse non te la danno, ma ti permettono comunque ottimi bending, e la sensazione che danno sotto le dita a me piace molto.
Francamente non opterei per un radius 14 e tasti vintage.
Per accordi, slide e bending trovo che la soluzione 9,5" + 6105 non penalizzi nulla, a patto di non tenere un'action raso terra. Abbastanza bassa sì, ma non bassissima.
Altrimenti starei sul 12" di radius.
Questa del link qui sotto è la mia prima "creazione", ha radius 12" (nell'articolo riporta 9,5 ma è un errore) e tasti meduim jumbo; un manico e una suonabilità eccezionali.
link
Volevo chiederti come ti trovi con il radius 9,5 e i tasti 6105. Mi sto facendo costruire una chitarra artigianale e non so se usare un radius 14 con tasti vintage o un radius 9,5 con dunlop 6105. vorrei ottenere la massima comodità per accordi, slide e bending (anche da 2 toni XD). quindi le mie domande sono:
"trovi che questa combinazione penalizzi una delle 3 cose che ho elencato?
"E' possibile avere un' action abbastanza bassa con una combinazione come la tua?
Ti ringrazio per la risposte e ancora complimenti.
Ciao