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Un'idea per studiare il modo dorico
Un'idea per studiare il modo dorico
di [user #116] - pubblicato il

Il modo dorico porta con se una sonorità frizzante e piacevolmente aggressiva; pur essendo un modo minore conserva una certa brillantezza e solarità. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente funzionale in ambito blues, rock, funk e jazz, ambiti che sono - allo stesso tempo - tra i più battuti dal fraseggio più praticato dai chitarristi: quello pentatonico. Questa lezione ci aiuterà a gestire con maggiore sicurezza il fraseggio dorico.
Pentatonica, scala blues e modo dorico di frequente si fondono in un linguaggio solistico unico.
E’ importante dunque, esplorare diverse possibilità di studio di questo modo così da trovare continui spunti di utilizzo e idee melodiche che possano arricchire con la sonorità dorica un consolidato fraseggio blues pentatonico.
Un’idea interessante e pratica arriva dall’utilizzo delle triadi derivanti dall’armonizzazione della scala dorica.
Una scala dorica si costruisce sul secondo grado di una scala maggiore.
Prendiamo una scala di G formata dalle note di G, A, B, C, D, E, F# e dalla cui armonizzazione derivano le triadi di G, Am, Bm, C, D, Em, F#dim.
Sul Am presente sul secondo grado di questa scala, troveremo il Am Dorico.
Am dorico: A, B, C, D, E, F#, G. Le triadi derivanti dall’armonizzazione saranno, ovviamente, le stesse appena trovate per la scala di G: Am, Bm, C, D, Em, F#dim, G.

Un'idea per studiare il modo dorico

Se confrontiamo la scala di Am Dorico con quella di Am naturale, osserviamo che il modo dorico se ne differenzia per una sola nota, il sesto grado maggiore, nel nostro caso un F#.
 
Am naturale: A, B, C, D, E, F, G.
Am dorico: A, B, C, D, E, F#, G.

Per enfatizzare la sonorità dorica sarà quindi necessario valorizzare il sesto grado maggiore.
Impariamo a farlo servendoci delle triadi.
Se osserviamo l’armonizzazione della scala dorica appena scandita, notiamo che sul 2, 4 e 6 grado sono presenti triadi che al loro interno contengono il F#.
 
Bm = B, D, F#
D = D, F#, A
F#dim = F#, A, C
 
Ci serviremo di queste triadi come cellule melodiche funzionali a trasferire la sonorità dorica nel fraseggio.
Troviamo le diteggiature delle tre triadi sul set centrale di corde di D, G e B.
Optiamo per la diteggiatura più immediata e facile, con la fondamentale al basso sull corda di D, la terza minore su quella di G e la quinta giusta sul B.
 
Un'idea per studiare il modo dorico

Ora troviamo con la stessa disposizione di note la triade di Am. Questa volta segnaliamo anche gli altri due rivolti: Am/C e Am/E.
 
Un'idea per studiare il modo dorico

Un'idea per studiare il modo dorico

La prima idea è quella di creare  dei fraseggi melodici che si aprano con la triade contenente la nota dorica e risolvano sulla triade di Am. La prima triade creerà un gradevole senso di tensione dato dalla nota dorica ed estenderà melodicamente le sonorità del fraseggio.  Quindi, appoggiandosi e chiudendo sul Am, offrirà una efficace  sensazione di risoluzione.

Un'idea per studiare il modo dorico
 
Nel secondo spunto di studio, facciamo seguire alle triadi contenenti la nota dorica tre fraseggi costruiti sulla scala blues di Am (A, C, D, Eb, E, G).

Un'idea per studiare il modo dorico
 
Da ultimo, proponiamo tre frasi più lineari e vicine a sonorità più moderne e ammiccanti al jazz rock.  Ancora una volta, alle triadi contenenti la nota dorica affianchiamo  la triade di Am che risolve il fraseggio ma, questa volta, sviluppata un’ottava sopra.

Un'idea per studiare il modo dorico

Serviamoci di questa lezione come paradigma per sviluppare studi analoghi sugli altri modi. Evidenziamo di un modo la nota caratteristica ed isoliamo
le triadi derivanti dall'armonizzazione che la contengone. Sviluppiamole in tutte le diteggiature possibili e integriamole al nostro fraseggio come elementi di 
tensione ed estensione melodica.

Un'idea per studiare il modo dorico
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Commenti
di marcomo utente non più registrato - commento del 12/09/2016 ore 17:08:47
Molto carino l'articolo complimenti...Come suggerimento sono sempre dell'idea che i modi sia meglio presentarli non come costruiti su gradi di una scala maggiore ma come variazioni rispetto ad una scala maggiore...

Perchè questo? perchè tutti noi abbiamo in testa il suono della scala maggiore, e la scala maggiore molto spesso la si suona a quartine ascendenti....Ergo quando si fa cosi e si fanno le quartine ascendenti mica uno pensa ai modi per quartine....insomma in sostanza secondo me suonare un modo come costruito su un grado di una scala maggiore porta a una visione distorta di quello che è il sound di quel modo...

Se invece utilizziamo il concetto di modo come costituito da variazioni rispetto alla scala maggiore partendo sempre dalla stessa nota possiamo utilizzare gli stessi esercizi applicandoli alla nuova scala...è li che viene fuori il colore del modo. Pensa il modo dorico come il modo ionico con una terza minore e una settima minore...a quel punto hai una nuova scala per esempio scala dorica di G che ha le note G-A-Bb-C-D-E-F...armonizziamo questa scala per quarte costruiamoci gli arpeggi e suoniamola su tutta la tastiera....:-)
saluti
Rispondi
di F1_PICK [user #18859] - commento del 12/09/2016 ore 20:42:50
Concordo al 100%!!
Ecco infatti perchè il 90% dei chitarristi di "medio" livello non riesce a comprendere ed usare i modi!
Ai miei allievi dico sempre di stare lontano da internet, quando spiegano i modi come scale relative!!!
Bisogna aver perfettamente chiaro il concetto di "intervalli" se no si è perduti!
Partite sempre da C ad esempio, ed eseguite tutti i modi, evidenziando con un accento le note caratteristiche del modo( in questo caso la 6 maj rispetto l'eolico o scala minore naturale).
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 12/09/2016 ore 23:57:53
---> Pensa il modo dorico come il modo ionico con una terza minore e una settima minore...
ma scusa :-).....non fai prima a pensare\diteggiare in fa (secondo la tua tonalità d'esempio, o secondo la tonalità dell'articolo in sol...) e sottolineare seconda e settima naturale?...non è la stessa cosa ma più rapida a livello mentale? E non cambi mai diteggiatura..MAI.
Se il invece il fraseggio dipende dalla diteggiatura allora si che servono apparati mnemonici molto più abbondanti ma in ogni caso sempre nella tonalità di riferimento rimarrai (nel tuo caso il fa e in quello dell'articolo il sol).non potete scappare da li :-)
Rispondi
di marcomo utente non più registrato - commento del 13/09/2016 ore 08:22:45
Non credo che tu abbia compreso quello che volevo dire...altrimenti concorderesti anche tu :-)
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 13/09/2016 ore 18:59:19
Ci ho ripensato e continuo a non capire.
Armonizzando una scala maggiore per quarte ti ritrovi gli stessi identici accordi con al posto della quinta la quarta..e nien'altro.
Alla quinta sostituisci la quarta. Tutta qui sta l'armonizzazione per quarte..
Non è voler imporre il mio inquadramento (e neanche difenderlo tra l'altro ...tanto così suono e vfncl..) ma è che proprio non riesco a capire l'utilità dell'approccio modale.
E non riesco a capire se è un mio limite teorico (e conseguentemente tecnico..ma qui son altri casini ancora...)o se l'approcio modale non sia nient'altro che una maniera di impostare varie diteggiature che incanalano su dei binari automatizzati di pattern che si generano poi quasi automaticamente\frattalmente(?)|algoritmicamente..
Abbiate pazienza e discutiamone :-)




Rispondi
di marcomo utente non più registrato - commento del 14/09/2016 ore 08:32:20
No. Semplicemente i modi non sono scale costruite SUI gradi di un'altra scala ma scale derivate da modifiche che fai a una scala....

Prova a vederla cosi..

Supponiamo che non conosciamo la scala IONICA, dopotutto il fatto che si parta da una scala ionica è solo una convenzione...

Abbiamo la nostra scala di partenza...

C-D-E-F#-G-A-B, la chiameremo Lidia di Do...la armonizziamo per quarte ci costruiamo gli accordi gli arpeggi etc....

Adesso facciamo delle variazioni su questa scala... per esempio cosa succede se abbassiamo il settimo grado di un semitono? abbiamo una lidia-dominante ottenuta partendo dalla nostra scala di partenza e non secondo metodo classico (quarto modo della scala minore melodica... aiuto prima di riuscire a suonarla mi sono già incartato!!!)..mi devo ricordare come è fatta la minore melodica e trovare il quarto modo...si ciao ciao in un contesto improvvisativo faccio molto prima a considerare la mia bella scala di Do lidio e ad abbassare la settima di un semitono non trovi?....beh anche qui possiamo studiare come suona...

Analogamente variando una nota ogni volta ottieni le scale modali e tutta l'armonia che le circonda...

In pratica dalla nostra scala di partenza per alterazioni di una nota per volta possiamo ottenere tutti i modi che si vuole...

Abbiamo già fatto l'esempio di lydian-dominant
ma:

1)abbassando la 4# otteniamo la scala Ionica di Do.
2) da questa abbassando la settima otteniamo la misolidia di Do
3) da questa abbassando la terza otteniamo la dorica di Do
4) abbassiamo anche la sesta e otteniamo la Eolia di Do
5)abbassiamo anche la seconda e otteniamo la Frigia di Do

Se vuoi la locria e la superlocria (di Do) oppure dalla frigia di Do possiamo aumentare la terza di un semitorno per ottenere la frigia terza maggiore...

Insomma prova a ragionare sulla scala modale intesa allo stesso modo della scala maggiore anzicchè come scala costruita su uno specifico grado della scala maggiore.

Il segreto dei modi sta tutto qui....

Verranno subito fuori i colori del modo, potrai suonare progressioni di accordi costruiti su quella scala e ti accorgerai di quanti giri famosi ci sono costruiti sui modi dorico, misolidio etc....
Potrai improvvisare facilmente sui brani che senti e ti accorgerai di come cambi il colore della musica che suoni adattandosi a un genere specifico cambiando poche note...

Inoltre facendo cosi ti liberi dalle diteggiature perchè avrai una visione più vera della tastiera e sarai in grado di trasporre molto più facilmente melodie e assoli nelle tonalità che vuoi. questo perchè imparerai a focalizzare meglio l'attenzione sugli intervalli.

ciao!





Rispondi
di rickyfigoli [user #36535] - commento del 14/09/2016 ore 09:31:2
Bravissimo, sono concorde con te al 100%. Analizzare i modi come "scale costruite sulla scala di" è sicuramente corretto,ma lontanissimo dalla pratica e dall'elasticità di utilizzo. Chiaro è che vanno conosciuti tutti e due gli approcci, ma nella pratica secondo me ragionare per gradi nell'ottava è una metodologia sicuramente piu agile.
Rispondi
di marcomo utente non più registrato - commento del 14/09/2016 ore 12:11:45
Grazie!
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 14/09/2016 ore 13:24:29
:-)
Inanzitutto grazie per il tempo e la cura nella spiegazione.

-----> Supponiamo che non conosciamo la scala IONICA, dopotutto il fatto che si parta da una scala ionica è solo una convenzione...

Ma questo è l'inizio di una dimostrazione per assurdo :-)
Tutti conoscono la scala ionica...con la tua partenza si va in filosofia invece che in musica quindi veniamo al metodo .

Partendo dalla lidia ( o scala di do con il quarto aumentato) abbiamo questi passaggi :

C-D-E-F#-G-A-B

1)abbassando la 4# otteniamo la scala Ionica di Do.
2) da questa abbassando la settima otteniamo la misolidia di Do
3) da questa abbassando la terza otteniamo la dorica di Do
4) abbassiamo anche la sesta e otteniamo la Eolia di Do
5)abbassiamo anche la seconda e otteniamo la Frigia di Do.

Ora invece dico :
Se invece partiamo dalla ionica otteniamo:

C D E F G A B
e i passaggi diventano
1) ci siamo gia'..diciamo che aumentando il quarto ottieni la lidia.
2) la misolidia di do la ottieni abbassando il settimo. (mentre partendo dalla lidia devi
effettuare due passaggi)
da questa a seguire...vedrai che tutti gli abbassamenti che fai per arrivare al successivo passo saranno sempre uno di meno che partendo dalla lidia.
Al passo 5 partendo dalla ionica avrai effettuato un passaggio in meno.

Ma c'è poi un altra cosa che riguarda le triadi dell'articolo...quando io leggo

Bm = B, D, F#
D = D, F#, A
F#dim = F#, A, C
lo trovo correttissimo ci mancherebbe..ma se poi le suono..quell'ultima triade diventa un RE7 grosso una casa con il suo bel tritono e la quinta...che guarda caso risolve in G .
Io non so cosa debba inventarsi il bassista per non finire in G :-)
In pratica quelle triadi non fanno altro che rinforzare la tonalità di G....ora ci potrai vampare per tutte le battute che vuoi su quelle triadi ( e spera di essere frank zappa in inca road se no ti menano dopo 16 battute...) ma prima o poi dovrai risolvere in G..tonalità di riferimento. Quelle triadi così faticosamente costruite non fan altro che la funzione dell'eterna progressione consistente in minore qualsiasi -quinto grado-minore qualsiasi-quinto grado- e via di seguito sempre uguale sinchè prima o poi non si chiude baracca e si risolve in G.
Mi sembra che state a fare il giro delle sette chiese quando quello è solo un m7-V7.
Accordo minore seguito dalla settima di dominante.
Rispondi
di marcomo utente non più registrato - commento del 14/09/2016 ore 14:05:02
si, puoi partire dalla ionica o da quella che vuoi tu era solo un esempio per farti capire cosa intendevo non per dire che devi partire dalla lidia :-)

..Credevo di farlo più chiaro proprio perchè il ragionamento fila partendo da una cosa che tu definisci "assurda".....

Ma vedo che anche se incominci a capire hai ancora la necessità di avere una procedura che parta da un punto di riferimento assoluto da cui derivare per gradi...eh vabbè ci ho provato, più di cosi non saprei consigliarti.. vedila un po' come vuoi tu, se quel che ti ho detto ti aiuta a suonare bene sennò pazienza dopotutto non voglio/devo avere ragione...

Cmq, In sostanza se fai un po' di pratica ti accorgerai di come non devi fare più passaggi da nessuna parte, non devi più calcolare nulla, devi solo avere le strutture delle scale in testa perchè avendo quelle si riconoscono molto bene le "modalità" dei brani :-) o comunque si fissano bene in testa le sonorità che danno le scale...quindi in pratica parti dalla scala che ti è comoda in quel momento e poi cambi in funzione del contesto (se ti interessa imparare ad improvvisare, se invece vuoi suonare a partitura e a metronomo quel che ho detto non si applica direttamente ma aiuta...)...chiaramente gli stessi accordi possono essere generati da più scale ed è qui che viene il bello del gioco...

Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 14/09/2016 ore 14:44:46
---> quindi in pratica parti dalla scala che ti è comoda in quel momento e poi cambi in funzione del contesto
ecco :-)
discussione finita..è quello che ho sempre fatto. Posso smettere di preoccuparmi di non conoscere il modale allora e continuare con il mio m7-V7.
alla prossima lezione sui modi allora :-)
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535] - commento del 13/09/2016 ore 13:31:12
Concordo, è importante capire in linea teorica i modi come scale costruite sui gradi della scala maggiore ma per capirne l'utilizzo pratico è fondamentale relazionarli alla scala maggiore se modo maggiore o alla scala minore se modo minore e mettere in evidenza le alterazioni. Mi va benissimo comprendere perchè il re dorico sia costuito sul secondo grado della scala di do maggiore ma lo dovrò visualizzare come una scala di re minore con il sesto grado maggiore, partendo dalla scala su una ottava e da li estenderlo a tutto il manico. lo stesso approccio lo posso estendere a qualsiasi tipo di scala. Con questo approccio anche la lettura dei modi della minore armonica e melodica diventa nettamente piu semplice, mettendo in evidenza il "colore" principale del modo specifico.
Rispondi
di marcomo utente non più registrato - commento del 13/09/2016 ore 14:53:28
Esatto!! vedo che hai coltoil significato.

Alla fine estendendo il tutto si potrebbe superare il concetto di scala maggiore\minore classica per dividere le scale in due soli gruppi le scale maggiori da una parte e le scale minori dall'altra...

Io mi diverto spesso a considerare le scale modali come entità a se stanti, e se le armonizzi e giochi un po' sugli accordi che escono fuori è interessantissimo notare come ti ritrovi molti giri di canzoni famose costruiti sull'armonizzazione delle scale modali stesse oltre che è divertentissimo improvvisarci sopra considerando in modo cosi semplicistico la cosa..

In sostanza potrebbe venire fuori di nuovo il concetto di musica tonale ma costruito sulla scala modale che si considera al momento.


Rispondi
di rickyfigoli [user #36535] - commento del 14/09/2016 ore 10:01:59
Beh, chiaro, una progressione armonica, ad esempio una progressione I - VI - IV -V sulla scala eolia di A sarà A-7, Fmaj7, D-7, E-7. La stessa progressione in A dorico sarà A-7, F#-7b5, D7, E-7, (scala costruita sul secondo grado della scala maggiore di G, con l'altro approccio). Chiaro è che la sonorità delle due progressioni è molto diversa, nella progressione dorica i due accordi centrali generano molta piu tensione prima di arrivare alla risoluzione. Il tutto cambiando solo il sesto grado.
Rispondi
di marcomo utente non più registrato - commento del 14/09/2016 ore 12:02:39
esatto, io lo trovo divertentissimo :-)!!
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 14/09/2016 ore 14:56:37
Eh si che le sonorità sono diverse.
La prima è in do..e in do risolve..anche se la progressione è un pochino "sospesa" mancando il V7.
La seconda invece è un tipicissimo giro di sol..e su sol risolve
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535] - commento del 16/09/2016 ore 13:40:04
Vero ho scritto una mezza cazzata senza riflettere mettendo solo a paragone gli accordi sui gradi generati dalle due scale.
Rispondi
di alexus77 [user #3871] - commento del 13/09/2016 ore 17:19:36
Mi hai tolto le parole di bocca, verissimo. Pensare ai modi come scale e' riduttivo e limitante. Quello che hai citato tu e' un approccio migliore, e ricordarsi che non abbiamo 7 note, ma sempre 12, e che quindi possiamo giocare con tutte per far emergere una particolare sonorità.
La definizione più bella dei modi che abbia mai sentito e' quella che mi ha dato un vecchio insegnante: "pensare ai modi e' come guardare la stessa statua da punti di vista diversi". E' tutta questione di prospettive.
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 12/09/2016 ore 23:18:22
ancora con gli assoli e le scale? Sono almeno 15 anni che non sento un solo di chitarra decente o che non sappia di già ascoltato. Non è meglio smetterla con questi studi che non portano più a nulla, visto che ormai tutte le possibilità sono già state sviscerate? meglio tacere che ripetere...
Rispondi
di MojoKingBee [user #39456] - commento del 13/09/2016 ore 09:44:31
allora possiamo chiudere
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535] - commento del 14/09/2016 ore 09:41:20
Beh scusa ma la teoria musicale non serve semplicemente a fare assoli iberbolici, nel songwriting ad esempio senza teoria musicale non vai da nessuna parte. No scusa ho detto una cazzata, con tre accordi alla meglio c'è gente che c'ha fatto un tonfo di soldi.
Rispondi
di abdul [user #30263] - commento del 12/09/2016 ore 23:26:03
E no! Repetita iuvant.
Rispondi
di MetalPaul [user #31291] - commento del 13/09/2016 ore 12:20:42
Tempo indietro, un accordiano ha pubblicato una lezione che presentava i modi come alterazioni delle due scale principali: la maggiore e la minore naturale. Beh, cercatelo, è illuminante. Come scrive marcomo qui sopra, e come scriveva l'accordiano nell'articolo succitato, il modo più semplice per vedere i modi è quello di suddividerli in 2 categorie: partendo dal modo ionico (scala maggiore), basterà abbassare la quinta (creando così un intervallo di tritono) per avere il modo lidio (detto anche napoletano maggiore, infatti è tipico della musica napoletana o di certe musiche popolari romanesche che potete sentire in film in costume tipo "Il marchese del grillo", "Er Più", o "Tosca" - se la memoria non mi sta fregando) o abbassare la sesta (anche qui si crea un trirono, ma con la terza maggiore) per avere il misolidio.
Poi abbiamo i modi minori: partendo dall'eolio (scala minore naturale), se alziamo la sesta avremo il dorico (vedetelo come una scala minore che a un certo punto suona maggiore), se invece abbassiamo la seconda avremo il frigio (che suona molto spagnoleggiante) e infine, abbassando la quinta all'interno del frigio avremo il locrio (in sostanza, il locrio è un frigio col tritono).
Io, partendo dall'articolo che ho citato, e trovandomi da solo questo trucchetto del dividere i modi secondo due categorie (ovvero vedendoli come alterazioni "un po' più maggiori o minori" -a seconda del caso- delle due scali principali) ora so subito dove buttare le mani per dare una certa sonorità modale all'interno di un brano.
Ad ogni modo, mi sento di sconsigliare un uso forzato e forzoso dei modi. Devono sempre essere funzionali alla musicalità, ed è sempre meglio comporre musica senza pensare troppo, ma lasciandosi trasportare dal flusso del momento e, perché no, anche dagli errori! Gilmour, su "Shine On You Crazy Diamond", volendo arpeggiare un La minore, ha sbagliato e se n'è uscito con quell'arpeggio ipnotico e suadente!
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535] - commento del 13/09/2016 ore 13:42:19
Anche secondo me l'approccio migliore è questo, però mi permetto di correggere quanto hai scritto in quanto nel modo lidio la quinta è giusta. E' il quarto grado ad essere aumentato. in se sarebbe una enarmonia se non fosse che il quindo diminuito presume che non ci sia un quinto giusto, cosa che invece nel modo lidio è presente.
Ugualmente nel modo misolidio la sesta rimane maggiore, mentre la settima da maggiore diventa dominante, col risultato di caratterizzare la scala maggiore con la settima dominante tipica dei modi minori creando maggiore tensione nella risoluzione verso la tonica. In ogni caso precisazioni a parte l'approccio fondamentale per estendere la conoscenza delle scale è conoscere benissimo i rapporti tra i gradi nelle varie posizioni del manico e lavorare sulle alterazioni. In questo modo anche la costruzione di accordi piu complessi non diventa uno studio mnemonico ma logico, e la costruzione del relativo fraseggio di conseguenza.
Rispondi
di MetalPaul [user #31291] - commento del 13/09/2016 ore 16:20:37
Hai ragione, nel lidio è la quarta ad essere aumentata! E nel misolidio, la settima (chissà perché ho scritto sesta?!?).
Comunque sì, concordo sul fatto che si debba conoscere più che bene i rapporti tra i gradi nelle varie posizioni del manico per lavorare sulle alterazioni.
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