HOME | CHITARRA | DIDATTICA | LIFESTYLE | ONSTAGE | RECnMIX | RITMI | PEOPLE         EVENTI | STORE | ANNUNCI | AGENDA
Tamaki 335: una sorpresa inaspettata
Tamaki 335: una sorpresa inaspettata
di [user #42888] - pubblicato il

La ricerca di un'alternativa ai soliti marchi può culminare in delle piacevoli scoperte, quasi casuali, nei meandri dell'usato d'epoca di fabbricazione giapponese. È il caso di una Tamaki sullo stile della Gibson ES335 dove del curioso legno ramino forma tutta la cassa e il manico.
Qualche giorno fa mi sono recato in vari negozi di strumenti, cercando una chitarra semiacustica in stile 335.
Certamente il mercato dell’usato ormai offre varie scelte sulle quali puntare oltre alla classica Gibson e alcune di queste, quali per esempio le Yamaha SA 2000/2200, offrono una qualità paragonabile a Gibson per un prezzo quasi dimezzato. Tuttavia ero alla ricerca di qualche cosa di più economico, che non fosse la solita Epiphone della quale non ho una gran stima. Principalmente mi sarei orientato su qualche Washburn HB 35, Aria TA 60 oppure Wenstone Rainbow di produzione giapponese di fine anni '70 inizio '80. Certamente con un piccolo sforzo in più sarei potuto andare su una El Torres - Terada, una Greco SA 700 oppure su una Tokai US. Prendendo in considerazione il mercato del nuovo, ero attirato dalla Hagstrom Viking oppure la Peerless Firefox.
Ho cominciato a girare vari negozi, provando le varie 335 interessanti che trovavo, senza purtroppo rimanere particolarmente folgorato. Quando ormai pensavo di aver perso tutte le speranze e di ripiegare sui vari siti di compravendita per cercare i modelli sopracitati già per me familiari, ecco che accade l'impensabile.

Tamaki 335: una sorpresa inaspettata

Vengo attratto da una chitarra con il marchio Tamaki.
L'inizio di questo produttore poco conosciuto è in Giappone, per poi spostarsi tra gli anni '80 e '90 in Corea. Ricordo negli anni '90 alcune chitarre Tamaki di livello veramente basso, fatte in compensato con liuteria ed elettronica davvero scadenti.
Prendo in mano la chitarra e subito sono colpito dal peso non indifferente (3,7 kg). La guardo attentamente e noto che il livello di costruzione non è da chitarra economica: il binding, l’attacco del manico e le rifiniture sono tutte di ottima fattura.
Domando di poterla provare e chiedo notizie sullo strumento, ma tanto per cambiare, il venditore non sa dirmi nulla.
Appena comincio a suonarla rimango colpito dalla comodità del manico, scorre che è una meraviglia, l’intonazione è perfetta, l'action è rasoterra e, nonostante i miei maltrattamenti, l’accordatura non perde un colpo.

Il suono è particolare, molto cupo, quasi jazz sul pulito sia al manico sia al ponte. In distorsione è davvero cattiva e corposa, molto più interessante rispetto al pulito.
Chiedo il prezzo: 300 Euro. Non ci penso nemmeno un secondo e la compro.

Tamaki 335: una sorpresa inaspettata

Arrivato a casa procedo subito con un’ispezione più approfondita dello strumento.
Lo smonto completamente per cercare marchi di produzione ma né l’elettronica né l’interno presentano nulla. Il numero di serie è composto solo da numeri senza lettere identificative. Dopo una minuziosa ricerca in internet, arrivo alla conclusione che sia di produzione giapponese, in quanto sembrerebbe che la produzione coreana porti il prefisso iniziale EG seguito da tre numeri di serie e altre due lettere finali, mentre la produzione nipponica presenta solo numeri.

Tamaki 335: una sorpresa inaspettata

La chitarra, come in perfetta tradizione 335, è in laminato di ottimo spessore ma fatico a capire i legni perché sono diversi da quanto mi aspettassi. A una prima occhiata lo strato più esterno del fondo delle fasce e del top potrebbe sembrare mogano, ma le venature non mi convincono. Chiedo aiuto al mio liutaio di fiducia, il quale dopo un’attenta ispezione emette la sentenza: ramino.
Il ramino è un legno dal colore chiaro e dalla forte resistenza ottenuto da un albero che ha il suo areale nelle isole dell'oceano Pacifico, arcipelago indonesiano, Isole Salomone e il Borneo. Il legno si presenta con aspetto tendente al giallo con rigature verdastre. Ha una buona resistenza alle solecitazioni meccaniche per la sua fibra lineare e compatta ed è usato in lavori di buona falegnameria e profili decorativi di pregio (fonte Bricomm). Oggi è un albero protetto.
La parte centrale all’interno è occupata da un blocco di ramino massello che corre longitudinalmente per tutta la lunghezza della cassa ed è fissato al fondo e al piano armonico in maniera molto precisa e accurata.
Lo strato più interno è di betulla. Anche il manico è di ramino mentre la paletta è in mogano. La tastiera è in pallissandro indiano.
Anche il Liutaio conferma la bontà costruttiva dello strumento e l’ottima cura delle rifiniture.

Le meccaniche hanno uno stile semplice, ma sono estremamente efficaci.
La vernice lucida è di ottima qualità, ma sicuramente molto spessa. Il legno probabilmente è stato trattato con uno strato abbastanza importante di resina (e questo è l’unico neo che ho riscontrato). La chitarra si presenta in uno stato di conservazione incredibile, sembra nuova, nonostante credo sia stata prodotta tra il '75 e il '79.
Il colore è un marrone scuro con delle venature molto particolari, anche se non bellissime da vedere.

Tamaki 335: una sorpresa inaspettata

Premetto che, oltre a essere un chitarrista, sono un collezionista e ho avuto tra le mani molte chitarre semiacustiche, tra cui strumenti di pregio. Non voglio certo fare scomodi paragoni, ma questa chitarra è certamente una validissima alternativa alle produzioni attuali di fascia medio-alta, e credo che con un cambio di elettronica potrebbe confrontarsi e dare fastidio a strumenti di tutt’altro valore.
chitarre semiacustiche gli articoli dei lettori tamaki
Link utili

Altro da leggere
Pubblicità
Squier Strat extreme makeover...
Sembra Telecaster ma non è...
La diversificazione degli effetti a pedale...
La archtop Ragghianti a prezzo budget di...
Pubblicità
Commenti
di adriphoenix [user #11414] - commento del 15/02/2017 ore 11:19:47
Bella bella, complimenti!
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 15/02/2017 ore 11:46:03
Spesso nei mercatini dell'usato o in negozi particolari si trovano vere chicche, e non sempre il marchio fa la differenza.
Alcuni esempi:
- un mandolino per 100 euro ad una bancarella per poi scoprire che ne vale circa mille.
- chitarre di pregio (ibanez pm100 e fender squier anni 80) a prezzi bassissimi perché il tizio del negozio era un incompetente.
- acustica di liuteria ceca, marchio sconosciuto, suono elettrificato esagerato, al livello di chitarre che costano il triplo.
Molte volte si trovano questi marchi strani di chitarre molto vecchie a prezzi davvero interessanti, consiglio un salto a Bologna da Scolopendra, e si possono fare grandi affari.
Buona musica ;)
Rispondi
di superloco [user #24204] - commento del 16/02/2017 ore 09:23:42
me le ricordo le Tamaki.... erano gli anni 80 e se ne vedevano diverse in giro per pochi soldi.
In effetti si trovavano anche kit di montaggio di questa marca.
Rispondi
di team72filo [user #20000] - commento del 16/02/2017 ore 16:28:41
Con tutto rispetto nel negozio che hai citato,peraltro molto bello e da un certo punto di vista unico nel suo genere,i migliori affari secondo me li fanno i negozianti...le occasioni che hai citato non le hai trovate certo li
Rispondi
di superloco [user #24204] - commento del 21/02/2017 ore 08:29:04
esatto!
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 15/02/2017 ore 12:34:03
confermo quanto scritto sul ramino. Mio padre, falegname, lo usava molto per le bordature di pregio e per la grande robustezza. E' un legno veramente duro e pesante, con una venatura molto regolare e senza nodi.
Per quanto riguarda gli strumenti come questa 335 prodotti in Jap negli anni '70/'80: a differenza di quanto ho letto qui su Accordo in altri interventi, dove queste produzioni venivano (secondo me a torto) descritte come economiche e di pessima qualità, ciofeche insomma, dico invece che spesso e volentieri erano roba fatta molto bene. Chi denigra penso non sappia molto bene di cosa si parli. Per dirne una basta citare la fabbrica di Matsumoku dove venivano prodotte Aria, Vantage, Hondo e Westone, tutta liuteria di alta qualità (sia materiali che lavorazione), e sono strumenti che capita spesso oggi di trovare in vendita a prezzi veramente allettanti.
Rispondi
di ADayDrive [user #12502] - commento del 15/02/2017 ore 13:18:18
Straconfermo, possiedo una Westone Concord II ed da punto di vista di liuteria e finiture e materiali è largamente il miglior strumento che posseggo.
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 15/02/2017 ore 14:22:18
Molto bella! Sembra uno strumento veramente di qualità. La mia prima acustica, acquistata in prima media nella seconda meta' degli anni '80, fu proprio una Tamaki. Ne conservo un bel ricordo e per essere uno strumento economico aveva un bel suono. Pare che comunque il marchio Tamaki fosse distribuito soprattutto in Europa. Negli USA infatti non se ne trovano proprio, mentre sul nostro mercatino ce ne sono diverse.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 15/02/2017 ore 14:39:0
Ciao e complimenti per l'acquisto a quel prezzo hai fatto strabene a prenderla! Riguardo il ramino lo conosco bene per i miei precedenti in falegnameria,veniva usato per cose particolari proprio perchè senza nodi,non so quanto sia buono in liuteria,non è bellissimo a vedersi ma resistente e appunto senza nodi,il che lo faceva diventare molto utile per alcuni tipi di applicazioni a vista.(listellature,bordature etc..).
Rispondi
di telecrok [user #37231] - commento del 15/02/2017 ore 14:48:31
SE vuoi e pensi che ne valga la pena e secondo me é così, se vuoi che sia una 335 senza paura, svernicia tutto e rivernicia a nitro con uno strato leggero di Cherry Red per Gibson.
Il ramino, se si tratta di ramino, lasciamelo dire, è un legnaccio, utilizzato per fare listelli, frecce per arco di bassa lega, riempitivi per scassi, tasselli per giunzioni ecc ecc, abbastanza duro e pesante, non è sicuramente un legno adatto alla liuteria, a parte alcune applicazioni di emergenza, per esempio tappare sedi giunzioni dove riavvitare viti in sicurezza, ma un liutaio sceglierebbe all'occorrenza qualcosa d'altro.
Sicuramente il liutaio che ti ha indicato il legno come ramino se ne intendee non volgio metter in dubbio la sua analisi ma secondo me sbaglia, potrebbe essere sicomoro, largamente utilizzato per le chitarre di produzione orientale e soprattutto giapponese anni 70 e anche oggi. Ottimo legno, molto risonante, con caratteristiche simili al mogano ma con densità diversa e colorazione più tendente al giallo puro, il mogano in purezza, in superficie da grezzo vira sul giallino pallido-marroncino-nocciola chiaro e se Honduras ha le caratteristiche sfumature giallo oro e nocciola scuro, intendo il guscio della nocciola, anche da sverniciato e poi c'é la grana.
Il ramino per esempio ha degli incofondibili pori quasi neri, molto piccoli e trama fittissima.
Mi sembra veramente strano che una chitarra di questa fattura sia stata fatta in ramino.
E' solo per dire la mia.
Bellissima chitarra, ottimo acquisto, bravo, si vede che è una giapponese del periodo buono, vedi l'accuratezza nelle viti delle plastiche dei PU, giuste, di fattura Gibson.
SE gli dedichi un restyle guadagnerà in leggerezza e acustica se lo merita ed è un lavoro che si fà tranquillamente, il legno oramai vecchio se lo farai respirare di darà una risposta doppia.
La chitarra in generale è ispirata alla 335 come forma ma, a vista, sembra abbia anche qualcosa di Gretch.
Ciao e ancora complimenti per l'acquisto.
Rispondi
di Puma1976 [user #42888] - commento del 15/02/2017 ore 15:55:43
Ciao,
il ramino non è bello, ma non ha delle brutte caratteristiche per la Liuteria... Non credo sia Sicomoro sinceramente, avrebbe delle venature più delineate a mio parere
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 15/02/2017 ore 16:49:
Scusa, ma cos'è quella manopola in aggiunta alle altre quattro?!? Una specie di split?!?
Rispondi
di Puma1976 [user #42888] - commento del 15/02/2017 ore 19:04:05
Ciao,
è un volume, ma sicuramente è stato aggiunto.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 16/02/2017 ore 00:29:37
Se è il master, riproduce lo schema della Guild Starfire IV...
Rispondi
di telecrok [user #37231] - commento del 15/02/2017 ore 19:44:20
No guarda scusami, rispetto il tuo parere ma il ramino non è proprio adatto alla liuteria, specialmente nella realizzazione di casse armoniche, forse, se non hai altro e sei con una arma alla tempia magari per il solo manico, ma la cassa proprio no, è un legno morto, duro, con trama e massa assolutamente inadeguati, è un'ottimo legno per fare altre cose, regge bene gli incastri, le filettature ma per il resto non và bene, è comunque una mia personalissima opinione.
Ho pensato al sicomoro, proprio per il tipo di venatura che vedo in foto, bisognerebbe vederla dal vero, all'interno della cassa nelle parti non verniciate.
Comunque bando alle ciance, è una gran bella chitarra, questo te lo devo dire, sei stato bravo, grande acquisto, intelligente.
Ti darà delle belle soddisfazioni.
Pensaci ad alleggerirla un po' e darle una veste fine fine in nitro, il legno risponderebbe meglio, fosse una solid body andrebbe benissimo anche così ma è una semiacustica e se come hai scritto ha una verniciatura molto spessa gli toglie sicuramente qualcosa.
Riguardo al volume aggiuntivo sul corno inferiore è proprio quello che mi ha fatto pensare a Gretch.
ciao e buon divertimento.
Rispondi
di nawa [user #13470] - commento del 15/02/2017 ore 21:02:10
le 335 hanno il blocco centrale quindi sono di fatto delle solidbody. il piano armonico e il fondo, quale che sia il legno, sono di laminato.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 16/02/2017 ore 01:52:05
bhe oggettivamente non sono solid body, sono semi Hollow che puoi caratterizzare ancora di più aggiungendo thinline, che è diversa sia da una solid sia da una Hollowbody.
Rispondi
di telecrok [user #37231] - commento del 16/02/2017 ore 09:33:47
Ma certo non è una vera acustica è ovvio, ma ha pur sempre una cassa armonica, frazionata, ma ce l'ha, non è una solidbody via, possiamo definirla una Thinline?
Blocco centrale e catenatura parallela a stecche per sostenere la forma, un lavoraccio, se no la facevano piena e via, allora era una solid body.
Ha 2 casse armoniche separate che sono oltre la metà dell'intera superfice.
Bisognerebbe misurarla ma forse i 3/5.

Rispondi
di Gibson77 [user #15773] - commento del 19/02/2017 ore 12:03:59
Salve, il master volume sulla spalla inferiore potrebbe essere originale, come nella Gibson ES-150 circa 1970 a cui la tua chitarra sembra ispirarsi, vista anche la finitura walnut. L'unica differenza è che l'originale era sprovvisto del blocco centrale nel body.
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Morto Chuck Berry: un saluto al papà del RnR
Un Custom Shop... elettrizzante!
Chuck Berry: rock and roll will never die
FormulaB Soviet Tank, bubble font all’italiana
Dingbat: la pedalboard Voodoo Lab con looper incorporato
I più commentati
FormulaB Soviet Tank, bubble font all’italiana
Squier Strat extreme makeover
Echo, rockabilly & telecaster: sale in cattedra Don Diego
Le PRS con legni recuperati di 100 anni fa
Il team Eleven torna con la pedaliera HeadRush
I vostri articoli
Squier Strat extreme makeover
Sembra Telecaster ma non è
La diversificazione degli effetti a pedale negli anni ottanta
La archtop Ragghianti a prezzo budget di Davide Mastrangelo
Gibson J15: noce massello per reinterpretare un classico americano
di mmas
Aspettando Custom Shop Milano 2017
Echo, rockabilly & telecaster: sale in cattedra Don Diego
Come entrare a Custom Shop e uscirne con un AMPLIFi
Chitarre social per tecniche estreme
Il pifferaio magico della chitarra
Acquista ora Custom Shop Milano 2017: un cambio corde per te
Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964