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Il gruppo che vorrei
di [user #39186] - pubblicato il (Modificato) 

Il gruppo che vorrei adesso, con famiglia e figli, è diverso dal gruppo che avrei voluto o da quelli che avevo.
Il gruppo che vorrei ha come obiettivo principale quello di divertirsi, che tanto a fare i soldi con la musica abbiamo capito che è una vitaccia e quasi nessuno ce la fa, ma suonare benino è un obiettivo raggiungibile ed altamente soddisfacente.
​Il gruppo che vorrei è fatto da gente che lavora e che ha famiglia, e che capisce che in settimana non si possono fare le tre di notte, o fare serate in posti improbabili il mercoledì. E' fatto da gente che capisce che se hai trasferte di lavoro non puoi esserci sempre, ed apprezza il tempo che ci dedichi, perché è davvero prezioso.
​Il gruppo che vorrei non è capitanato da estremisti del suono, spippolatori di pedali/ampli/pickup/chitarre/patch, ma da gente che se deve suonare qualcosa lo suona, indipendentemente dallo strumento - e oh, lo fa suonare comunque. Poi, se usi un rack complicatissimo a me sta bene, basta che non ci fai perdere tre quarti d'ora per regolare il delay, ecchecc...
Il gruppo che vorrei segue una scaletta di massima, e poi si lascia andare a improvvisazioni che permettono a tutti di esprimersi, come in una serata passata intorno ad un tavolo a parlare con un paio di birre. Cioè, non che uno parla con la birra, ma ordina una birra e parla con gli amici. Se vuole beve la birra, se no la lascia sul tavolo, che tanto qualcuno più assetato c'è sempre.
​Il gruppo che vorrei non svuota cantine e non si fuma l'impossibile, per rispetto di chi nel gruppo non lo fa o non lo può più fare. Tanto con gli incastri ritmici giusti, le note giuste e quel controtempo giusto ci si sballa un sacco di più e se le forze dell'ordine dopo ti fermano non ci sono problemi. Ok, bisogna andare piano e tutto il resto, ma ci siamo capiti.
​Il gruppo che vorrei non passa il tempo su Youtube e non si filma le performance... suona e sa che quello che ci si dice suonando resta lì, nell'aria. Mica si filmano per filo e per segno tutte le pizze che ci si fa con gli amici no? E poi, non sono già in troppi su Youtube che postano spazzatura?
Il gruppo che vorrei quando prova è una festa, ci sono le famiglie che si incontrano ed i papà e le mamme che in parte suonano insieme, in parte stanno insieme ed i bimbi giocano o suonano. E se non sono papà o mamme sono comunque persone che hanno la possibilità di vedersi e chiacchierare un po', senza avere le dita sulla tastiera o su un monitor. 
​Il gruppo che vorrei non si sbatte per fare serate, se capitano e non intralciano gli impegni bene, se no pazienza, lascia la strada a chi vuole vivere di musica e li incoraggia. Non è rivale con altri gruppi, anzi ringrazia chi suona prima ed annuncia chi suona dopo come se fossero i Rolling Stones, anche se fossero i Rolling Stones in persona. Questa forse la devo riscrivere, sembra che qualcosa non suoni giusto.
​Il gruppo che vorrei purtroppo non esiste, se non con un paio di zii con cui ci si incontra nelle ricorrenze e si improvvisa insieme di tutto. Come propongo con onestà le mie limitazioni ed i miei impegni agli annunci che si trovano in giro, ecco che gli entusiasmi scendono, ecco che "no, cerchiamo qualcuno che sia disposto a fare dei sacrifici per diventare veramente qualcuno"... 
 
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De philosophia guitarrica. Plettratae et...
Ho fatto il pasticcio....
Commenti
di mdg [user #41663] - commento del 16/06/2017 ore 17:47:54
Sottoscrivo tutto! Tant'è che (purtroppo) non ho un gruppo...
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di Mimmo66 [user #26026] - commento del 16/06/2017 ore 18:49:57
sapessi suonare sarei il "tuo uomo" :-)))
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/06/2017 ore 09:05:35
Non dire così, poi magari mia moglie legge e si impensierisce...
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di prada [user #19807] - commento del 16/06/2017 ore 19:58:14
Anche il mio gruppo sarebbe così, e quasi lo è !!
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di Capra_Poliuretanica [user #30609] - commento del 16/06/2017 ore 21:43:37
Anche il mio!
Quindi, anche se la situazione ideale non esiste, almeno è possibile avvicinarsi. :-)

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di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/06/2017 ore 09:09:47
Questo mi fa sperare bene allora!
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di maccarons [user #20216] - commento del 16/06/2017 ore 20:31:5
Ho lasciato la band proprio per questo.
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di kelino [user #5] - commento del 16/06/2017 ore 23:41:46
Da un paio di anni ho abbandonato la vita della musica on the road. 2 figlie ed un lavoro che mi tiene fuori di casa 12 ore al giorno, non legano con 2 concerti a settimana e trasferte da 300 km.

Ora suono il mercoledì con altri 4 musicanti come me. Ultra quarantenni, la panza e almeno 2 figli.
Il livello è buono, perché abbiamo tutti un background navigato ma le pretese sono basse.
Divertirsi, staccare la spina, bere una birra...forse me la godo più adesso.
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di Oblio [user #43248] - commento del 17/06/2017 ore 07:51:03
L'altro chitarrista che vorresti ...forse sono io ! :)
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di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/06/2017 ore 09:11:55
Quando vuoi! :) Adesso però scopriamo che ci distanziano milioni di km... io sono di Alba
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di Guycho [user #2802] - commento del 17/06/2017 ore 08:33:54
Tra l'altro, avere come obiettivo il "diventare qualcuno" è il primo passo per non combinare niente, soprattutto oggi. A meno che non si abbiano 16 anni.
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di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/06/2017 ore 09:15:21
Concordo. (Modalità vecchio on) e poi oggi non si fa più la gavetta di una volta, si crede che i film come Blues Brothers siano delle belle favole e non scene tratte da una cruda realtà ancora più tragicomica. Adesso vado a mettere a bagno la dentiera (modalità vecchio standby)
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di rufusdog [user #37826] - commento del 17/06/2017 ore 10:21:00
Da circa 13 anni suono in un gruppo di seniores, tutti pensionati con un background musicale. Il più "giovane" ha 63 anni, il meno giovane ne ha 73 ma ha l'energia di un ventenne. Proviamo una volta a settimana quello che ci piace (rock, pop, blues), senza ansie da prestazione e solo per divertirci. Quando capita e se il contesto è giusto, facciamo serate (poche in verità). Sempre meglio che giocare a carte al bar sotto casa.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/06/2017 ore 09:17:05
La mia situazione ideale. Un po' ti invidio.
Rispondi
di invioinvio [user #30752] - commento del 17/06/2017 ore 12:19:30
....sembra il mio gruppo...sono il più piccolo...42anni....hiii!
Però non ti nascondo che fare qualche serata in più e qualche pizza in meno non mi dispiacerebbe...è anche vero che in Basilicata nessuno paga se non sei una coverbanddeiricchieppoveri....mah....buona vita!
Rispondi
di onlyfender [user #5881] - commento del 17/06/2017 ore 13:20:26
A me la cosa che rende più triste non è il fatto che qualcuno mi chieda un certo tipo di impegno... quello lo posso capire.

Se per un gruppo fare serate è importante è giusto che i membri cerchino persone con la loro medesima visione, io ne prendo atto, ringrazio, li saluto e mi faccio da parte.

Però la vera piaga sono i gruppi in cui l'impegno non te lo chiedono... ma il loro "solista" suona come se avesse letto "chitarristi in 24 ore" mezz'ora prima della prova e gli altri membri della band sono messi anche peggio.

Io non sono un fenomeno, non mi oso mai a dire "suono" perché mi sembra troppo, quando mi chiedono dico "strimpello" e non lo faccio per modestia, lo faccio perché tanti invece esagerano e dicono che "suonano" anche se riescono a suonare malamente smoke on the water.

Se devo fare una cover mi metto li con pazienza, imparo il pezzo bene, suono sulla base, leggo gli spartiti ufficiali e guardo i video dei live per verificare che siano attinenti, cerco il suono giusto... insomma ci metto davvero impegno perché vorrei che quando si suona insieme si sia tutti contenti.

Quindi, morale della favola, alla fine i gruppi di amici che condividono una visione musicale senza troppe pretese esistono... non sono utopia, ma spesso sono composti da persone che dedicano allo studio dello strumento poco o niente (di solito imparano giusto gli accordi per i pezzi che devono suonare).

Il risultato di questo sono spesso delle performance in sala prove da cui si esce avviliti e non contenti.

Con un tipo di impegno simile ci vorrebbero anni prima di raggiungere un timing perfetto (e purtroppo la gente si stufa molto molto prima).

E' un mondo difficile.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/06/2017 ore 10:06:39
È vero. Lo scopo del mio "gruppo ideale" è di divertirsi, nel gruppo però dovrebbero esserci persone non proprio di primo pelo. Non dico tutti bravissimi, ecco, però con livelli di preparazione differenti. Io ho imparato molto ed ho elevato molto il mio livello suonando insieme ad altri, finché uno suona per conto proprio nella sua cameretta non si rende conto dei propri limiti. Suonando con altri i limiti vengono fuori e si hanno gli stimoli per impegnarsi e superarli. Chiaro che ci va un equilibrio, se si è tutti scarponi non si va da nessuna parte (parlo di soddisfazione personale eh), se ci sono uno/due componenti con un po' di arretratezza ecco che magari si aiutano a migliorare.
Detto questo, chi si trova intorno ai 40 ed ha passato del tempo a suonare con svariati gruppi ha una certa minima confidenza con lo strumento, tale da poter pensare un riff, una melodia, un passaggio e suonarlo senza doversi scaricare spartiti (anche perché non ci sono, se sto improvvisando!).
D'accordo solo in parte sulla cover. È bene secondo me studiarla per bene, è male (sempre secondo me) farla uguale uguale al cd. Perché se la su vuole fare uguale uguale chi ascolta inizia a cercare le imperfezioni, i discostamenti dall'originale e non apprezza più lo sforzo fatto per suonare come l'originale.
A me piace stupire, dare un approccio "freddo" o "cool", far "pensare" chi ascolta o chi suona con me. Se un brano è aggressivo, io lo faccio in uno stile del tutto diverso, magari pure elettronico toh, cercando di ricreare quel feeling nonostante tutto il contorno sia cambiato. È difficile da spiegare, un esempio potrebbe essere immaginarsi "Another brick in the wall" fatto con sintetizzatore analogico per il basso, percussioni, chitarra q.b., voce naturalmente, e trasmettere l'inquietudine, la solitudine del protagonista con altri mezzi. Beh, qui si fa lunga e mi sta per partire l'aereo, ma è un bel discorso da approfondire. :)
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di chikensteven [user #45729] - commento del 17/06/2017 ore 13:32:20
il gruppo che vorrei io, sarebbe con PEARLY GATES, come seconda chitarra e il mio amico alle alla voce, a fare del country rock e rock sudista alla ZZ TOP, son convinto che con PEARLY avrei un gran bel feeling, abbiamo molti gusti in comune e lui come chitarrista ritmico mi fa impazzire... peccato che abitiamo troppo lontani, sigh, sarà per la prossima vitA:)
Rispondi
di pickuppato [user #44299] - commento del 17/06/2017 ore 15:15:49
Un gruppo è formato da singoli... GAC! ;)
Ma se ogni singolo non fa gruppo sulla sua passione anche all'interno dei rapporti interfamiliari le cose si complicano.
Mogli, figli, compagne etc... che storcono il naso se dedichi troppo "tempo" al suonare sono già il primo impedimento ai tuoi desideri, e guarda caso sia dal post che dai commenti è una cosa della quale non si ha notizia, questo è pacifico.
Già dalle preferenze, quando non collimano... la vedo dura con una persona che ha gusti contrari ai tuoi, come tra atei e fedeli, Scofield e Baglioni... se non c'è non c'è, inutile insistere o sognare.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/06/2017 ore 10:15:35
Questo è vero. Ma non ho scritto, e lo scriverò meglio in un altro post, cosa intendo per generi musicali e gusti musicali.
E comunque ricordiamoci che Steve Vai ha suonato un brano di Eros Ramazzotti. Insomma, tutto (o quasi) è possibile. Quasi quasi adesso traduco il mio diario a Steve e vedo se avesse voglia di fare una jam con me ed i miei zii al prossimo Natale, chissà.
Rispondi
di pickuppato [user #44299] - commento del 18/06/2017 ore 14:24:45
Purtroppo non mi riferivo al "genere musicale"... Giggi D'Alessio nel suo è un genio, come lo è Steve Vai ;)
E' che se chi t'è vicino s'annoia con quel che suoni farà di tutto per non partecipare convivialmente alla tua passione... e farà di tutto per non parteciparvi, incluso un sano "egoismo" fatto di ostruzionismo che, intendiamoci, spetta di diritto a tutti. Sarebbe come andare in vancanza con amici coi quali non riesci a condividere più di tanto.
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di Claudio80 [user #27043] - commento del 18/06/2017 ore 10:45:13
Meno di un'anno fa avevo un gruppo, il mio "ultimo"gruppo; avevamo anche prodotto un cd di inediti. Un cd registrato, composto e scritto quasi interamente da me, eccetto 3 testi scritti dalla cantante. Probabilmente, se la memoria non mi inganna, è stato il gruppo con la quale ho dato tutto me stesso, sia in termini musicali, sia in termini di energie (economiche, fisiche e mentali). Mi sono quasi sempre sbattuto per cercare serate, rimettendoci spesso il gasolio, e facendo miliardi di telefonate per trovare ingaggi. La mia domanda però era sempre una: "è il gruppo che vorrei"? C'era sempre qualcosa che andava storto, parlando proprio in termini musicali, la musica era la cosa meno tenuta in considerazione, si pensava solo al "profitto", che poi sappiamo tutti che vivere di musica ,oggi come oggi, e per chi ha un lavoro, e quindi una vita non completamente al servizio della musica, è pressoché impossibile. Quindi sono (ri)iniziati i soliti attriti tra tre personalità particolari, e poco disposte al dialogo, e quando alla fine ho deciso di prendere commiato dal progetto, dopo aver perlomeno esposto le mie ragioni, e i miei errori, con una chiacchierata, ho trovato solo il tipico risentimento delle persone rancorose, e non disposte al dialogo. Dov'era l'amicizia? Forse lo "stupido" ero soltanto io?? Cosi ho capito che quello era il canto del cigno, e che forse era meglio andare avanti da solo, registrando i miei lavori, e cecando di imparare di più. Il gruppo che vorrei, o forse è il caso di dire avrei voluto avere, è un gruppo in cui la musica unisce le persone, dove una discussione non debba per forza di cosa essere distruttiva, ma costruttiva, un gruppo dove la musica toglie il meglio dalle persone, senza competizioni fuorvianti e insensate. Il gruppo che avrei voluto era, o forse sarà, composto da persone che amano veramente la musica, non che sperano di avere successo, senza peraltro conoscere il proprio strumento. Il gruppo che volevo o, avrei voluto, è composto da persone umili, interessate ad imparare dai più bravi... il gruppo che vorrei sarebbe così semplice da avere, ma forse troppo complicato da far capire...
Un saluto a tutti.
Peace, Music & Freedom.
Rispondi
di rufusdog [user #37826] - commento del 18/06/2017 ore 11:21:07
.......un gruppo in cui la musica unisce le persone, dove una discussione non debba per forza di cosa essere distruttiva, ma costruttiva, un gruppo dove la musica toglie il meglio dalle persone, senza competizioni fuorvianti e insensate.
Parole sacrosante. Nel mio gruppo ci sono discussioni e spesso scontri (per due volte me ne sono andato e poi ritornato), però la cosa principale è il rispetto e la stima reciproca perchè non siamo più adolescenti con smanie di successo. Quando 13 anni fa mi unii al nucleo fondatore (due elementi che suonavano dietro le basi) facevamo i classici degli anni '60 e qualche liscio per un pubblico piu' esigente. Adesso siamo in 5, abbiamo abbandonato le basi pre-registrate e modificato gradualmente il vecchio repertorio, siamo cresciuti insieme con enorme sforzo da parte mia, però ora suoniamo pezzi di SRV, Pink Floyd, Gary Moore, Police. Ma quanto sudore e quanta pazienza!!!!
Rispondi
di Claudio80 [user #27043] - commento del 18/06/2017 ore 11:30:0
È questo il bello! Voi siete cresciuti insieme, penando per creare qualcosa di duraturo mel tempo! E soprattutto c'è la stima reciproca, cosa non da poco!
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