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Principianti: considerazioni post shopping
di [user #39186] - pubblicato il (Modificato) 

Oggi sono andato con un amico a provare qualche chitarra ed ampli per lui, che si sta buttando or ora nel fantastico mondo delle 6 corde.
Alla fine del giro, abbiamo scelto:
Ibanez Gio tutta nera, con 2 Humbucker e selettore a 5 posizioni, per meno di 200 €. Chitarra onesta, ponte fississimo, buona la combinazione di suoni offerta dal selettore, a meno credo sia impossibile trovare qualcosa. Se vent'anni fa avessero fatto chitarre così a questi prezzi (alla faccia di chi dice che con l'Euro tutto è più caro), adesso la situazione sarebbe ben diversa.
Ampli: Mooer Hornet Black. Una potenza incredibile per uno scatolino mignon, accordatore, 9 preset (anche se alla fine se ne usano solo 2/3) per gli amplificatori, effetti a bordo con tap tempo per delay e modulazioni, accordatore e connesisone bluetooth o a mini jack per fonti esterne (e presa per le cuffie). Completissimo, viene via per davvero niente e mi ha sorpreso per la botta, sui puliti sembra di avere tra le mani un valvolare. Anche qui, se penso al 5W a batteria della Yamaha che avevo, e a quanto facesse schifo... questo viene meno sia contando l'inflazione sia facendo il cambio come se fossimo nel 2001, pazzesco davvero.
Morale della favola? Oggi un principiante suona con una strumentazione da paura in casa, me ne sono reso conto provando oggi strumenti di fascia che di solito snobbo.
Detto questo, per non farmi mancare nulla mi sono preso un crash Paiste da 17 pollici, serie 900. Anche in questo caso, a spesa relativamente modesta mi son portato a casa un piatto da paura, sugli ostinati non fa uscire nessun armonico fastidioso, è sempre controllabile ed ha una reattività pazzesca. 
Buona musica a tutti!
Dello stesso autore
Quella classica voglia......
Funk! ...
Primo video! Lo si trova qui https:......
Logic Pro X, questo sconosciuto...
Avatar!...
Xaphoon!...
Commenti
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 09/07/2018 ore 08:56:49
No, quando c'era la lira gli strumenti era veramente difficile comprarli, hai ragione. Io mi ricordo che una Squier Affinity costava 450000 lire che erano parenti a mezzo milione. Erano SOLDI. Il periodo migliore però l'abbiamo vissuto all'inizio degli anni 2000 quando veramente gli strumenti costavano poco. Oggi i prezzi sono lievitati anche di diverse centinaia di euro. C'è poco da stare allegri in questo periodo. Se vuoi spendere proprio poco, adesso, devi veramente accontentarti di strumenti costruiti con legnacci, coi corpi in 10 pezzi e l'hardware in stagnina.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 09/07/2018 ore 13:46:42
io penso che sia merito dal rapporto qualità/prezzo, che è migliorato in assoluto, rispetto a 15 o 20 anni fa. Per me non è merito dell’euro.

È anche grazie ai mercati orientali che hanno imposto prezzi estremamente concorrenziali, spesso senza tralasciare la qualità.

Sono i costi bassissimi delle mano d’opera, che hanno fatto abbassare i prezzi e anche i costi per le aziende. I risultati li vediamo per questo motivo. Andiamo però a guardare nel quotidiano quello che compriamo ogni giorno di beni di prima necessità, se veramente dobbiamo dire grazie all’euro
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 09/07/2018 ore 15:00:3
Lungi da me il voler essere pedante in materia economica... però lo sono.

Parlo in generale eh, ognuno poi ha il suo caso particolare.

Facciamoci una domanda: come e quanto sono cambiati i prezzi dal 1980 al 1998, ovvero in 18 anni? Esempio da 4 soldi: miei acquistarono un appartamento nel 1982 per 50 milioni di lire, rivenduto nel 1998 (al di sotto del prezzo di mercato) a 195 milioni. Non c’era l’euro, ma una cosa che da sempre esiste e che si chiama inflazione. Ed ha fatto quadruplicare i prezzi in 16 anni. Come se il caffè al bar che nel 2001 pagavo 50 centesimi lo pagassi oggi 2 euro.

Ora dal 2001 al 2018, volenti o nolenti, sono passati 17 anni. Se vogliamo dire qualcosa sull’euro è un enorme grazie per aver rallentato l’inflazione, anziché quadruplicare molti prezzi nel medesimo arco temporale sono semplicemente raddoppiati, grazie anche agli accordi di stabilità che regolano l’inflazione.
Il mercato libero in Europa ha avuto poi la sua bella parte, per cui oggi i prezzi d’acquisto in Germania o in Italia per diversi generi sono pressoché identici, per cui gli importatori fanno molta meno cresta (infatti ce ne sono sempre meno). Ciliegina sulla torta internet, che ci permette di monitorare i prezzi in Italia ed in USA senza sforzo.
Ah, magari nessuno lo sa perchè si urla nelel piazze solo il malcontento, ma per le aziende che fanno export (ed in Italia ce n’è uno sproposito), l’Euro ha permesso un confronto sul piano qualitativo impensabile con la Lira, ed ha evitato (perlomeno nel mercato europeo) di prendersi rischi legati al cambio. Cosa vuol dire? Che io vendo oggi un macchinario a 10, e quando lo consegno dopo tot mesi prendo 10. Se però nel frattempo il cambio non è più lo stsso, rischio di vendere a 10 ed intascare solo 9 per via delle fluttuazioni del cambio. Bella cosa la moneta unica vero?

Il basso potere di acquisto deriva da salari già bassi per conto loro, su cui gravano pesanti voci di trattenute inps, irpef e sindacali (se iscritti, ognuno decide cosa è meglio per la propria tutela e credo sia giusto così). I salari bassi riflettono la necessaria competitività richiesta alle aziende. Purtroppo ha ragione Marchionne, in Italia si può fare utile solo nel settore “del lusso”, chi produce beni di massa non ha chance di guadagno visti i costi per il personale.
Oltre a questo, chiediamoci con onestà se nel 2001, a fronte di un salario paragonabile a quello attuale, avevamo così tante spese mensili per i cellulari (quanti cellulari con abbonamento mensile avevamo in famiglia? Esatto, probabilmente nessuno), per Sky ed altre menate simili (Netflix, Spotify e compagnia bella). Ah già, dimenticavo l’abbonamento ad Internet tra le altre cose.

Abbiamo più spese? Secondo me, sì. È colpa dell’Euro? Secondo me, no.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 09/07/2018 ore 15:09:18
Fratè, scusa... abbi pazienza... nel 1995 con 50000 facevi la spesa per una settimana. Adesso con 25 euro compri la roba essenziale per pranzo e cena per un giorno. E' pure vero che per comprare una stratocaster dovevi cacciare duemilionieppassa e ce l'aveva poca gente perchè erano soldi veramente. Ma anche nell'ambito dello stesso euro le cose sono cambiate. I prezzi sono saliti. Prima compravo almeno uno strumento l'anno. Oggi tutti gli strumenti che ho me li sognerei. Perchè? Perchè la Road Worn che ho io l'ho pagata nel 2008 730 euro ed ora costa 1100. Perchè l'Am Standard del 2003 la pagai 780 euro ed ora costa 1200. Perchè la SG Standard l'ho pagata 800 euro ed ora costa 1200. Fratè... i prezzi sono saliti vertiginosamente. L'euro ci da dei vantaggi... ma sempre con le pacchetelle nell'acqua stiamo. Adesso, in questo momento, se vuoi spedere 150/200 euro devi comprare delle vere e proprie tavole di ponte. Nel 2008, nel 2015 potevi sperare di avere un ottimo strumento per pochi spiccioli. Ora no.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 09/07/2018 ore 15:31:54
Certo che i prezzi salgono, mi pare di averlo scritto. Si chiama inflazione.
Mi pare anche di aver scritto che non è l’Euro ad aver generato l’inflazione ma che esista per conto suo da sempre.
È vero, nel 95 con 50.000 lire facevi la spesa per una settimana, ma nel 99/00 (il mio primo anno di università) a Torino con il doppio vivevo per una settimana io da solo, destinando circa ventimila lire per le uscite. Oggi dovresti paragonare le 50.000 lire con circa 125 € ai canoni di inflazione degli anni 90! E se non compri formaggi particolari o carni particolarmente pregiate ci sta la spesa per una settimana.

Nella mia pedanteria ho dimenticato le crisi economiche, che hanno causato anomalie nell’andamento dei prezzi.
Detto ciò, controlla i prezzi che scrivi, se fossimo negli anni 80 in 16 anni sarebbero quadruplicati, oggi invece non si sono neanche raddoppiati. Oltre al mero dato economico bisogna mettere sul piatto le crisi finanziarie che hanno dato una bella batosta nel 2008/2009 e nel 2011, e le politiche di mercato che ogni produttore è lecito che applichi.

Il mio discorso era più generale: nel ‘95 con l’equivalente salariale di 500 € ti portavi a casa una Squier da primissimo prezzo. Infatti si diceva che con una milionata (uno stipendio medio da operaio in un mese) iniziavi a suonare la chitarra. Oggi lo fai per meno della metà e con suoni incredibilmente migliori.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 09/07/2018 ore 16:21:54
ascolta lasciando perdere inflazione e tutto quello che vuoi, la verità è anche che non ci sono stati i giusti controlli, perche se nel dicembre 2001 prima dell'entrata del € nel gennaio 2002, andavo a mangiare con 15/20 mila lire una pizza 3 o 4 mesi dopo ci volevano 15/20 €, valelo stesso per il cinema la piscina e tutti gli svaghi , questa si chiama porcheria di aver fatto fare quello che gli pareva, poi si è perso il controllo e tutti hanno cominciato a dare i numeri e i valori acaso,solo che io nel 2001 guadagnavo 1600000 lire, poi col cambio guadagnavo 850 € circa, ma la pizza e tutto il resto me l'hanno raddoppiata, non per l'inflazione. anche gli immobili dalle mie parti ora te li tirano dietro con meno soldi di 20 o + anni fa, tanto è vero che da poco ho acquistato casa senza mutui o prestiti, ma non grazie all'euro, ma grazie al mercato bloccato, pieno di immobili invenduti, dove c'è tantissima offerta e pochissima richiesta, e grazie anche a me e compagna che siamo stati risparmiatori, ma naturalmente mi riferisco all'usato, il nuovo non lo abbassano, piuttosto lo lasciano li a marcire, ma non calano il prezzo
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 10/07/2018 ore 08:47:51
Chickensteven, concordo. Poco tempo fa, facendo ordine tra le carte, mi è capitato sotto mano lo scontrino dell'aspirapolvere (un normale aspirapolvere eh) che acquistai 6 mesi dopo l'entrata dell'euro: 159 euro, ovvero circa 300.000 lire di allora. Ma un anno prima con le lire acquistavi un signor aspirapolvere con 150.000 lire.....
La verità è che in quegli anni in Italia ci hanno pomposamente inviato aggratis (a ns spese però) il convertitore euro/lire ma nessuno ha controllato i prezzi al dettaglio e tutti furbescamente hanno fatto 1 euro = 1000 lire al posto di 1936 lire.
E in quegli anni lavoravo in Siemens, R&D, in Italia, e avevo un sacco di colleghi tedeschi: quando gli chiedevo “ma voi col cambio marco/euro come è andata?” (in Germania il cambio deciso fu di 1 euro = 1 marco) rispondevano “ah guarda, più o meno come prima se prima una cosa costava 1 marco ora costa 1 euro e 10” …. E ti giravano a mille…….
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 10/07/2018 ore 09:59:14
La storia del cambio 1 marco = 1 euro ė una balla colossale.
Il cambio fu fissato a 1 EUR = 1,95583 DEM.
La grossa differenza è che da noi hanno fatto i furbi mentre in Germania quello che costava 1 marco venne a costare 50 centesimi.
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 10/07/2018 ore 10:04:54
chiedo venia, hai ragione. Brutta roba la vecchiaia. Ripensandoci i crucchi mi dicevano proprio quello che hai scritto.
Quello che in realtà volevo segnalare era che in Germania non hanno fatto i furbi.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 10/07/2018 ore 09:44:0
E' vero che nell'immediato c'è stato un bel contraccolpo... è innegabile... il cambio a 1927 e rotti ha portato molti a raddoppiare i prezzi.
Però, se guardi sul lungo, l'euro ha portato innegabili vantaggi... sono passati quasi 20 anni dall'entrata dell'euro e la gente fa ancora i confronti dei prezzi attuali con le lire di fine anni 90... vuol dire che l'inflazione è stata mooooolto bassa.
Poi la percezione è generalmente negativa perchè di mezzo c'è stata la crisi etc... ma senza euro non credo l'italia ne sarebbe uscita viva...
Purtroppo sono ragionamenti complessi ed è più facile far passare che con l'euro ora costa tutto il doppio... e c'è gente che con queste semplificazioni ci campa. sigh.
Rispondi
di Capra_Poliuretanica [user #30609] - commento del 10/07/2018 ore 10:29:12
Certo grandissimi vantaggi!
Prima avevamo una moneta sovrana che potevamo stampare, ora abbiamo una moneta che dobbiamo comprare e ripagare a strozzo.
Compriamo 1 euro e lo dobbiamo ripagare con gli interessi 1,5-2 volte e sempre di più più tardi riusciamo a ripagarlo. Ed ovviamente non riusciamo mai a ripagarlo.
Infatti andiamo in pensione il giorno dopo di morire, la sanità è solo una spesa da tagliare, le scuole sono sempre peggiori, le strade non sono mai riasfaltate, ma riempiono solo le buche più grosse, ecc.
Prima avevamo una moneta sovrana della quale potevamo decidere il valore.
Le nostre imprese hanno campato per 3 decenni facendo pressioni sul governo affinché svalutasse la Lira quando l'export diminuiva.
Eravamo noi la Cina, adesso siamo i pezzenti d'Europa.
La gente non fa i conti con i prezzi di fine anni 90.
Non si rende conto che il suo stipendio è ancora quello che percepiva nel 1992, ma il costo delle cose è aumentato a dismisura.
Un po' lo capisce, perché non riesce più a mantenere gli standard di vita alla quale era abituata, ma i conti bene non li fa.
Giornali e telegiornali parlano di crisi, cinesi, e qualsiasi cosa sia utile a distrarre la corretta percezione delle cose.
Cmq un appunto sull'inflazione.
L'inflazione è calcolata da tutti i governi del mondo in modo che sembri la più bassa possibile, perché su quel dato sono calcolati gli aumenti di stipendi (che generano inflazione).
Avrai notato anche tu che il paniere viene aggiornato regolarmente e che beni di prima di necessità che si acquistano ogni giorno continuano ad uscirne od ad avere poca rilevanza, mentre l'elettronica di consumo, per fare un esempio eclatante, ha un fortissimo peso.
Infatti il prezzo di quei beni è sempre in calo per il continuo ricambio ed aggiornamento che rende obsoleti i beni nel giro di poco tempo.
L'inflazione, che ovviamente non deve avere valori esagerati, non è un problema per il mondo.
È un problema per la finanza che deve pagare tassi d'interesse via via più alti col crescere dell'inflazione, e purtroppo abbiamo permesso che comandasse lei.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 10/07/2018 ore 10:41:54
Leggo tanti luoghi comuni e tante inesattezze...

"Non si rende conto che il suo stipendio è ancora quello che percepiva nel 1992, ma il costo delle cose è aumentato a dismisura."
FALSO.
Se nel 92 avessi guadagnato quello che guadagno oggi sarei stato un nababbo. :)

"Un po' lo capisce, perché non riesce più a mantenere gli standard di vita alla quale era abituata, ma i conti bene non li fa."
FALSISSIMO
Nel 92 gli standard di vita era mostruosamente più bassi. Forse hai la memoria corta. Ora si spende e si spande per ogni cazzata...

"Giornali e telegiornali parlano di crisi, cinesi, e qualsiasi cosa sia utile a distrarre la corretta percezione delle cose."
Parlare di crisi distoglierebbe dalla crisi? Non ho capito...

"L'inflazione è calcolata da tutti i governi del mondo in modo che sembri la più bassa possibile, perché su quel dato sono calcolati gli aumenti di stipendi (che generano inflazione)."
...solo LOL.

Comunque, non risponderò ad ulteriori tuoi commenti perché non credo sia corretto parlare di economia/politica qui... e poi non ci tengo a convincerti.
Uno che pensa sarebbe stato meglio avere una moneta "sovrana" (LOL) è troppo distante dal mondo che percepisco io... quindi no prob. Buona giornata.
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 10/07/2018 ore 10:53:33
Ė un gombloddo!! 1!1!
Rispondi
di McTac [user #47030] - commento del 10/07/2018 ore 14:02:20
Sottoscrivo al 100%.
Ciao
Rispondi
di Capra_Poliuretanica [user #30609] - commento del 10/07/2018 ore 22:10:03
Infatti temo che siamo troppo distanti, e non la vedremo mai allo stesso modo.
Buona serata
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 11/07/2018 ore 11:58:19
L’Italia è un economia debole, in questo caso si, dall’euro abbiamo forse solo vantaggi.

Peccato che una volta eravamo la settima potenza mondiale, e se i nostri politici non ci avessero venduto per 4 lire (lire non euro!), adesso saremmo al posto della Germania (che dall’euro lei si che ci ha guadagnato e ancora continua a farlo!) o come il Giappone che non ci pensa nemmeno a fare moneta unica con qualcun altro, poiché gestendo la svalutazione possono controllare la propria economia, cosi come Russia, USA, e tra poco anche GB (sembrava dovessero morire tutti il giorno dopo il referendum contro l’euro!)

Israele è un mini stato con una propria moneta e una economia rigogliosa, anche industriale.

Questo solo per dire che è tutto relativo.

Sicuramente l’Italia con la classe dirigente (eufemismo) che si ritrova non ha molte alternative…ma dire che non sia possibile vivere serenamente fuori dall’euro credo sia altrettanto un luogo comune e un’inesattezza.
Rispondi
di McTac [user #47030] - commento del 11/07/2018 ore 12:05:04
Allo stato attuale con le debolezze strutturali che abbiamo, vedi il debito, uscire dall'euro è un suicidio. Secondo me naturalmente è secondo il 99% degli economisti.
Non credo sia un luogo comune. Poi ognuno la pensa come vuole per carità. ...
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 11/07/2018 ore 13:23:33
??? è esattamente quello che ho scritto: allo stato attuale non possiamo fare molto.
Ma non esiste solo l'euro....e rassegnarsi pensando che non ci siano alternative è secondo il mio umile parere sbagliato.
Ci sono economie più o meno piccole che vivono anche senza euro o dollaro e non sono necessariamente più povere di noi, credo che questo sia un dato di fatto.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/07/2018 ore 14:13:46
rimaniamo sul discorso chitarre, e su quello che che dice l’autore del post.
hanno comprato una 6 corde a 200€ con una qualità buona, secondo lui dobbiamo dire che sia merito dell’euro, secondo me no. perche 30 anni fa potevi comprare lo stesso una chitarra con gli stessi soldi o quasi, però non avevi la qualità, ma se volete farmi credere che la qualità, o meglio il rapporto qualità/prezzo, sia migliorato per conto di una moneta , e non dai costi concorrenziali imposti dai mercati come quelli asiatici, dove sappiamo benissimo che un operaio di corea o cina o taiwan, ti costa meno di un operaio statunitense, allora datemi una spiegazione + logica, perche per me il discorso che possiamo avere una chitarra migliore di 30 anni fa allo stesso prezzo rapportato in € per merito di una moneta per me non regge
se in ogni settore troviamo migliorie rispetto al passato, indipendentemente queste arrivano dalla ricerca e sviluppo che ora come ora è avanti anni luce rispetto a 20 o 30 anni fa, ma queste migliorie date dal rapporto qualità prezzo, non le notiamo solo noi cittadini dell’euro, ma lo notano anche nei paesi extraeuropei, allora cosa dovrebbero dire coloro che abitano in luoghi dove non ci sono stati cambi di moneta? che se prima avevano una strato made in usa pagata 2000 dollari, ora possono prendere una made in mexzico o mande ijapan con le stesse caratteristiche, ma la pagano la metà, grazie all’euro? ma dai
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 10/07/2018 ore 14:20:28
Scusa, ma se hai una moneta debole e al cambio uno squier ti costa come un intero stipendio, dei progressi della tecnologia te ne fai poco...
L'euro ci permette di avere un buon cambio (non per merito dell'italia tra l'altro...) con USA, Cina e resto del mondo... avessimo ancora la lira al giorno d'oggi non so quanto potrebbe essere il cambio in $... probabilmente andremmo a comprare il pane con una cariola piena di 100mila lire... e delle chitarre ci fregherebbe poco... :)
Rispondi
di McTac [user #47030] - commento del 10/07/2018 ore 14:28:55
...Hai anticipato il mio commento...
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/07/2018 ore 15:08:34
a si allora se come dici tu della tecnologia e sviluppo e tutto il resto non ce ne facciamo di nulla, bastava solo che l'euro entrasse in vigore 10 o 15 anni prima, così invece di prendere una chitarraccia con 200000 lire ce la prendavamo con 200€. secondo il tuo discorso allora la qualità si misura grazie ad una moneta, ed il materiale e i costi mano d'opera e tutto il resto non c'entrano nulla , e lo sviluppo e ricerca di impiegare materiale con costi + accessibili, non servono a nulla. bene è stato un piacere parlare con te:)
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 10/07/2018 ore 15:23:1
Ma no... ovvio che c'entra anche la tecnlogia, etc... ma sul prezzo finale, parlando di merce importata, il cambio è fondamentale più dei costi di produzione.

Allora, ho fatto una rapida ricerca... prendiamo l'argentina.
Una squier affinity costa un po' più di 16.000 pesos = circa 500€
vai al link

Il salario minimo in argentina è 418,5€
vai al link

Quindi una merdosa Squier Affinity costa un bel più dello stimendio minimo argentino...

L'argentina forse è un caso un po' limite... ma per far capire il ragionamento...
Rispondi
di McTac [user #47030] - commento del 10/07/2018 ore 14:27:46
Certo ma se non avessimo avuto l'euro ma una liretta qualunque.... avremmo pagato tutto di più. Come sarebbe stato il cambio col dollaro o anche con lo yen?
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/07/2018 ore 15:21:47
guarda io ho 2 Ibanez signature anniversary, una presa nel 98 in lire, e l'altra nel 2009 in €, € con il cambio e confrontando i 2 stipendi che prendevo sia in lire che in € le ho pagate ugualmente un botto, non ho riscontrato nessun privilegio nell'acquistare chitarre buone con la nuova moneta. il discorso cambia nel rapporto qualità prezzo nelle fasce basse di chitarre, che io ho avuto ai tempi chitarre anche da 300000 lire, come ora puoi acquistare chitarre a 300€, ma è il discorso della qualità che è cambiato. però per favore chiudiamola qua perche non ce l'ho con nessuno ma mi sono rotto di scrivere.
ora vado a suonare buona giornata:)
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 11/07/2018 ore 13:42:56
...dipende da quanto forte è la tua economia.
Certo che se delocalizzi, non fai investimenti strutturali, ti fai razziare per anni da politici incapaci, ditruggi il tessuto industriale e il territorio (tra i più belli del mondo), ti rimane ben poco.
Esistono paesi con propria moneta che non necessariamente sono più poveri di noi, non capisco perchè dobbiamo per forza pensare che non ci siano alternative.
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 09/07/2018 ore 18:36:12
Non voglio addentrarmi in discussioni di economia che non sono il mio forte, mi concentro sulle chitarre che è meglio.
La qualità degli strumenti economici è enormemente migliore rispetto a quando ho iniziato a suonare io, cioè 30 anni fa.
La mia prima chitarra era una Eagle, chitarra stile superstrat in multistrato con pickup indegni e ponte che bastava pensare di usarlo per scordare tutto.
Ampli altrettanto indegno, un Regent a transistor monocanale (solo pulito) dal suono terribile.
Il tutto mi costò qualche centomila usato, cifra che fece sbuffare un po' i miei ma tutto sommato affrontabile.
Se convertiamo le centomila in centoeuro oggi per una cifra tutto sommato accettabile si porta sicuramente a casa una strumentazione migliore.
Nella fascia media il miglioramento è forse più evidente, per pochi soldi si prendono strumenti migliori rispetto a quelli che un tempo si affacciavano alla gamma alta.
Ricordo che dopo più di un anno di lavoro mi regalai un alesis quadraverb gt, ci lasciai l'equivalente di 2/3 di stipendio, ora si hanno suoni migliori con molto meno.
Beati i giovani...
Rispondi
di McTac [user #47030] - commento del 11/07/2018 ore 13:52:49
Su questo sono d'accordo. Il senso del mio ragionamento è che la ns situazione economica è troppo debole (per tanti motivi tra cui quwlli che dici te) per sostenere una moneta propria. Se riuscissimo a migliorarla sarebbe certo differente....
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