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I Radiohead chiedono giustizia per il tecnico morto a Toronto
I Radiohead chiedono giustizia per il tecnico morto a Toronto
di [user #116] - pubblicato il

I Radiohead ricordano il tecnico rimasto ucciso in un incidente sul palco durante l'ultimo concerto canadese: i responsabili non sono stati ancora accertati.
La band britannica è tornata per la prima volta a Toronto dopo l'incidente che sei anni fa costò la vita a un membro della crew e ne ferì tre.
Nel giugno 2012, un'ora prima dell'apertura dei cancelli, parte della struttura del palco crollò uccidendo all'istante Scott Johnson, il tecnico del batterista dei Radiohead Philip Selway.

"Ritardammo il sound check perché il montaggio richiese più del necessario: sarei dovuto essere dove sedeva Scott in quel momento" ricorda il musicista nel servizio preparato da CBC News in occasione del recente concerto della band in Canada.



I Radiohead si sono esibiti lo scorso 19 luglio a Toronto, la prima volta in sei anni dopo la morte di Scott Johnson.
A oggi, il tribunale non ha accertato chi fossero i responsabili dell'incidente e la band chiede giustizia: "Le persone che sarebbero dovute essere ritenute responsabili non sono ancora state riconosciute nella vostra città" spiega il cantante Thom Yorke nel silenzio dell'arena.
Al breve discorso di Yorke, concluso con le parole "il silenzio è fott###mente assordante", segue un minuto di silenzio al termine del quale la band attacca a suonare Karma Police.
È commovente sentire come tutto il pubblico riprenda in coro il ritornello alla fine del brano, accompagnato dalla chitarra del frontman.

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Commenti
di francesco72 [user #31226] - commento del 24/07/2018 ore 12:23:15
Ottimo, però non si sono accorti che nel mondo muoiono migliaia di persone ogni giorno sul lavoro ed i dati del terzo mondo sono sostanzialmente ignoti.
I Radiohead fanno bene a portare avanti le loro istanze, però se facessero anche qualcosa di concreto contro una piaga sociale a livello mondiale, oltre che dedicare una canzone live in sei anni ad uno dei milioni di caduti, se ne uscirebbe prima.
Ciao
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 24/07/2018 ore 12:49:52
A dire il vero hanno sempre fatto qualcosa. Diverse canzoni sono dedicate (o scritte in seguito) ai problemi che citi. Vedi Idioteque. Anche la partecipazione di Yorke a iniziative come "Cancella il debito" è cosa nota.

Credo siano LA band più impegnata sul fronte politico-ambientale. Hail To The Thief è un album "avvelenato" dalla politica.
Yorke recentemente ha avuto anche una bella polemica con Waters per questioni legate al suonare in luoghi... Politicamente "difficili". Ognuno è rimasto della sua idea, ma non si può dire che i Radiohead non siano attenti a queste cose.

Credo che quello che dici, relativamente all'impegno sociale, sia un appunto da fare a tutte le band di stampo mondiale e a tutte le celebrità in senso lato, ma onestamente fare quest'appunto proprio a loro mi pare forzato. Ci sono tonnellate di altre band che invece non hanno mai preso posizione, ma i Radiohead non sono tra questi.

In ogni caso qui si sta parlando di un tecnico (che conoscevano bene) deceduto in seguito ad un incidente, è un'altra cosa.
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di francesco72 [user #31226] - commento del 24/07/2018 ore 18:24:
Attenzione, io non ho scritto che sono politicamente disimpegnati, ma che facciano qualcosa di concreto.
Sono profondamente contrario a ritenere che un cantante che fa una canzone si possa considerare (nei nostri tempi) un plus valore: sta facendo quello che gli piace e per cui lo pagano. Una cosa è attrarre gli strali della politica ai tempi di Woodstock o marciare cantando we shall overcome sotto al naso dei militari, altro è fare dei testi sia pure impegnati, ma che sempre canzonette restano. A questa stregua è assai più impegnato politicamente Mustaine, ma anche lui non mi pare abbia cambiato il mondo.
Rivedrei il mio giudizio se i Radiohead promuovessero e finanziassero una campagna contro le morti sul lavoro, ma ripeto, vedo che il lato concreto è assai carente (non solo per loro, be inteso).
Citando, poi, cancella il debito hai toccato un tasto scoperto dato che il promotore dell'iniziativa si imbertava i soldi a Panama per non pagare le tasse.
Ciao
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 25/07/2018 ore 12:29:14
"il promotore dell'iniziativa si imbertava i soldi a Panama per non pagare le tasse"

Ah, ottimo. :D
Non ne avevo idea, in ogni caso credo non c'entri con chi ha partecipato all'iniziativa.

Tu dici che per contribuire concretamente dovrebbero finanziare concretamente (e mi trovi d'accordo), ma potrebbe darsi che già lo facciano senza sbandierarlo. In ogni caso, credo siano davvero pochi quelli che cacciano soldi per aiutare altri in altre parti del mondo.

E ripeto, qui non si parlava di povertà, aids o fame nel mondo, ma di un tecnico che è morto sul palco, cui hanno dedicato energie e canzoni, perché fanno musica. Poi se hanno dato un milione di euro alla famiglia del ragazzo credo non lo sapremo mai.

Comunque se il tuo discorso porta al fatto che bisognerebbe finanziare di più (specie da parte di chi può permetterselo) invece che parlare, mi troverai sempre d'accordo.

: )
Rispondi
di iopartoaddio [user #27211] - commento del 24/07/2018 ore 16:44:2
E allora il PD?
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