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Dario Giordano e le chitarre classiche orchestrali
Dario Giordano e le chitarre classiche orchestrali
di [user #116] - pubblicato il

Dario Giordano chitarrista e didatta di lungo corso ha rivolto parte del suo lavoro come docente alle ensemble chitarristiche, formate da giovani studenti di chitarra classica. Per ottenere il meglio da questi gruppi ha scelto di utilizzare strumenti particolari, le chitarre classiche orchestrali: baritone, contralti e contrabbasse. L'abbiamo raggiunto per un'intervista per approfondire proprio l'utilizzo di questi strumenti.
Da cosa si parte per creare un ensemble di chitarre? Pensi prima ai brani, oppure parti dal materiale umano con cui ti trovi a lavorare?

Dobbiamo distinguere due scenari: Quello professionale e quello didattico. Se si lavora con professionisti sicuramente parto dal repertorio che voglio realizzare. Molto più complesso e variegato è lo scenario didattico. In Accademia con alunni piccoli si inizia col realizzare brani dove la parte melodica è dominante rispetto a quella armonica e di accompagnamento. Alle scuole ad indirizzo musicale cambia notevolmente lo scenario. La platea degli alunni è molto variegata, si va dall’alunno dal talento limpido all’alunno poco studioso o addirittura con palesi difficoltà di esecuzione. Oggi si parla tanto di didattica inclusiva. Io cerco sempre, nel limite del possibile, di includere tutti nell’organico, avendo cura di affidare le parti più complesse a quegli alunni che possono sostenerle e semplificando il materiale per gli altri. L’importante è fare parte della squadra ed eseguire sempre con rigore il compito affidato qualunque esso sia. Non ci sono ruoli più importanti o più difficili, è solo questione di responsabilità, ognuno avrà quella che riesce a gestire al meglio. Dal punto di vista musicale nessun alunno deve trovarsi in condizioni di disagio e deve poter portare a termine il suo compito con impegno ma senza traumi.

La chitarra classica è spesso vista come uno strumento solista, anzi a volte anche solitario. Quanto è importante la dimensione di gruppo invece?

Per me è fondamentale rompere l’isolamento nel quale il musicista si trova per sua stessa natura catapultato. Tutta la mia didattica è protesa verso la dimensione del suonare insieme. Nel percorso della scuola ad Indirizzo Musicale non faccio mai lezioni singole, e dai primi esercizi sulle corde a vuoto faccio suonare simultaneamente gli alunni, con accompagnamento musicale. Cerco di creare fin da subito una forma mentis orchestrale, quindi rigore ritmico, capacità di lettura estemporanea e abitudine all’ascolto reciproco, a partire dagli esercizi tecnici ai brani di repertorio che spesso gli alunni, per divertimento, mi chiedono di suonare insieme.

Come ti muovi per l'arrangiamento dei pezzi per sole chitarre nylon strings?

Come dicevo prima se si tratta di bambini piccoli do maggiora importanza all’evento melodico lasciando la parte armonica o di accompagnamento ad alunni di corso più avanzato. Poi molto dipende dalla natura del brano, comunque cerco sempre di avere parti di accompagnamento chiare e chitarristiche, e far muovere le altre chitarre in maniera polifonica, ognuno con la propria individualità come avveniva nella polifonia rinascimentale. Non mi piace molto la tendenza moderna di suddividere le note dell’accordo tra diverse chitarre. Sicuramente è più semplice lavorare cosi: un basso, tre chitarre che eseguono la parte accordale suddivisa ed una che fa la melodia. Per me tutto ciò è molto riduttivo e poco rispettoso della natura melodica della chitarra ma anche delle stesse capacità degli alunni che si motivano se posti di fronte a parti musicali più complesse ma non banali. Questo risolve anche le tensioni tra gli stessi alunni che interpretano l’assegnazione della melodia come un attestato di merito alle proprie capacità, mentre l’assegnazione delle altre parti di accompagnamento viene vista come una bocciatura essendo prive di interesse musicale. Creare un tessuto polifonico più ricco ed interessante diviene da stimolo per tutti gli alunni, anche quelli meno dotati.  Questa è la mia filosofia anche quando scrivo per tutta l’Orchestra scolaresca, ognuno ha il proprio compito mai banale ma creato su misura come un abito sartoriale. Poi quando posso cerco di usare materiale originale per orchestra di chitarre che nasce appositamente per lo strumento e quindi sfrutta al meglio le sue possibilità. 

La possibilità di avere a che fare con strumenti con estensioni diverse invece immagino ti faciliti molto in questo frangente. 

Sicuramente apre nuovi scenari, sia dal punto di vista dell’estensione di note da poter utilizzare, ma sopratutto dal punto di vista timbrico, usando strumenti che hanno una loro identità.



Ci parli un po' di questi strumenti diversi? 

La linea di chitarre orchestrali di Salvador Cortez mette a disposizione di noi docenti di chitarra tre magnifici strumenti dalle fatture molto professionali, con foderi su misura di grande qualità, e sopratutto in una fascia di prezzo impensabile per tale categoria di strumenti mai prodotti  prima su scala industriale ma solamente artigianale. 
La chitarra contrabbasso CS60CB e una chitarra dalla scala maggiorata ed accordata esattamente un ottava sotto le normali chitarre classiche. Ha un suono potente e profondo che viaggia molto. Non è un basso acustico strumento spesso utilizzato in sostituzione, ma di natura timbrica totalmente diversa perché con corde di metallo e che in genere necessita di amplificazione facendo spesso saltare gli equilibri musicali. La chitarra contrabbasso Cortez monta sei corde in nylon rivestite ed ha il timbro della chitarra e la sua sonorità. Chiaramente l’utilizzo immediato e quello di affidarle un ruolo di basso, ma si può lavorare molto per scoprire e sfruttare appieno la sua natura polifonica. La chitarra contralto Cortez CC60AL e uno strumento dalla scala ridotta e con una piccola rientranza nella spalla inferiore della cassa che consente il libero accesso a tutti i tasti. E’ accordata una quarta sopra le normali chitarre, ha una natura marcatamente melodica dando la possibilità di estendere la tessitura verso l’alto di molte note visto la confortevole accessibilità fino agli ultimi tasti. Ha un timbro chiaro ma corposo allo stesso tempo, non è un ukulele o un mandolino, ma una chitarra a tutti gli effetti che può anche trovare utilizzo in maniera polifonica e accordale. Lo strumento più enigmatico ma allo stesso tempo più affascinante e pieno di risorse è la chitarra baritono Cortez CC60BA. Monta corde in nylon rivestito ed è accordata una quinta al di sotto delle normali chitarre. Io l’o utilizzata molto in maniera melodica dove da il meglio di se sulla 3, 4 e 5 corda. Va a ricoprire il ruolo dei violoncelli in orchestra dando corpo e profondità a quei temi musicali che nella tessitura bassa di una normale chitarra non avrebbero la  stessa efficacia. Ma tutta da scoprire è la sua natura polifonica e come strumento di accompagnamento a se stante, anche in contesti diversi come il folk, il pop.

Su cosa stai lavorando in questo periodo su fronte guitar ensemble?

Purtroppo in questo drammatico momento con le scuole chiuse e la Didattica a Distanza è molto difficile fare una programmazione, però il mio impegno in futuro è proteso sempre più verso la ricerca di materiale orchestrale originale sia pubblicato che inedito, cercando di coinvolgere anche i giovani compositori  delle classi di composizione dei conservatori.

Cosa ti senti di suggerire a un insegnante che volesse creare un ensemble?

Impostare da subito una didattica che sia protesa verso il suonare insieme con particolare attenzione alla scelta del repertorio di studio che deve contenere in se gia tutte quelle informazioni tecniche, musicali, di gestione accordale, polifonica e melodica, che gli alunni troveranno successivamente nel repertorio orchestrale in modo da non rimanere disorientati quando verra proposta loro questa  attività. 
Link utili
L'accademia di Dario Giordano
Le chitarra classiche orchestrali

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