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Una notte a Londra Con Mark Knopfler
Una notte a Londra Con Mark Knopfler
di [user #36147] - pubblicato il

Una visita nel “vintage vault” di Mark Knopfler: pochi giorni prima di Natale ricevo un invito inaspettato, è Rudy Pensa che mi dice che il 18 di gennaio si terrà un incontro presso la sede centrale di Christie’s a Londra.
Lo scopo è presentare l’asta dei 123 strumenti, tra chitarre e amplificatori, della collezione di Mark Knopfler. Ma la vera sorpresa della serata è che sarà presente proprio Mark, in una “intervista live” per gli invitati, con lo stesso Rudy e Paul Sexton.

In una serata gelida di gennaio si aprono le porte di Christie’s e veniamo accolti in quello che è, a tutti gli effetti, un tributo alla carriera del grande musicista inglese. Sono presenti tutti, la famiglia, gli amici di una vita, i tecnici di chitarre e amplificatori, i compagni di viaggio John Illsley e Guy Fletcher, in quella che è davvero una bellissima serata di festa.

La Collezione in mostra è imponente, 123 pezzi in totale tra chitarre e amplificatori, che spaziano dagli strumenti usati nei tour mondiali con i Dire Straits fino a quelli scelti per le lunghe sessioni di registrazione dedicate alla realizzazione degli album da solista.

Quello che colpisce immediatamente l’osservatore è la versatilità e la eterogeneità degli strumenti in mostra, che riflettono chiaramente la personalità del musicista, davvero sempre alla ricerca di suoni nuovi.
Mark racconta che, negli anni, ha sempre cercato di trovare “lo strumento giusto per una determinata canzone”, e in alcuni casi è stato proprio il suono di un certo strumento a creare l’ispirazione per un determinato passaggio o composizione.

E così, senza mai giudicare la qualità di uno strumento dal suo prezzo, Mark si è ritrovato ad acquistare anche le nostre Eko degli anni ’60, tra cui spicca una 1968 EKO 700 V4 in una bellissima finitura sparkle blue, che ha utilizzato per “Song For Sonny Liston”.

Una notte a Londra Con Mark Knopfler

Anche se Rudy non è stato presente per motivi di salute alla serata, la sua presenza era tangibile, visto che ha curato con la figlia Stephanie tutta la redazione del catalogo, supportando Christie’s nel ricostruire i racconti dettagliati di ognuno degli strumenti in mostra.
Rudy infatti, amico fraterno di Mark da ormai oltre 40 anni, lo ha sempre consigliato e aiutato per poter trovare quei suoni che il musicista ricercava, e negli anni gli ha procurato un vero arsenale di strumenti vintage, dalla mitica Les Paul Standard del 1958 (che non è stata battuta all’asta e rimane fedelmente nelle mani di Knopfler) alle due stupende ES-335 dot neck blonde del 1958 e del 1960, entrambe provenienti da Gil Southworth e che Mark ha utilizzato dal bellissimo disco Sailing to Philadelphia fino a oggi, dalle memorabili Schecter “dream machines” degli anni ’80 (la mitica “rossa” usata per “Walk of Life”, e la “nera” per “Solid Rock”) al design unico, in collaborazione con John Suhr, della MK-1 del 1988 resa celebre al Mandela Concert.
 
Ma non solo, è stato proprio Rudy a consigliare a Mark la sua prima Les Paul Standard, una delle prime reissue ’59 del 1983, che, direte, non è di certo un pezzo “vintage” di chissà quale pregio, eppure si tratta proprio di quella utilizzata per incidere pezzi iconici come “Brothers in Arms” o “Money For Nothing”.

Una notte a Londra Con Mark Knopfler

Il gusto eclettico di Mark è davvero palpabile visionando i suoi strumenti di tutta una vita, dalle Ovation Adamas del 1979, le sue prime acustiche “da tour”, alla Gibson Chet Atkins CE del 1981 usata per “Private Investigations”, fino alle stupende Gibson archtop della collezione, tra cui spiccano le Super 400 del “On Every Street tour”, ma anche ES-5 switchmaster, Grestch degli anni ’60 e tante altre.

Le stelle della serata sono probabilmente due: la Pensa-Suhr del 1988 “MK-1” (che leggenda vuole sia stata disegnata su un fazzoletto durante un caffè), un progetto personale di John Suhr al quale stava lavorando da tempo, ma che divenne poi quella scelta da Rudy per realizzare l’idea di Mark, e cioè avere uno strumento resistente, leggero, dal suono versatile e perfettamente intonato, da poter portare in tour per il mondo senza le difficoltà di utilizzare molti strumenti per ogni canzone, cosa che ha sempre caratterizzato i live dei Dire Straits.
La chitarra dal vivo è di una bellezza imbarazzante, con un top di acero figurato in tavola unica (sia fiammato sia figurato) davvero incredibile, della stessa tipologia di quello utilizzato nelle “burst” dell’epoca d’oro. Il colore “caramel” cambia a seconda di come la riceve la luce, proprio grazie alla natura unica del legno bellissimo che sta sotto alla verniciatura trasparente. John Suhr disse che, a causa dei tempi strettissimi per la consegna dello strumento a Mark Knopfler, utilizzò una vernice in poliestere leggera per il trasparente, che ne ha di fatto preservato la bellezza in tutti questi anni.

Una notte a Londra Con Mark Knopfler

Lo strumento è leggerissimo ed estremamente sottile, tanto che John dovette accorciare il selettore dello switch a cinque posizioni per poter montare il coperchio posteriore.
Utilizzata per anni da Mark in tour e in studio, da inizio anni 2000 è stata poco a poco dismessa, a causa del manico “slim” e della tastiera molto piatta, due caratteristiche che Mark ha abbandonato, favorendo manici più grandi e la classica tastiera “vintage” leggermente curvata.

La seconda protagonista (che è stata esposta in una stanza a sé, data la sua importanza), è proprio la Gibson Les Paul Standard reissue del 1983, “umile” ma che è stata utilizzata per registrare “Money for Nothing” e “Brothers in Arms”, due dei pezzi più celebri in assoluto mai scritti dal musicista inglese.
Pensate che l’aura di questa chitarra ha quasi eclissato l’originale Les Paul del 1959 (bellissima) comprata da Knopfler a Londra nel 1999 e utilizzata in tour e nei suoi dischi solisti in seguito.

Una notte a Londra Con Mark Knopfler

Il momento davvero speciale per chi scrive è stato alla fine dell’intervista di Mark, quando ho potuto incontrarlo e parlargli a tu per tu. La sensazione finale è stata particolare, una gioia immensa ma anche una (buona) tristezza, perché era chiaro che si trattava di un “saluto” del grande musicista, che con grande lucidità rimette in circolo alcuni dei suoi strumenti di una vita, consapevole dell’età raggiunta.

Seppur chiaramente invecchiato nel fisico, lo spirito, la voce e la simpatia sono intoccate e, per chi non l’avesse già visto, consigliamo davvero di gustarvi l’intervista registrata e pubblicata da Christie’s.

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Link utili
L’asta su Christie’s
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di kitestra78 [user #30170]
commento del 31/01/2024 ore 17:29:30
Che fosse invecchiato nel fisico sì...ma quel tremore alla mano destra mi ha fatto quasi inumidire gli occhi.
Passando invece a note più "chitarristiche", in un'epoca di feticismo e fanatismo per gli strumenti più agee, si dovrebbe riflettere (e tanto) sul fatto che MK avesse usato una LP Standard all'inizio degli anni 80 per incidere Brothers in Arms. Così come si dovrebbe riflettere sul fatto che avesse usato una Fernandez celeste, sempre all'inizio degli anni 80, per incidere alcuni brani di Love Over Gold (almeno che io ricordi). Oggi saranno pure diventati strumenti considerati un pò come dei sacri graal, ma all'epoca non erano altro che normali chitarre "di mercato": Fernandez, anzi, forse era considerata da alcuni una produzione orientale, di secondo livello, a cui probabilmente molti preferivano il marchio Fender "puro".
Ed ancora a proposito di riflessioni chitarristiche (anzi amplificatoristiche), MK è stato forse il primo tra i guitar heroes della sua era a presentarsi senza remore sui palchi di tutto il mondo armato di Kemper, affidandosi al digitale in completa serenità.
Questo la dice lunga sulla sostanza dell'Artista.
Lunga, lunghisisma vita a Mark Knopfler!
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di sciani [user #3555]
commento del 01/02/2024 ore 09:35:18
Ho avuto la stessa sensazione guardando il video di Larry Carlton al NAMM 24, mano tremolante e sbuffi continui perchè in evidente difficoltà a suonare..anche a me è scesa la lacrimuccia! :(
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di Jumpy [user #1050]
commento del 03/02/2024 ore 20:12:23
il tempo, purtroppo, passa per tutti. Ebbi il grande privilegio di vederlo dal vivo nelle prime file dell'Arena Giuliana ad Umbria Jazz 2010. Grande concerto,da autentica leggenda vivente sia con i Dire Straits che da solista.
Tra un pezzo e l'altro interagì col suo usuale garbo, ma era visibilmente affaticato, all'epoca soffriva di problemi alla schiena e suonò infatti da seduto. Non vorrei che quel tremore sia segnale di problemi più seri. Ad ogni modo va per i 75 anni, sostenere un live "dei suoi" di 2 ore e mezza è estremamente stressante, mi sembra ragionevole stia pensando di tirare un po' i remi in barca e riposarsi.
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di MM [user #34535]
commento del 03/02/2024 ore 21:33:04
Io l’ho visto in estate 2019, appena prima del maledetto Covid, concerto bellissimo e non notai particolari affaticamenti, anche se ogni tanto si sedeva.
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di MM [user #34535]
commento del 31/01/2024 ore 18:19:2
Mannaggia... il tempo non fa sconti a nessuno, è veramente inesorabile.
Un signore anche nel saper fare un passetto indietro quando è il momento.
Grande Mark, ho letteralmente divorato le tue canzoni, e continuerò a farlo.
Veramente, lunga vita a te e a tutti coloro che hanno prodotto musica con te.
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di marcoecami [user #54447]
commento del 31/01/2024 ore 22:15:22
Per me Mark è una leggenda vivente. Il suo suono è immediatamente riconoscibile, sia quando usa single coil che Les Paul. La sua filosofia è che la chitarra va suonata come un piano, alternando le linee di basso alla melodia, senza bisogno di effetti.
Non è solo un chitarrista, ma un grande compositore, apprezzato anche da un genio come Morricone. Si capisce dal video che le chitarre rappresentano ancora un divertimento e una gioia da possedere e collezionare.
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di Ernestor [user #46937]
commento del 01/02/2024 ore 10:39:10
Mark Knopfler, quando la musica è tutto ciò che serve.
Uno dei tre chitarristi che più hanno influenzato la mia musica e stile.
Tributo!!!🙌❤️👏👏👏
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di fab-for [user #62742]
commento del 01/02/2024 ore 18:00:39
sul sito dell'asta però per la '59 c'è scritto: Price realised GBP 693,000
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di frankpoogy [user #45097]
commento del 02/02/2024 ore 16:31:46
Il suo tocco sullo strumento è inimitabile, immediatamente riconoscibile, emozionante.
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di BizBaz [user #48536]
commento del 02/02/2024 ore 19:58:46
So che fa parte del tuo privato e probabilmente questo è uno di quegli incontri che lasciano tracce importanti che terrai per te, ma sarebbe bello sapere che cosa vi stavate dicendo in quel momento (ps se avessi saputo che andavi ad incontrarlo ti avrei detto di portargli i miei ringraziamenti e i miei migliori saluti 😊).
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di Ciansco [user #65137]
commento del 03/02/2024 ore 10:16:08
Un bellissimo articolo. Francesco ci delizia sempre con la sua competenza e passione. Mark per me è come un "padre". Vederlo invecchiare fa male ma resta sempre coerente con se stesso. La scelta negli anni di non essere schiavo degli assoli e diventare un grande songwriter denota grande saggezza musicale. Bisogna spersi ritirare con stile...e Mark di stile ne ha sempre avuto parecchio!
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di BigThumb [user #22989]
commento del 04/02/2024 ore 00:46:49
Non ho mai capito la presenza del Floyd Rose sulla P/S MK-1, dato che Mark non era certo un grande utilizzatore della leva. Qualcuno ha una (eventuale) spiegazione?
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di MM [user #34535]
commento del 04/02/2024 ore 09:39:10
Era la moda del momento, questa è l’unica spiegazione.
Infatti nel secondo modello, MK2, è sparita.
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