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Richmond Empire: less is more
Richmond Empire: less is more
di [user #11414] - pubblicato il

In tempo di crisi, la scelta di una nuova chitarra è strettamente legata al portafogli. Ecco allora che si fanno interessanti i marchi meno diffusi, che a prezzi contenuti possono offrire valide alternative ai nomi di punta.
In un momento di crisi economica congiunturale così diffusa e così generalizzata è abbastanza normale, almeno per i comuni mortali lavoratori, rivedere un po' i conti casalinghi e limare qui e là, cercando il giusto equilibrio fra qualità e prezzo, spesso dovendo rinunciare a malincuore ai nostri amati giocattoli, o quanto meno rimandarne lo scellerato e avventato acquisto.
Lustrandomi gli occhi in rete, agognando strumenti di altro e alto lignaggio, m'imbatto in questo brand relativamente nuovo (2010?) e sicuramente poco conosciuto, almeno in Italia: Richmond Guitars. Si tratta di una costola di Godin, che fa base appunto a Richmond in Canada e, come nella tradizione della casa francofona, produce in patria i propri modelli (forse riserva in USA l'assemblaggio).
Il catalogo può contare su tre modelli: Empire, Belmont e Dorchester, in varie versioni di colore, dotazioni di pickup e presenza di leva Bigsby.
Dei tre modelli, tutti molto belli e dotati di un certo fascino retrò, mi ha colpito veramente tanto la serie Empire.

Richmond Empire: less is more

Una linea molto essenziale, chiaramente ispirata alla Les Paul Jr. e PRS Single Cutaway, forse poco originale ma a mio avviso meno spartana sia nell'estetica sia nella dotazione hardware.
Molto piacevole è lo shape superiore del body, profilato a mo' di SG, con una sola spalla mancante, nella doppia versione in mogano o oppure corpo centrale di acero nordamericano con ali in pioppo.
Il manico in mogano, avvitato, con tastiera in classico palissandro e segnatasti dot, prevede una misura di scala 24 3/4" (radius 12") e un contour chiamato dalla casa "Ergocut rosewood" che sembra renderlo molto friendly e comodo.

Richmond Empire: less is more
Richmond Empire: less is more

Le meccaniche stile Kluson adornano la paletta, forse poco attraente, ma che reca in bella vista il logo della casa. La dotazione di pickup permette di spaziare dai P-90 Godin KingPin alla classica configurazione Godin Custom humbucker al ponte e Godin low-noise single coil al manico. Corredano l'hardware due soli controlli a potenziometro (un volume e un tono), un toggle-switch a tre posizioni nella parte alta del body a sottolineare il riferimento stilistico tipicamente gibsoniano e un ponte wrap-around cromato.

Richmond Empire: less is more

Sul web non abbondano ancora video, reviews o demo per cui cerchiamo di accontentarci di quello ufficiale.


Uno strumento in definitiva semplice, ma con tutto quello che serve per sfruttarlo a dovere nelle sue essenziali ma efficaci sfumature timbriche. Adatto per rock, pop, blues, punk, garage e indie-rock, ma non sbaglio se penso anche a territori più robusti, hard rock e metal. Dipende sempre dall'attitudine di chi suona e dal resto della strumentazione (accoppiata con una Mesa non credo sfigurerebbe).
Una chitarra che rispecchia i tempi, come dicevo in apertura, essenziale e con pochi fronzoli, a prima vista di buona fattura e qualità costruttiva, dal prezzo apparentemente interessante (listino sui 600$, street price sui 400$). Aspettiamo di provarle quando arriveranno sul mercato nostrano. 
Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.

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