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Spotify blocca l'app crackata: i pirati si indignano
Spotify blocca l'app crackata: i pirati si indignano
di [user #17844] - pubblicato il

Una misura contro la pirateria scatena gli scrocconi del web contro Spotify: la app musicale più diffusa sotto accusa per aver preso le parti degli artisti.
La notizia è semplice, quasi routine: Spotify, fresco di quotazione in borsa, decide di stringere la morsa sui pirati informatici e blocca l'uso di versioni crackate dell'app che permettevano a chiunque di usufruire dei servizi Premium senza pagarne l'abbonamento. Gli "ex scrocconi" però non ci stanno.

Spotify blocca l'app crackata: i pirati si indignano

Spotify è una delle app di riferimento per il mercato musicale odierno. Offre servizi gratuiti per tutti i suoi utenti con alcune restrizioni (riproduzioni in shuffle, interruzioni pubblicitarie...) e mette a disposizione un servizio Premium con cui ascoltare senza limiti tutta la musica che si vuole, dove si vuole, quando si vuole. Il costo, di 10 euro al mese, paga anche gli artisti per la loro musica.
Alcune versioni dell'app modificate illegalmente consentivano di aggirare le limitazioni dell'account free e permettevano a chiunque di usufruire del servizio Premium a costo zero, ma ora Spotify le blocca.

Nei giorni scorsi un'email ha raggiunto gli utenti avvisandoli della novità e rassicurandoli sul fatto che i loro account resteranno comunque attivi e intatti. Gli utenti di software crackati insomma sono stati individuati con chiarezza ma non subiranno denunce né ripercussioni di sorta, anzi Spotify li rincuora spiegando loro che potranno continuare a usare il loro account free di base o scegliere di abbonarsi al servizio Premium.
Nulla di strano finora, anzi una piacevole novità per artisti, case discografiche e per chiunque usufruisca del servizio pagando il necessario, eppure la reazione del web è imprevedibile e surreale: i pirati, anziché ringraziare il loro santo protettore per non essersi trovati la polizia postale alla porta di casa, sono letteralmente insorti.

Nel giro di poche ore i social sono stati invasi da post di sdegno, dal tono più o meno serio, in cui gli ex pirati inveiscono contro Spotify e la sua scelta di interrompere il servizio attraverso i canali crackati e, sottolineiamo, illegali.

Nelle recensioni all'ultima release della app su Google Play (il fenomeno sembra fosse diffuso per lo più su piattaforme Android), gli utenti hanno dato il meglio di sé.
È possibile assistere a una tempesta di valutazioni minime, recensioni da una stella che adducono motivazioni del tipo:

"10€ al mese per 12 mesi...secondo voi io dovrei spendere 120 l'anno per ascoltarmi 10 minuto di musica. Cancellate tutti gli account che volete, troveremo altri metodi."

Oppure:

"Non ci avrete mai! BUFFONI! Solo perché va in background vi sentite più esperti di youtube! Peccato..una app fantastica ridotta in poltiglia. Sputatevi in faccia."

E ancora perle come:

"Non è possibile pagare seriamente 10€ al mese per pagare della musica, che poi, parliamoci da amici, NESSUNO ACQUISTA LA MUSICA, FIGURIAMOCI COMPRARE UN ACCOUNT PREMIUM DA OAGARE OGNI MESE, CON STI SOLDI VADO A TROI*"

Secondo questo utente, il "ladro" è Spotify.
Spotify blocca l'app crackata: i pirati si indignano


Non conosciamo i numeri del fenomeno e la quantità di account legati alle versioni crackate del software, ma non possiamo che restare basiti nell'apprendere di quale scarsa considerazione godano i musicisti e tutti gli attori del sistema musica al giorno d'oggi.
Nel 2018, 10 euro al mese (un caffè ogni tre giorni) sono reputati troppi per avere accesso a una libreria musicale senza limiti. "Oggi nessuno acquista la musica". Contro ogni proiezione confortante circa i trend della pirateria nel corso degli anni, la concezione del valore nullo legato a qualsiasi prodotto digitale è diffusa al punto che i pirati si sentono legittimati ad appropriarsene senza pagare alcunché, persino indignati quando questo diritto viene meno, andando contro ogni più basilare norma di buonsenso e vita civile.

Non sappiamo quanto ci vorrà prima che i pirati trovino un nuovo canale per tornare a scroccare musica alla faccia di chi decide di corrispondere il dovuto per un servizio privato, ciò che è certo è che da oggi l'ambiente ha fatto un importante passo in avanti verso un ritorno alla legalità e al riconoscimento del lavoro di tutti quegli artisti e i discografici che, nel 2018, credono che la musica sia ancora un valore da tutelare.
curiosità musica e lavoro software spotify
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Commenti
di Gasto [user #47138] - commento del 08/03/2018 ore 15:59:39
…senza contare che la versione gratuita che contiene pubblicità (certo, come qualsiasi radio commerciale) dà già comunque accesso ad una libreria sconfinata. Solo con qualche limitazione.

Sono allibito nel leggere di questi commenti e di come in poco conto ormai è tenuto in considerazione il lavoro di artisti che lavorano per regalare un sottofondo alle nostre giornate e alle nostre emozioni.

Si meriterebbero di vivere in mondo senza musica.
Rispondi
di f.n [user #3760] - commento del 08/03/2018 ore 16:02:29
IO VOGLIO LO SPOTIFY DI CITTADINANZA!!!
Ekkekkazz... Ti pare che devo lavorare io al posto degli stronXi che già lavorano e pagano le tasse ! Si sputino in faccia pure loro !
Fede
Rispondi
di LuigiFalconio85 [user #42411] - commento del 08/03/2018 ore 16:03:5
premesso che io sti pirati non li sopporto ma forse è meglio cosi la gente ricomincerà a comprare dischi...basta con sti siti streaming usa e getta, napster e ora questo...comprate i dischi meglio se vinili.....e per lo streaming c'è youtube....
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 08/03/2018 ore 16:46:38
Credo di essere tra i pochi che non ha mai ascoltato musica su spotify. Per me è quindi una questione tra guelfi e ghibellini.
Rispondi
di betelobo [user #25981] - commento del 09/03/2018 ore 00:00:26
Siamo (almeno) in due :)
Rispondi
di adriphoenix [user #11414] - commento del 09/03/2018 ore 09:46:32
..anche 3
Rispondi
di junglemad [user #18325] - commento del 09/03/2018 ore 10:44:15
4
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di TB [user #1658] - commento del 09/03/2018 ore 11:27:13
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di Claes [user #29011] - commento del 09/03/2018 ore 12:35:27
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di BBSlow [user #41324] - commento del 12/03/2018 ore 09:44:1
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di Mimmo66 [user #26026] - commento del 12/03/2018 ore 12:34:4
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di nolo [user #45689] - commento del 15/03/2018 ore 20:17:49
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Rispondi
di Pietro utente non più registrato - commento del 09/03/2018 ore 11:29:27
Ci sono anch'io tra quelli che...non hanno mai cagato Spotify ;-)
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 09/03/2018 ore 16:32:55
Ah vedi, quanti. Gente seria di Accordo ;) ;) ;)
Rispondi
di Pancollolio [user #27959] - commento del 12/03/2018 ore 07:36:16
Facciamo 8, vai.
Rispondi
di sonicnoize [user #36973] - commento del 08/03/2018 ore 17:13:33
Non credo che il processo possa essere invertito oramai. A parte gli audiofili veri anche tutta la fetta "prosumer" che si dedicava a impianti hi fi da casa e da auto è sparita. Ormai streaming e miniaturizzazione degli impianti di diffusione.
"Il culto dell'ascolto" è diminuito a favore del "tutto per tutti".

Intendiamoci se mi avessero detto 20 anni fa che un programmino su un dispositivo mobile poteva contenere l'universo musicale l'avrei pagato anche 10 volte tanto.

Da questo articolo si aprono molti dibbattiti.....ch'adda fa un musicista pe ccampà???

Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 08/03/2018 ore 17:32:50
Se uno non vuole pagare può sempre mettere gli mp3 nel cell.
Poi chiaramente tutti pronti a pagare 7 euro un po' di cola ghiaccio e alcol.
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 08/03/2018 ore 18:03:35
Hanno fatto bene.
E io che pago l'abbonamento Premium chi sono, il più coglione?
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 08/03/2018 ore 18:52:22
Ognuno spende i suoi soldi come vuole, ma dare 120€ l'anno per un'applicazione di streaming musicale, perdonami, ma un po' da sprovveduti é.

Ti potresti comprare 1 cd al mese con quei soldi
Rispondi
di FakkWylde [user #46330] - commento del 08/03/2018 ore 19:33:07
Nessuno ti obbliga a usarla. Che problema c'è?
Io la musica me la ascolto sull'iPod da 160gb sai quanto me ne può fregare dei servizi di streaming?

E a 10€ non lo trovi l'ultimo cd in uscita.
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 08/03/2018 ore 20:08:52
Nessun problema, rispondevo solo ironicamente all'altrettanto ironica domanda.
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 08/03/2018 ore 22:00:47
Chi ti ha detto che pago 10€?
Ci sono varie forme di abbonamento.
Chi ti da il diritto di darmi dello sprovveduto?
Ma come ti permetti, ecco il.genio che dice cosa fare agli altri con i propri soldi.
Ma dai..
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 08/03/2018 ore 18:49:20
Spotify é una zecca. Una schifosa sanguisuga che merita solo il fallimento, come Uber e altri. Attenzione a non farvi fregare, perché articoli simili servono solo a scatenare le solite guerre tra poveri.

Chi pirata spotify, sta piratando spotify, non rubando soldi ai " poveri presunti artisti"
E' Spotify a rubare i soldi agli artisti ed ad fare palate di soldi sfruttando il lavoro altrui.

Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844] - commento del 08/03/2018 ore 19:00:33
Perdonami, la gente ruba un servizio e la zecca sarebbe Spotify? Ma che razza di ragionamento è?
Nessuno obbliga artisti e case discografiche a pubblicare i brani su Spotify: senza improvvisarsi esperti di economia, se lo fanno vuol dire che ci guadagnano anche loro, e quei soldi provengono dalle pubblicità e dagli account Premium. Chi ruba a un servizio come Spotify si comporta come un parassita che succhia linfa destinata (anche) agli artisti, né più né meno.
Chi ritiene ingiusto un servizio Spotify smetta di usarlo e basta, ma se continua a usarlo è ladro due volte: una volta verso Spotify e una seconda volta verso gli artisti che affidano i propri prodotti alla piattaforma.
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 08/03/2018 ore 20:50:38
Ovviamente é un argomento ed un ragionamento ampio e complesso, provo a dettagliare meglio.

La gente non sta realmente rubando un servizio, in quanto spotify non offre nessun servizio reale.
La gente non sta realmente rubando niente, sta semplicemente evitando di pagare un qualcosa per cui non dovrebbe minimanente pagare e/o non dovrebbe pagare così tanto.

Senza degenerate troppo in dibattiti sui diritto d'autore o altro, Spotify (e simili) non danno nulla di esclusivo né detengono (che ne sappia) alcun tipo di diritto.
Tant'é che quello che puoi fare con Spotify, lo puoi tranquillamente fare a gratis, legalmente, se ti converti tutti i cd che ti sei comprato in mp3 e te li salvi sul cellulare. O se ti crei una playlist random su Youtube. O qualsiasi altra cosa.
Non credo inoltre che i Metallica (giusto per fare il nome di qualcuno che fece battaglie simili, stupidamente e senza ragione a mio avviso, ma é cmq un altro tipo di discorso) abbiano contenuti in esclusiva solo per Spotify.
Le stesse canzoni dei Metallica che potrei ascoltarmi su Spotify, le trovo anche su Youtube o mi posso comprare il cd, o direttamente le canzoni su altre piattaforme.
Non trovo quindi sia giustificato il costo di Spotify, che di fatto offre solo un interfaccia per persone informaticamente diversamente abili, né vedo come questo possa arrecare danni agli artisti.
Li vedo quindi come zecche, semplici e tristi sfruttatori di lavoro altrui e "debolezze/ignoranze" delle masse. Il tono "dispregiativo" é dato appunto dal prezzo oltremodo eccessivo. Giusto per fare esempi chitarristici.....un anno di Spotify ti costa più di un anno di JamPlay, come una Squier / Epiphone entry level, come un buon pedalino usato etc.etc.

Poi concettualmente sono con te, chi lo ritiene ingiusto smetta di usarlo e magari impari anche a farsi certe cose da soli, ma questo non riabilita assolutamente Spotify e non cambia il suo status di "zecca".
Non voleva essere un invito a delinquere, ma un modo di dire "Tié, ben gli stà !"


P.S. Poi a volerla dire tutta, il grosso son ragazzini che principalmente ascoltano J.Bieber & Selena Gomez, utilizzando "abusivamente" l'applicazione di una "zeccha" che ha succhiato talmente tanto da esser quotata a Wall Street....più che ladri li vedo come la banda di orfanelli in Robin Hood ;)
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 08:57:30
Questo è uno dei post più deliranti degli ultimi dieci anni... giuro! Chapeau!
Rispondi
di adriphoenix [user #11414] - commento del 09/03/2018 ore 09:48:27
Delirante è ancora un complimento....O_o
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 10:08:11
Questione di punti di vista, personalmente trovo molto più delirante pensare che Spotify faccia bene alla musica ed agli artisti.

Poi se vuoi dar del criminale a chi pirata Spotify, ci sta (e l'ho anche scritto, io personalmente non lo uso , mica lo pirato), ma centa poco con un presunta tutela degli artisti e/o col tutelare la musica
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 10:13:55
Ti cito: "La gente non sta realmente rubando un servizio, in quanto spotify non offre nessun servizio reale."

E' come dire... il taxi lo uso ma poi non lo pago, non è un vero servizio... potrei andare a piedi e non pagare niente... quindi non è un servizio reale.

E poi, ti ricordo, che Spotify non è un ente di beneficenza... non deve fare "del bene" o tutelare gli artisti o la musica (e comunque secondo me lo fa ad entrambi). E' un società che lavora per guadagnare soldi.
Hai le idee parecchio confuse... credimi...
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 10:32:47
Cosa sia Sporitfy lo so benissimo; dovresti ricordartelo tu e ricordarlo a tutti gli indignados che pensano che piratando Spotify si rubino soldi ad artisti affamati ed al verde.
Rispondi
di francescolomunno [user #38311] - commento del 09/03/2018 ore 12:14:10
Agli artisti, a Spotify....se stai rubando sei un ladro, non conta a chi lo stai facendo ("sei" generico, non rivolto a nessuno in particolare...).
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 15:36:08
In realtà conta per come é stato impostato l'articolo e la discussione.
Che chi usi Spotify sia nemico di Spotify é ovvio e fuori discussione, ma qui si cerca di farli passare come nemici della musica.

Chi usa Spotify crakkato é lontano anni luce da uno che si scarica illegalmente mp3 e/o si compra(va) un cd/videocassetta pirata....
Rispondi
di TB [user #1658] - commento del 09/03/2018 ore 12:06:0
"La gente ... sta semplicemente evitando di pagare un qualcosa per cui non dovrebbe minimanente pagare e/o non dovrebbe pagare così tanto."

No, potrebbe non pagarlo se avesse le conoscenze informatiche adeguate per fare da sé, ma siccome molti non ce l'hanno 'ste conoscenze (ci sono un sacco di "persone informaticamente diversamente abili" come le definisci tu) ecco spiegato il successo di Spotify.

Che non fa niente di molto diverso da quello che fanno i costruttori di pedali "boutique": vendere a bei prezzi dei pedali che uno potrebbe benissimo costruirsi da solo spendendo molto di meno, se solo avesse un minimo di pratica con il saldatore.

Chi sa fa, chi non sa paga ( e se ruba rischia: fa parte del gioco, è inutile andarci in puzza)
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 15:08:35
E infatti é così. C'é gente che però si offende se gli fai notare che ste conoscenze informatiche non le hanno. Parli di saldature ? Bene, io gli assetti elettrici alle mie chitarre , cambi pickup e simili, non sapendo saldare ed avendo il culo pesante e la vita fin troppo piena di impegni, le faccio fare sempre in negozio.
Non insulterei mai qualcuno che mi fà notare che sto buttando i miei soldi e che mi dice che lui se li cambia da solo, né gli tirerei patetiche pippe sul fatto che lui stia "rubando introiti" ai negozi e blablabla. Non mi sentirei nemmeno offeso se definisse il negozio da cui vado un ladro perché mi chiede 80€ di mano d'opera oltre al prezzo del pickup.

E proprio per non andarci in puzza, copiarsi degli mp3 sul cellulare o crearsi una playlist su youtube non richiede poi competenze tanto superiori a quelle di utilizzare Spotify. Questo vale ancor di più per chi usa le versioni crakkate, perché il fatto che io non sto assolutamente difendendo chi ha crakkato Spotify non credo sia stato capito da molti
Rispondi
di TB [user #1658] - commento del 09/03/2018 ore 16:36:04
Boh... Io Spotify non lo uso, non mi interessa proprio, la musica la voglio ascoltare come si deve e quindi aborro gli mp3, al massimo vado su Youtube se cerco al volo qualcosa. Apprezzo pure chi mi suggerisce modi alternativi più economici per usufruire di un servizio, magari sforzandomi un minimo per apprendere e utilizzare qualche conoscenza base di informatica. Però Spotify (come tanti altri) campa facendo business sulle pigrizie altrui e cerca, ovviamente, di difenderlo il suo business, in tutti i modi, e non ci trovo niente di strano. E' questo che volevo sottolineare. Che ci vogliamo fare? Ok la controinformazione, poi però ognuno fa quello che vuole e che gli fa più comodo (al netto di insulti e retorica moralisteggiante, sono d'accordo).
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 17:06:45
"Però Spotify (come tanti altri) campa facendo business sulle pigrizie altrui e cerca, ovviamente, di difenderlo il suo business, in tutti i modi, e non ci trovo niente di strano. E' questo che volevo sottolineare. " Concordo, come sull'ognuno fà quello che vuole e che gli fà più comodo. Quello che volevo sottolineare io invece é l'errato schernire e puntare il dito contro i commenti degli utenti.
Ma uno non sarà libero di pensare e scrivere "10€ al mese per 12 mesi...secondo voi io dovrei spendere 120 l'anno per ascoltarmi 10 minuto di musica. Cancellate tutti gli account che volete, troveremo altri metodi." ? Quell'utente probabilmente adesso userà altri metodi, canali, servizi...invece molti son qui a prenderlo per il culo ed a denigrarlo.
Rispondi
di FakkWylde [user #46330] - commento del 08/03/2018 ore 19:38:1
Hanno fatto benissimo a bloccare il servizio. Chi si è lamentato sono i soliti pezzenti che non danno nessun valore al lavoro altrui o che non si rendono conto che non sono beni di prima necessità questi servizi.
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 08/03/2018 ore 21:42:40
Quant'é il minimo salariale per un software ? Non ricordo....
Rispondi
di FakkWylde [user #46330] - commento del 08/03/2018 ore 21:52:41
Guarda quanto costa Office, che non paghi più la licenza ma l'affitto per usare il programma.
E poi che vuol dire? Non vuoi pagare? Lo abbandoni. Punto. Il resto son tutte cazzate.
Il ragionamento che hai fatto poco più su è di una superficialità imbarazzante. Ti viene offerto un servizio con la possibilità di averlo gratis (con delle limitazioni) e invece vuoi il pacchetto completo senza pagare? Perché tu, signor nessuno, sostieni che non ne valga la pena? Ma stai zitto almeno.
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 00:51:23
No, io sono l'informatico (di professione tra l'altro) che, come tanti, si fà le stesse identiche cose, legalmente ed a gratis, per le quali tu paghi.
La macchina invece la porto dal meccanico perché sono consapevole di non capirci un cazzo, sicuramente ho buttato e butterò soldi nel cesso. Quantomeno ne sono consapevole e non mi offendo quando me lo fanno notare.

Ti rode che quei pezzenti siano entrati nel tuo esclusivo club di golf ? Maledetti ragazzini, scavalcan sempre la rete ...

Office te lo puoi ancora comprare e sempre potrai, non dirmi che pensavi si fosse estinto solo perché non te lo trovi più preinstallato nei pc dell'Iper. Tranquillo, é vivo e vegeto, stanno solo provando a farci più soldi vendendoti l'online.
Non centra cmq nulla in ogni caso. Come non centrerebbero paragoni con Netflix.

Prendi coscienza del fatto, per te non per me, che stai pagando Spotify solamente perché sei troppo pigro per farlo tu a mano (o non ne sei capace, niente di male, niente di cui vergognarsi o offendersi), perché dai discorsi che fai non mi sembra ti sia chiaro...
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 09:07:3
"prendi coscienza del fatto, per te non per me, che stai pagando Spotify solamente perché sei troppo pigro per farlo tu a mano"

Muoio... LOL... :o))))
Pensavo il tuo post di prima fosse il più demenziale degli ultimi 10 anni... ma ti stai superando... non ti fermare! :o))))


Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 10:15:59
Dai, sei fai il bravo ti insegno a copiarti tutta la tua musica , in rete, da ascoltarti dove, come e quando vuoi, in maniera completamente gratuita e legale. Anzi no, chiedilo al personaggio che era convinto che Office fosse solo online, testuali parole sue " Io la musica me la ascolto sull'iPod da 160gb sai quanto me ne può fregare dei servizi di streaming?"
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 10:27:37
Che bravo... sai copiare i file? Poi mi insegni?
Aspetterò il tuo prossimo seminario... "Copiare mp3 sul cellulare in 5 semplici passi."
Magari esce anche il libro.
Rispondi
di edgar587 [user #15315] - commento del 12/03/2018 ore 10:05:44
dio santo....è assurdo proprio...questo sta facendo il superiore perchè può fare gratis (copiando da cd o altro...ci vuole il programamtore..?) ciò che una piattaforma ti fa pagare. Eppure il concetto è molto semplice: dietro c'è il lavoro di musicisti da tutelare. Che tu sappia fare la stessa cosa gratis e in maniera legale (poi devo capire come siano conciliabili le due cose..) non toglie che stai evitando di pagare una cosa che si è sempre comprata (attraverso i dischi, per esempio, come lui stesso dice). Non capisco il punto, davvero.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 08/03/2018 ore 20:16:06
Comunque è vero: a prescindere da tutto 10 euro al mese per ascoltare in MP3 è veramente un furto.
Rispondi
di iopartoaddio [user #27211] - commento del 08/03/2018 ore 20:59:34
Tu secondo me sei quell’utente che aveva un negozietto di strumenti che non è più registrato. Sbaglio?
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 08/03/2018 ore 21:51:12
Mi sa che mi confondi con qualcun'altro.
Rispondi
di iopartoaddio [user #27211] - commento del 08/03/2018 ore 22:00:20
Sicuramente è come dici.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato - commento del 09/03/2018 ore 11:35:56
No..no..quello era Silver,molto peggio!!! :-)
Rispondi
di iopartoaddio [user #27211] - commento del 09/03/2018 ore 11:55:39
Hahaha! Lo stile è inconfondibile!
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 08/03/2018 ore 21:06:50
Sono abbonato a Spotify da almeno 2 anni. La library è pressochè illimitata, c'è il nuovo, il vecchio, oramai praticamente tutto. È di una comodità incredibile, e la qualitá dello streaming è accettabile. 10 euri al mese glieli dò e mi sta bene così. Spotfy non ruba, anzi ha sempre avuto bilanci orrendi e sta in piedi a malapena perchè il grosso delle revenues va a pagare i diritti delle case discografiche, con i quali vengono remunerati anche gli artisti. Se chiude Spotify - che almeno è una azienda indipendente - i suoi utenti se li prenderanno Apple, Google, Amazon e gli altri colossi che già si stanno prendendo il mondo. La rivolta degli scrocconi è semplicemente ridicola. Nessuno si illuda: non esistono pasti gratis, come si dice in UK... Qualcuno paga sempre
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 08/03/2018 ore 22:12:27
Si ma c'è Tidal che ti da ugualmente la stessa scelta ma almeno è FLAC minimo 16/44.1. Io ho lo sconto studenti, pago 10 euro al mese ed arrivo all'MQA con alcune release. Altrimenti ci sono tanti piani ma perlomeno puoi ascoltare a qualità CD. Il massimo che ti da SPOTIFY è MP3 a 320k che è decente ma TIDAL ti da di più allo stesso prezzo.
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 08/03/2018 ore 23:11:55
Grazie del consiglio! Io Vengo dall'era del mangiadischi a 45 giri.. . Poi il vinile, le musicassette e poi tutto il resto.. A me Spotify sembra una figata pazzesca
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 08/03/2018 ore 23:20:13
Anche io ascolto in vinile. E' proprio per questo che capisco che la qualità di Spotify è una schifezza! :) Va bene per sentire. Per ascoltare non basta.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 08/03/2018 ore 22:26:04
Ma comunque... di cosa ci si sorprende? Ma avete mai letto i commenti alle app sui vari store dei vari cellulari? E' la fiera del cerebroleso.
Rispondi
di fa [user #4259] - commento del 09/03/2018 ore 07:57:38
Diamo i nomi alle cose: se un servizio è a pagamento e qualcuno ne usufruisce senza pagare si chiama furto. Colui che commette un furto si chiama ladro.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 08:59:59
Sì. E' esattamente così semplice... ma c'è gente che non ce la fa proprio... poveri noi.
Rispondi
di Mariano C [user #45976] - commento del 09/03/2018 ore 09:31:57
sono d'accordo con voi. mi rincuora il fatto che un mio allievo (età da terza superiore) sia venuto oggi a lezione e mi abbia fatto ascoltare dei brani da trascrivere dicendomi "non posso farteli ascoltare da spotify me l'hanno bloccato. Ovviamente hanno fatto bene ci mancherebbe" e risate...della serie: internet è pieno di roba piratata o di origine dubbia e credo che quasi la totalità delle persona ne fruisca in un modo o nell'altro chi più chi meno (un film in streaming, un brano su youtube che è li e non dovrebbe ecc.....) ma almeno la buonagrazia di stare muti quando si viene sgamati. Spotify lo uso, versione non premium, a casa posso scegliere i brani mentre in giro me li ascolto shuffle, e che sarà mai
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 09/03/2018 ore 11:03:57
Al di là dello shuffle è che te li puoi ascoltare offline una volta salvati. Solo su Spotify ovviamente. Per me è una grande comodità
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 10:41:32
Il "problema" é che c'é gente che pensa si stiano rubando canzoni
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 11:28:35
...e invece stanno rubando un servizio... e quindi?
Vale meno? Sono meno ladri? Se rubi una mela al fruttivendolo sotto casa hai più sensi di colpa?
Eppure dietro c'è gente che lavora ogni santo giorno uguale... Mah!



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di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 15:11:57
Si sono meno ladri, anche da un punto di vista legale, guarda un po'.
Non intendevo quello cmq, riformulo.

Se rubi una Fender nel negozio sotto casa, quei soldi chi li perde/a chi stai rubando ?
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 15:25:53
Il negoziante. E quindi?
Non capisco dove vuoi andare a parare...

Cioè... va bene rubare a una Software House. Va male rubare a un musicista?
Davvero... non riesco a seguirti...
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965] - commento del 09/03/2018 ore 15:48:27
Rubare é sempre male, ma chi ruba a Spotify ruba a Spotify e non all'artista, cosi come a perderci é quel negoziante e non la Fender. Se vengo a rubarti la macchina ci perdi tu, non chi l'ha costruita o chi te l'ha venduta.

il mio "esser contro" non é relativo all'esistenza di Spotify, ma all'associazione sbagliata che chi leda a Spotify stia effettivamente rubando qualcosa/recando danno agli artisti ed a chi quella musica l'ha prodotta.

Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 09/03/2018 ore 09:41:4
Io sono profondamente contrario a Spotify, paga gli artisti una miseria per prendere agli utenti finali altrettanto poco, si sente male a meno che il massimo di impianto per l'ascolto sia l'altoparlante del cellulare e per un terzo motivo che ci starebbe bene ma al momento non mi viene e quindi mi fermo a due. (delirio in più, delirio in meno, non sono in cattiva compagnia su questa pagina).
Trovo però ancora più stupido craccare tale programma, non risolve nulla a livello etico anzi ti fa passare dalla parte del torto, e per di più rischi di beccarti multe o azioni legali.
Per me è molto meglio spendere quella cifra in dischi veri, e se costano più di 10 € l'uno... per la miseria, abbiamo passato decadi a pagare i dischi ben più del valore attuale (per chi non fosse d'accordo perché non capisce il concetto di inflazione e continua a dire che con l'euro tutto è raddoppiato, fate la conversione in caffè dell'epoca e vedrete che bene o male i prezzi attuali sono più bassi) ed in quei periodi l'industria discografica ci ripagava con prodotti meravigliosi, oggi ci propina con produzioni ben fatte solo la musica che sicuramente venderà, ci sarà un minimo di nesso?
Ora vi chiedo scusa, non so come continuare o come chiudere il post con un'impennata ulteriore di tono, ho esaurito il crescendo, vado di crescenza.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 10:24:07
Io uso spotify da un bel po' di anni. Praticamente in ufficio 8 ore al giorno (lavoro permettendo). Mai fatto l'abbonamento, posso sopportare qualche spot ogni tanto e la qualità, visto l'ambiente dove lo uso, è più che sufficiente.
Per me è manna dal cielo...

Poi delle royalties e degli accordi che ha con le case discografiche frega poco. Io per lo più ascolto musica di nicchia che sicuramente grazie a Spotify ha una visibilità (e anche entrate) che nel "vecchio mondo" se le sognavano.
Quindi anche sotto questo punto di vista per me è positivo.

Il problema della qualità musicale non è certo colpa di spotify... il mondo è cambiato, la musica è un business, e il prodotto mainstream in serie è un modo per fare soldi per le case discografiche, fine.

Nel mio piccolo, i dischi che mi piacciono, li compro ancora in vinile. Per tutto il resto c'è Spotify.

Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 09/03/2018 ore 11:02:37
Diventando seri e togliendo le guasconate dal mio commento, è chiaro che qualcosa di buono in Spotify ci sia, se no non si giustificherebbe l'enorme successo.
Io ho un altro modo di vivere la musica, passo parecchio tempo in giro per il mondo, preferisco di gran lunga il servizio autorip di Amazon, mi compro il vinile o il cd che mi interessa e ottengo automaticamente la versione mp3, da tenere sul telefono o in auto o sul pc, in locale o in streaming.
Con una media di due album al mese (ci sono tanti sprechi che, eliminati, permettono questa ed altre spese, è una questione di priorità) ho accumulato negli ultimi tre anni una buona discografia, perlopiù classici ma anche dischi nuovi di zecca, sempre disponibili, senza interruzioni pubblicitarie.
Adoro ascoltare la radio mentre guido (le parole mi tengono più sveglio della musica, che mi fa volare via con la mente), e dalla radio (purtroppo da pochi programmi, perlopiù notturni) ricevo spunti interessanti per cercare nuove proposte. Oppure cerco su Internet notizie su nuovi gruppi, non esiste solo Spotify come propositore di nuova musica.
L'industria discografica deve guadagnare, se no nessuno dei suoi impiegati riuscirebbe a mangiare, e quindi deve avere un ritorno dagli investimenti. Purtroppo oggi i tempi sono cambiati perché, come detto nell'articolo, pagare per la musica non viene percepito come giusto.
Io vorrei far scrivere una canzone e registrarla e promuoverla a chi la pensa così, per vedere se dopo la pensa uguale. Anche producendo a casa propria sul proprio pc ci sono dei costi, oltre alle ore di lavoro impiegate.
Per me è sacrosanto pagare, come è giusto pagare per un libro o per qualsiasi altra merce messa sul mercato.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 09/03/2018 ore 11:24:53
Tutto condivisibile...
Io passando minimo 8 ore al giorno davanti al monitor di un PC, sono un divoratore di Spotify e Youtube... e il grande valore aggiunto di questi media, è la possibilità di conoscere decine e decine di gruppi/artisti nuovi ogni giorno. Cosa impensabile in passato o con metodi "tradizionali" (vedi radio).
Il mio piccolo contributo lo do sorbendomi la pubblicità... un piccolo dazio, per un servizio che, da amante della musica, 25 anni fa non avrei mai e poi mai immaginato potesse essere un giorno gratuito.
Sentire gente che si lamenta di Spotify, o che lo vorrebbe gratuito (!), mi fa sorridere...
Forse sono millennials, o gente che non si ricorda più come era difficile accedere a musica "nuova" 20/30 anni fa...
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 09/03/2018 ore 19:37:34
Un commento extra: Spotify è Svedese, la Siae Scandinava si chiama KODA e quindi soggetta volo-nolo a regole internazionali. Chi decide a livello mondiale è l'associaziose IFPI che rappresenta l'industria discografica e BIEM per autori ed edizioni musicali - sono queste società "da Nazioni Unite" che devono settare le regole. Nel caso di un esecutore (anche Superstar) non vendi dischi e puoi al massimo sperare che la casa discografica ne abbia da VOS. Un compositore è messo meglio - è quello che fa i soldi non muovendosi da casa oltre andare in studio.
A livello tecnico, Spotify e YouTube pagano per uso tipo radio - dischi non se ne vendono. Se mi ricordo bene sono i diritti di esecuzione pubblica - il famigerato rendiconto "bollettino Siae" vale anche per radio / TV o chi trasmette pagando diritti. Restando nella burocrazia (!) di tutto questo, IFPI ha di certo creato una zona di introiti per i discografici. Quello che viene alla casa discografica è spartito a seconda la royalty fissata nel contratto dell'artista - royalties tipiche sono da 5% a 12,5%. Con finanziamenti esterni si arriva a 49%. Insomma, quellio che arriva da Spotify è diviso in questo modo dalla casa discografica del caso. Alla fine dei conti, quello che viene pagato è basato su statistiche "play".
Pubblicità: argomento doppio... Spotify (o altri) devono attrarre chi paga per inserti pubblicitari. Artisti hanno una possibiltà di presentare idee e fare promozione per singolo, album e tour. Andare in tour rende al massimo del possibile e superstars non hanno di ché preoccuparsi.

Zoso: rete, YouTube... per i giovincelli di oggi posso confermare quello che scrive Zoso - la Rai suonava le soiite cose anni fine 60 e musica targata beat / rock era poca. Io sono stato fortunato, c'era Radio Capodistria (in Italiano) che si prendeva a Venezia e più tardi, Radio Luxemburg RTL 208. Tenersi aggiornati era una missione! Ora, c'è la rete :)
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di sebasann [user #17938] - commento del 09/03/2018 ore 21:49:2
Ho un account Premium Family ossia 6 account premium al costi di circa 14 euro al mese. Mi sembra veramente poco!
Per quanto riguarda l'acquisto di cd o vinili ne ho tantissimi ma complice anche la pessima distribuzione vi sfido a trovare qualcosa tipo OUTLAWS, OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS, JERRY JEFF WALKER, PETER ROWAN, ECC. solo per citarne alcuni. Ho diversi album di costoro ma su Spotify posso ascoltare, legalmente, quanti ne voglio.
Per me, chitarrista appassionato, la musica usa e getta è un'offesa e preferisco ascoltare interi album.
Grazie a Spotify!
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di StefanoF [user #42246] - commento del 10/03/2018 ore 12:37:09
Ho messo spotify craccato un giorno prima che li bloccassero tutti..e già mi sentivo in colpa..il giorno dopo lo hanno bloccato ma il servizio è ottimo quindi ho optato per comprarlo scontato per studenti a 4,99, soldi spesi benissimo, 10 sarebbero troppi, ma finché saranno 5 li spenderò più che volentieri..
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