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RedSeven: sbirciamo dietro la griglia del nuovo hi-gain italiano
RedSeven: sbirciamo dietro la griglia del nuovo hi-gain italiano
di [user #116] - pubblicato il

RedSeven racconta le fonti d'ispirazione dietro il nuovo brand firmato Shiva. L'hi-gain italiano parte da griglie automobilistiche e mostri a base di KT88.
RedSeven è la nuova avventura commerciale di Luca Batarella e Sebastiano Menn, noti al pubblico per gli amplificatori e gli stompbox Shiva.
Appena svelati, i progetti inediti hanno da subito smosso il web. Abbiamo raggiunto Luca per conoscerli meglio, partendo dalla questione che più sorge spontanea: RedSeven è un side-brand o prende il posto di Shiva?

Luca Batarella: Non siamo più Shiva, ma la transizione non sarà on-off perché i pedali porteranno ancora per qualche mese il vecchio marchio.
La decisione è dovuto a diversi motivi che erano nell'aria da un po' di tempo. Volevamo innanzitutto rinnovare il logo perché col tempo si matura, i gusti cambiano, penso sia anche normale. Poi, che tu ci creda o no, quando decidemmo nel 2012 di partire con le chitarre e poi con l'elettronica, io non conoscevo ancora la Bogner Shiva! Però all'estero, che per noi è un target importante, venivamo confusi, si credeva fossimo in qualche modo affiliati a Bogner. Già da un anno volevamo spostare il focus negli amplificatori, e tutta questa somma di motivi ci ha dato la spinta per rinnovarci un pochettino.

Accordo: Come mai questo nome?
LB: Il logo è un'idea buttata giù durante un pranzo, il naming non ha un significato preciso: sono due parole che stanno bene insieme e si possono pronunciare in tutte le lingue senza sbagliare. C'è stato uno studio del brand e di posizionamento più del significato.

A: Sarà un'avventura tutta nuova o ritroveremo anche i progetti nati sotto il marchio Shiva?
LB: Metà a metà. Quello che c'era è rimasto, ma abbiamo aggiunto due testate nuove.
Facevamo la Duality - 50 watt e due canali pulito e distorto - e la Kalì - una monocanale da 30 watt.
Abbiamo introdotto la Duality 100 - versione espansa della 50 con tre canali - e la Leviathan che invece sono due canali e finale KT88 che parte da un crunchettino in stile 800 fino ad arrivare a un distorto veramente tanto hi-gain.

RedSeven: sbirciamo dietro la griglia del nuovo hi-gain italiano

A: Sappiamo che c'è lo zampino di un altro artigiano italiano nei trasformatori dei nuovi modelli...
LB: Sì, gli amplificatori montano trasformatori True Coil. Carlo Sorasio ha avviato quest'attività per cui costruisce trasformatori su disegno, praticamente da quello che so non offre cose standard. Conosco Carlo da tanto tempo, abbiamo lavorato a stretto contatto pensando al suono che ci interessava, ci siamo confrontati e lui ha costruito questi trasformatori su specifiche nostre, diversi per ogni testata.

A: Carlo firma anche gli amplificatori LAA Custom. Non vi siete sentiti concorrenti nel progettare dei trasformatori insieme?
LB: Qui faccio sempre un esempio: con la stessa ricetta, quattro cuochi faranno quattro piatti diversi. C'entra dentro la sensibilità, il gusto... è impossibile fare cose uguali. Certe cose che gli domandavo per esempio erano totalmente distanti dal suo modo di intendere l'amplificazione, quindi il discorso concorrenza è molto limitato.

A: E con il resto del mercato?
LB: Soprattutto se consideriamo anche l'estero, il mercato è talmente enorme...
Non discrimino la patria, anzi, ma avendo fatto il Namm nel 2016 mi sono accorto che fuori c'è un business davvero su altri ordini numerici. Per dire, se nella stessa città ci sono Bogner, Friedman e Suhr, vuol dire che nel mondo c'è spazio per tutti.

A: Il Leviathan è il modello che ha forse catturato più la fantasia del web in queste ore. Parlami dei riferimenti alla sua base.
LB: Tutti abbiamo dei riferimenti e dei miti ed è giusto così: quando cominci a giocare a calcio, è normale che tu ti rifaccia a qualcuno di grande, di cui sei fan sfegatato, ma è difficile dire a cosa si rifaccia di preciso quell'amplificatore.
Il Leviathan è nato su base Marshall, con l'idea di avere un distorto in stile 800 sul primo canale, con una modalità hot che attiva un quarto stadio. In realtà si è trasformato in un suono che non esiste: ci attacchi il jack e, con le quattro KT88 finali, non riesci a ricondurlo a nient'altro.
Per il secondo canale siamo partiti da un quattro-stadi veramente spinto. L'idea era nata per chi suona con chitarre a sette e otto corde o qualche tono sotto lo standard. Suonando una 100 watt tradizionale pensata per un determinato range di frequenze, se ci infili una otto-corde, l'amplificatore non suona. Questo progetto nasce invece appositamente per le accordature ribassate, ma è venuto fuori che anche altri chitarristi, bluesman per esempio, gente che non c'entra niente con generi estremi, l'hanno trovato versatilissimo. Chi il primo canale boostato, chi non boostato, chi ha apprezzato tantissimo il secondo per i lead e per come a basso volume si sentano tutte le note anche con il gain altissimo...
L'abbiamo sempre proposto come un amplificatore hi-gain, ma in molti sono arrivati a dire che ci sbagliavamo, perché ha molto da dire anche in altri contesti!

RedSeven: sbirciamo dietro la griglia del nuovo hi-gain italiano

A: Eppure va detto che anche l'estetica, fin da subito, richiama stili molto moderni...
LB: È vero, anche solo guardandolo è un amplificatore in cui non infilerei mai una Stratocaster con tre single coil. Lo scopo delle scelte estetiche era anche questo: per il pannello frontale avremmo voluto ricreare qualcosa della Lamborghini, ma non ci siamo riusciti, quindi abbiamo riproposto la griglia frontale di una Ford F150, un pickup che mi piace tantissimo!
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