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Jackson Mick Thomson: Floyd Rose contro corrente
Jackson Mick Thomson: Floyd Rose contro corrente
di [user #116] - pubblicato il

La Jackson del chitarrista degli Slipknot dimostra come la ricerca sonora possa tracciare percorsi inattesi, come un Floyd bloccato per unire i due mondi.
Pochi costruttori di chitarre possono vantare di aver attraversato le epoche senza perdere mai smalto e riuscendo a risultare appetibili allo stesso tempo agli occhi di chitarristi stilisticamente così diversi tra loro, pur restando nell’ambito del rock e del metal. Jackson è uno di questi e, mentre da un lato ha conquistato i cuori dei tradizionalisti fan di Randy Rhoads quanto dei virtuosi più versatili come Marty Friedman, dall’altro si è dimostrata in grado di ammiccare anche ai metalhead più moderni e aggressivi.
Nel luglio 2016, Mick Thomson annunciava il suo ingresso tra le file Jackson con una foto dei due strumenti custom affidatigli dai laboratori californiani: una Double Rhoads e una Soloist. Quest’ultima sarebbe poi diventata la sua chitarra di punta, fino a evolversi in tre versioni signature.

Jackson Mick Thomson: Floyd Rose contro corrente

Insieme a Jackson, il numero sette degli Slipknot ha affinato diverse caratteristiche che rendono oggi davvero peculiare il suo sound. Tra tutte, la scelta di adoperare un ponte fisso ricavato da un ponte mobile bloccato all’interno del proprio scasso.
Dettaglio imprescindibile negli strumenti di Thomson ormai da diverso tempo, trova la sua incarnazione finale grazie a Jackson e a Floyd Rose con un modello appositamente disegnato per lui e ora montato su tutte le chitarre dedicategli.

All’apparenza e al tatto, il sistema risulta del tutto simile a un Floyd Rose, con regolazione di fino dell’accordatura alla base del ponte e bloccacorde in metallo al capotasto. Le differenze sono sostanziali invece sul piano timbrico, dove la risposta accoglie tutti i benefici di un sistema fisso. Il meccanismo assicura un timbro più duro sulle basse frequenze, con un attacco deciso e maggior sustain, grazie alla minor dispersione delle vibrazioni del ponte fisso. Il risultato è singolare, differente da quello che si otterrebbe con un hardtail tradizionale in quanto l’avvitamento non avviene nel legno, bensì su un sistema di piloncini e lame del tutto simile a quello di un Floyd mobile.
Dal retro è possibile accedere al tradizionale blocco inerziale, dove le corde sono ancorate, e notare come il ponte sia stato fissato in maniera vicina a come si farebbe con un classico Floyd, ma la chitarra è qui liberata anche dal vano delle molle e dal resto del meccanismo. Senza oscillazioni di sorta, lo strumento non teme nemmeno la perdita del setup alla rottura di una corda.

Jackson Mick Thomson: Floyd Rose contro corrente

Introdotta dapprima come edizione limitata al Namm 2017, la Jackson Mick Thomson è sbarcata nella gamma USA all’alba del 2018 per la produzione su vasta scala e nella Pro Series per una versione più accessibile senza rinunciare alle caratteristiche distintive del modello.

Jackson Mick Thomson: Floyd Rose contro corrente

Pickup Seymour Duncan Blackout signature di Thomson sono di serie su tutta la gamma, come sono in comune anche la presenza di un manico con tastiera dal raggio compound 12-16 pollici e la scelta di non sfoggiare alcun segnatasto sulla parte frontale. Solo il bordo superiore, al posto dei più comuni dot, riporta dei piccoli segnatasti a blocco per orientarsi al meglio in condizione di scarsa luminosità… o mentre si indossa una puntuta maschera che potrebbe limitare la visuale sul palco.

Nel video, Mick espone alla stampa la sua limited edition originale, soli 15 esemplari di cui uno in suo possesso nella violentissima finitura Deep Blood Metallic.



Le caratteristiche costruttive sono rimaste pressoché immutate all’arrivo nella gamma USA, per il Namm 2018, mentre cambiano le finiture disponibili con l’introduzione delle versioni bianca e nera, stavolta con binding a contrasto su body e paletta.
Come da tradizione Jackson, le caratteristiche costruttive sono le medesime che verranno poi riproposte nella Pro Series, salvo per la presenza di un manico in pezzo unico contro le tre parti longitudinali della serie USA.



Mogano per il body ed ebano per la tastiera, la Jackson di Mick Thomson è studiata per un tono grosso e poderoso, incisivo anche nelle accordature più ribassate grazie a dei pickup potenti e definiti al tempo stesso. La ricerca sonora in fatto di hardware è infine un esempio fulgido di come le soluzioni meno convenzionali possano portare alla definizione di un proprio suono distintivo, al di là dei canoni del genere e contro ogni standard di mercato.
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