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Fender a 21 o 22 fret: cosa cambia?
Fender a 21 o 22 fret: cosa cambia?
di [user #17844] - pubblicato il

Stratocaster e Telecaster nascono con 21 tasti, ma più avanti sono divenuti uno standard i manici a 22 fret. Come influisce tale differenza su suono e suonabilità?
Leo Fender aveva le idee ben chiare quando ha messo a punto la Telecaster prima e, pochi anni più avanti, la Stratocaster.
Il suo strumento doveva essere facile da replicare in serie, solido, efficiente. Gran pragmatico qual era, Leo aveva basato la sua chitarra elettrica su geometrie ben precise e, per certi versi, quasi semplicistiche.
La posizione delle borchie per la tracolla, le proporzioni di paletta, manico e corpo, l’assemblaggio, fino alla distanza tra i pickup, tutto ha un motivo ben preciso. C’è però un dettaglio piccolo quanto evidente che, cambiando negli anni successivi, ha sollevato alcune curiosità.

Fender a 21 o 22 fret: cosa cambia?

I manici degli strumenti disegnati da Leo Fender avevano 21 tasti, una scelta in linea con il concetto di chitarra acustica da cui la Telecaster ha attinto, ma in contrapposizione con l’approccio adottato dalla concorrenza diretta di Gibson, che per la Les Paul aveva abbracciato fin da subito un manico con 22 tasti.

In casa Fender, i 21 tasti rappresentano la dotazione regolare per decenni, fin dopo l’uscita di scena di Leo. I cataloghi americani introducono il 22esimo tasto solo nel 1987, mentre il reparto giapponese aveva già sperimentato il tasto in più nel 1984, con la Stratocaster Contemporary.

Gli ingredienti del suono e dell’approccio Fender, però, restano immutati.

Fender a 21 o 22 fret: cosa cambia?

Un tasto in più può rappresentare una piccola rivoluzione per lo stile di uno strumento. Nel caso di Fender, tale rivoluzione è stata pressoché indolore. Non ci sono state revisioni alle geometrie generali, né modifiche al body, al diapason o alla posizione dei pickup.
Il manico originale a 21 tasti ha una piccola porzione di legno extra dopo l’ultimo fret che, il caso vuole, culmina proprio laddove andrebbe virtualmente aggiunto il tasto successivo. Così l’aggiunta del 22esimo tasto è ottenuta semplicemente posizionando una “linguetta” di legno in più sul manico precedentemente utilizzato quel tanto che basta per consentire l’inserimento di un ulteriore fret, senza modificare in modo invasivo il tacco o lo scasso.
Il progetto si aggiorna, i manici cambiano forme e misure, ma un’occhiata ai disegni tecnici di due Stratocaster con 21 e 22 tasti può chiarire ogni dubbio.

Fender a 21 o 22 fret: cosa cambia?

La forma del corpo non cambia di una virgola. La spalla superiore sporge allo stesso modo facendo trovare la vite per la tracolla in corrispondenza del 12esimo tasto, così che anche la “vestibilità” resti immutata tra le due versioni. Per approfondire l’argomento delle proporzioni negli strumenti e il ruolo delle viti per la tracolla, consigliamo la lettura di questo articolo.

A voler trovare una differenza, si può guardare alla suonabilità: l’accesso al 22esimo tasto può risultare ostico in quanto nessun accorgimento è stato applicato alla forma del corpo.
La giunzione manico-corpo cade all’altezza del 17esimo tasto e la spalla inferiore non è arretrata per fare più spazio alla mano sinistra, quindi il tasto extra risulta “più dentro il body”. A tale aspetto hanno provato a ovviare innumerevoli strumenti ispirati alla Stratocaster, con tacchi più sfuggenti o contour accentuati.

Disegni alla mano, l’arrivo del 22esimo tasto si conferma una pura questione stilistica e funzionale. Non modifica il suono o l’approccio a una chitarra Fender, e la presenza oggi di modelli a 21 fret in catalogo può ricondursi alla semplice ricerca dello “storicamente corretto” e dell’originalità d’epoca.

Se fossero rimasti dei dubbi circa la reversibilità dell’aggiunta di un 22esimo tasto su una Stratocaster o una Telecaster, in questo vecchio video Keith Holland dell’omonima liuteria californiana converte un manico a 21 fret in uno a 22 tasti con un piccolo lavoro di intarsi.

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La vestibilità delle chitarre
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