SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
La storia di Teisco
La storia di Teisco
di [user #22255] - pubblicato il

Un nostro lettore ha ricostruito la storia del marchio Teisco che, dal Giappone degli anni '40, ha conquistato USA e Gran Bretagna per due decenni. La racconta FBASS.
Era il 1946 quando il musicista hawaiano e suonatore di chitarra spagnola Atswo Kaneko, insieme all’ingegnere elettrico giapponese Doryu Matsuda, fondò a Tokyo la società chiamata in origine “Aoi Onpa Kenkyujo” (laboratori di energia elettrica), che divenne nel 1956 “Nippon Onpa Kogyo Co.” e nel 1964 “Teisco Co.”.
Nel 1967, la società fu acquisita da “Kawai Musical Instruments Manufacturing Co. Ltd.” ( Kawai Gakki Seisakusho), che ne ha interrotto la produzione e sopresso il marchio Teisco di chitarre nel 1969 continuando solo in Giappone fino al 1977 e usandolo per le tastiere elettroniche fino al 1980.

I prodotti Teisco sono stati ampiamente esportati negli Stati Uniti e nel Regno Unito, anche in virtù dei prezzi abbordabili.
Si racconta che quando alcune chitarre furono viste al collo di Bo Diddley e della sua co-chitarrista Norma-Jean Wofford (al secolo la “Duchessa”, lui invece era “El Rey”), nel 1964 il nome del brand negli USA cambiò in “Teisco Del Rey”.

 La storia di Teisco

Tra le chitarre e i bassi prodotti, oggi i più richiesti dai collezionisti sono la chitarra a un solo pickup con battipenna nero adorno di una cornice floreale color argento, modello E-110, seguita da quella a tre pickup split, modello Spectrum 5 (anche trasparente), seguite a ruota dalla magnifica baritona, modello TB-64 bass VI.
Tra le prede ambite dalla vintage-mania c’è anche la double neck, mandolino più chitarra, del 1967. Preciso che la TB-64, o ET-320, aveva già l’asola per trasporto al body off-set simile ad una Jazzmaster, ma il corno superiore più lungo.

La storia di Teisco

Anche i bassi a quattro corde erano molto apprezzati.
Oltre alla baritona-basso VI TB-64, che aveva le meccaniche posizionate 4+2 - cosa ripresa molti anni dopo da Music Man Ernie Ball - erano dotati forse di una paletta dalla forma un po’ invasiva pur se con le meccaniche posizionate a due a due. I body accattivanti erano ispirati alle Jaguar e relativo basso Jazz Bass della Fender, che erano ai vertici delle preferenze negli anni '60, variando poco e principalmente nella forma della spalla superiore.
I bassi Teisco poi sono facilmente identificabili attraverso un design unico dei pickup, esclusivo per la serie “Del Rey”. Questo progetto consisteva in un grande pickup con cornice cromata, di forma rettangolare, con una parte in plastica nera che fissava i quattro poli in un'unica posizione centrale dritta. Alcuni, ma solo nel disegno delle forme, possono variare poco tra loro, ma sono facilmente distinguibili per i particolari di cui sopra.

La storia di Teisco

La chitarre Teisco erano facilmente reperibili in quegli anni, mentre oggi sono molto difficili da acquistare sul mercato del vintage, anche se c'è qualche brand che le sta replicando.
Principalmente quelle vendute negli Stati Uniti, oltre ad essere state marcate dal 1964 "Teisco Del Rey", sono state importate negli USA anche sotto vari altri marchi, tra cui World Teisco, Silvertone, Kent, Beltone, Duca, Heit Deluxe, Jedson, Kimberly, Kingston, Lyle, Norma, Tulio. Nel Regno Unito furono importate con etichette come Arbiter, Sonatone, Audition, Kay e Top Twenty (ma fra tutte la Silvertone è la più conosciuta).

La produzione non si limitò solo alle chitarre e ai bassi elettrici di cui alcuni - sia delle sei-corde sia dei quattro-corde - ricordavano molto le EKO e le VOX europee, oltre ai cloni delle Fender tipo la Mustang e altre dalla foma avveniristica tipo la Orbit 4 o SS-4L.
Furono prodotti anche amplificatori e drum set limitati sotto nome “Del Rey”, produzione interrotta all’atto d’acquisto da parte della Kawai, e alcuni sintetizzatori che sono rimasti in produzione fino al 1980.

Teisco ha prodotto anche numerosi modelli di amplificatori per chitarra e basso spesso venduti con il marchio Checkmate, ma anche come Teisco o Silvertone. Negli anni 50’s i primi modelli di amplificatori erano tutti valvolari molto semplici, da 5/10 W, ma nel corso degli anni 60’s furono offerti modelli più avanzati e potenti, come il Checkmate 25, il Checkmate 50 e il Checkmate 100 con due canali, riverbero e tremolo. Teisco ha anche realizzato amplificatori a stato solido (cioè a transistor), alcuni modelli progettati in maniera non meno radicale di quanto fossero le loro chitarre del tempo. Il Sound Port 60 (60 watt / RMS) e il Sound Port 120 (120 watt / RMS), amplificatori della fine degli anni 60’s, erano molto simili ai Fender Silveface, tipo il Vibro Champ e il Twin Reverb.

La storia di Teisco

La produzione più longeva, continuata anche sotto Kawai, è quella dei sintetizzatori. Teisco ha prodotto una vasta gamma di sintetizzatori, con modelli tra cui i modelli 60F, 100F, 110F, 100P, SX-210, SX-240 e SX-400 usati spesso anche da band europee come Hot Chip (UK),Pure Reason Revolution (UK), e Oca (Belgio).

La storia di Teisco
chitarre elettriche gli articoli dei lettori teisco
Nascondi commenti     5
Loggati per commentare

di ramones [user #17469]
commento del 11/10/2021 ore 17:47:21
Innamorato della Spectrum sia in versione chitarra che bass VI, nel 2015 ho comprato in New Jersey la Teisco Del Rey simile al modello E-110 ma con due pickup, battipenna nero adorno di cornice floreale color argento. L'ho pagata 114 dollari e l'ho presa da vai al link
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 12/10/2021 ore 08:44:52
Bellissima quella con split-coil.
Non mi spiegherò mai perché quel tipo di pickup non abbia preso piede su larga scala.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 13/10/2021 ore 02:54:31
Una chicca, l'ottimo chitarrista Smith dei Cure, ha praticamente creato con una Teisco, partendo da zero, il suono che avrebbe condizionato un'intera era musicale del dark/goth/post punk.
Se non erro da ragazzino la madre gli comprò a Natale al supermercato una Teisco super economica su cui studiò. Col tempo comprò tre, quattro pedalini Boss, fra cui se non erro un chorus, un delay e forse un compressore (essendo autodidatta metteva tutti i potenziometri a metà). Insieme ai compagni di scuola fondo' un gruppetto. Quando inviarono il provino a una casa discografica il titolare fu convinto da questo suono particolare. Il giorno della registrazione in studio, Smith si presentò con la Teisco.. con grande stupore del titolare, gli prestarono una Telecaster seria.. Si narra che Smith dopo qualche giorno staccò il single coil dalla sua amata Teisco e chiese di avvitarlo al centro della Telecaster.. così si narra fu registrato Three Immaginary Boys
Rispondi
di paoloprs [user #10705]
commento del 14/10/2021 ore 17:09:39
Madonna santa !
ma dove le trovate queste " chatarre ? "
Vostro Paolo (PRS)
Rispondi
di bizero [user #50677]
commento del 05/01/2024 ore 12:44:53
Quale è la lunghezza della scala della Teisco Tulip E 110 ??? Grazie1000
Rispondi
Altro da leggere
PRS 2026: la linea prende forma prima del NAMM Show
Keith Richards 1960 ES-355: Gibson Custom firma due repliche da collezione
Intervista a Ivano Icardi: la chitarra come estensione del pensiero musicale tra studio e palco
Ibanez 2026 lineup tra Alpha Series, Layer Delayer e molto altro ancora
Andertons x Chicago Music Exchange: Fender Player II Lavender Haze Collection
Cort KX600 Infinite: la collaborazione con Neil Zaza tra tradizione costruttiva e suoni moderni
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster
Riprodurre il suono di George Harrison post-1968: ovvero come scaldo l...




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964