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Yamaha RSS02T: in prova la Revstar aggiornata al 2022
Yamaha RSS02T: in prova la Revstar aggiornata al 2022
di [user #116] - pubblicato il

Body scavato con tecniche di Acoustic Design, due P90 combinati in cinque posizioni più un Focus Switch passivo: testiamo sul campo la Yamaha Revstar Standard RSS02T aggiornata al 2022.
Yamaha è motori, strumenti musicali, fuoribordo e potenti due-ruote che convivono sotto lo stesso tetto di chitarre, batterie e pianoforti, tutti in grado di toccare vette di altissima qualità dietro lo scudo dei tre diapason.
Quando ci si muove in territori così eterogenei è quasi impossibile che le diverse passioni non finiscano per sfiorarsi, talvolta fondersi, partorendo commistioni di stili che danno una forma concreta a legami da sempre esistenti nell’immaginario del pubblico, come il filo rosso che lega il più aggressivo degli strumenti musicali - la chitarra elettrica - al più audace dei mezzi di trasporto - la motocicletta.
Due simboli di libertà per eccellenza in un unico corpo di legno e saldature: è questa la genesi della serie Revstar, chitarre elettriche ispirate per estetica, stile e impronta alle moto Cafè Racer che impazzavano a Londra e a Tokyo negli anni ’60.

La serie Yamaha Revstar si aggiorna al 2022 con un’intera collezione di strumenti, ampliati per forme, colori e contenuti. All’appello rispondono finiture metallizzate, goldtop, con racing stripe fino al singolarissimo Sunset Burst che sfuma dal giallo verso il marrone, da una spalla all’altra della chitarra. È nell’appariscente finitura Swift Blue, invece, la RSS02T su cui abbiamo messo le mani e che ci apprestiamo a raccontarvi.

Yamaha RSS02T: in prova la Revstar aggiornata al 2022

La RSS02T fa parte della serie Standard, prodotta in Indonesia per una fascia di prezzo adatta a studenti e giovani professionisti.
Come tutte le sue compagne, vede un body leggermente più grande rispetto ai modelli introdotti nel 2015 e sfoggia una struttura interna inedita, fatta di camere tonali disegnate attraverso la tecnica che Yamaha definisce “Acoustic Design” per controllare la risposta timbrica dello strumento e contenerne al contempo il peso.

Il modello si distingue in catalogo per i due P90 e l’abbinamento di un ponte fisso a sei sellette con un tailpiece a trapezio di derivazione archtop, elementi che lasciano immediatamente immaginare una predisposizione dello strumento al rock classico, al blues e a tutti quei generi in cui si ha bisogno di corpo, incisività e tanto carattere.

Yamaha RSS02T: in prova la Revstar aggiornata al 2022

I magneti sono a base Alnico V, corposi nel suono ma caratterizzati da una spiccata brillantezza e apertura sulle alte, ed è intorno ai due pickup che Yamaha ha costruito un “motore” sonoro dalla flessibilità inaspettata.
Il circuito è controllato da un selettore a cinque scatti, che fornisce posizioni intermedie dalle sfumature inedite, per viaggiare tra combinazioni più rotonde nella risposta ai tipici suoni svuotati, legnosi e percussivi delle bobine in parallelo e dei giochi di fase.
In aggiunta, sotto il potenziometro dei toni si cela un dispositivo indicato con Focus Switch, un filtro passivo che lima le frequenze più acute e sposta l’attenzione verso i medi, facendo in modo che la chitarra trovi il suo posto nel mix con maggiore precisione e donando una voce per certi versi più vicina a quella di un humbucker.

Chitarra a scala corta da manuale, con body in mogano e top in acero incollati a un manico in mogano, la RSS02T è leggera - non leggerissima - grazie alla struttura chambered e garantisce stabilità del setup a qualsiasi condizione climatica con due rinforzi in carbonio.

Yamaha RSS02T: in prova la Revstar aggiornata al 2022

Il manico è accogliente, offre una presa salda senza sacrificare la predisposizione a eseguire parti veloci con tutta la scorrevolezza di una finitura satinata, per quanto la sua naturale inclinazione sia senza dubbio quella degli stili esecutivi più classici. La tastiera in palissandro, ben rifinita come ci si aspetta da Yamaha, ha un raggio da 12 pollici in grado di regalare buone sensazioni in prima posizione per l’esecuzione di accordi e riff, quanto nelle zone più avanzate per affrontare con pulizia intricati chord melody.

L’abbiamo testata al Blap Studio di Milano con l’aiuto di Cristian Concio.



Dal jazz al rock fino a degne escursioni nell’hard rock e nel metal, la Yamaha RSS02T si dimostra uno strumento variegato nel suono, ma non per questo impersonale. Il suo timbro è quello di una chitarra vintage, con una sensazione di “legno” sempre ben presente a cui si affiancano le ampie possibilità di personalizzazione date da un’elettronica ben al di sopra degli standard per la categoria.
Le cinque posizioni e il Focus Switch offrono suoni che altrove, semplicemente, non esistono. Tutto a vantaggio della creatività del musicista in una chitarra che - in una fascia di prezzo accessibile, medio-alta - si rivela affidabile, bella da guardare e assai piacevole da maneggiare quanto da ascoltare.

L’intera serie Revstar aggiornata al 2022 merita senza dubbio un approfondimento, dalle entry level della collezione Element, passando per le Standard fino al top di gamma Professional di fabbricazione giapponese. Sul sito Yamaha, sono tutte a questo link.
chitarre elettriche revstar rss02t yamaha
Link utili
La serie Revstar sul sito Yamaha
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di FranxAJ [user #18541]
commento del 28/03/2022 ore 17:10:5
Veramente ma veramente bella questa nuova serie di strumenti!
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di saverio21 [user #20612]
commento del 28/03/2022 ore 17:22:1
Suono da quasi trent'anni e ho avuto tanti strumenti Yamaha per le mani, maledico ogni qualvolta mi sono disfatto di uno di loro (la pedaliera multieffetti DG-Stomp su tutti) e non ho mai avuto particolari problemi grandi e piccoli con loro: utilizzo abitualmente ancora oggi una Yamaha semiacustica AEX-502 del 1999 che ha un suono impressionante e neanche l'ombra di un problema. Questa serie di chitarre non l'ho ancora provata, né la nuova né la vecchia, ma da quando ho visto Matteo Mancuso fare cose impossibili con una Revstar, è diventata una delle mie ossessioni... Ho puntato quella nera con gli humbucker, non potrà scapparmi a lungo ;)
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di ADayDrive [user #12502]
commento del 29/03/2022 ore 13:18:46
Stavo per scriverlo io: mai avuto chitarre Yamaha ma ho avuto amplificatori per chitarra, casse amplificate, mixer analogici e digitali, e tutto affidabile e ben suonante.
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di Rothko61 [user #32606]
commento del 28/03/2022 ore 20:21:40
Belle chitarre! Punto.
Per i prossimi test suggerisco umilmente di far ascoltare i suoni delle varie posizioni del selettore dei pickup utilizzando un suono clean.
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di Pearly Gates [user #12346]
commento del 28/03/2022 ore 20:52:55
Non ha fatto sentire neppure lo switch focus
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 28/03/2022 ore 22:22:
E anche senza chorus, reverbero, delay ecc. E visto che le 5 posizioni sono le solite 3 più le 2 "focus", occorrerebbe che le 5 esecuzioni fossero tutte uguali (stessa melodia, stessi accordi ecc.), a me sembravano tutte uguali, mahhh ... Peccato perchè comunque mi pare ben sonante. D'altra parte il video non è prodotto dalla redazione ma dal produttore che evidentemente non aveva scopi esplicativi ma solo commerciali. Personalmente la cosa che più apprezzo è la voluta posteriore alla paletta che amo per l'appoggio dell'incavo della mano. In casa Gibson però, mi pare, ci sia qualcosa di simile ... da più di 50 anni. Paul.
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 29/03/2022 ore 10:42:18
Ciao, il video è realizzato da noi di Accordo (nello specifico dietro le telecamere ci sono io, l'audio è curato dall'ottimo Antonio del Blap Studio a Milano).
Ha lo scopo di offrire una panoramica rapida dei suoni filtrati attraverso la sensibilità del musicista (in questo caso Cristian) in un contesto da studio professionale: sono dell'idea che un video possa ingolosire al massimo, far capire se una chitarra fa per te o no, e quindi permetterti di decidere se approfondirne la conoscenza o passare oltre (insieme all'articolo che cerca di raccontarla in modo più esauriente).
I test in cui si suonano le stesse parti in tutte le posizioni (che abbiamo comunque fatto in passato, ma di cui ci siamo stancati presto noi e anche i lettori, a giudicare dalla risposta ottenuta) onestamente mi risultano noiosi, e non sono comunque esplicativi: sappiamo quanto il suono può cambiare semplicemente lavorando sull'eq o usando un ampli diverso, fino anche alle mani che suonano quelle parti.
La chitarra è fatta di sensazioni, lo sappiamo, quindi il mio suggerimento è sicuramente sempre quello di provare con le proprie mani, considerando i video delle "imbeccate", spunti da prendere in considerazione per farsi un'idea, ma mai usarli per formare il proprio giudizio finale su uno strumento. Questo, intendo, per qualsiasi tipo di video.
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 30/03/2022 ore 22:15:29
a me, umilmente, il video è piaciuto e il chitarrista l'ho trovato esaustivo senza perdersi in inutili fraseggi.
ps: quando hai detto "imbeccate" mi è venuto il freddo addosso
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 29/03/2022 ore 12:26:41
Bello strumento che ho potuto vedere e toccare. Anche più versatile di quanto si potrebbe credere.
Eccellenti la qualità delle riprese e dell'audio
Rispondi
di kithara [user #24622]
commento del 02/04/2022 ore 20:22:32
Niente male. Mi è sembrato di vedere il marchio di Wilkinson sui pick-up...se così fosse, potrebbero non essere dei veri P-90 ma degli Humbucker travestiti con bobine più piccine Ne ho sostituiti un paio su una Wilkinson con una coppia di P-90 artigianali e l'ho visto quando li hanno tolti. Si spiegherebbe perché suonano un pizzico ingolfati sulle distorsioni ignoranti...
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 03/04/2022 ore 08:49:58
È il marchio YGD
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