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Adamas, la ami o...
di [user #3] - pubblicato il

Palalido di Milano, 17 novembre 1975. meno di dieci metri davanti a me, Fabrizio De Andrè al suo undicesimo concerto, emozionatissimo nonostante la presenza degli esperti New Trolls come band, litiga con una strana chitarra che non ne vuole sapere di stare accordata. La osservo con attenzione, vedo che ha la cassa arrotondata e una paletta di forma strana. A metà concerto c'è un "allarme bomba" (erano frequentissimi all'epoca). Invece di uscire subito, mi avvicino al palco e vedo Fabrizio che scende per uscire con noi. Mi avvicino e gli chiedo "ma che razza di chitarra è?" "Un'Ovation - dice mostrandomi la paletta con quella splendida forma inconfondibile - ma è un legnaccio che non vuole stare accordato". In realtà, ad allarme cessato, la chitarra avrebbe cantato assieme a Mastro Fabrizio, con voce bellissima, perfettamente accordata. Me ne innamorai e dovetti sognarla non poco prima di riuscire ad averne una. Ma dopo averla avuta, come si legge più avanti, sono anche riuscito ad andare oltre :-)

Cosa fa speciale una chitarra? Un sacco di cose: qualità, estetica, suono, eccetera. Ma soprattutto una caratteristica: che la ami o la odi. Succede con tutte: più sono considerate belle, desiderate, uniche, più trovi chi le considera degli immani bluff. Ovviamente le "grandi" svettano anche per questo: Fender Stratocaster, Les Paul, PRS, Martin D-28, che hanno eserciti di estimatori: Ma ognuna di loro ha anche code di detrattori, più o meno accaniti, che le guardano storcendo il naso e vantando la supremazia di una delle concorrenti.



Tutto questo è particolarmente vero nel caso di una chitarra totalmente fuori dagli schemi, acustica ma elettrica, fatta di plastica, grafite, carbonio e (in piccolissima parte) anche di legno. Una chitarra nata nel 1976, a rivoluzionare un mercato conservatore e pure un po' snob, ma capace di creare una nicchia di affezionati estimatori che da trenta anni la amano e la suonano con piacere e orgoglio, convinti di essere tra i pochi "all'altezza" di capire uno strumento diverso. Tra loro Al Di Meola, Glen Campbell, Melissa Etheridge, Kark Knopfler, Adrian Legg, Steve Lukater, Mike Oldfield, Preston Reed e tanti altri, che accanto alle forme note e nobili di Gibson e Martin acustiche, non disdegnano le forme modernistiche e inconsuete di questa vistosa cittadina del Connecticut.



Adamas (termine greco antico, col significato di "incorruttibile", "ineguagliabile", "non conquistabile" e radice di "diamante") è l'estrema evoluzione dell'idea che portò Charles Kaman, costruttore di elicotteri con la passione del country, a inventare la più nota Ovation, la "chitarra di plastica". Cresciuto nella precisione che fa sì che gli zanzaroni volanti non si fracassino al suolo, Charlie non poteva accettare le inconsistenze del legno (con cui è pressoché impossibile costruire due strumenti acustici identici tra loro per aspetto e voce). Charlie non voleva "semplicemente costruire una chitarra, ma costruirne una migliore" grazie alle sue tecnologie. Cominciò così, nel lontano 1964 (proprio quando leo stava sbarazzandosi della Fender) a ragionare coi suoi tecnici su come eliminare quanto più legno possibile dalla chitarra acustica, sostituendolo con un materiale assolutamente costante, per ridurne le variabili ed eliminarne le risonanze indesiderate. Nacque una componente plastica esclusiva, con caratteristiche adeguate alla riflessione delle onde sonore, che sagomata nel "roundback" oggi famoso, prese il nome di Lyracord.



Le prime Ovation Balladeer furono messe in commercio nel 1967, dopo estenuanti test condotti in collaborazione con Glen Campbell, che sta all'Ovation come "Bill Carson" sta alla Fender, Fu lui a chiedere alcune modifiche di dettaglio che rendono unica l'Ovation e soprattutto a chiedere un'amplificazione diversa dai soliti Barcus Berry che giravano all'epoca. Nacque così il pickup piezo, che rimase un'esclusiva Ovation per oltre un decennio.

Nonostante Balladeer, Country Artist e Legend riscuotessero un successo superiore a ogni aspettativa, Mr. Kaman non era soddisfatto. Quella tavola di legno (e che legno! sempre abete di qualità altissima) proprio non la mandava giù. Nel 1973 rimise al lavoro i suoi tecnici perché si inventassero qualcosa di nuovo e il risultato fu un sandwich di grafite e balsa, sottile, leggerissimo, resistente, sonoro. Per migliorarne la risposta in frequenza venne ideato un nuovo tipo di catena a ventaglio, che poteva sostenere meglio il ponticello e il centro della tavola. La buca sparì, sostituita da una serie di fori collocati sulle spalle e impreziositi da un motivo a foglie in essenze pregiate: era nato il rivoluzionario "Fibronic top".



La prima Adamas di produzione nasce nel 1976 ed è una splendida sunburst rossa. La risposta in frequenza è perfettamente bilanciata, ma Kaman riesce a trovare differenze sottili: decide così di "misurare" ogni Adamas che esce dalla fabbrica, assognandole un codice di risposta in frequenza: nel disgraziato caso di danno, furto, smarrimento, il musicista ha la possibilità di avere uno strumento perfettamente identico al precedente.



Anche il manico è innovativo, completamente in noce, rinforzato da una solida barra interna ad U ("Kaman bar"), è impregnato in resina, per renderlo virtualmente inattaccabile dall'usura. Paletta e ponte sono sculture ispirate dalla passione di chi le ha ideate.



L'Adamas nasce costosissima, più di una Martin di rango. Così, nel 1982, ne viene messa in commercio una versione "2" più economica, con tavola Fibronic e manico standard Ovation a cinque strati di mogano e acero con tastiera in palissandro. La (sempre magnifica) paletta standard Ovation dice però Adamas in elegante carattere corsivo. Una di queste prime Adamas 2, modello 1681 in colore 9 (brown), numero di serie 3343 che la colloca tra la fine del 1982 e l'inizio del 1983, è la scusa per tutta questa sbrodolata. Accolta da un'antica custodia marrone, l'ho amata fin dal primo istante in cui l'ho vista (come mi accade con tutte le Adamas in edizione originale), nonostante qualche difettuccio causato dall'età. Era di un accordiano e abbiamo concordato un "passaggio di consegne" che ha accontentato entrambi.

La vernice del top è un po' opacizzata, i tasti mostrano qualche segno di usura, ma le cose che contano (meccaniche, elettronica, soprattutto il manico) sono perfetti. Dopo una bella pulita, un cambio corde (Martin 012 al fosforo) e una messa a punto della tensione del truss-rod, la "2" è pronta per una prova-confronto con la mia acustica di riferimento, una Adamas 1 "fuoriserie", costruita nei primi anni '90 per il signor Kaman in persona (è d'oro, lo stesso colore della Porsche di Bill, fu venduta poco dopo la Porsche e acquistata fortunosamente dal sottoscritto per corrispondenza). E' una chitarra assolutamente perfetta dal punto di vista della struttura, ha un suono enorme ed è in assoluto la miglior Ovation che abbia mai suonato.

Affiancate, le due chitarre sono piuttosto diverse, benché molto caratterizzate dalla sonorità tipica delle Adamas, con la risposta in frequenza piatta, molto hi-fi. La "2" è più chiara e presente, con acuti nettissimi, medi trasparenti, bassi secchi e dinamici, ma non rimbombanti. La "1", benché abbia suonato meno, ha un magnifico riverbero strutturale e stacca la "2" solo nei bassi, molto percussivi, carichi di armonici. Entrambi i manici hanno la classica V Ovation, molto pronunciata. Più sottile quello della "1", confortevole e veloce. La "2" ha un feel più "tradizionale", ricorda una vecchia Ovation Elite di fine anni '80 che uso da battaglia.

Stesso pickup (ed è sempre lui, anche nelle nuovissime Q181), ma elettronica differente, con i due suggestivi pot in legno (almeno quelli) sulla "2" e l'efficiente OP24 sulla "1", con il pratico coperchio esterno della batteria. Ovviamente l'equalizzatore dell'OP24 è un vantaggio notevole, soprattutto per modellare il suono sulle caratteristiche ambientali. Ma a controlli flat la differenza praticamente non si sente, segno della bontà del progetto.

Che dire? Nello spostamento dall'elettrica all'acustica che procede di pari passo con l'anagrafe, le Ovation in generale e le Adamas in particolare sono eccellenti giocattoli, capaci di dare la GAS a prima vista a chi le sa amare come meritano. In cambio regalano suoni forse non personalissimi, ma chiari, precisi e bilanciati. Soprattutto, garantiscono prestazioni costanti per anni e una totale indifferenza per le condizioni ambientali.



O la ami o la odi. Si capisce da che parte sto, no?

  1. Il sito Adamas appena rifatto
  2. La storia Adamas
  3. Il sito Ovation
  4. La storia Ovation
  5. Ovation Gallery, di David Witko, grande collezionista di Ovation
  6. Il sito di Jerome, altro grande esperto
  7. Ovation Fan Club (con i numeri di serie per calcolare l'età delle Ovation)
  8. Una lunga storia dell'Ovation su Vintage Guitar Magazine
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