Più che una persona, è una categoria dello spirito. Entrata in Fender nel 1956, ha cominciato ad avvolgere pickup nel 1958 e poi non ha più smesso. Silenziosa e tranquilla, ha avvolto anche quando il nuovo management CBS impose i risparmi che produssero il calo qualitativo che creò il mito del "pre-CBS". Ha continuato ad avvolgere quando CBS si è levata di torno, col rischio di fallimento e perdita del posto di lavoro per i dipendenti. E ha visto la rinascita a Corona, con Dan Smith e Bill Schultz, il primo Custom Shop, un tavolaccio su cui Mike Stevens e John Page costruivano chitarre per EC e pochi altri. E ha visto il ritorno del mito, con la crescita esponenziale e il riflusso postmoderno del vintage a tutti i costi, tra cui i pickup avvolti con le sue abili mani chicane.
Una deliziosa, anziana signora su cui gli esperti americani di marketing hanno saputo costruire un mito (la notorietà di Abigail è recente, fino a pochi anni fa solo i più drogati terminali di vintage conoscevano il suo nome). Però un pezzo di storia della musica.

Ora Josefina Campos, sua apprendista per oltre tre anni, la sostituirà, cercando di dere un seguito a questi primi sessant'anni di magia. Ma il nome e le mani abili di Abigail resteranno per sempre nella storia della Fender, accanto a Leo, come George Fullerton, Bill Carson, Freddie Tavares, Dale Hyatt, Forrest White.
Te queremos, Abby!
