Dopo un sacco di recensioni di strumenti che, a malincuore, ho dovuto restituire ai rispettivi importatori, è la volta di parlare dell'ultimo attrezzo che è entrato in casa Buratto. Da tempo cercavo una Super Strat con una voce soddisfacente. L'altra caratteristica fondamentale, manco a dirlo, il prezzo contenuto. Con la Yamaha Pacifica 604 è stato amore a prima vista, un vero e proprio ménage à trois tra lei, me e il mio portafoglio, che si è trovato a sborsare una cifra decisamente abbordabile.
La cosa che più mi ha colpito è il manico in acero fiammato. Ho un debole per questa essenza, soprattutto sui manici. Ancora meglio quando sulla paletta ci sono sei Spertzel autobloccanti nuove di pacca e belle solide, anche se montate con le altezze un po' alla rinfusa. Qualche segno dell'età il body lo mostra, ma anche i solchi più profondi nell'ontano non sono riusciti a togliere la splendida tinta blu trasparente.
Anche il colore ha influito sull'acquisto, una chitarra blu mi mancava!
L'elettronica, che all'apparenza è in configurazione HSS, è in realtà una SSSS. In sostanza, quello che sembra un humbucker è una coppia di single coil montati in serie, ma con la possibilità di essere splittati con il push-push sulla manopola del tono. L'avere un humbucker realizzato con due bobine singole e separate è una chicca da non sottovalutare, non solo per l'utilizzo splittato, ma soprattutto in posizione quattro, in abbinata con il singolo centrale, uno dei suoni che preferisco in assoluto.
Completa la dotazione di bordo il ponte a due pivot, realizzato in ottone cromato, che non sembra accusare l'età e fa il suo dovere alla perfezione in combinata con le autobloccanti.
Prima di parlare del suono, dedico due parole al manico, la parte che più di tutte mi ha conquistato dal primo istante. Nonostante la paletta sia riempita dal logo Yamaha, è realizzato dall'americana Warmoth. Lo shape "early 60's" è comodissimo, combinato con la tastiera con compound radius che si appiattisce man mano che si avvicina al 21esimo tasto (dei Dounlop 6105 tra l'altro) diventando via via più scorrevole.
Questa è senza ombra di dubbio la miglior Strat che io abbia mai avuto e la cosa bella è che in realtà sulla paletta non c'è scritto Fender. Il pickup al manico ha un sound rotondo, morbido ma allo stesso tempo con un ottimo volume. Nonostante ciò è silenziosissimo, una meraviglia anche quando si passi ai crunch arrivando fino ai distorti. La posizione due, più nasale e delicata, fa venire voglia di funk, ma è la quattro quella che davvero mi ha stregato. È esattamente quella che cercherei in una Stratocaster e che per alcune ragioni non ho trovato nemmeno nella mia Fender Japan.
Il doppio single coil che si finge humbucker, infine, si comporta egregiamente sia splittato sia intero, specie quando si alza il gain. Sui puliti è forse un pelo acidino, ma lo si corregge facilmente con la manopola del tono.
La 604 è una chitarra speciale, era da tanto che non desideravo acquistare uno strumento dopo averlo suonato per pochissimi minuti. È diventata subito (dopo un accurato setup) la mia elettrica principale, assieme alla Ibanez RG465 con i LED rosa montati da Fago.
La cosa che più mi ha colpito è il manico in acero fiammato. Ho un debole per questa essenza, soprattutto sui manici. Ancora meglio quando sulla paletta ci sono sei Spertzel autobloccanti nuove di pacca e belle solide, anche se montate con le altezze un po' alla rinfusa. Qualche segno dell'età il body lo mostra, ma anche i solchi più profondi nell'ontano non sono riusciti a togliere la splendida tinta blu trasparente.
Anche il colore ha influito sull'acquisto, una chitarra blu mi mancava!

L'elettronica, che all'apparenza è in configurazione HSS, è in realtà una SSSS. In sostanza, quello che sembra un humbucker è una coppia di single coil montati in serie, ma con la possibilità di essere splittati con il push-push sulla manopola del tono. L'avere un humbucker realizzato con due bobine singole e separate è una chicca da non sottovalutare, non solo per l'utilizzo splittato, ma soprattutto in posizione quattro, in abbinata con il singolo centrale, uno dei suoni che preferisco in assoluto.

Completa la dotazione di bordo il ponte a due pivot, realizzato in ottone cromato, che non sembra accusare l'età e fa il suo dovere alla perfezione in combinata con le autobloccanti.
Prima di parlare del suono, dedico due parole al manico, la parte che più di tutte mi ha conquistato dal primo istante. Nonostante la paletta sia riempita dal logo Yamaha, è realizzato dall'americana Warmoth. Lo shape "early 60's" è comodissimo, combinato con la tastiera con compound radius che si appiattisce man mano che si avvicina al 21esimo tasto (dei Dounlop 6105 tra l'altro) diventando via via più scorrevole.
Questa è senza ombra di dubbio la miglior Strat che io abbia mai avuto e la cosa bella è che in realtà sulla paletta non c'è scritto Fender. Il pickup al manico ha un sound rotondo, morbido ma allo stesso tempo con un ottimo volume. Nonostante ciò è silenziosissimo, una meraviglia anche quando si passi ai crunch arrivando fino ai distorti. La posizione due, più nasale e delicata, fa venire voglia di funk, ma è la quattro quella che davvero mi ha stregato. È esattamente quella che cercherei in una Stratocaster e che per alcune ragioni non ho trovato nemmeno nella mia Fender Japan.
Il doppio single coil che si finge humbucker, infine, si comporta egregiamente sia splittato sia intero, specie quando si alza il gain. Sui puliti è forse un pelo acidino, ma lo si corregge facilmente con la manopola del tono.
La 604 è una chitarra speciale, era da tanto che non desideravo acquistare uno strumento dopo averlo suonato per pochissimi minuti. È diventata subito (dopo un accurato setup) la mia elettrica principale, assieme alla Ibanez RG465 con i LED rosa montati da Fago.
Io ho provato a lungo e per bene una Pacifica 812 ed è veramente una buona chitarra, con dotazioni di lusso.
Difficile trovare di meglio a quel prezzo.
Purtroppo se si vuole una Stratocaster però bisogna prendere una strato, non una pacifica, chitarra di cui è facile innamorarsi per poi tornare alla vera strato col tempo però..
Purtroppo per una Fender Stratocaster bisogna spendere, e non poco, chiaramente se ad esempio paragoniamo una Vintage riedizione alla Pacifica questa scompare, se si ha esperienza di queste chitarre, di anni, prove live e studio per me è così, ma non sarebbe giusto paragonarla a quella classe di prezzo.
La Yamaha è una chitarra seria, costa "poco" e offre molto, moltissimo, non scomodiamo le buone Fender però.
Ciao a tutti e complimenti per l'acquisto.
:-)))
1) la 812 andrebbe paragonata alle American Standard e alle Deluxe; non scomodiamo le Standard attuali e concentriamoci su quelle contemporanee alla Yamaha; Wilkinson superiore al 2 pivot vecchio, pu SD che non ha neanche senso paragonare a quelli di serie dell'epoca, meccaniche autobloccanti Spertzel...Radius tastiera da 12", che per me ha molto più senso del 9,5...Se moderna deve essere che lo sia sul serio; ultimo il manico che ha un profilo, dal mio punto di vista, molto più confortevole; per le Fender bisogna salire alle Deluxe in modo da avere caratteristiche paragonabili ed io continuo a preferire i SD ed il Wilkinson della 812.
2) chi vuole una Fender dal sapore vintage, quindi pu dall'output basso, ponte di un certo tipo, tastiera da 7,5" e profilo del manico da definire, dato che cambiava ogni sei mesi, è ovvio che giudicherà una Yamaha come insufficiente, ma il problema non risiede nella chitarra ma in chi le paragona...Le Yamaha sono chitarre moderne, che correggono molti dei difetti, per alcuni peculiarità, delle Fender a cui si ispirano, ma in questo caso mi sento di dire che meglio o peggio dipende più che altro dalle aspettative di chi suona...Infatti personalmente dubito che una Fender, che sia Standard o Vintage, sia fatta liuteristicamente meglio...Al più per le Vintage vale il sovrapprezzo della verniciatura più costosa, ma per tutto il resto non posso fare altro che inputare il maggior esborso al, legittimissimo eh, piacere del feticcio del marchio sulla paletta.
"Non hanno le quotazioni di mercato delle Fender, ma le Pacifica fanno il cxxo a stelle e strisce alle americane, anche a quelle da 2000€"
Chiunque ha o ha avuto chitarre di questo tipo (tipo vintage ried o CS usate), che naturalmente le abbia testate dal vivo sa che è un'affermazione priva di senso.
Anche la deluxe..molto buona ma troppo moderna per me, non è che mi faccia impazzire, non ti so dire se è inferiore o superiore alla Yamaha.
Poi io reputo la Pacifica 812 una buona chitarra dall'ottimo Q/P e con dotazioni di lusso, lo ribadisco, ma non è una Fender e se uno cerca quel suono e quel feel non lo trova con la Yamaha, semplice.
I pochi che ho conosciuto che avevano la Pacifica quando hanno potuto l'hanno venduta, per riprendere una Strato.
Poi uno può essere felice per tutta la vita con Yamaha, non mi stupirebbe, è una buona chitarra.
Solo che, nel "correggere i difetti" della fender, la yamaha la snatura e la priva della sua essenza, infatti è un'altra chitarra, non una Fender mi pare ovvio.
Non c'entra niente nè il feticcio nè il marchio, c'entra la chitarra.
Edit: non ho esgerato con i 2000€, visto che ormai una Deluxe tanto costa, il concetto è che io il paragone lo faccio con queste serie...E, bada bene, la Deluxe è una chitarra che ho sempre consigliato e continuerò a consigliare, perchè mi piace molto.
Goditi comunque la 812 che va molto bene, fra l'altro di recente ho provato una SA2200 e anche quella è una chitarra molto seria, costruita benissimo e dal rapporto Q/P eccellente.
ciao a tutti.
Detto tra noi, questi miei pensieri riguardano fondamentalmente le Strat e da quando ho provato quelle di un liutaio romano ho cambiato radicalmente opinione...Sulle Tele il discorso è diverso...E la AVRI 52 merita tutto il rispetto dovuto! ;)
Però non capisco questo astio contro le Strato American Standard, è vero che hanno subìto un aumento (nulla in confronto al suo principale competitor), ma il figlio di un mio amico ne ha appena comprata una, e l'ho trovata un'ottima chitarra, come dev'essere, manico comodissimo, verniciatura priva di difetti, pickup che suonano molto bene.... boh.... :-)
I giapponesi sanno il fatto loro.
Secondo me non ha avuto molta fortuna perché nessun chitarrista famoso l'ha imbracciata... Sennò sai che concorrenza alle fender!
A me attira molto la 502V, quella coi due P90!
Niente paragoni con la Stato; altra chitarra, altro feeling, altro suono. Se proprio devo, sempre a memoria, dal punto di vista liuteristico le American Standard di allora erano certamente meglio (ai tempi ne avevo una grigia o "pewter", tastiera palissandro, identica a quella che sfoggiava Robert Cray sulla copertina di un vecchio Frontline, ed una blu notte, tastiera acero, con i primi Lace Sensor gold (ma non sono sicuro fosse una Standard).
La trovo pessima
L'accoppiata JB+SSL1 della 812 si presta bene all'hard rock, metal anni 80 e 90 ma va bene anche per il blues più spinto. Molte chitarre "moderne" continuano ad adottare quest'accoppiata che rimarrà eterna.
La 212 è una chitarra della generazione Pacifica economica (le chitarre elettriche di fasci a alta di Yamaha sono state le SG2000 e simili, le MSG/Image e alcune Pacifica anni 90) ma ti assicuro che è una base eccezionale se hai intenzione fin da subito di trasformarla. Fosse anche solo per il manico e corpo vale molto di più di tante altre, sul rapporto qualità/prezzo è semplicemente inarrivabile e anche alcune 112 (ne ho una) PU a parte sono fantastiche. Se la scegli bene, con 150€ di PU e un bel setting ti danno di più di una Fender Standard USA (e te lo dico perché le ho entrambe).
ciao