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Paganini Rockstar
Paganini Rockstar
di [user #11299] - pubblicato il

Rockstar della sua era, una mostra di rarità e documenti d'epoca presenta il genio di Niccolò Paganini in un parallelismo con il guitar hero per eccellenza.
Cosa accomuna Nicolò Paganini e Jimi Hendrix? Questo è uno degli slogan che ha invaso le strade della città di Genova a partire dalla scorsa estate. Assieme ad altre frasi ad effetto, ha contribuito non poco ad attirare l'attenzione su una interessantissima mostra dedicata al genio di Nicolò Paganini che si sta tenendo a Palazzo Ducale del capoluogo Ligure, iniziata il 10 ottobre e che proseguirà fino al 10 marzo 2019.

La mostra si intitola «Paganini Rockstar, incandescente come Jimi Hendrix», è curata da Roberto Grisley, Raffaele Mellace e Ivano Fossati, mentre l'allestimento è di NEO Narrative Enviroments Operas di Milano che figura anche come ideatore assieme a Claudio Proietti e Maria Fontana, colei che ha avuto la cortesia e la pazienza di guidarmi durante la visita.
Il titolo dice già molto sull'impronta che i curatori hanno voluto dare a questa installazione: un parallelo tra Nicolò Paganini e una rockstar dei nostri tempi, forse quella più iconica ed esemplificativa della storia del rock: James Marshall Hendrix, il guitar hero per eccellenza.
La dottoressa Fontana spiega che l'intento era anche quello di far conoscere Paganini a un pubblico più ampio e, soprattutto, ai Genovesi.
Si potrebbe obiettare che il celebre violinista, nato proprio a Genova nel 1782, poco a che fare con la musica rock, ma ecco che attraversando le sale di Palazzo Ducale, che ospitano l'allestimento a lui dedicato, si scopre che Paganini è stato il primo musicista a esibirsi per un suo pubblico pagante, mentre prima di lui gli artisti si concedevano quasi esclusivamente alle corti nobiliari o a mecenati aristocratici e benestanti, con concerti destinati a pochi intimi. La sua popolarità crebbe di concerto in concerto, ovunque egli suonasse, il pubblico andava in delirio. A partire dal 1828 intraprese una serie di tournée, da Vienna a Praga, alla Germania, Polonia fino ad arrivare a Londra, 140 anni prima della Swinging London dei Beatles, degli Stones e di Jimi Hendrix.

Paganini Rockstar

Il parallelismo Paganini - Hendrix è a 360 gradi: uno è stato un virtuoso del violino, l'altro della chitarra; il primo ha legato il suo nome al celebre «cannone», un violino costruito da Giuseppe Guarneri del Gesù nel 1743, così soprannominato dallo stesso proprietario in virtù della sua potenza di suono, il secondo invece è notoriamente associato alla Fender Stratocaster, della quale ne ha posseduto decine di esemplari; entrambi hanno avuto guai con la giustizia in gioventù e hanno subito un arresto. Ma non finisce qui. Sia Paganini sia Hendrix hanno potuto assaporare tutti i vantaggi e disgrazie che la fama da «rockstar» ha loro portato: centinaia di fans in delirio ai concerti, l'attrazione - contraccambiata - per il pubblico femminile, la fama di “artista maledetto”.

Se Hendrix ebbe problemi con le droghe, che lo portarono alla morte, la vita dissoluta di Paganini lo portò a contrarre gravi malattie che causarono la sua prematura fine.
Se si dovesse utilizzare una sola parola per accomunare i due, quella sarebbe senz'altro il talento, una peculiarità innata che ha contraddistinto entrambi gli artisti; un dono che, come diceva lo stesso Paganini - e la mia preziosa guida ci tiene a sottolinearlo - non basta di per sé: ci vuole anche esercizio e determinazione per raggiungere i massimi risultati.
Il connubio tra antico e moderno non riguarda solo i contenuti, ma anche l'allestimento vero e proprio della mostra. Le teche che contengono oggetti, lettere, spartiti appartenuti alle due star sono costituite da vere e proprie flight-case da concerto. Su una delle pareti di ciascuna stanza, ricoperta da enormi specchi, sono riportati articoli di giornali ottocenteschi e degli anni ’60, piccoli monitor con filmati e vere e proprie schede biografiche in cui si parla di argomenti chiave che contraddistinguono le due rockstar: ora i capelli lunghi – tratto distintivo di entrambi gli artisti, ora le lunghe mani che permettevano di eseguire virtuosismi sul violino e sulla chitarra con tecniche personali e innovative.
Alcuni flight case ospitano schermi touch screen in cui è possibile visualizzare diversi elementi, uno dei quali, molto interessante, è l’agenda su cui Paganini annotava gli introiti e le spese di ogni concerto.

Paganini Rockstar

In ogni stanza c'è almeno un mega schermo su cui sono proiettati filmati a ciclo continuo: in una le parole chiave della mostra scorrono alla velocità di ciascuna nota di un capriccio paganiniano, in un'altra Roberto Bolle danza a ritmo del violino di Paganini: è la trasmissione del gesto, il virtuosismo musicale si traduce in azione.
Ci sono poi video testimonianze di una rocker di casa nostra, Gianna Nannini e un video in cui Marco Castoldi, in arte Morgan, celebra il Paganini “maledetto” e artista romantico.
In un altro ambiente, sulle quattro pareti completamente nere sono proiettati estratti dalle cronache dell'epoca inerenti le esibizioni di Nicolò Paganini. Una frase in particolare, riferita al pubblico presente a un'esibizione a Weimar del violinista genovese, recita: «people became electrified». Siamo nel 1829, non nella swinging London del 1969!
Due stanze sono interamente dedicate a Jimi Hendrix: qui i flight case ospitano tre coloratissimi suoi vestiti di scena originali, indossati in occasione di suoi noti concerti. Sul primo megaschermo Ivano Fossati parla di Jimi, della sua tecnica, della sua formazione musicale e della sua eredità artistica. Nella stanza successiva, un megaschermo composito, suddiviso in riquadri rettangolari, trasmette spezzoni di filmati e immagini di concerti di Jimi. Nei flight case il visitatore può diventare un vero e proprio produttore musicale: il touch screen emula un mixer a otto piste in cui si può regolare a proprio piacimento il volume di ciascun strumento di Fire e Crosstown traffic.
Il pubblico diventa protagonista anche nel labratorio multimediale. Qui gli allievi del liceo musicale Pertini di Genova danno la possibilità di suonare o apprendere i primi rudimenti del violino e della chitarra elettrica, mentre al touch screen, oltre a replicare l’esperienza di produttore musicale, si possono vivere altre esperienze nel campo della musica.
La mostra si conclude nella seicentesca Cappella del Doge dove, come due reliquie, sono esposti i simboli di entrambi gli artisti: il Cannone di Paganini e un frammento della Stratocaster che Jimi Hendrix suonò, spaccò e bruciò a Monterey.

Paganini Rockstar

Nel pomeriggio sono tornato alla mostra poiché mi è stata concesso il privilegio di vederla assieme ai giornalisti delle principali testate genovesi con due guide di eccezione: Ivano Fossati e Morgan. Per quest’ultimo si trattava della prima visita. Mi ha colpito il suo giudizio finale: «la mostra è un’opera d’arte in sé». Non posso che essere d’accordo!
C’è stato anche il tempo di scambiare quattro chiacchere con Ivano Fossati, che si è occupato dell’allestimento della sezione dedicata a Hendrix. Grazie all’intermediazione di Sony Music, è stato possibile entrare in contatto con Experience Hendrix, la società dei famigliari di Jimi che si occupa di gestire il nome, la figura, l'immagine e l’intero patrimonio musicale di Jimi Hendrix.
Janie Hendrix, sorella di Jimi e Presidente della Experience, ha personalmente fornito a Ivano i file digitali dei concerti proiettati, le canzoni in multitraccia e il frammento della Monterey Stratocaster. Una grande soddisfazione!

La mostra è aperta fino al 10 marzo 2019: vale veramente la pena visitarla, magari approfittando dell’occasione per un weekend a Genova, una città che offre interessantissime attrazioni artistiche e culturali.
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di Zoso1974 [user #42646]
commento del 19/11/2018 ore 14:48:19
Abitando a 50m da palazzo Ducale l'ho potuta visitare in giorno feriale, con poca gente, e starci oltre 2 ore.
E' una mostra un po' atipica perchè la stragrande maggioranza dei reperti cose sono scritte... quindi ci vuole tempo (e voglia). La parte su Paganini l'ho trovata un po' ripetitiva... nel senso che molte cose sono dette e ridette in tutte le salse, e insomma... s'è voluto stiracchiare tutto un po' troppo.
La parte su Hendrix, ovviamente molto più ridotta, è invece stata molto emozionante.
Sul frammento della Strato di Monterey mi sono commosso alle lacrime.
Quindi direi che è valso il prezzo del biglietto.

Belli gli interventi (video) di Morgan e Fossati... meno interessante quello della Nannini che è stata intervistata come "icona Rock"... beh... bah... vabbè...

Ad ogni modo la consiglierei ad ogni amante della musica. :)
Meno al turista "qualsiasi"...
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di Johnny92 [user #43424]
commento del 21/11/2018 ore 16:04:35
Bell'articolo ma ancora con questa Nannini rocker.. ma capiamo un volta per tutte che artisti come Nannini, Ligabue eccetera non fanno musica rock? Il fatto di indossare un indumento particolare o di imbracciare una chiatarra non vuol dire sempre essere rocker.
Comunque davvero una bella iniziativa. Parallelismo davvero unico tra i due artisti, unici nei loro generi. Peccato per la distanza altrimenti ci sarei già andato.
Rispondi
di Davide Canazza [user #11299]
commento del 21/11/2018 ore 16:43:41
Ciao. A parte il fatto che, giustamente o no, sono i media che la definiscono così e non io, resta il fatto che io faccio fatica oggi a etichettare la musica come rock o altro. Sicuramente non basta il distorsore a fare una canzone rock, così come ci può essere un brano che non ha neanche una chitarra definibile come rock. Detto questo, ci sono alcuni pezzi della Nannini che rientrano nella categoria rock, altri in quella della neomelodica da osteria. Però penso che sia anche l'atteggiamento che conta, al di là della musica.
Rispondi
di Johnny92 [user #43424]
commento del 22/11/2018 ore 13:10:46
Abbiamo detto più o meno la stessa cosa. Non sono assolutamente un fan del distorsore, non ne ho mai usati. E so anche che la colpa è dei media che la etichettano così, non certo tua, era un'osservazione non rivolta direttamente a te, assolutamente.
Così come tutti dovremmo sapere (sottolineo il "tutti dovremmo") che il rock (il rock quello originale e quindi quello vero, quello che intendo io) è nato da un'evoluzione del rhythm and blues e della musica country, stili musicali molto lontani dallo stile pop della Nannini.
L'atteggiamento non c'entra nulla con quello che volevo dire io; mi riferivo esclusivamente ad un aspetto musicale.
Comunque la Nannini non era il tema principale della mia risposta. Era più un'osservazione personale, e preferisco che rimanga tale, per evitare aprire ulteriori dibattiti che svìino la bella iniziativa su Paganini.
Rispondi
di Davide Canazza [user #11299]
commento del 22/11/2018 ore 17:52:11
Ad ogni modo sono d'accordo con te. ;-)
Rispondi
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