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Com’è fatta una chitarra classica
Com’è fatta una chitarra classica
di [user #17844] - pubblicato il

Bracing dalla tradizione centenaria, tastiere piatte, corde morbide e distanziate. La chitarra classica è un mondo a parte nell’universo delle sei corde.
Non solo il suono differenzia una chitarra classica dalle sue discendenti acustiche steel-string e solid body elettriche. Nelle cosiddette “spanish” con corde in nylon si riscontrano canoni costruttivi unici che ne connotano in profondità la suonabilità, l’approccio da parte del musicista e la struttura stessa dell’insieme.

Nel panorama degli strumenti a corda, la chitarra classica si può considerare un oggetto relativamente giovane. Frutto di una lunga evoluzione fatta di adattamento e selezione, la chitarra classica moderna - si perdoni il gioco di parole - assume la sua forma finale nel corso del 1800.
La struttura è quella dei cordofoni che hanno messo in musica la vita dell’uomo fin dai tempi antichi. Un manico permette al musicista di modificare la lunghezza delle corde premendole con le dita della mano sinistra, mentre la mano destra le mette in vibrazione pizzicandole. Il suono è profondamente influenzato da materiali e dalle dimensioni di ogni elemento in gioco, con una cassa armonica che ne rappresenta il vero cuore pulsante.

Com’è fatta una chitarra classica

Prima che i pickup fossero una cosa, l’arma timbrica principale nelle mani di un liutaio era agire sulle forme dello strumento e sul progetto della tavola armonica, nella quale convivono il ruolo di elemento strutturale per la solidità del tutto e componente vibrante al pari della pelle di un tamburo, per amplificare la flebile voce delle corde.
Una chitarra deve essere resistente per sopportare la tensione delle corde e, al contempo, sensibile abbastanza da vibrare con vigore alla loro stimolazione. La soluzione al delicato equilibrio è conosciuta come bracing: l’arte di posizionare dei listelli di legno che, a imitazione di una cassa toracica, segnino il dentro di una tavola armonica per renderla forte senza comprometterne la capacità di vibrare al minimo stimolo.

Negli strumenti classici è possibile riscontrare bracing di ogni tipo. Nella chitarra, quello più famoso è senza dubbio il cosiddetto “fan bracing”, in cui i listelli descrivono un ventaglio che va ad aprirsi in direzione del fondo della cassa.
Nei decenni, il bracing della chitarra classica è stato personalizzato in innumerevoli modi per disposizione, misure, spessori e inserimento di listelli trasversali atti a modificare la tenuta della tavola e il suono. Pochi millimetri di differenza, un legno più spesso o un’essenza diversa possono alterare in maniera sensibile il carattere dello strumento.
Non sono mancate alternative meno convenzionali come quelle dei listelli paralleli e le soluzioni più curiose, fino all'intricato nido d’ape attraverso tutta la “pancia” della chitarra.

Com’è fatta una chitarra classica

Di pari passo con le soluzioni progettuali, la suonabilità della chitarra classica è legata a parametri del tutto identificativi.
Chi proviene da chitarre acustiche ed elettriche potrebbe trovare la larghezza al capotasto di una chitarra classica piuttosto importante. La scelta è necessaria per garantire un’adeguata articolazione alle dita al fine di consentire al musicista di eseguire armonie e melodie con praticità, arpeggiando e pizzicando più corde con un comfort che - nel caso di un’intercorda minore - potrebbe non trovare posto. Il tutto è legato in maniera diretta al tipo di musica per il quale lo strumento è stato progettato a monte.

Salvo rare eccezioni, la tastiera è perfettamente piatta. Ancora una volta, la ricerca della suonabilità di contrappone agli stilemi acustici ed elettrici, dove viene invece preferita una leggera bombatura (il cosiddetto radius).
Più largo, come diretta conseguenza, è anche il manico. Per la posizione corretta del chitarrista classico, con pollice ben puntato al centro a fare da riferimento e perno per i movimenti della mano sinistra, è naturale preferire un profilo più schiacciato. Distante dai manici tondeggianti o a V del mondo elettrico convenzionale, quello di una tipica chitarra classica può essere paragonato a ciò che negli strumenti moderni è definito “a D”, pur con le dovute eccezioni e con una gamma di sfumature estremamente ampia, capace di adattarsi alla sensibilità e alle esigenze di ognuno.

Com’è fatta una chitarra classica

La chitarra classica ha una voce immediatamente riconoscibile, dolce nelle melodie ma capace di esplodere con ritmiche dalla forte connotazione percussiva. In questo, le corde in nylon giocano un ruolo centrale e, ancora una volta, portano con sé delle precise scelte costruttive.
Il nylon esercita una trazione minore rispetto alle corde interamente in metallo. Ciò si traduce in un’action mediamente più morbida e comporta la possibilità di fare a meno del truss rod. Sebbene alcuni modelli di chitarra classica ne facciano comunque uso, la tradizione vuole che i manici siano composti di solo legno, senza barre regolabili all’interno invece indispensabili nella moderna concezione della chitarra elettrica.

Il diverso materiale è anche la motivazione per il singolare sistema di ancoraggio delle corde al ponte. Mentre una chitarra acustica stile folk o western - cioè con corde in metallo - adotta i caratteristici pin fermacorde con cui bloccare il piccolo anello all'estremità di ogni corda, quelle in nylon sono sprovviste di tale meccanismo e vanno letteralmente annodate passando attraverso un foro appositamente ricavato nel listello di legno alla base del ponte. Il metodo è più che sufficiente a reggere le morbide corde di una chitarra acustica e forma l’inconfondibile serie di piccoli cappi.
Sulla paletta, finestrata per tradizione, le meccaniche sono comunemente rivolte all’indietro e garantiscono al musicista un’accordatura pratica e rapida, definendo al contempo un dettaglio visivo discreto quanto determinante per l’estetica della categoria.

Gli elementi finora descritti, insieme con la scelta dei legni e la sapienza delle mani che vanno ad assemblarli rigorosamente a colla, concorrono a definire la voce unica di una chitarra classica.
I liutai concordano nell'affermare che, in uno strumento classico, non esiste un dettaglio ininfluente. Anche il pezzo più piccolo del puzzle risulta determinante per l’alchimia totale, al pari dei componenti più evidenti.

Abbiamo voluto completare questo rapido excursus sulle caratteristiche essenziali di una chitarra classica con un esempio suonato e alcune immagini ravvicinate di un modello quanto mai legato alla tradizione. Quella in video è una Yamaha Grand Concert GC22, con tavola armonica e fondo in legno massello e con dentro un bracing di tipo fan, sulla base del modello sviluppato nel 19esimo secolo da Antonio De Torres.

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