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L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard
L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard
di [user #51340] - pubblicato il

La rete, si sa, ricorda tutto e la condivisione compulsiva di foto può diventare un problema ma, qualche volta, può tornare utile come in questo caso. Rovistando tra le foto sul mio profilo Facebook son riuscito a ricostruire tutta l’evoluzione (o quasi) della mia pedaliera. Il risultato mi ha abbastanza sorpreso.
Tutti continuiamo a pubblicare foto su FB, chi più chi meno, dopo anni ci ritroviamo con una gallery di ricordi infinita e - tra una pizza presa ad Amalfi, una foto con Gruhn e qualche selfie da dimenticare - son riuscito a ritrovare, sparse qui e là, gran parte delle evoluzioni della mia pedaliera. Qualcosa sicuramente si sarà perso, ma i tratti salienti ci sono tutti.

Prima di raccontarvi come son passato da pedali sparsi a sistemi super complessi fino a una striminzita pedaliera da viaggio, vi invito a far la stessa cosa. Spulciate nelle vostre gallery e raccontateci le vostre pedaliere, creeremo una rubrica dedicata!

Il germe della GAS si è affacciato preso e il primo abbozzo di effettistica si è concretizzato in un Boss BD-2, il primo pedale che io abbia mai acquistato. Ma partirei nella “trattazione storica” dal momento in cui i pedali comiciano a essere inseriti e velcrati in un flight case.

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

La prima pedalboard aveva due punti cardine: chorus e phaser non potevano mancare! Suonavo blues principalmente, ma non potevo assolutamente accontentarmi di avere pulito, crunch e distorto. Volevo sperimentare, sentire suoni stravaganti e, possibilmente, sputtanare tutto alla bisogna. Ecco quindi un PH-3 della BOSS, un phaser che definire complicato, soprattutto per un neofita, è dir poco. Il chorus invece è un semplice Small Clone, pedale che custodisco ancora gelosamente. Basta accenderlo per essere di colpo negli anni ’80. Tra l’altro, di tutta la pedaliera, la cosa che rimpiango di più è il Morley Bad Horsie versione 1, un wah meraviglioso. Lo so, non è una pedaliera da bluesman, ma la passione per Hendrix si stava facendo largo e ancora non avevo capito quali effetti mi servissero per copiarne il sound. Ero giovane e inesperto!

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

Complice la mia iscrizione ad Accordo avvenuta intorno a quegli anni, la pedaliera ha cominciato a crescere e a diventare sempre più cattiva, tipo un gremlin nutrito dopo la mezzanotte. Crebbe a tal punto da non stare più all’interno del flight-case. Il wah e i momentari switch per amplificatore e tap tempo dovettero essere trasportati a parte. Una menata pazzesca. I pedali da sette, otto con l’accordatore, erano diventati quasi di botto tredici. Apprezzerete il fatto che il complicato PH-3 lascia il posto al più classico dei classici un Phase 90 e l’SD-1 al più versatile Fulltone Full-Drive, altro pedale che rimpiango di aver venduto! Ho sempre amato le cose complesse e quindi ecco l’elemento più bizzarro di tutto il rig: il tremolo Shape Shifter, il tremolo del diavolo! Mille controlli, mille shape, ma a me interessava una sola cosa: il tap tempo. Appresi dopo un paio d’anni che sul tremolo era praticamente inutile...

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

Le esigenze cambiano, comincio ad aver bisogno di cambiare più suoni contemporaneamente e al fantastico mondo degli effetti si somma il terrificante mondo dei looper. Sul mercato ce n’erano a bizzeffe, ma le finanze erano quello che erano e quindi ecco comparire in pedaliera una modesta GEC-9. Nulla di estremamente complicato da programmare, niente MIDI, ma un sacco di memorie richiamabili per un prezzo abbastanza accessibile. Le variazioni sono poche rispetto alla precedente versione, un cambio Phaser-Flanger, effetto che col tempo avevo cominciato ad apprezzare di più rispetto al più incasinato Phase 90. Scompare il delay Marshall che mi aveva accmpagnato fino a quel momento in favore del primo pedale costruitomi da Riccardo di Zed Venarossa, che da qui in poi vedrete citato spesso, maledetto lui e la sua passione per l’elettronica! Altro dettaglio: il riverbero. Fino a quel momento avevo sempre utilizzato quello presente sugli amplificatori, ma l’arrivo della Gigmaster 15 mi aveva costretto a utilizzare un riverbero a pedale. Non ho più avuto amplificatori con il riverbero integrato e, dalla Gig15, ne son passati almeno 5!

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

Qui, come in un qualsiasi viaggio nel tempo che si rispetti, c’è una deviazione della linea temporale. Un momentaneo passaggio al digitale con una Zoom G5 mi aveva fatto intuire la necessità di avere un setup più leggero e “da viaggio”, per le situazioni in cui non serviva portare tutto l’armamentario e dove i cambi di suono non erano così esagerati. La versione light della Buratsboard mantiene alcuni grandi classici del mio suono, un OD cattivello come il Plexitone e uno più dinamico, costruito sempre da Riccardo, accompagnati sta volta da un vero fuzz, una sonorità che ho cominciato ad apprezzare da quel momento e che non ho più abbandonato. L’Uni-Vibe invece è sparito dopo pochissimo, inutilizzabile!

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

Ancora un paio di release e il progetto arriva a un punto finale dopo essere stato in USA da Carter Vintage. Lo Swamp Thang e l’Archer prendono il posto di OD e distorsioni, assieme a un economicissimo DOD che però mi piaceva un sacco come boost. L’accordatore a pedale come vedete non mi ha mai abbandonato e in questo articolo vi spiego perché. Ma nonostante tutti i tentativi di riduzione delle dimensioni anche questa pedaliera alla fine si è dimostrata troppo grande.

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

Torniamo per un attimo alla Big-one, la pedaliera da parata, quella che ci spendi più tempo a raccontarla che a usarla. Nella sua ultima versione, che mi accompagna ancora oggi, vede un flight-case su misura fatto con le mie amorevoli manine, assieme a quelle di mio padre (vi prego non mettetevi a costruire flight-case, fateli fare a chi lo sa fare: è una faticaccia) che può finalmente ospitare tutti i pedali al suo interno. Probabilmente potrebbe ospitare anche una dozzina di casse di birra, viste le dimensioni, ma è zeppa di pedali, per la maggior parte creati sempre da Zed. La comodità di avere tutto in un’unica pedaliera è impagabile, non mi manca nulla se non la voglia di alzarla, metterla in auto e portarla in giro.

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

Ecco perché da almeno due anni la maggior parte delle date la faccio con una mini pedaliera da viaggio. Installati su una Pedaltrain Mini con tanto di alimentatore a batteria, trovano posto pochissimi pedali, per quello che è diventato il mio coltellino svizzero del tono. Anche qui, però, la GAS non si è arrestata e, se nella prima versione trovavano posto giusto giusto quattro pedali (boost, OD, tremolo e riverbero/delay), nella versione che ancora oggi temerariamente resiste trovano posto un magnifico Maccheroni Bros di Tefi un bel Fuzz Jam Pedals, boost JHS tremolo e riverbero-delay.

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

L’evoluzione inaspettata della mia pedalboard

Insomma, come avete potuto vedere sono cintura nera di compravendita di pedali, ma oltre a venderli e comprarli li utilizzo anche eh!

Se anche voi siete pazzi come me avrete già notato la nuova label in cima alla homepage. Non vi dico altro: si chiama SHOP e ha già messo a rischio il mio portafogli. Enjoy!
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di Francescod [user #48583]
commento del 14/11/2020 ore 11:08:57
Vivo da sempre un grande problema spazio-logistico con i pedali. Datemi un consiglio, se esiste un consiglio per il mio caso.
Non ho mai trovato un assetto definitivo ai miei pedali, perché suono generi diversi. E anche nello stesso genere musicale sapete che ci possono essere grandi differenze. Pertanto tengo i pedali per terra e ogni volta cambio pedali e disposizione. I fissi sono un chorus e un delay. Ho diversi OD che girano in base al momento, un compressore, un wah, un flanger e poco altro. MA non sono mai messi tutti insieme. Odio le piattaforme enormi.
Che faccio?
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 14/11/2020 ore 11:36:15
Devi comprarti una mutieffetto e uno di quei visori per la realtà aumentata, così ti farà vedere dei pedalini col looper anche se ai piedi avrai la multieffetto. Il suono è quasi uguale e, ne tu ne gli ascoltatori percepirete differenze.
Anch'io ho una pedalboard di soli pedalini, senza looper però. Se oltre a suonare la chitarra canti anche è una tragedia. Quando non sbagli una parola ti dimentichi acceso un pedalino o non fai partire il boost etc. Purtroppo in questo periodo non sto lavorando altrimenti una Helix o la GT 1000 non me la levava nessuno.
Tornando all'ingrasso delle Pedalboard io sono passato da una con solo il Nova System e il wah/volume ad una di pedalini che è più peformante come suono ma più grande, pesante e indaginosa da usare. Per il trasporto mi sono comprato un carrellino e ci metto sopra la pedalboard e la custodia doppia con due chitarre.
La soluzione ibrida con distorsioni boost e compressore analogico più mini muktieffetto tipo Helix stomp/GT1000 Core è il migliore compromesso. Si aggiunge un looper e si vive felici...sempre col valigione però.
Rispondi
di izano58 [user #46877]
commento del 15/11/2020 ore 13:36:51
ciao, io ho usato una pedalboard nexi the solution, hai 8 posti dove mettere cosa vuoi, oltre ai loro pedali dedicati che attacchi e stacchi in un attimo, gli altri pedali li colleghi ad una loro base e diventano plug and play come i loro... ha anche tante altre caratteristiche. io l'ho usata un paio di anni, ora la sto vendendo (vedi mercatino) perché son passato definitivamente al digitale. In italia non è facilmente reperibile ma in europa si trova. la ditta è olandese. buona giornata , Ale
Rispondi
di Hank McAbrahams [user #34498]
commento del 14/11/2020 ore 11:39:1
La pedaliera di un chitarrista è come il galeone di Dylan Dog
Rispondi
di gunsmanu [user #19801]
commento del 14/11/2020 ore 13:22:08
Sarò un chitarrista atipico ma la mia main pedalboard è rimasta pressoché inalterata in quasi 6 anni che l'ho costruita. Ha subito un rehousing con una pedaltrain (vinta qui su accordo proprio 3 anni fa),cambiato cavetteria con una migliore ma è sempre lei. Magari c'è di meglio,ma conosco talmente bene ogni suono che riesco sempre a trovare la regolazione giusta. Discorso a parte per quella di backup... Lì è praticamente nuova ogni due/tre anni. Giusto in questi giorni sto assemblando le versione 5.nonmiricordo
Rispondi
di dvg [user #11506]
commento del 14/11/2020 ore 13:44:55
ringrazia il cielo che non stai vivendo la fase riproduttiva delle pedaliere...io ora sono nonno!! dopo essermi fatto la megaboard (80X40) per i progetti piu ambient/experimental ora ho anche quella ridotta (40X30) per sonorita' piu graffianti/noise.
Rispondi
di Johnny92 [user #43424]
commento del 14/11/2020 ore 14:07:41
Eh, le pedalboard. Gioie e dolori di un po' tutti noi chitarristi.
Certo che di pedali ne hai usati!! :)

Comunque mi sono reso conto, dopo anni che mi ostinavo a cambiare pedali (specialmente overdrive di tutti i tipi, dai classici a quelli fatti a mano a quelli venduti in edizione limitata), che una volta che trovi il tuo sound, attraverso la giusta scelta di amplificatore-coni-pickup, dei pedali ne fai tranquillamente a meno, almeno io che ho trovato il mio sound attraverso amp-coni-pickup giusti per me, ormai, uso esclusivamente un wha (il mitico Bad Horsie 1 che tu riampiangi, effettivamente è uno dei migliori wah della storia, c'è poco da dire!), un delay e un boost nel send return per uscire negli assoli. Stop.

Gli altri pedali sono tutti messi da parte nelle loro scatoline aspettando di prendere aria una volta ogni tanto, giusto il tempo di metterli in funzione per qualche minuto ahaha
Rispondi
di FabioRock74 [user #44552]
commento del 14/11/2020 ore 14:55:13
Come tutti qui ho vissuto i drammi della pedaliera a cui manca qualcosa ma non ci sta più niente quindi seve più spazio ma poi pesa troppo e che palle e allora vado di digitale ma poi uso solo il chorus ma poi è meglio il pedalino e non hai il delay etc etc etc..
Poi.. una testatina engl mi ha risolto gran parte dei problemi, ampli e chitarra e stop. Ma dopo un po qualcosa di piu sotto i piedi lo vuoi.. e si riparte. Adesso sono al punto di giocare a tetris nella bcb 60 della boss coni pedalini superstiti e una new entry (boss ms3). Devo riuscire a incastrare:
Wah dunlop gcb 95q
Digitech whammy ricochet
Marshall guv'nor (quello vintage)
Eq 7 bande (quello scrauso che suona come il boss)
Boss ms3
Ma sto cercando anche un trex reptile..

Ce la farò!!!
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 14/11/2020 ore 20:55:23
Eccoti qua...cercavo uno che avesse l'MS3 per chiedergli come va.
Io nei looppini ci metterei il Truetone Jeckil &Hyde e un compressore. Tutto il resto lo farei dalla MS3. L'unica mia preoccupazione è che ho sentito in giro che il suono dei pedali nel loop viene snaturato.
Rispondi
di FabioRock74 [user #44552]
commento del 14/11/2020 ore 21:29:26
Si il suono viene snaturato.. sempre e comunque. Quanto? Non lo so... dipende da quanto è fine il tuo orecchio. Ma.. non vuol dire che non si riesca a recuperarlo. Ci vuole tanta tanta pazienza e lavorare sui parametri generali dell’ms o eventualmente aggiungere in catena una equalizzazione.. e si ritorna a quanto le nostre orecchie vogliono. Tanto per dire.. io di loopini ne uso uno solo.. è ci ho inserito nientemeno che il pre della testata!!! Così ho un po di effetti in ingresso e un po nel send return. Bell’oggetto
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 14/11/2020 ore 21:47:40
Ok grazie.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 15/11/2020 ore 10:30:35
Io con l'Ms 3 mi trovo strabene, è di una comodità fantastica per me, i suoni mi piacciono alla grande, drive compresi, io ho due footswitch esterni, il Mosky dual switch, li uso per accendere e spegnere due loop il delay ed uno è assegnato come boost.

In pratica è come avere 8 switch invece di 4 in una dimensione molto ridotta, senza parlare poi della comodità del midi che adesso non sfrutto ma che ho usato.

È un multieffetto davvero fatto bene.

Il fatto dei loop che colorano un pò sinceramente mi sembrano dettagli.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 15/11/2020 ore 12:32:55
Onestamente io non l'ho mai sentito l'MS3. Se colora e quanto non mi è dato saperlo. Ho avuto il Nova System e per me andava più che bene. Anche come trasparenza. Il problema è che se metti un OD/Dist a pedale perchè suona meglio di uno digitale e poi il loop te ne cambia il timbro sei punto e a capo. Tutto qui. Megli fare un setup ibrido con una GT1000 core o l'Helix Stomp.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 15/11/2020 ore 13:19:33
Non la farei cosi tragica, non è che un Tube Screamer te lo fa suonare come un Metal Zone, al limite agendo un pò sull' eq compensi.
Anche io avevo il Nova, grande macchina ma il Boss non ha niente da invidiargli per me.
Se hai bisogno delle simulazioni meglio il GT 1000 core, non è detto che non colori un pò anche lui però...
Rispondi
di sergej [user #44973]
commento del 14/11/2020 ore 18:05:18
Io sono ecumenico, e negli anni ho messo in piedi (e ai miei piedi) soluzioni per tutti i gusti:

1) setup digitale leggiadro e leggero: Line6 Pod Go, installato su pedaltrain con associato pedale di espressione Morley

2) setup analogico minimalista: pedaltrain Nano+ con alimentatore Cioks Baby e 4 pedali velocemente intercambiabili

3) setup 'full throttle' e ammazza-spina-dorsale: pedaltrain mega con alimentatore Cioks DC 10, looper switcher Vinteck V8, patch box Vinteck 4X4M e decine di pedali + rack con TC-Electronics G-Force + Roland synth GR50 e abbinato Alesis Midiverb IV

A seconda delle dimensioni e dell'importanza del palco, o della sessione in sala prove (quando eravamo inconsapevolmente felici e si poteva suonare ancora), adottavo una soluzione piuttosto che l'altra.

Il bello è che non sono affatto il tipo che passa le ore a smanettare pedali/ampli/emulatori, visto che tendo a spendere il mio tempo piuttosto su tecnica e repertorio. Ma - si sa - ogni chitarrista è un accumulatore seriale di strumentazione, e io non sono da meno...

Vorrei tra l'altro sollecitare la Redazione - se lo ritenesse opportuno - a ritagliare uno spazio nel quale i lettori possano sottoporre le loro 'creature' al pubblico ludibrio. Sai che belle 'pedal wars' tra noi?

Sergio
Rispondi
di Denis Buratto [user #16167]
commento del 15/11/2020 ore 09:41:5
Ciao! Su Accordo c’è tutto lo spazio che vuoi! Tra l’altro come vedi nell’articolo abbiamo specificato proprio che aspettiamo i vostri contributi per proseguire la rubrica sull’evoluzione delle pedaliere!
Rispondi
di FabioRock74 [user #44552]
commento del 15/11/2020 ore 10:18:44
Giusto oggi fb mi propone la foto della mia prdalboard di 6 anni fa:
Wha
Marshall guv nor
Distorsore hardwire
T rex dr swamp
T rex tonebug chorus/flanger
T rex repile come delay

I primi 3 prdalini mi davano in totale 4 tipi di distorsioni diverse. Il guvnor perfetto per sonorità rock spinte, il dr swamp un po’ più cattivo. L’hardwire cattivissimo. Per i soli no problem. Bastava attivare il delay che ha un boost incorporato. Veramente facile da usare come pedalboard.
Il chorus flanger era l’anello debole. Si potevano tirare fuori un chorus e un flanger belli ma per arlo le regolazioni erano molto differenti (esattamente opposte) quindi non bastava lo switch per usare o il chorus o il flanger.
Di quella prdalboard mi sono rimasti solo il marshall, il wha e il case.
Rispondi
di alfcos [user #30701]
commento del 15/11/2020 ore 18:16:22
Fantastico... Non capisco perché ne parlate come una condanna. Fare e disfare la pedaliera è una delle cose più divertenti che esistano per un chitarrista... E anch’io se trovo un pedale che mi piace prima lo compro e poi decido cosa farci...
Quando vado a suonare? Pedaltrain nano e tre pedali tre...
Rispondi
di barrett84 [user #49122]
commento del 16/11/2020 ore 09:22:25
Bè, ti faccio l'esempio del mio caso. Io ne parlo come una condanna perchè nel fare e disfare la mia pedaliera succedeva che continuavo a spendere un fracco di soldi (all'epoca non ero ancora entrato nel magico mondo di rivendere i pedali comprati) e a non trovare mai un suono giusto e soddisfacente. Il tutto mentre la pedaliera cresceva a dismisura in peso e complessità. Era più il tempo che passavo a spippolare con i pedali alla ricerca di un suono bello, che non è mai arrivato, che il tempo che suonavo. Altro che divertimento, era estremamente frustrante. Questo perchè ero giovane, inesperto, non avevo le idee chiare, non avevo il conforto della rete dove oggi trovo miriadi di recensioni e consigli, e non avevo una guida perchè il mio maestro era uno che suonava con la chitarra infilata diretta nell'ampli e i pedali per lui erano un mondo sconosciuto e superfluo. La pace l'ho trovata solo vendendo tutto e ripartendo da zero, scegliendo poche cose di qualità e strettamente necessarie, con calma e cognizione.
Rispondi
di barrett84 [user #49122]
commento del 16/11/2020 ore 09:00:25
Mi sono rivisto molto in questa tua evoluzione! Anche io ho iniziato con un paio di pedalini buttati per terra e sono finito con l'avere una pedaliera enorme e pesantissima con alimentazione incorporata (che faceva pietà e non ho mai usato), piena di pedali (una dozzina) fuori luogo che usavo poco e male, il tutto annegato in un delirio di cavi e cavetti. Insomma, un macello. Poi ho avuto una pausa di qualche anno dalla musica e quando sono tornato avevo cambiato radicalmente mentalità e gusti. Ho poco per volta venduto TUTTO (pedali, pedaliera, tutti gli ampli, insomma, tutto quello che avevo tranne la mia Strato) e ricomprato poco e bene secondo le nuove esigenze. Ora sono fisso da due anni (un record per me!) con questa configurazione con cui mi trovo benissimo: pedaltrain piccola con alimentatore generale Vinteck e tre pedali: VDL Il Fuzz, Tefi Smilin' Ghost e Tefi Ms. Delayette. Fine. Poca roba, ben fatta, e tutto in perfetto ordine.
Rispondi
di Arch [user #51394]
commento del 16/11/2020 ore 11:15:40
Complimenti per l'evoluzione della tua pedaliera.

Io mi ricordo di aver cominciato con un metal zone (immancabile tra tutti i miei amici quando volevamo emulare metallica (io) e iron maiden (loro) e un wha wha (il classico dunlop).
Poi così un po' di botto e un po' perché forse stavo cominciando ad esplorare altri generi cambiai radicalmente e cominciai a creare la mia pedal board.
Iniziai con lo "scatolone" della bheringer che poteva ospitare i pedali stile boss e sostituito quasi subito da una più scomoda ma più bella warwick a valigetta. Era immensa e mi resi conto ben presto che anche questa non era la soluzione ottimale.
A mia discolpa posso dire che mi era presa la fissa per Gilmour (e qui è arrivata la mia attuale strato rossa) e cominciai a riempire il case con tutti i pedali possibili.
Big Muff (modificato Green Sovtek), acustico della boss, distorsion boss e chorus boss (e forse altri che non ricordo) lasciarono quasi subito le loro postazioni quando mi accorsi che non li usavo tutti
Alla fine quello che cercavo era un suono versatile e semplice.
Rimasero ai loro posti quei pedali che sono ancora adesso con me.
Accordatore Ibanez, Dunlop wha wha (quello che avevo comprato all'inizio), compressore mxr, Boss SuperOverdrive con modifica Keeley e delay con doppio tempo di Burn Fx.
La riduzione dei pedali con alleggerimento del case e l'arrivo del comodissimo Pedal Bag Electro Harmonix è avvenuto quando ho cominciato a fare le serate col gruppo.
Ad un certo punto ho tolto anche il delay perché mi scomodava inserirlo nel send-return.

Nella mia limitata esperienza posso dire che per suonare in luoghi dove dovevi fare a spallate col bassista e l'acustica non era certo eccelsa non meritava tutta quella fatica e spesa di soldi.
Rispondi
di vipsanio [user #29152]
commento del 21/11/2020 ore 12:43:43
ciao, io sono sempre stato un fanatico dei rack e ho sempre considerato i pedali dei begli scatolificio tuttavia poco pratici, almeno fino alle evoluzioni di questo ultimi anni. in pratica giravo con valigie pesanti o, se usavo teste e ampli, non rinunciavo a una sezione effetti digitale a rack o con soluzioni più contenute, come pod e simili (bypassandone comunque la sezione pre).
non sono mai riuscito a usare pedali analogici di distorsione e overdrive con gran continuità, ho sempre preferito la valvola.
negli ultimi anni invece mi sono avvicinato ai pedali cercando di non scendere troppo a compromessi. senza farla lunga, attualmente uso due setup separati: il più piccolo, che uso per esercizio e per non sbattermi troppo è composto da un liquid blues (damage control), Vox satchurator (che all'uso sostituisco con un digitech Red special per avere suoni più vintage) e zoom ms70.
la seconda, che intendo usare con maggiore continuità, parte con un accordatore, un compressore TC electronics (il bellissimo hyper Gravity, di cui adoro il suo essere piuttosto diverso dai compressori classici), passando per un mesa v twin pedal (di cui sfrutto il bypass e i due canali valvolari; prima avevo un ht-dual, ma dava un suono troppo fighetto), un eq danelectro efficiente e silenzioso (lo uso come boost o per adattare i suoni a ogni evenienza), un ms70 comandato da un piccolo hub che trasforma il segnale in midi (con relativa pedaliera) e volume. all'uso davanti a tutto infilo il wah, il whammy o il talk box.
riduco tutta l'effettistica allo zoom perché è piccolo, comodo, fantasioso, estremamente versatile e ho trovato il modo di usarlo come se fosse un apparecchio midi.
con questo set riesco a infilarmi bene ovunque, anche sui mixer (attraverso un carl Martin rock bug) senza sacrificare troppo il suono che ho in testa
Rispondi
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