Due soli accordi per tutta la strofa, qualche variazione in più nel ritornello, ma tutto scandito da un ritmo costante e un basso sempre ben presente che rendono il pezzo riconoscibile al primo ascolto.
Con una chitarra acustica e la dovuta inventiva è possibile ricreare l'atmosfera di "Magnolia" imitando la batteria con le pennate e ricalcando il basso omoritmicamente agli accordi senza particolari difficoltà.
Anche la caratteristica intro del brano è fattibile e dà sicure soddisfazioni all'esecutore quanto agli ascoltatori, che non potranno cedere a un pizzico di nostalgia riascoltando questo (relativamente) vecchio successo tutto italiano.
Paolo Pilo ci mostra la sua personale prassi esecutiva per "Magnolia" dei Negrita.
Così mi sento meno spesso una merda chitarristica.
Complimentissimi.
Come al solito.
E grazie :)
La versione di Paolo è meglio dell'originale!
Ancora di più complimentissimi
Grazie
(più Pilo e meno chiacchiere)