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La Stratocaster
La Stratocaster
di [user #26523] - pubblicato il

La Fender Stratocaster compie sessant'anni nel 2014 e porle omaggio è d'obbligo. Lo vogliamo fare condividendo un estratto del libro "Fender" di Maurizio Piccoli sugli albori di quella che è probabilmente la chitarra elettrica più famosa al mondo.
La Fender Stratocaster compie sessant'anni nel 2014 e porle omaggio è d'obbligo. Lo vogliamo fare condividendo un estratto del libro "Fender" di Maurizio Piccoli sugli albori di quella che è probabilmente la chitarra elettrica più famosa al mondo.

Con un nome tecnologico che strizza l’occhio più a Star Trek che alle vecchie Cadillac con le pinne, la rivoluzionaria Strato sembra nata ieri data la sua straordinaria capacità di dar voce elettrica, ai moderni paladini della musica, sia essa di rabbia, di drammatico o zuccheroso romanticismo o, ancora, sia espressione di un certo “pattume” musicale caro alle frange superstiti del defunto e poi risorto movimento punk o ad altri eserciti sonori, più o meno numerosi. Sa gracchiare, è lirica e naif. Ora porta nell’aria il blues, ora fa ballare e diverte con toni gallinacei e funky. In altre latitudini ti scarica addosso una perentorietà che non ammette discussione. She’s the one! Si può dire inopportunamente citando il boss Springsteen. E certamente è lei l’unica che, in tanti anni di battaglie, ha saputo tener testa al suo maggiore antagonista, così diverso, così “maschio” anche nel modo di chiamarlo: “il” Les Paul Custom!
Questa aquila ruspante che mai ha voluto saperne di humbucker e diavolerie, anche se la modernità qualche volta gliele ha appiccicate, nasceva nel lontano 1953 in quel nido californiano dal quale tante altre aquile avevano e avrebbero aperto le ali. Basti ricordare quel suo fratello di forme che ancora oggi è il Precision Bass, levatosi in volo solo due anni prima. Per la paletta, e non solo, dovette ringraziare l’hawaiano Freddie Tavares, collaboratore del suo indiscusso padre Leo il quale, per voler essere originale in tutto e non piegarsi all’uso dell’allora e tutt’ora stimato Bigsby Vibrato, disegnò quel synchronized Tremolo che ebbe la sua buona fortuna per moltissimi anni prima di essere spesso rimpiazzato da più diabolici marchingegni.

La Stratocaster

La cronologia riassuntiva che riportiamo a parte (ndr: cronologia inclusa nel libro) mette in luce i mutamenti che nel tempo la Stratocaster ha subìto. Nel ventennio Settanta/Ottanta lo strumento, pur avendo mantenuto la struttura di base, per molti aspetti non era più lo stesso. Prova ne fu il proliferare di ditte costruttrici di parti di ricambio le quali offrivano, accanto ai miglioramenti che l’esperienza e la tecnologia dell’epoca permettevano, componenti aventi le caratteristiche degli originali: dai manici-tastiera monoblocco in acero a “V” ai pickup con magneti ad altezze irregolari, avvolti col medesimo filo dei modelli anni '50, lo stesso isolante e lo stesso modo di adagiare le spire. Non ultima l’offerta di corpi in leggero frassino verniciati alla nitro. Nel periodo CBS furono, infatti, offerti strumenti alquanto pesanti, certo più luccicanti ma come spogliati di quell’alone di unicità che faceva dimenticare difetti e approssimazioni molto spesso presenti nei modelli vintage meno fortunati.

La Stratocaster

Non considerando l’immancabile fascino esteriore che circonda gli esemplari davvero “vissuti e suonati” per molte primavere, è da riconoscere che il confronto tra il contatto fisico con un modello anni Settanta e quello che si ha con un esemplare pre-CBS mette in luce un’avvertibile diversità. Il feel al manico del primo è alquanto diverso da quello offerto dal secondo, più di quanto i due millimetri in aggiunta di spessore potrebbero lasciar supporre. Il corpo del primo poi è più bulky (massiccio, voluminoso), anche se le misure sembrano rimaste invariate, e meno si avverte l’abbraccio del contour body. Per non parlare del suono, come ghiacciato negli esemplari CBS, con componenti metalliche, parente vicino dell’originale ma privo del calore e della pienezza del suono di quest’ultimo.

La Stratocaster

Chiudiamo qui elogiando la svolta qualitativa intrapresa sotto la presidenza Schultz e tutto quello che di fantastico è venuto fuori dal Custom Shop. Ci sentiamo di dire che gli esemplari maniacalmente lavorati in questo straordinario laboratorio avrebbero sicuramente commosso Leo, malgrado la poca popolarità dei prezzi. A lui offriamo il grande conforto che le asce prodotte durante il suo periodo, malgrado alcuni difetti, hanno cambiato il mondo della musica e sono state la scelta obbligata di tanti grandi chitarristi che hanno affidato loro il compito di graffiare o commuovere.

La storia di Leo Fender e della sua più grande avventura è appassionante e ricca di risvolti. Puoi trovarla per intero leggendo il libro "Fender", di Maurizio Piccoli. Il libro è ora in offerta limitata sullo Store di Accordo, scoprilo a questo indirizzo.

La Stratocaster
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E' unica............... è vero!
di distorto [user #28299]
commento del 04/07/2014 ore 10:05:1
Ma è anche vero che la Stratocaster senza i vari Hank Marvin, Hendrix, Clapton & C. non avrebbe di certo raggiunto tutta la fama che la circonda, a volte diciamolo anche venerandola e forse sopravalutandola . E' il chitarrista che fa suonare la chitarra e non viceversa, i signori che ho citato prima con o senza statocaster, avrebbero fatto esattamente lo stesso percorso musicale e creativo anche senza di essa, a mio avviso, Hendrix era capace di tirar fuori quei suoni anche dall'asciugacapelli. Nessuno pensi che basta mettersi addosso una strato e improvvisamente questa ci fa diventare delle icone del rock. E' certamente vero che la strato è imprescindibile per qualsiasi chitarrista elettrico, ormai è troppo radicato quel suono nelle nostre orecchie o forse soprattutto la sua immagine nella nostra mente.
Con questo non voglio assolutamente denigrare mamma Strato, anche perchè ne possiedo quattro, però penso che a volte si tenda un pò a esaltarla o a mitizzarla a oltranza. Una cosa è certa: i dinosauri si sono estinti, lei mai! Lunga vita alla regina.
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La stratocaster
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 04/07/2014 ore 10:54:54
La stratocaster rimarrà una leggenda tremendamente sexy !!! anche se nulla del suo suono sarebbe emerso senza gli amplificatori valvolari della sua epoca portati alla distorsione (che allora era considerata un difetto) dando vita a un nuovo sound che ogni chitarrista cerca di replicare.
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Io credo che dire: "se ...
di MM [user #34535]
commento del 04/07/2014 ore 10:58:47
Io credo che dire: "se non ci fosse stato questo e quello, non sarebbe stata lei"... è un filo riduttivo.
Io ribalterei il discorso, loro l'hanno scelta, proprio perché è LEI.
La Strato è LEI, a prescindere da chi l'ha imbracciata.
Solo qualche genio, può avere disegnato quella forma, (la paletta poi, incredibile idea) in quegli anni; e il fatto che resista intonsa, al tempo che passa, lo dimostra.
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quel genio inconsapevole di Fender ...
di nawa utente non più registrato
commento del 04/07/2014 ore 12:53:42
quel genio inconsapevole di Fender doveva odiare i liutai e la liuteria tradizionale. Niente intarsi (decal), niente colle (viti), niente binding. e con la Stratocaster decostruisce totalmente anche la morfologia della chitarra classica: niente top (c'è il battipenna in plastica), niente fasce (contoured body) e niente fondo (scasso per il tremolo)...

la paletta è una invenzione condivisa con Bigsby, che la prese da Staufer che la prese da.... in fondo è la proiezione laterale di un classico riccio di violino.
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Re: quel genio inconsapevole di Fender ...
di fabiojay [user #20826]
commento del 04/07/2014 ore 21:20:48
era un genio visionario... Ma forse il suo più grande pregio era non saper suonare la chitarra (e già) per cui era libero dai soliti clichè riguardo allo strumento ed è riuscito a concretizzare le sue idee... E' un personaggio che ammiro molto
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Re: quel genio inconsapevole di Fender ...
di Andy72 [user #36401]
commento del 11/07/2014 ore 16:25:13
Io concordo con quanto ti ha risposto Fabiojay...Se Leo Fender fosse stato un chitarrista,probabilmente molte remore lo avrebbero trattenuto dal lanciarsi in un progetto così rivoluzionario.
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Strato for ever...
di FBASS [user #22255]
commento del 04/07/2014 ore 13:52:33
Anche se la mia prima Stratocaster la comperai nel 1981 ed era l'unica superstite nel negozio delle palettone Tabacco Sunburst del 1978, matricola alla paletta con S seguita da cifre, con gli smussi del contoured body molto meno accentuati, le sellette fuse ma con forma uguale a quelle in lamierino, però piene, i pickups con i poli livellati, palettona con meccaniche squadrate e con la Effe, tastiera in acero e "peso da cani" ( da qualche parte ho letto che le lame delle pialle e le dimo si erano usurate pertanto le dimensioni del manico e tutto il resto erano diverse, prima avevo avuto una Esquire pre-CBS 1963 ed una Jaguar Custom Fiesta Red del 1966, date in permuta ). Poi, dopo l'infelice esperienza di una Contemporary II serie, Made in Japan e color Peweteer, ho comperato l'attuale American Standard del 1989 ma il ponte a due perni non mi è mai andato giù, ho trovato soddisfazione e l'uso molto invece in una Strat HSS del 1991, color Fuxia e con ponte Kahler, cercavo però una Strato con tastiera in palissandro e questa l'aveva anche se con 24 tasti, comunque suona molto vintage nelle prime tre posizioni anche se i pickups sono molto più vicini tra loro, adesso me ne sono assemblata una con tutte parti Fender e hardware dorato, FBASS.
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DESTRATOCATERIZZATO!!
di binip [user #19289]
commento del 04/07/2014 ore 14:00:14
Dopo ben 12 Stratocater comprate e rivendute finalmente ho accettato la realtà:
a me la Stratocaster proprio non piace!!
Ho impiegato 30 anni per ammetterlo a me stesso, ma da quando mi sono destratocaterizzato mi sento meglio....

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Re: DESTRATOCATERIZZATO!!
di MM [user #34535]
commento del 04/07/2014 ore 14:10:26
... ammazza, trent'anni e dodici Strato per capirlo....
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Re: DESTRATOCATERIZZATO!!
di binip [user #19289]
commento del 04/07/2014 ore 15:29:10
E' vero, è stata una lotta dura!
In effetti avere la sensazione di essere l'unico a non apprezzare una cosa così prestigiosa mi ha generato qualche complesso
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Re: DESTRATOCATERIZZATO!!
di MM [user #34535]
commento del 04/07/2014 ore 16:02:02
Mi spiace.... io invece, più la imbraccio e più la apprezzo.
Ascolta questo:
vai al link
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Re: DESTRATOCATERIZZATO!!
di raffagiano [user #17108]
commento del 04/07/2014 ore 16:44:01
a me ne sono bastate due per fortuna :)

Sono più per il suono della Les Paul, la strato mi piace più come oggetto di design che come chitarra...

de gustibus
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Re: DESTRATOCATERIZZATO!!
di wrugg25 [user #31282]
commento del 05/07/2014 ore 09:06:36
Io non ne ho mai comprata una: mi è bastato provarle in negozio, per capire che proprio non facevano per me.
Rispondi
Re: DESTRATOCATERIZZATO!!
di MM [user #34535]
commento del 05/07/2014 ore 11:06:25
Beh, ti è andata meglio di quello che ne ha comprate due e ancora meglio di chi ne ha dovuto comprare trenta, per capirlo.
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Cara Fender Stratocaster, strumento eccezionale, ...
di Kandra utente non più registrato
commento del 04/07/2014 ore 14:32:36
Cara Fender Stratocaster, strumento eccezionale, meraviglioso, copiato da tutti i produttori di chitarre! E poi sento ancora gente parlarne male... Prendete una Fender Stratocaster PRE-CBS, magari di quelle nate tra il 1962 ed il 1964, poi ne riparliamo. Troppa gente parla proprio a vanvera farebbe meglio a star zitta! Certi capolavori e certe intuizioni meritano solo un monumento alla perfezione!
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La chitarra più sexy.
di Onghi [user #35497]
commento del 04/07/2014 ore 18:23:16
Indubbiamente è la chitarra più sexy, non si estinguerà mai. E' una regina. Sono giovane e non ho avuto modo di provare purtroppo Strato di quegli anni, ho una Highway One Hss e ne sono fiero.
Rispondi
Solo un parere personale, ma ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 05/07/2014 ore 01:35:04
Solo un parere personale, ma credo che Leo sarebbe molto più fiero di un'American Deluxe che non di una copia delle chitarre che progettò negli anni '50, invecchiata artificialmente e (parere personale) molto più costosa del suo valore reale (ma molto molto molto molto molto)...Basta guardare le Legacy e le S500 per capire che è così...Che poi visto che son strumenti che richiedono molto meno intervento da parte dell'uomo nella produzione industriale rispetto a tanti altri, magari con standard qualitativi maggiori, non ci sarebbe bisogno neanche del Custom Shop per avere chitarre tutte mediamente ben suonanti, soprattutto tenendo presente il fatto che negli anni '50 le producessero operai molto meno qualificati di quelli che magari sono impiegati oggi...Non fosse altro che dal 1954 son passati 60 anni e nel frattempo l'uomo è andato sulla luna, esistono pc grandi come un quaderno piccolo che hanno una potenza di calcolo milioni di volte superiore a quelle dei super computer grandi come un supermercato che c'erano al tempo e grazie al progresso scientifico le persone a 50 anni non sono da considerarsi anziane...

Ma d'altronde alla Fender non sanno davvero cosa siano ricerca e sviluppo e, persi in un illogico catalogo che ripropone 100 chitarre uguali, riparatisi sotto al parafulmine di questo sparuto gruppo di uomini del Custom Shop, baluardo di una qualità troppo altalenante per essere definita accettabile, incapaci di costruire una rete di distribuzione adeguata che consenta loro di riportare i prezzi in linea con la realtà, anche economica attuale, nel frattempo smembrano società come Guild ed Ovation, che invece in un'ottica maggiormente di nicchia avrebbero invece costituito una risorsa molto importante. E intanto così appare in 15 giorni il quinto o il sesto o forse l'ottavo articolo sulla stessa identica chitarra...Che masnada di peracottari quelli della Fender quotata in borsa!?
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Re: Solo un parere personale, ma ...
di alberto biraghi [user #3]
commento del 05/07/2014 ore 18:11:05
Credo anche io. Quando incontrai Leo nel 1984 alla G&L di Fullerton, gli dissi subito con grande orgoglio di essere proprietario di una Stratocaster del 1956. La sua risposta con un sorriso fu "se funziona ancora vuol dire che le facevamo bene già allora".
Dopodiché passò a mostrarmi il nuovo metodo di costruzione dei maple neck G&L, a suo giudizio di gran lunga migliori dei precedenti.
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