Chi fa da se, fa per tre. Per questo, da un po' di mesi, offriamo ai lettori chitarristi spunti per essere autonomi e capaci nel microfonare i loro amplificatori. Pur certi che quella del fonico sia una figura specialistica imprescindibile - soprattutto ad alti livelli - siamo altrettanto sicuri che queste genere di competenze non possono che giovare nella formazione e nell'autonomia professionale di un musicista.
Dopo aver analizzato la caratteristiche di microfoni a condensatore e microfoni dinamici, nella scorsa lezione, il nostro amico e insegnante Enrico Santacatterina, aveva iniziato a considerare la possibilità di utilizzare entrambi per la ripresa dell’amplificatore in studio di registrazione. Nello specifico, l’idea era di sfrutterà al meglio il carattere di ciascuno dei due microfoni, piazzandoli davanti all'amplificatore vicino al cono, in punti differenti ma alla stessa distanza, entrambi nella loro posizione ottimale. Oggi, valuteremo un’altra opzione, capace parimenti, di contribuirà ad allargare lo spettro sonoro della nostra chitarra.
Posizioneremo il microfono dinamico vicino all’amplificatore; quello a condensatore a diaframma largo a una distanza di circa 60 cm.
In questa maniera, il microfono dinamico riprenderà esclusivamente il suono dell’amplificatore, quello a condensatore invece, anche quello della stanza in cui stiamo effettuando la ripresa. Così, alla pasta e matrice principale del suono, quella ripresa dal dinamico, aggiungeremo dal condensatore una sorta di ambiente naturale offerto dalla stanza e maggiore estensione di frequenze tanto verso il basso e anche verso l’alto. La differenza fondamentale è nella disposizione dei due segnali nel mix: la volta scorsa, i due microfoni che riprendevano il cono alla stessa distanza ma posizionati in maniera differente erano aperti in stereo; oggi, con questa differente disposizione, terremo entrambi i segnali centrali, in mono.
Non me ne vogliano gli autori dell'articolo ma, a mio avviso accade proprio quello che bisognerebbe evitare ovvero: aggiungendo il segnale del condensatore, il segnale complessivo si arricchisce di nuove frequenze captate da quest ultimo ma non essendo in fase con l sm57 si nota un "scaricamento" di frequenze mediobasse. Probabilmente basterebbe invertire la fase del condensatore per ovviare a questo impoverimento. Discutere della ripresa microfonica di una sorgente con 2 microfoni senza accennare ai problemi di fase che questo comporta è a mio parere approssimativo e fuorviante per il chitarrista che voglia cimentarsi con tale ripresa. Chi fà da sè non sempre fa per tre. Pietro
Carrera•
10 anni fa
Interessante. Mi ha acceso una lampadina sulle due possibilità: quella stereofonica con i due micrononi vicini all'ampli ma su posizioni diverse e poi aperti in stereo e quella del super mono sommando i suoni distanziati.
Sperimenterò! Grazie!
masterdrummer•
10 anni fa
Il problema di fase è sempre e solo relativo alla singola frequenza quindi in ambito studio può avere qualche valenza ( se pur opinabile), in ambito live alcuna.
peeter77•
10 anni fa
masterdrummer, quando parli di singola frequenza non ho la più pallida idea a cosa tu ti riferisca,
marchino72•
10 anni fa
In più aggiungo un'ovvietà: il suono viaggia ad una certa velocità e quindi forse un paio di millisecondi di ritardo ci sono tra i due tipi di microfoni.
Questo è un buon effetto se governato bene, altrimenti mangia frequenze e modifica il tono generale.
Emiliano Girolami•
10 anni fa
Ragazzi, qualche tempo fa ho affrontato l'argomento su questo post: link fateci un giro che vi spiega tutto :-)
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Questo è un buon effetto se governato bene, altrimenti mangia frequenze e modifica il tono generale.