
La Italia JF12 si basa su un body in frassino e ontano con camere tonali, sagomato all'altezza del tailpiece e sulle spalle in pieno stile anni '60. La giunzione tra i due legni avviene sul fondo anziché con il top, ed è sottolineata da un binding che corre lungo il bordo posteriore della cassa. La forma sottile e larga, la singola buca a effe e il pannello dei controlli affollato ricordano da vicino alcune produzioni Rickenbacker, ma lo strumento mostra da subito un'identità propria.

Il manico, incollato al corpo, è in acero e ospita una tastiera in palissandro. La scala misura 25 pollici e i fret sono 22. Tutto culmina in una paletta finestrata solo per metà, con sei meccaniche marchiate Italia per lato. Quelle inferiori sono rivolte all'indietro, per un accesso più comodo e un impatto estetico davvero singolare.
L'elettronica è invece offerta da Wilkinson. Si compone di due mini humbucker WMH con cover cromate e con sotto due LED che indicano in maniera inequivocabile quale è in funzione.
Il controllo dei magneti avviene mediante due switch separati per l'attivazione individuale. Il selettore tradizionale è rimpiazzato da un potenziometro Blend per miscelare l'uscita dei due pickup, e le due manopole Jangle e Boost si occupano di personalizzare la voce dello strumento con un circuito di tono FosQ alimentabile con una batteria da 9 volt da inserire in un apposito cassettino nel retro.

In basso, il ponte Tune-o-matic vanta dodici sellette indipendenti e intonabili. Passando su di esso, le dodici corde si ancorano a un tailpiece in metallo in stile archtop, con sopra l'iniziale del marchio.
Sul top, le placche cromate a specchio sono due, entrambe ovali: una ospita tutto il comparto elettronico mentre l'altra, più piccola, fa da battipenna e riporta incisa la firma del chitarrista.
Ironia della sorte, le chitarre Italia non sono distribuite ufficialmente nel Paese che dà loro il nome, ma sono reperibili in Europa attraverso la distribuzione della britannica JHS.
Descrizione, scheda tecnica completa e prezzo in dollari sono sul sito ufficiale a questo link.
Ma ora le italia sono made in USA? Ho una rimini 6corde, ma sono certo sia di produzione coreana. Gran bella chitarra, manico sottile e scorrevole, credo si possa definire moderno. Come già detto -e come è evidente- è ispirata ad una rick semiacustica ma ha un anima sua.
I mini humb sono molto belli.
Da quanto mi disse il negoziante avevano preso in stock le ultimissime Italia dall'importatore dell'epoca, che poi ha -e mi ricollego all'articolo- smesso di importarle. Sono uno degli ultimi italiani ad avere acquistato una ...Italia. Ma non l'ultimo, visto che seguivo il sito del negoziante perché mi piaceva pure la Mondial... (mi ingrifava quella con il piezo) e, alla fine, le hanno ulteriormente deprezzate!!
Quando di recente ho cercato di permutarla con un'altra chitarra mi è stata (s)valutata molto poco (infatti è ancora con me, come la nuova chitarra :D ), la rivendibilità è bassina, nonostante la qualità sia, a mio avviso, di un certo livello.
Forse questa signature riesce a rilanciare il marchio (?)