
Partiamo da quello più clamoroso: i manici fatti da Tadeo Gomez, il "Tadeo Taper".
Bene, Tadeo Gomez cominciò a lavorare in Fender nei primi anni '50 e si licenziò a fine 1956 per andare a lavorare all’allora neonato parco divertimenti di Disneyland. Infatti verso la fine del '56 le iniziali che vediamo sui manici Fender sono in genere "XA", che pare fosse tal Xavier Armenta, per poi essere abbandonate e lasciare spazio solo al mese/anno.
Una precisazione fondamentale, ci sono fotografie della fabbrica Fender nelle quali si vede chiaramente che i manici erano timbrati prima della finitura, prima dell’installazione dei tasti e prima di dare al retro manico lo shape finale. Le scritte a tacco manico, in particolare le iniziali, non sono quelle del costruttore del manico, ma semplicemente un quality check che ogni reparto Fender rispettava al termine di determinate lavorazioni. Verosimilmente, Tadeo Gomez era incaricato del check dopo l’installazione del truss rod, che in effetti è il procedimento più delicato della costruzione del manico. L’ok di Tadeo segnalava agli altri operatori che si poteva procedere nella costruzione. Deve essere chiaro infatti che la catena di montaggio Fender si componeva di operai specializzati, ognuno dei quali faceva una precisa operazione sul manico, non c’era un luthier che si metteva lì a costruirne uno ex novo da solo.
Tadeo Gomez NON ha mai costruito alcunché. Semplicemente, come spesso accade, per semplificazione si viene a creare un mito o a concentrare su qualcuno che siamo riusciti a identificare i meriti che in realtà, nel caso di Fender, vanno condivisi e ripartiti tra tutti gli operai che allora lavoravano alla catena di montaggio.
Ma quale era il senso di queste iniziali? I responsabili del quality check, (anche John Cruz iniziò così la sua carriera in Fender, le prime Custom Shop Time Machine 1999-2001 portano in genere le sue iniziali impresse “JCQA”, John Cruz Quality Assurance) erano figure che controllavano lo stato di qualità della produzione e grazie a loro, se un determinato reparto alla fine dell’anno riusciva a non ricevere returns di parti difettose rese dai clienti, otteneva dei bonus che venivano assegnati a tutto il reparto. A metà '59, causa rimostranze per delle sconcerie trovate da un cliente nel tacco del manico, per circa sei mesi la Fender vietò a tutti gli operai di scrivere alcunché, e quel Natale nessuno di loro ricevette l’agognato bonus.

Per quanto riguarda le mitiche parti in bakelite della Stratocaster, questo nome è stato erroneamente dato (da sempre) alle cover dei pickup, alle manopole e ai pomelli copri selettore e leva delle Stratocaster prodotte tra il 1954 e il 1957 (non i battipenna, i battipenna Strat non sono mai stati fatti con questo materiale). In realtà queste prime plastiche erano costruite con le prime miscele di allora, erano di fatto composte di polistirene che, in queste prime versioni, risultava essere estremamente fragile, rompendosi e crepandosi anche da nuovo con grande facilità. Siccome la bakelite aveva caratteristiche di lucentezza e fragilità similari, da sempre gli addetti ai lavori chiamano bakelite un po' tutto, inserendo erroneamente anche i battipenna e i copri molle, che non erano fatti dello stesso mix di polistirene, né tantomeno fatti di vera bakelite.

Che dire dele Stratocaster anni '70 che "fanno schifo perché hanno il micro tilt che è un sistema più economico"? Bene, con tutto il rispetto per chi detesta le Strat anni '70, facendone di tutta la decade un bel fascio di immondizia, a ben vedere negli anni '70 possiamo distinguere quattro periodi di produzione.
Dal 1970 al 1971 abbiamo di fatto ancora delle Stratocaster costruite come le 1969 (quindi se quelle van bene vanno benone, anche le loro sorelle più giovani con medesime specifiche).
Dal 1972 al 1974 abbiamo le prime "3-viti", che sono ottime chitarre!
Tra il 1975 e il 1977 di fatto si modificano i pickup, ma gli strumenti sono ancora validi.
Tra il 1977 e il 1980 invece la produzione diviene di certo più altalenante, anche se si trovano comunque chitarre degne prodotte in quel periodo.
Gli anni '70 di certo sono stati molto variegati in Fender, ma come sempre si dovrebbe affrontare un tema andando un po' più a fondo.
Chi ha inventato il micro tilt per esempio? Leo Fender. È un sistema valido? È eccezionale, specie per uno che non voleva più dover smontare tutto per poter regolare la chitarra (sulla Telecaster aveva risolto con il foro di accesso al truss rod alzando il solo battipenna). I limiti sonori e timbrici di alcune Stratocaster anni 70, in particolar modo poi quelle di fine anni '70, non sono di certo imputabili al micro tilt.
Stesso dicasi per l’incastro manico/corpo. Fender non realizzava il famigerato perfect fit per ovvie ragioni di assemblaggio. Data la manodopera di allora e gli utensili disponibili, le tasche delle Fender avevano necessità di un po' di aria per consentire in fase finale di assemblaggio di poter fare qualche accorgimento necessario all’accoppiamento del manico preso dalla pila di manici con il body preso dalla pila dei body. Chi ha avuto una Jazzmaster o una Jaguar d’epoca avrà trovato due o anche tre shim nel tacco manico per raggiungere l’altezza corretta per poterla suonare (i body venivano fresati nella tasca come le Stratocaster, ma i ponti floating richiedevano altezza obbligata maggiore).
Indubbiamente una chitarra di liuteria odierna può e deve essere costruita in altra maniera, e cioè con un angolo di inclinazione corretto. Ma, quando sento dire che le anni '70 suonano male per via del micro tilt, penso alle '63-'64 che fanno impazzire tutti e hanno “aria” sotto al tacco manico perché senza lo shim di cartoncino non avrebbero la necessaria inclinazione.
C’è chi sostiene che un perfect fit tra manico e corpo migliori sustain e suono, in realtà le chitarre di Leo Fender che amiamo degli anni '60 questo perfect fit non lo hanno, e non tanto lateralmente, dove tutti noi controlliamo se ci stia o meno il plettro e con sdegno gridiamo alla cattiva costruzione, ma sotto al tacco, proprio dove si dice che l’aria non ci debba essere.
C’è chi sostiene che proprio questa aria e assenza di adesione totale favorisca invece la trasmissione delle vibrazioni tra manico, viti di serraggio e body, ma qui entriamo in discorsi di fisica applicata, che sinceramente non credo ci sia ragione di tirare in ballo.

Per la vernice nitro che respira, rimando a un esauriente articolo di Alberto Biraghi qui su Accordo, mentre per future castronerie ci sarà tempo, se ne collezionano di nuove ogni giorno!
Condivido certamente la parte sulla necessità di non imporre le proprie opinioni come assoluti. Ma i dati oggettivi DEVONO essere imposti altrimenti la verità non esiste per nessuno:).
Nitro: se "traspira" allora posso costruire un body di prova verniciato alla nitro, e uno al poliestere, e provare a far "traspirare" qualcosa. Vapore acqueo, per esempio. Quanto ne esce dall'altra parte dovrebbe essere misurabile.
Influenza di 3-screw, 4-screw, microtilt, tight fit su sustain e tono: c'è chi ha fatto per il basso una cosa molto scientifica, ovvero assemblare un basso neck through, uno incollato e uno avvitato e fare misurazioni di risposta in frequenza e sustain. E poi un blind test. Sorpresa: ha vinto l'avvitato. A patto di avere interesse oltre il bar sport è dimostrabile/sbugiardabile praticamente ogni mito. Se trattassero la fisica delle particelle come i miti liuteristici saremmo ancora nelle grotte, temo.
Posso raccontare la mia esperienza personale e solo di quella mi fido. Ho provato una strat del 1979 perfettamente originale. Il risultato è a dir poco imbarazzante. Pesa come una les paul, tasti messi giù male (uno più in alto dell altro) suono orribile in più il manico non rimane fermo ma si sposta lateralmente quindi molto meglio le squire attuali come qualità costruttiva e suono. Strat del 63. Provata da spenta non risonante praticamente ferma. Collegata ad ampli vibrosonic suona bene ma a livello di una mexico attuale. Strat del 73 provata solo da spenta una delusione totale. Fortunatamente ho acquistato una fender japan st62tx (replica del 62) attuale che per risonanza non teme rivali, vernice poliuretanica ma suona da paura. Secondo me sono solo dei miti che le strat degli anni 50 60 e primi 70 suonavano bene. Una volta ho provato una squire japan del 83 che mi è rimasta impressa per quanto era risonante sembrava un'acustica. Sec me la qualità costruttiva di oggi se la sognavano allora.
Scrissi questo articolo in merito ad una Fender stratocaster del 76
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e i primi commenti furono "ma dai le strato degli anni 70 sono piene di difetti"
con la chitarra in mano posso confermare che non è così, anzi "come suona!"
C'è il pericolo che poi quando un ingenuo vuole comprarsi una bella fender vintage arrivi il furbone di turno che consapevolmente vende a un prezzo esoso un pezzo di legna da ardere. Ecco cosa c'è di male a vender fischi per fiaschi, se sei un commerciante (o forse eri) non te lo dovresti neanche chiedere che male ci sia a dare informazioni false quando in realtà si conoscono i fatti. Cazzo.
Secondo me per diversi motivi:
- perché intendo questo come un sito di informazione e l'informazione se non è vera non ha senso
- perché le basi per discussioni costruttive sono anche presupposti corretti e condivisi
- perché su quello che crede la gente non si costruisca un mercato disonesto a discapito di acquirenti e operatori sinceri
- per altri motivi che non so esprimere adesdo
un manico ben accoppiato sicuramente trasmette meglio le vibrazioni (le chitarre neckthrought hanno oggettivamente più sustain, e questa è banale fisica), non è detto però che l'insieme di vari fattori tra cui il microtilt non contribuisca a creare un fantastico suono nelle vecchie Strato.
un edificio in calcestruzzo armato deve essere elastico non per trasmettere le vibrazioni ma per far si che queste non lo facciano crollare in caso le sollecitazioni siano troppo forti (tant'è che nei vecchi casolari le travi a vista hanno una funzione analoga a quella dell'acciaio nel calcestruzzo, ovvero sostenere in maniera elastica, cosa che il legno per sua natura fa egregiamente)
comunque che il manico col sustain c'entri poco non è affatto vero. aldilà di un interessantissimo articolo di Frudua che parla di ciò è palese che se io un manico lo facessi di gomma le vibrazioni si smorzerebbero e non suonerebbe.
riguardo al sustain ti linko l'articolo di Frudua link e questo link dove si parla sia del timbro che della trasmissione delle vibrazioni.
non ci credo per fede, ci credo perchè da un punto di vista tecnico mi torna e da un punto di vista pratico ho avuto modo di sperimentarla questa cosa.
su questo "Il manico c'entra con il timbro in maniera preponderante, ed l body c'entra con il sustain in maniera preponderante" siamo nuovamente d'accordo!
C’è chi sostiene che proprio questa aria e assenza di adesione totale favorisca invece la trasmissione delle vibrazioni tra manico, viti di serraggio e body, ma qui entriamo in discorsi di fisica applicata, che sinceramente non credo ci sia ragione di tirare in ballo." Pregherei quindi di evitare di polemizzare su qualcosa che ho già detto, andrebbe trattato a parte ed in maniera interdisciplinare, non mi va che l'articolo degeneri in maniera offtopic, sono certo che comprenderai.
Beh, suonava sempre allo stesso modo.
L'unica cosa che non ho mai capito delle Strato tardi anni '70 e' come mai hanno sempre il tacco del manico un po' piu' stretto della tasca che lo deve ospitare
Ottimo articolo che contribuisce a spazzare via un po' di leggende metropolitane.
Congrats.
Credo non ci sia un venditore che non faccia leva su questo (e probabilmente su altri miti...). Il fatto che le chitarre degli anni '70 non siano proprio male lo dimostrano le quotazioni che stanno raggiungendo le 70-71-72, ormai vicinissime alle prime CBS.
Ma anche qui....e' il mercato, la domanda, la voglia di vintage
é fastidioso veder sinceramente le prime JV superare le 1000 euro o sfiorare le 2000 solo per il logo Fender by squier.. per non parlare poi della nuova follia delle reissue di fullerton che stanno arrivando intorno alle 4000 euro. a finire con quei pazzi che vogliono spacciare delle reissue 87 88 per dei miracoli di liuteria, quando sono niente di più lontano ci possa essere dalla vere Fender, manici sottilissimi e contour body improponibili… io credo che qualcuno prima o poi debba dare un freno a queste prese in giro!!!
Tra l'altro guarda sono mesi che sto combattendo con una strato che non riesco far suonare.. per fortuna tra un po arriva l'inverno e devo accendere il camino!!!
Comunque bravo! hai una grande passione goditela!
ho una Strato del '73 natural originale, devi sentire che suono ! Certo, è settata una volta all'anno dal liutaio di fiducia, ho dovuto riavvolgere i pick up perchè quando la comprai a metà degli anni 80 li avevano rovinati e rifarle i tasti, ma è una bella goduria sentirla ruggire e apprezzarne il valore che cresce anno dopo anno . Non sono così maniaco del vintage, ma quando la presi era una semplice Strato usata, adesso comincia a diventare qualcosa di diverso e mi appassiona possederla e suonarla .
Bell'articolo, al prossimo .
Come qualcun altro prima di me ha già detto, c'è un bussiness non da poco attorno al mercato delle vecchie fender che contribuisce ad alimentare una sorta di psicoacustica nel malato del tono (quello che davvero ci interessa in quest'articolo) che è dentro di noi.
Delle chitarre ci si innamora suonandole non studiandole al microscopio ed è inconciliabile far corrispondere il feeling con una chitarra alle sue specifiche in maniera cosi clinica e analitica.
Le informazioni utili di quest'articolo ci possono aiutare alla guida all'acquisto di uno strumento senza essere presi in giro. In alcuni casi mi capita di vedere strumenti usati in giro a prezzi folli e nettamente sopra al mercato proprio perchè il possessore di quella chitarra magari ti sta vendendo solo le iniziali AY dietro ai pick up.... quando a te magari interessa un suono che magari è distante da quello che ti stanno proponendo.
Io ammetto di nutrire una certa passione sul tema ma ignoravo ad esempio i 27 magazzini ehehehe??
Un giorno qualcuno verrà a dirci che le strato stockate in un certo magazzino grazie ad un microclima particolare hanno un maggiore sustain. Prepariamoci. ;)
Federico
Provo a spostare un attimo avanti il ragionamento.
Prendendo come assiomi i tuoi postulati manca secondo me il dato statistico a dare forza a quanto da te esposto, cioè tutte le pre CBS suonano benissimo? tutte le chitarre con il microtilt suonano altrettanto bene? l'accoppiamento manico corpo allora non è così importante?
E' risaputo e questo è un altro dato che chitarre coeve possono avere comportamenti divergenti e questo da cosa è dato se non da uno scarso controllo qualità e metodologie costruttive approssimative? Le stesse che hanno reso necessario l'utilizzo di zeppe per il tacco ed altri sistemi per ovviare ad imprecisioni che si riscontravano poi in fase di assemblaggio.
Il microtilt sarebbe necessario in una perfetta giunzione manico corpo? NO
una perfetta giunzione manico corpo è strutturalmente migliore e corretta per un perfetto utilizzo dello strumento? SI
Quindi cosa intendo aggiungere con questo? nulla ai tuoi dati che sono ovviamente inconfutabili, ma solo aumentare il grado si sensibilità e precisare che a mio avviso la qualità di uno strumento e la sua resa van di pari passo con la sua cura costruttiva, che esula da questi sistemi di aggiustamento del tiro in corsa.
Poi come tutti sappiamo ci sono annate particolari che ci hanno lasciato strumenti fantastici, ma non possiamo escludere a priori che nella stessa partita ci fossero anche strumenti scadenti, quindi l’importanza o meno di un singolo elemento non è correttamente valutabile osservando un singolo strumento ben riuscito o un campione limitato.
grazie per la risposta, preciso alcune cose perchè non vorrei che tu avessi capito male il senso del mio commento.
Non penso di essere uscito dal seminato anzi... il termine postulato l'ho utilizzato coscientemente, in quanto fondamento di una dimostrazione invero assunta ancorché non dimostrabile, ma suffragata in questo caso da dati storici (come li chiami tu) e percezioni sensoriali.
Per quanto riguarda la frase che hai estratto dal mio commento la stessa era:
"una perfetta giunzione manico corpo è strutturalmente migliore e corretta per un perfetto utilizzo dello strumento"
e non
"una perfetta giunzione è migliore e corretta"
questo solo perché intendevo dire una cosa diversa, e cioè che liuteristicamente è migliore una giunzione "perfect fit" per l'utilizzo, la stabilità, la conservazione dello strumento ed il suono.
Sul fatto che le Fender abbiano fatto la storia anche del suono per come sono state costruite su questo non ci piove ci mancherebbe, il mio pensiero era più del tipo: "se le avessero costruite in maniera più accurata sarebbe stato meglio per mantenere uno standard qualitativo costante”. Non parlo di miglior suono e neanche di paragoni tra CS e Vintage originale visto che le variabili sono moltissime e soffermarsi su 2/3 particolari sarebbe estremamente sbagliato.
E non era neanche impossibile farlo o imputabile alla mancanza di macchinari CNC, chi produceva chitarre set-neck doveva necessariamente essere più preciso cosa che in Fender non facevano per contenere i costi e non perché non erano in grado di farlo, questa è una mia convinzione.
Ho capito ciò che vuoi dire rispetto al microtilt, io continuo a vederlo come oltre ad una cosa inutile anche dannosa per quanto riguarda il suono, non vedo come non possa influire su quest’ultimo il fatto di staccare fisicamente i due legni.
Il mio presupposto sulla non necessità del microtilt nasce da questo e cioè se lo strumento è ben costruito non ho bisogno di un’ulteriore regolazione, non conosco nessuno che si è mai messo a giocare con il microtilt, anzi mi ricordo di un noto liutaio delle mie parti che suggeriva di scegliere le Fender controllando prima con una brugola che il microtilt non stesse agendo sull’inclinazione del manico, questo insieme ad altri controlli suggeriva che c’era un buon accoppiamento, anche Alberto (Biraghi) consiglia questo in un articolo che ti riporto link
Scusa la domanda, ma è solo per darti ragione sul fatto che gli argomenti trattati seppur singolarmente presi hanno necessità di tempo e competenze per essere correttamente discussi.
Non ti nascondo che rimango convinto della mia idea, pur consapevole che la tua competenza è sicuramente più profonda della mia soprattutto per le chitarre da falegnameria "evoluta" ahahahah.
Non ti rubo ulteriore tempo e ti ringrazio per quello speso per aver argomentato in maniera così ampia il tuo pensiero.
PS: oltre ad una Fender con il microtilt ho anche una Gibson, se passi a picchiarmi occhio alla tenuta del manico... vabbè potrai sempre cambiarlo!! ehehehe
Ciao e grazie
Ale
L'importanza del manico sottovalutata, lì passano 2/3 delle corde, basta questo per definire incolmabili le differenze con il real deal.
Anche se ti dirò ho provato una CS '63 del 2011 che mi ha proprio stupito.
Comunque fai bene per la stufa con tutta quella poly le Fender riusciva ad accendere solo Jimi!!
Sto' finendo di impacchettare la mia thinline che e' costruita apposta per sfatare un po' di miti!
Speriamo bene !! :)
Ciao
Ale
Una Les Paul, tolto il paf, è un violino. E come un violino suona tutto secondo una logica storica. Dall'inclinazione della paletta, allo stop tail, tutto deve rispondere alla storia molto molto molto più delle Stratocaster, che invece non traendo linfa dalla storia, sono un laboratorio empirico
Ti posso dire che è tanto quanto disquisire dei sommellier che riconoscono le annate del vino, o degli appassionati di motori, che li distinguono dal rombo, cose ben più complesse che riconoscere il suono di una stratocaster da un'altra.
Io non mi intendo di vini, nè di motori, ma se mi fai provare una stratocaster d'epoca posso riconoscertela ad occhi chiusi, è una questione di esperienza e sensibilità. Conosco amici senza alcuna esperienza in fatto di vintage, con i quali per scherzo abbiamo fatto blind test, alcuni non avrebbero capito che chitarra fosse anche senza la benda, altri le hanno indovinate una per una.
Anche perché potremmo contribuire anche qui a creare dei falsi miti, e domattina tutti a mettere spessori sulle Squier da 200 euo :-)
Quello che è sicuramente vero e indubbio è che queste chitarre non suonano come una fender relativa moderna, quelle (poche purtroppo) che ho sentito, avevano tutte un qualcosa di magico in effetti. E non credo sia solo il fatto che abbiano 50 anni, perché suonavano bene anche 20, 30 anni fa.. Anche perché io ho una strato dell' 88, ha trent'anni e oggi non suona come suonava una pre cbs vent'anni fa. Quindi la domanda, a cui ancora non mi sono mai sentito rispondere anche da illustri guru, è: perché ste chitarre suonano così?? a mio avviso non lo sa nessuno!!!!!
La battuta (tale è ) riguardo all"l'aria" sotto alla tasca delle pre cbs è la riprova che asserire che quest'aria non ci debba essere "per suonare bene" è una scemenza.
La tua domanda in realtà è stata ampiamente dibattuta, quelle chitarre suonano così per via dei loro legni, e di alcune caratteristiche tecniche che nelle repliche di oggi non vengono riprodotte, una di queste è proprio "l'aria" che tu hai preso in giro nel tuo commento. E' già stato spiegato nei commenti sopra, le pre cbs hanno tolleranze maggiori nell'assemblaggio, specie per quanto riguarda il posizionamento del ponte, che di fatto è più "Libero" di vibrare visto che i fori delle 6 viti che lo ancorano al body sono larghi praticamente il doppio di quelli odierni. Le prove empiriche che ho potuto fare in questi anni confermano quanto qui detto. Hai detto però una cosa sacrosanta e corretta, che condivido in pieno, suonavano allora bene come oggi, ma proprio perchè le ragioni di questo sono nei loro elementi primari, legni e ponte, che di fatto compongono il sistema "suono" essenziale di queste chitarre.
E come mi avviti le sei viti è molto importante perché le sei viti, nel floating, trasportano le informazioni della plettrata al body. Nell'hardtail credo contino leggermente di meno ovviamente
Ho ascoltato la tua comparazione delle festa red, non volermene, ma quella che hai assemblato, seppur molto bella e fatta sicuramente con competenza non mi sembra parente della 64.. eppure credo nel costruirla avrai messo in atto tutte le cose dette e tutte le analisi fatte! Sul fatto che sia stato poi dibattuto tanto sul suono delle pre cbs è vero, ma tante cose dette a mio avviso, sono alchemiche.. si diceva anche che le kliuson facevano suonare bene lo strumento.. hai sentito come suona la strato nera di John Mayer? quella non ha le Kluson.. Ti dico la verità inizio ad avere dubbi anche sul tremolo a sei, blocchi in acciaio e così via… Tanto per dirne un altra la strato di Stef Burns che ha il ponte a due pivot ha un suono con delle vibrazione e delle armoniche devastanti e te lo posso assicurare perché l'ho sentita.. ma non negli stadi.. in un club a 3 metri di distanza. Un altro mito da sfatare poi e te lo dico da amante assoluto di queste chitarre, è che le pre CBS suonano tutte da paura.. ne ho sentite alcune completamente ferme.. e se ti occupi di questo lo sai bene.. Secondo me il discorso è complesso… :-)
C’è chi sostiene che proprio questa aria e assenza di adesione totale favorisca invece la trasmissione delle vibrazioni tra manico, viti di serraggio e body, ma qui entriamo in discorsi di fisica applicata, che sinceramente non credo ci sia ragione di tirare in ballo." Ripeto, vasta leggere. io NON HO affermato "mi sembra un po' rischioso affermare che le pre cbs suonino bene per quello e per il ponte che ha più spazio per vibrare dai.." ho detto semmai che le pre cbs con aria spessori e gioco sono la riprova della stupidaggine di dire che quegli elementi influiscano sul suono. Basta leggere. John Cruz come gli altri attuali masterbuilder non conosce a fondo le vecchie fender, e nemmeno gliene importa, fa le sue cose come è giusto che sia. l'articolo della replica fiesta red è vecchio di anni, non sapevo ovviamente quello che so oggi e nulla c'entra con questo discorso, visto che era una replica amatoriale a basso budget. cosa c'entrano poi le meccaniche col suono, nessuno qui ha detto nulla di simile. "Ne ho sentite alcune", quali, quando e sei sicuro fossero a posto ? Le chitarre originali suonano tutte molto bene, a patto che siano a posto. Purtroppo ne girano di pasticciate spacciate per vere, ma questo è un altro discorso. Ci sono stati oltre 80 interventi, nessuno che abbia letto e capito l'articolo se la è presa per i toni usati. Tu sapevi delle tolleranze maggiori degli strumenti originali ? non credo proprio, quindi da che pulpito "credi" che non influiscano ? il ponte che vibra il doppio del reissue è il primo responsabile del miglior suono di quelle vere, unitamente ai legni utilizzati. SI il discorso è complesso, ed è stato sviscerato molto bene nei commenti, che avresti probabilmente fatto bene a leggere prima di uscire fuori tema e scrivere certe cose arrivando in coda a tutti.
Ciao!
Le tue risposte sono state da subito molto altezzose, come in tutti gli altri commenti, e ti è stato fatto notare fin dalla prima risposta. Dai del presuntuoso a me.. ma come fai a dire che gli altri parlano per sentito dire.. non sapendo chi sia il tuo interlocutore? siamo qui a parlare di una passione comune, e lo spirito dovrebbe essere quello del confronto non dell'affronto. Molte delle cose che dici ti ho già detto che le condivido, di sicuro le vibrazioni del tremolo contribuiscono a favorire la risonanza, io stesso non essendo un grande utilizzatore della leva setto il ponte sempre footing perché sono convinto che l'insieme di vibrazioni date anche dalla stesse molle contribuiscono alla produzione di armonica. Detto questo ho sentito delle no tremolo dei primi anni 70 che facevano paura!!! come ho sentito delle tele del 63 suonare molto meglio di alcune 52. Credo che le vecchie Fender siano degli strumenti ormai talmente lontani, talmente lontane sono oggi le persone che l'hanno costruite che risulta difficile affermare quali siano i motivi che li fanno suonare in quel modo. Ecco perché forse Cruz dice che non le conosce, perché è difficile oggi dire come abbiano effettivamente lavorato allora quegli operai per tirar fuori tali chitarre.. Ma non voler farci credere, che in casa Fender non abbiano analizzato quegli strumenti per piacere..Poi se tu hai la ricetta della strato perfetta sono contento per te.. Io so che non tutte le strato di quegli anni sono eccezionali, e non solo per il settaggio, e non lo dico per sentito dire ;-) e questo bisogna dirlo!!!!!
Se sono qui a parlare è perché mi interessa l'argomento e credo che le piccole esperienze di ognuno possano contribuire a capirne di più su un qualcosa di cui a mio avviso oggi è difficile avere certezza! tutto qua! buona serata
Carta, cartone, legno, legno buono. Non cambia un bip. L'importante è farla con un po' di cura. Poi se il manico viene storto, vuoi per questo vuoi per quello, solo una shim puoi mettere, non c'è soluzione alcuna. Nella Strat suona essenzialmente il setup. Un buon setup consente al musicista di amare la Strat. E farne poesia
Il tilt anch'esso cambia di parecchio come si comporta il manico.
E questo sullo stesso sito che sostiene che una striscietta di palissandro sul manico cambia il suono in maniera evidente rispetto all'ebano.
faccio fatica a capire perché la tastiera si mentre il tilt neck che riduce la superfice di contatto, no.
Io la penso così, il suono è un derivato della chitarra del sistema di amplificazione e sopratutto delle mani del chitarrista e aggiungo delle orecchie (diverse tra loro) di chi lo ascolta.
Prendo per buoni i commenti di chi ne sà più di me anche perchè sono molto interessato al tema fender vintage però ogni chitarra è una storia a se, una vera alchimia non scrutabile a fondo.
Il suono di hendrix è morto perchè hendrix è morto. Ci si può avvicinare ma non lo si può raggiungere. Una pre CBS è un oggetto che merita rispetto ma non va venerato.
a mio parere queste informazioni sono utilissime, ci sono troppi miti fasulli che ingannano chi si affaccia al mercato del vintage.
Io negli anni ho imparato alcune cose che ritengo fondamentali:
- nelle chitarre elettriche la parte elettronica è ovviamente l'aspetto che più influisce sul suono;
- i legni esteticamente belli non portano a suono migliore;
- non esiste una chitarra uguale all'altra, anche due esemplari con numero seriale conseguente suonano diversi, per mille piccole differenze tra elettronica, legni e settaggi, che sommati fanno una differenza che all'orecchio fino non può sfuggire;
- la vernice in nitrocellulosa è solo un fastidio, appicicosa, delicata, e non è vero che la chitarra respira di più. Meglio una verniciatura moderna ma fatta con i dovuti crismi.
- i gusti sono così diversi da una persona all'altra, che quello che è oro per uno può essere piombo per l'altro, ogni volta che si fa un blind-test, i risultati sono sempre eclatanti (è successo anche per stradivari vs violino moderno).
Insomma, la via giusta è sempre quella di lasciare da parte pregiudizi e miti, ascoltare con le proprie orecchie, decidere in base al proprio gusto, e la soddisfazione è assicurata. Articoli come questo aiutano ad aprire gli occhi su certi argomenti, e sono benvenuti.
Un amico, tempo fa, arriva nella mia saletta per una sessione di prova-suoni, occasione per provare pedali, amplificatori e chitarre di entrambi. A un certo punto mi dice:"ti ho portato una chitarra da provare che ti sorprenderà", e tira fuori una Telecaster Classic Vibe (avuta come scambio con un overdrive). colleghiamo la chitarra..... e sono rimasto a bocca aperta! un suono della madonna ed era anche ben rifinita come liuteria. mi ha detto di avere in un primo momento cambiato i pickups, con un set che costava più dello strumento intero, per poi rimettere i pickups di serie perchè suonavano meglio! Confrontata con strumenti del Custom Shop di Fender, questa plebea a livello di suono se la giocava alla pari. Certe cose fanno riflettere....
ciao
Floyd
Il caso della Classic Vibe significa solo che i pickups di serie andavano meglio perchè probabilmente adattati alla altrimenti povertà timbrica dello strumento, quindi montando dei pickups di marca anche blasonata, non rendeva bene come con i suoi.
Per legno bello da vedere intendevo i vari "quilted" dei manici, ma anche dei top nel caso di chitarre LP-style.
Nel caso dei manici, l'occhiolinatura così come altre figurazioni dell'acero sono dei difetti del legno, belli da vedere, ma sicuramente molto meno stabili di un bel pezzo di legno con le venature regolari tagliato di quarto.
poi sul palissandro brasiliano di un tempo non si discute!
ciao
poi che la chitarra elettrica necessiti della parte elettronica per essere ascoltata ok, ma hai detto bene, se la base arriva a un certo punto anche una ottima elettronica, che comunque trovo imprescindibile, non può fare miracoli! ciao e a presto!
Sui pick-up non mi esprimo, non ho tutta questa esperienza, i pick-up devono essere buoni tecnicamente ma oltre i cinque seicento euro il set, francamente, musicalmente non c'è senso di spendere. Al massimo è bello se è avvolto interamente a mano perché garantisce un minimo di originalità la risposta in frequenza. Del resto se le metti un cattivo microfono davanti, a Mina la riconosci cmq 😂
La classica Stratocaster anni settanta. L'ho suonata anche law suite la super sound della greco Fernandez. L'idea è che tre viti significa manico leggermente instabile. C'è poco da scherzare. Anche perché si finisce con rabbia a stringere le viti nella vana speranza che stia fermo. Per non parlare della leva che è più instabile.
Il tre viti poi significa innanzitutto un radius da sette che può non piacere di suo. E vabbè. Ma il tre viti ha anche uno spacing esasperato, perché la fender credo creò questo spacing per le mani grandissime dei negri. In quel periodo la Strat la comprava la comunità Afro per farci il funk.
E difatti... I pick-up sono scarichi.. da cui le lamentele sul distorto..
Oltre l'impossibilità di farci gli assoli virtuosisti.. vedi infine i tastini piccoli.. insomma la tre viti la palettona è strumento affascinante, esteticamente aggressivo, utile il tilt neck, ma tolto questo è solo un amante che può trovare interessante la Strat anni settanta seconda metà...
**Se non suono per un giorno me ne accorgo solo io, se non suono per due giorni se ne accorge anche il pubblico**
Per quanto riguarda l'accoppiamento, se è lasco mi fa venire l'orticaria. Alla mia puoi mettere in tiro le corde tenendo il manico insieme al corpo con le dita...senza viti. Mi hanno anche levato la vernice da retro manico in corrispondenza della tasca e pure quello ha migliorato il timbro.
Il microtilt so cos'è perchè ce l'ho. Avere il microtilt però non vuol dire nulla. Bisogna vedere se è azionato oppure no.
I confronti in campo chitarristico sono difficili da fare perchè ci sono troppe variabili in gioco.
Sui falsi miti tipo scritte sul manico etc ti do ragione. Tutte le ditte danno un nome alle squadre di lavoro e lo riportano sui fogli del quality check.
Dove lavoro io, per esempio, ci sono i "Rabadan" (in valdostano: stupidotti) e i Symbol.
Poi la gente e i venditori ci ricamano sopra per vari motivi e nascono le leggende.
Non a caso il famoso Roberto Pistolesi usava mettere al posto del cartoncino uno o più fogli (a seconda dello spessore necessario) di impiallacciatura sagomata come lo scasso del corpo, e carteggiata fino a fargli assumere la forma di un cuneo, in modo che tutta la superfice manico/corpo fosse a contatto.
Qualcuno obietterà che l'impiallacciatura non è acero, lo so... non siete mai contenti... :D
Non a caso il famoso Roberto Pistolesi usava mettere al posto del cartoncino uno o più fogli (a seconda dello spessore necessario) di impiallacciatura sagomata come lo scasso del corpo, e carteggiata fino a fargli assumere la forma di un cuneo, in modo che tutta la superfice manico/corpo fosse a contatto.
Qualcuno obietterà che l'impiallacciatura non è acero, lo so... non siete mai contenti... :D
Del resto, io mi regolo sui fatti. Ho avuto modo di mettere mano su tre vintage e mi sono piaciute moltissime. Per la cronaca, in famiglia girano 5 strato custom shop quindi non è che parlo arrivando da una cinese a una vintage.
Chi fa il setup alla Strat sa che ogni tassello è interconnesso ad un altro, tiri le molle e si modifica il relief, sviti troppo una vite del ponte e la leva va male, ed altre amenità che inficiano gravemente la formazione del suono, per cui si capisce che una Strat suona da Strat solo se il setup (e nel setup metterei la scelta delle molle, la drittezza del ponte, e altri tasselli..) è fatto con amore e con grande competenza, sennò è meglio comprarsi una Les Paul.
Passiamo al lato costruttore. Il costruttore deve fare il suo mestiere. I legni devono essere stagionati e ben suonanti, evitando essenze moderne che troppo allegramente entrano in liuteria ma suonano eterodosse. Il manico deve essere ben suonante, il manico è essenzialmente un risuonatore nelle Strat, il trussrod deve essere messo bene, perché risuona molto nelle Fender. Anche le viti devono essere messe bene, strette. Nel manico risuonano anche le meccaniche, ed eviterei meccaniche troppo pesanti. Un ruolo tremendo nella Strat lo gioca il nut. Il capotasto deve essere di osso, perché il suono è squillante e persiste il giusto con l'osso vero. Gli alberini abbassacorde suonano poco ed è meglio non soffermarci. Altro ruolo sulla formazione del suono è il legno del body, ma mentre nel manico il taglio deve essere trasversale alla fretboard (il cui legno è insignificante per il suono), il taglio del body non è importante, nella Strat il body non suona, il body succhia, è solo un filtro assorbi-frequenze. Perciò il meglio legno per la Strat è leggero, frassino leggero, Alden leggero, al limite qualcosa di simile, meglio in pezzi simmetrici.
Importante è il ponte nella formazione del suono, le selle devono essere di acciaio canterino e durissimo; le sei viti devono essere diritte e ben spaziate perché suonano parecchio. Molto importante il blocco, meglio se è pesante se si desidera più bassi, va bene anche leggero se si desidera un registro più alto. Fondamentalmente anche le molle suonano, vanno lasciate vibrare in santa pace, le molle possono essere molte poche diritte a freccia tese morbide luccicanti o nere, un'infinità di combinazioni suoni effetti di leva davvero c'è solo da sperimentare.
Anche gli scassi, la loro minore profondità determina un suono più asciutto, mentre la vasca ampia crea un suono più ovattato e jazzy. La corona dopo tante fatiche, la ciliegina sulla torta, su una ciambella riuscita col buco acusticamente sono i pick-up, la cui qualità è l'anello finale e non iniziale in una Vera Strat. Meglio spendere duecento euro di setup (includendo le piccole migliorie) che duecento di pick-up su un cattivo strumento. La Strat è una canaglia.
Strato e G&L, e Charvel e Blade e.......altre 10...
Devi essere tu a metterle in grado di suonare...
Le chitarre a manico avvitato necessitano di fori fatti in un certo modo, tale da stringere più nel body e meno nel manico, così da tirare a sé il body verso il manico, per serrare bene.
Seconda considerazione, se stringiamo le 4 viti, come è giusto che sia, il tratto di legno fra viti e viti resta bloccato e non può respirare, muoversi insomma allungarsi o accorciarsi. Il segreto starebbe nello svitare e riavvitare, così da fare respirare la sezione per meglio aderire.
Pippe mentali?
La seconda è una delle più grosse putt…nate che abbia mai sentito. Mi piacerebbe sapere chi afferma una roba del genere.
…don’t be afraid to care, leave but don’t leave me significa ,fuor di metafora : svitami , ma poi riavvitami; e ancora :
Dig that hole, forget the sun
When, at last, the work is done
Don't sit down, it's time to dig another one
Chiaro no? È tutto uno svita e riavvita, del resto come altro spiegare il sustain di Gilmour?