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Gibson: torna la The Paul dopo 40 anni
Gibson: torna la The Paul dopo 40 anni
di [user #116] - pubblicato il

La Les Paul in noce riemerge dalla fine degli anni ’70 per un anniversario budget che strizza l’occhio ai fan di rarità firmate Gibson.
Sconosciuta ai più, ma nel cuore di molti fan di casa Gibson, la The Paul è uno spin off della più famosa Les Paul. Prodotta solo per una manciata di anni alla fine degli anni ’70, si caratterizzava per l’adozione di body e manico interamente in legno di noce e per delle forme più essenziali, “piallate” quanto il prezzo a cui veniva offerta. Ora la The Paul compie 40 anni esatti e Gibson ne celebra la storia con una replica aggiornata agli standard costruttivi odierni.

Gibson: torna la The Paul dopo 40 anni

La The Paul presentata alla fine del 2018 sfoggia gli stessi body e manico in noce. Quest’ultimo, ricavato da un blocco quartersawn di grado A, modella un profilo tondeggiante e mediamente abbondante. La tastiera è in palissandro, con segnatasti dot a contare i 22 fret posati su un raggio da 12 pollici per la canonica scala da 24,75 pollici. Scelte tradizionali giovano delle moderne tecnologie come l’uso di fret trattati criogenicamente per una durata superiore, mentre la tenuta d’accordatura è garantita da un accoppiamento di ponte Nashville Tune-O-Matic con stoptail in alluminio e meccaniche Grover Rotomatic interamente in metallo.

Gibson: torna la The Paul dopo 40 anni

Sul top, nudo per lasciare il noce a vista e leggermente bombato grazie a una delicata smussatura sui bordi e lungo l’appoggio dell’avambraccio, siedono un humbucker 490R al manico dalla sonorità grossa e retrò e un 498T al ponte dall’output abbondante e dalla timbrica più aggressiva.
Il selettore a tre posizioni è spostato nella parte bassa, accanto ai potenziometri di volume e tono indipendenti per ogni pickup.

La The Paul si posiziona nelle fasce più accessibili del catalogo Gibson e può essere vista nel dettaglio sul sito ufficiale a questo link.
chitarre elettriche gibson the paul
Link utili
The Paul sul sito Gibson
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di TB [user #1658]
commento del 12/11/2018 ore 12:22:11
Simpatica, l'avessero prezzata sugli 800 euro ci avrei fatto un pensierino, ma a 1.300 non se ne parla proprio.
NB: il pickup al manico, stando al sito Gibson, è il 490R.
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 12/11/2018 ore 12:53:35
Ma uno deve avere le manone di Steve Vai per raggiungere con il mignolo lo switch?
Rispondi
di JJ Harolders [user #48945]
commento del 12/11/2018 ore 15:08:24
Peggio deve esser alieno!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 12/11/2018 ore 13:51:07
bello il noce, ma a parte quello e la forma da Les Paul, è una SG faded
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 12/11/2018 ore 15:12:38
Brutta.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 12/11/2018 ore 15:20:40
se questo è il nuovo corso.........., non ci siamo capiti.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 12/11/2018 ore 15:37:31
prezzo troppo alto.. se ben ricordo il the paul "originale" costava realmente poco..
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/11/2018 ore 14:08:39
La the Paul del '78 (primo anno di uscita) costava come uno stipendio ed era la risposta economica della Gibson all'uscita della serie Lead della Fender ....una Les Paul Standard ne costava piu' o meno 2 di stipendi
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 13/11/2018 ore 16:29:2
quindi era un furto pure allora ..
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/11/2018 ore 20:14:10
erano i prezzi di allora...non credere che Fender costasse meno...le uniche cheap erano le Ibba che facevano ancora la loro brava scuola di imitazione e poi le varie Gherson, Diastone, Greco, ecc...perche' chiamarlo furto? mica ti puntano la pistola alla testa per comprare, se non ti va bene non compri.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 12/11/2018 ore 16:02:26
Bene, la les paul così poco les paul da avere un nome diverso, e così brutta di cui tutti ridevano, è tornata..
Rispondi
di aldob [user #48924]
commento del 12/11/2018 ore 16:18:31
Premesso che mi piace... BAH... stanno facendo delle cose piuttosto discutibili con i prezzi.
Nel 2016 c'erano le faded che erano belle per il prezzo, poi nel 2017 sono aumentate di 100 euro e abbiamo perso sia i pick up con la cover metallica sia la tastiera con i trapezi... nel 2018 altri 100 euro piu' tanto per gradire... idem con le tribute, quelle del 2017 belle, la goltop era deliziosa, nel 2018 100 euro in piu', nel 2019 altri 100 euro in piu' e via i trapezi dalla tastiera (via anche la finitura gold). Ora la politica prezzi mi e' chiara, la chitarra mi piace anche pero' dai, come fai a metterla a quel prezzo che ti sei evitato il top in acero e pure un po' di altro lavoro mettendo il selettore nello stesso vano dei potenziometri...va beh pare che ci sia la custodia rigida... pero' mi sa che qui ballano comunque 1200 euro, sembra piazzarsi tra la tribute e la studio. Gibson ti ho sempre amata ma dovessi comprare una chitarra nuova la tentazione di passare ad altri marchi in attesa che tu rinsavisca sarebbe forte.
Ciao!
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 12/11/2018 ore 18:46:5
Ciao, premetto anch'io che a me piace e anch'io sono rimasto un po' basito dalla politica dei prezzi, poi mi sono dato una spiegazione. Le Gibson economiche sono comunque più costose delle pari livello della concorrenza (io conosco Esp/Ltd e Jackson) e la differenza non è irrisoria: se prendiamo questa The Paul, ad esempio, costa almeno 1/3 in più di quel che ho citato, là dove 1/3 sono 400/450 euro, insomma non brustolini. Quindi credo che Gibson voglia spingere, in quella fascia di prezzo, Epiphone in quanto una Epi al di sotto dei 600 euro (per esperienza) ha bisogno di alcuni interventi per potersi considerare una buona chitarra. In questo modo la stessa farà anche da traino a Gibson perchè, personalmente, se devo mettere 8/900 euro in una Epiphone, piuttosto risparmio qualcosa in più e aggredisco una Gibson di fascia bassa. Insomma, probabilmente lo scalino è voluto per non sovrapporre i due marchi, spero. Altrimenti, è solo frutto di errato piano industriale.
Ciao
Rispondi
di JJ Harolders [user #48945]
commento del 13/11/2018 ore 06:47:33
È come la Porche,stesso trito da millemila anni,questa è come la Boxter ,che sta tra Carrera e 911...
Rispondi
di strimp [user #13472]
commento del 12/11/2018 ore 18:37:20
negli anni 80 ne comprai una usata e, a dire il vero, dalla foto dell'articolo i legni di questa nuova mi sembrano esteticamente più belli.
II suono era parecchio scuro, tanto che cambiai i pick up con dei Di marzio splittabili, senza però ottenere il risultato sperato. Allora ero un fenderista dedito al rock e perciò la rivendetti quasi subito. Ora che amo le sonarità Jazz forse riuscirei ad apprezzarla maggiormente.
In ogni caso anche a me il prezzo di questa riedizione mi sembra un po' alto
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 12/11/2018 ore 20:10:43
Rimango molto perplesso, ovvero alla metà del costo poteva anche essere "carina". Io sono convinto poi che la politica dei prezzi Gibson abbia poco a che fare con i costi di produzione. Cercano di mantenere alto il valore e il senso di esclusività del marchio. Finora il effettivamente le vendite pare gli abbiano dato ragione, visto che nonostante la crisi il comparto chitarre dell'azienda continua a fare utili. Però sul serio ci sono cose un pochino più interessanti sul mercato del nuovo acquistabili con quella cifra.
Rispondi
di JJ Harolders [user #48945]
commento del 13/11/2018 ore 06:51:01
Lo so tipo la eruption visto che ha "solo" 3 pots stile jazzbass su una Gibson type...☺
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 13/11/2018 ore 08:00:51
Credo sia una chitarra abbastanza sincera: legno diverso dal solito in bella mostra e corpo scavato in maniera inconsueta per il modello. Qualche rinuncia per abbassare il prezzo rispetto alla standard, tipo il binding e altre finiture realizzate in maniera più economica.
Ma visti i pickup già rodati e il dna Gibson innegabile e ben stampato sulla paletta, immagino sia una chitarra ben caratterizzata e proposta a un prezzo più basso della Standard che resta sempre il cuore della produzione.
Poi l'estetica è discutibile, ma non ci vedo nulla di male. Oltretutto considerando che è una riedizione.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 13/11/2018 ore 09:24:00
Ho avuto occasione di provarne una originale degli anni 70... e sinceramente mi aveva lasciato una brutta impressione, molto scura e bruttina alla vista e al tatto... non ne sentivo sinceramente la mancanza... strano abbiano riproposto proprio questo modello.
Rispondi
di NICKY [user #46392]
commento del 13/11/2018 ore 09:33:16
Come in tutte le industrie, anche in quella musicale, il consumismo la fa da padrone!
ormai strumenti sempre meno precisi e performanti a prezzi sempre più alti.
E state certi che queste chitarre tra 50 anni saranno mummificate, certamente non come le loro nonne che oggi valgono un'occhio della testa!

P.S. sembra fatta del legno di un'anta di un armadio IKEA
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 13/11/2018 ore 13:01:10
“Prezzi sempre più alti”? Andate a vedere quanto costava una buona LP o una Stratocaster 40 anni fa, commisurata agli stipendi di allora, senza dimenticare che i prezzi del vintage odierno sono inflazionati da fattori che NULLA hanno a che vedere con la presunta bontà timbrica dello strumento.

Siamo abituati male, molto male.
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/11/2018 ore 13:59:54
Come sempre i tutoi commenti sono sempre a ragion veduta e con argomenti validi....adesso si vuole la qualita' custom shop a prezzo del supermercato.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 13/11/2018 ore 14:06:35
Che poi siamo comunque in una fascia di prezzo tutto sommato commisurata al costo della manodopera(un operaio USA non viene remunerato come uno indonesiano, non ci sono caxxi) ed alla dimensione “fisica” del sito produttivo, con la fabbrica di Nashville che non può(e non vuole) sfornare le decine di migliaia di pezzi che vomitano ogni anno i megaimpianti asiatici. Poi tutto diventa relativo quando si parla di Gibson e Fender, ma se continuano ancora ad essere il top nonostante quello che la vulgata racconta, un motivo ci deve essere.
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/11/2018 ore 14:13:38
totalmente d'accordo.
Ne ho una del '78 con i T Top: cattiva come poche, per niente scura...peccato che per questa riedizione non abbiano usato l'ebano per la tastiera come nell'originale.
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di zabu [user #2321]
commento del 13/11/2018 ore 16:10:30
Personalmente non metto in dubbio la qualità di Gibson. La scorsa primavera mi sono preso una 335 figured ed è uno spettacolo. Però oggettivamene Gibson gioca un po' (troppo forse) con il prestigio del marchio. Poco giustificabile è secondo me l'incremento dei prezzi su base annuale che non si riscontra con altre manifatture americane, nemmeno con Fender. Credo che poco abbia a che fare con il costo della manodopera. Poi sono d'accordissimo che uno strumento made in USA mi aspetto di pagarlo di più di uno indonesiano.
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di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/11/2018 ore 20:16:59
non sono d'accordo: bisogna considerare la struttura, la quota di manodopera che in Gibson e' davvero elevata, secondo me PRS ha dei costi notevolmente piu' alti senza avere certe rifiniture che Gibson ha come i binding per esempio che portano via tempo ed hanno un processo di lavorazione con manodopera mica male
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 13/11/2018 ore 23:08:5
Io avevo in mente più che altro The Heritage. Tra una Gibson Les Paul Standard e una H150 nuove (o tra una 335 e la sua controparte Heritage) ci passano almeno 800/1000 dollari. La H150 ha per altro una selezioni di materiali che andrebbe paragonata più che altro con il Gibson CS. Parlo chiaramente di prezzi americani, perché con l'importazione in Europa i prezzi possono cambiare. Un altro esempio potrebbe essere la Rickenbacker (parlo sempre di prezzi americani) che ha strumenti in catalogo di qualità/costo veramente notevoli. Certamente si tratta di aziende piccole rispetto a Gibson, ma d'altro canto una parte di quello che paghiamo per una Les Paul (per dire) serve palesemente anche a pagare endorsements e marketing, un aspetto che alla Gibson curano molto.
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di Matteo Barducci [user #29]
commento del 14/11/2018 ore 06:54:36
Mi citi proprio Rickenbacker, uno dei brand in cui il “peso” del marchio viene fatto pagare di più in assoluto, e che viene difeso con le unghie e con i denti dalla proprietà...
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 14/11/2018 ore 16:10:5
Che la Rickenbacker abbia una politica intransigente nella protezione dei suoi designs siamo d'accordo. Rimane però un dato di fatto che i prezzi delle Rickenbacker sul mercato americano sono molto stabili. Conosco bene la cosa sia perché suono da sempre con le Rickenbacker, sia perché sono residente negli USA. Ho preso ad esempio un 4003 nel 2015 e lo street price in tre anni è rimasto praticamente uguale. Alcuni modelli Gibson sono saliti a botte di 100 dollari all'anno.
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di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 14/11/2018 ore 11:26:52
"Certamente si tratta di aziende piccole rispetto a Gibson, ma d'altro canto una parte di quello che paghiamo per una Les Paul (per dire) serve palesemente anche a pagare endorsements e marketing, un aspetto che alla Gibson curano molto."...esattamente....pero' e' anche grazie a questo plus che se devi vendere una Gibson la vendi a prezzi corretti, se devi vendere una Heritage aspetti le calende greche per prendere due dita negli occhi...io ci ho messo 2 anni a vendere una splendida Heritage H555 (chitarra da piu' di 3000euro) assolutamente meravigliosa e ci ho preso meno che a vendere una normalissima 335
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 14/11/2018 ore 16:23:00
Su questo ti do perfettamente ragione. Come scrivevo sopra, io mi sono preso una Gibson 335 un po' di mesi fa. Ero molto tentato dalla Heritage H535. Poi allo stesso prezzo di una Heritage con plain top ho trovato la mia 335 figured usata in mint condition. Chiaramente ho ragionato anch'io sul discorso di tenuta del valore e anche sui dettagli estetici (la paletta della Heritage non è proprio il massimo). Il mio discorso infatti non era teso a criticare Gibson (brand che chiaramente apprezzo molto) tout court, ma solo a ribadire che quando acquistiamo uno strumento di marca rinomata paghiamo si la qualità, ma anche (nel bene o nel male) il prestigio e il marketing che sta dietro quel marchio.
Rispondi
di ADayDrive [user #12502]
commento del 13/11/2018 ore 18:14:05
Senza estremismi, sul fatto che a questi prezzi non si possa pretendere la qualità di una Custom Shop proprio non ci piove. Mi pareva di aver letto da qualche parte che negli anni 50 in America una Telecaster costava come 4 stipendi medi di un operaio, che trasportati all'epoca odierna in Italia fa circa 5000 euro (e con quella cifra al giorno d'oggi una Custom Shop ci salta fuori eccome). Sul fatto che poi la The Paul sia sovraprezzata si può discutere (come sulle produzioni standard Gibson, peraltro): chiaro che sul mercato asiatico con 1200 euro si trova di meglio, ma lì impattano brutalmente altri fattori come il basso costo sdella manodopera, l'assenza di normative per la tutela dell'ambiente e via discorrendo. Discorsi fatti mille altri volte su cui ognuno ha (giustamente) la sua opinione.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 14/11/2018 ore 19:43:00
Ma infatti... ricordo che negli anni 80 una Les Paul Standard era lusso per pochi.
Rispondi
di JJ Harolders [user #48945]
commento del 13/11/2018 ore 15:16:56
Lo so,siete abituati male! 8 anni fa veneravate le gibsonoidi della vgs,ora le snobbate perché non costano un botto...
Ma 40anni fa erano altri tempi, Fender sfruttava la bassa manodopera messicana della California del Sud,comprava pezzi di scarto dai ladri di TV e autoradio e le faceva colorare dai tizi delle autocustom nei loro garage,poi vedeva il primo drogato che passava e gliela appioppava e da lì che iniziò il vostro AmericanDream con le band di tossici caxxoni da garage...
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 13/11/2018 ore 23:12:37
*** Siamo abituati male, molto male *** Beh, solo 5-6 anni fa eravamo abituati a pagare molto meno di 1.000 euro per una Les Paul Faded (ché di questo si tratta), ed era sempre prodotta a Nashville da manodopera americana.
Gibson può fare la politica dei prezzi che vuole (lasciamo stare l' "analisi" dei costi di produzione, per favore), ma se una chitarra entry level comincia a diventare un oggetto da "vorrei ma non posso" per la fascia di clientela a cui sembrerebbe destinata... boh, è strano chi lo fa notare?
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 14/11/2018 ore 06:47:33
Chi ha mai detto che la “The Paul” è una chitarra entry level?

Si tratta della reissue di un modello “essenziale” ma sempre di fascia medio alta, oltretutto - a differenza dei modelli faded - verniciato gloss e con astuccio rigido in dotazione.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 14/11/2018 ore 10:46:59
E' la reissue del modello entry level dell'epoca e conserva tutte le caratteristiche di un progetto nato per abbattere i costi (niente top in altro legno, niente binding, dot, paletta "nuda", scasso unico per i controlli, i pickup più economici della casa e pure scoperti).
Verniciatura gloss e astuccio rigido ce l'ha in dotazione anche la mia SG Standard con i P90, pagata 850 euro nel 2012, mentre adesso te la vendono a 1.300-1.400.
Dai, è innegabile il forte aumento del listino Gibson negli ultimi anni.
E' legittimo, ma allora ci avevano abituato male LORO prima...
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 14/11/2018 ore 19:48:34
Nel 1981 la The Paul stava di listino esattamente 1.092.500 lire.

Secondo inflationhistory corrispondono a 2.155,64 € di oggi.

Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 14/11/2018 ore 23:06:26
Maddavero... ma penza te, allora è 'n'affare: mò me ne compro subbito una, anzi due: a 'sti prezzi è 'n investimento!
Inflationhistory... mò me lo segno, grazie. Capire l'economia con un click del mouse: eh, signora mia, che bella cosa er progresso!
Ma tu 'o conosci facciamocome.org? Guarda, pure lì se 'mparano 'nsacco de cose che 'nce se crederebbe...
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 15/11/2018 ore 15:54:23
"capire l'economia"

Basta farsi due conti, io nel 1981 lavoravo, signora mia.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 15/11/2018 ore 16:52:29
Tu nel 1981 già lavoravi, quindi ti ritieni esentato dal dover controbattere con un ragionamento a chi ti fa notare che negli ultimi anni (non dal 1981) i prezzi delle Gibson, a parità di modello, sono aumentati parecchio. Ti sei pure fatto due conti, d'altronde.
Vabbè, prendo atto.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 16/11/2018 ore 21:30:13
Ma ndo sta scritto che devo controbattere, e a cosa? Ti ho riportato una cifra e hai risposto come na zitella isterica.
Chissenefrega se te la vuoi comprare o no.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 18/11/2018 ore 11:10:47
Zitella isterica, ok.
Però se intervieni in un dibattito già articolato buttando lì solo una cifra fuori contesto...
Passo e chiudo, ciao.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 15/11/2018 ore 17:20:52
Matteo barducci: "...Prezzi sempre più alti”? Andate a vedere quanto costava una buona LP o una Stratocaster 40 anni fa...". Senzaintenti polemici: questo commento non è molto corretto.
In primo luogo perchè i marcatori dell'andamento economico sono i beni di prima necessità, non gli strumenti musicali, per cui l'incidenza dell'inflazione e del costo del denaro su di essi ha un andamento diverso e non supinamente proporzionabile al costo della vita. In secondo luogo non considera due fattori alla base dell'economia di mercato: costo della produzione e concorrenza. Oggi produrre un articolo di consumo a bassissima teconologia costa sensibilmente meno di 40 anni fa, inoltre al tempo il prezzo era (giustamente) determinato anche dal dover rientrare dei costi di studio, progettazione e prototipazione, dopo 40 anni e decine di migliaia di Les Paul direi che questa voce può tranquillamente considerarsi zero.
Il secondo elemento che turba l'equazione ora-allora è la concorrenza: oggi in qualunque parte del pianeta hai accesso ad un catalogo di migliaia di chitarre provenienti da tutto il mondo; 40 anni fa no e come sappiamo la concorrenza è il fattore principale di riduzione dei prezzi.
Ciao
Rispondi
di JFP73 [user #29480]
commento del 14/11/2018 ore 09:00:34
Il punto è quanto noi siamo disposti a pagare per lo strumento. C'è chi non riesce mai a trovare la chitarra definitiva e le cambia di continuo sbavando sempre sulla prossima e chi si accontenta.
Da ragazzino impazzivo per il les paul, oggi non avrei problemi a permettermelo ma, visto che suono un quarto d'ora alla settimana, non lo prendo perché sarebbe uno spreco
Rispondi
di mamuele [user #4349]
commento del 14/11/2018 ore 13:45:0
La chitarra di Ghigo Renzulli!!! da ragazzino sbavavo sulle VHS. Con gli amici dicevamo "E' una Les Paul che ha modificato per suonare piu' cattiva"

Quanti ricordi :)
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 15/11/2018 ore 17:22:55
Scusa, ma in quale parte della sua vita artistica Renzulli ha suonato cattivo?
Ciao
Rispondi
di mamuele [user #4349]
commento del 16/11/2018 ore 13:48:39
In nessuna, non e' nemmeno una Les Paul normale sverniciata e modificata. Quando avevo 13 14 anni non c'era internet, ci si affidava alle VHS, alle riviste di settore e alle leggende metropolitane. Se sei del 72 dovresti sapere di che parlo.
Al tempo dicevamo anche che Ghigo era il migliore chitarrista rock italiano ma col senno di poi, credo che non fosse vero :)

Eravamo ragazzini che sognavamo di diventare Rockstar, la foto di quella chitarra mi ha fatto riemergere dei bei ricordi, tutto qui.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 16/11/2018 ore 19:08:34
Ciao, sono del 72 come da nickname, ma ti posso garantire che non ho mai ritenuto Ghigo il miglior chitarrista rock nemmeno del suo condominio. E' vero che non c'era internet, ma H/M e Metal Shock, Rolling Stones e Mucchio Selvaggio si. Se non ricordo male nella mia prima vacanza da solo (credo di aver avuto 14 anni) comprai anche il mio primo numero di Chitarre perchè si parlava di Vernon Reid.
Evidentemente abbiamo ricordi e riferimenti musicali diversi: i miei gruppi italiani del tempo erano Strana Officina, Vanadium, Bulldozer, Death SS, Negazione CCCP; nulla di male, anzi, il mondo è bello perchè vario.
Ciao
Rispondi
di oTTovonkraun [user #33775]
commento del 16/11/2018 ore 00:41:00
C'era un vuoto nel catalogo Gibson.
Rispondi
di Johnny92 [user #43424]
commento del 16/11/2018 ore 15:13:55
Un'altra trovata Gibson, da 13enni. Mi sa che non è servito a niente il cambio al vertice. Sempre le solite cose, trite e ritrite, basta con queste Les Paul proposte in tutte le salse. BASTA! Sono sicuro che tra poco faranno una LP in legno di limone e una in legno di mandarino...
Per non parlare dei prezzi... BORING!
Secondo me questi prima o poi falliranno, non hanno imprato la lezione nonostante l'avvio della procedura di bancarotta?
Rispondi
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