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Per il CEO Fender Andy Mooney la crisi produttiva potrebbe durare a lungo
Per il CEO Fender Andy Mooney la crisi produttiva potrebbe durare a lungo
di [user #116] - pubblicato il

Andy Mooney, CEO di Fender, non si dice ottimista sul breve periodo circa la carenza di materiali e i problemi logistici che causano ritardi sulle linee di produzione. Il mercato dello strumento, però, continua a crescere.
Quasi due anni dopo l’inizio, l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus Covid-19 continua a far sentire il suo peso non solo sulla salute e sul quotidiano, ma anche sui mercati.
Carenza di personale, materie prime che arrivano in ritardo e in quantità limitate, componenti elettronici introvabili hanno messo in difficoltà interi settori, e quello dello strumento musicale non è da meno. Viceversa, sembra che i recenti lockdown e le restrizioni abbiano riacceso l’interesse del pubblico verso la musica suonata, dando così luogo a una medaglia a due facce in cui la richiesta di strumenti aumenta considerevolmente, ma le aziende produttrici non riescono a starle dietro.

Intervistato dalla trasmissione finanziaria The Exchange della rete statunitense CNBC, il CEO di Fender Andy Mooney non prevede una risoluzione del problema nel breve periodo.

Per il CEO Fender Andy Mooney la crisi produttiva potrebbe durare a lungo

“Credo che le cose miglioreranno, la grande domanda è ‘quando’.” spiega Andy Mooney, secondo il quale potrebbe essere necessario attendere ancora diversi mesi prima di notare un’inversione del trend.

Il problema trova le sue radici nella richiesta da parte del pubblico, cresciuta a dismisura dall’inizio della pandemia da Covid-19.
Il settore dello strumento musicale era già in decisa crescita prima del 2020. Negli ultimi anni, dal 10% del periodo precedente, l’intero mercato ha fatto un balzo in avanti di un ulteriore 35%, e non è da escludere che il ritmo continui anche dopo la fine dell’emergenza.

Secondo una ricerca effettuata da Fender, dall’inizio della pandemia, 16 milioni di americani - il 7% dell’intera popolazione statunitense - hanno imbracciato una chitarra per la prima volta.
Per l’azienda, ciò si è tradotto in un incremento delle vendite del 30% nel 2021 con un picco del 40% sulla fascia di strumenti più economica, inferiore ai 500 dollari.

Le leggi del mercato sono chiare in situazioni simili: quando la domanda cresce, i prezzi salgono. Così, Mooney spiega che Fender ha registrato un aumento dei prezzi fino al 10%, senza comunque riuscire a tenere granché a bada l’entusiasmo degli acquirenti, che continuano ad accorrere numerosi.
Così i tempi di consegna si allungano, per le chitarre ma in particolar modo per tutto ciò che riguarda l’elettronica legata allo strumento. Gli amplificatori per chitarra, come anche i dispositivi per l’home recording - altro settore in sensibile crescita dall’inizio della pandemia - soffrono per la difficoltà di reperire chip in tempi stretti. A questo si sommano complessità logistiche e connesse al trasporto, che potrebbero rendere complicato mettere le mani sull’ultima novità nei cataloghi musicali ancora per diversi mesi.



È recente la notizia di nuove varianti del virus che costringono intere nazioni a navigare quasi a vista, rendendo davvero difficile prevedere cosa accadrà nel medio termine.
Il 2022 è anche l’anno in cui il NAMM Show prevede il suo grande ritorno, in una nuova veste che riunisce l’edizione invernale di Los Angeles e quella estiva di Nashville in un appuntamento inedito fissato ai primi giorni di giugno.
Per il momento l’allestimento dello Show è in corso come da programma e le nuove ondate non sembrano preoccupare gli organizzatori. Come sempre, seguiremo la storia da vicino sulle pagine di Accordo.
andy mooney curiosità fender musica e lavoro
Link utili
La crescita del mercato musicale
Il NAMM torna per il 2022
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di TumblinDice [user #38343]
commento del 11/01/2022 ore 14:22:44
La domanda di componenti elettronici è aumentata di un secco 30% nell'ultimo anno solare (e non accenna a diminuire), si prevede che l'attuale crisi globale della produzione durerà almeno fino al 2023 compreso.

vai al link

All'orizzonte non vedo niente di buono per le nostre tasche.
Rispondi
di maddog [user #21222]
commento del 14/01/2022 ore 13:05:44
Una domanda, ma quanta elettronica c'è in una chitarra, apro la mia startocaster e vedo un selettore meccanico, 50 cm di cavo circa , un condensatore e forse una resistenza, non vedo altro. Ho una stratocaster farlocca?
Rispondi
di rockit [user #11557]
commento del 14/01/2022 ore 15:46:28
Se non ti hanno fregato dovresti averci anche tre pickup e tre potenziometri.
Ora, se pensi che i tre pickup da soli fanno circa 4.5 KM di filo di rame, per quanto sottile, già il numero inizia a essere meno ridicolo.
Se conti poi che le stime che si trovano in giro per Fender e i marchi collegati parlano di circa 600.000 strumenti all'anno, capisci bene che non necessariamente è immediato avere un milione e mezzo di potenziometri a magazzino...
Rispondi
di maddog [user #21222]
commento del 14/01/2022 ore 21:18:30
Azz.. mi ero dimenticato dei potenziometri che una decina di CTS va a costare circa 6 euro l'uno(amazon) e 60-80, un gr. di rame smaltato.
Capirei se ci fossero componenti elettronici non passivi, con tanto di licenza, ma gistificare aumenti perche i componenti elettronici sono aumentati. Diciamo che il mercato nonostante tutto tira e allora aumentrimo i prezzi.
Rispondi
di rockit [user #11557]
commento del 15/01/2022 ore 13:28:29
Un attimo: la scarsità di componenti incide solo sui tempi di consegna che si allungano, cosa che sta succedendo anche con le chitarre, eventuali aumenti dei prezzi sono pura strategia commerciale, o altrimenti detto approfittarsi del momento, ma questo lo dice pure l'articolo
Rispondi
di rockit [user #11557]
commento del 14/01/2022 ore 15:49:50
Ovviamente dirai: sì va bene ma cellulari, PC ecc. non sono peggio? Sì, sono peggio, ma attualmente noi in azienda (2500 dipendenti, andiamo direttamente dai fornitori, non passiamo da negozi che vendono magari modelli di un anno fa) non riusciamo a avere consegne di PC nuovi - mac e laptop di livello professionale - in meno di tre mesi e le stime di consegna si stanno spostando a quasi un semestre.
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di MM [user #34535]
commento del 14/01/2022 ore 16:30:14
È tutto vero quello che dici, però a me puzza molto sta situazione.
Mi sa tanto di film, anche già visto per certi versi, dove chi detiene la produzione mondiale di materie prime, semilavorati e componenti, che noi occidentali abbiamo delegato (per non dire regalato) a chi sappiamo bene, ti tiene per le palle e di dice fischia, se sei capace... e ti dice: adesso decido io, tempi e costi.
E noi stiamo a guardare, oggi come ieri.
Rispondi
di Tele52 [user #5018]
commento del 14/01/2022 ore 13:57:48
Speriamo solo di non assistere a fenomeni di accaparramento come avvenne per la pasta ed altri generi alimentari in passato. Ma ve la immaginate la fila di gente che esce dai negozi con cinque sei fender tra i denti ? E poi tutti a mettere annunci su Mercatino . Troppo bello . Se ne potrebbe ricavare un film ( ha,ha ).
Rispondi
di A Matter Of Tone [user #44285]
commento del 21/01/2022 ore 10:21:28
Purtroppo la situazione in generale è esattamente quella raccontata da Andy Mooney.
Tutte le componenti, non solo quelle elettroniche, sono aumentate di prezzo in modo insensato, a partire dai legni grezzi. Acciaio, alluminio, alnico, neodimio, rame, carta, carbonio, il che significa potenziometri, pickups, corde, tasti, ponti, meccaniche, magneti, altoparlanti...
Sull'elettronica pura, non parliamone nemmeno. Abbiamo visto componenti che costavano industrialmente $0.70 andare all'asta a $15... venti volte tanto, e con quantità molto limitate.
E non è solo una questione di prezzo. I tempi di consegna si sono dilatati in modo assurdo. Aziende che ti consegnavano con regolarità in 6 o 8 settimane sono passate a oltre 6 mesi, quando va bene, e spesso al momento dell'ordine non ti confermano ne' il prezzo ne' la data. Le aziende cinesi possono mediamente avorare solo 3 o 4 giorni a settimana, per "risparmiare energia e ridurre l'inquinamento"...
I trasporti sono aumentati di un fattore 5. Un container dalla Cina agli Usa, o dagli Usa all'Europa costava 3000/5000 dollari pre-pandemia, ora costa tra 15000 e 20000 dollari, se ti va bene che lo trovi.
L'energia elettrica per alimentare le fabbriche è aumentata, come tutti sappiamo...
Lavoro in questo settore dal lontanissimo 1987 e non no MAI visto una cosa del genere.
Speriamo che la situazione si stabilizzi, ma il nostro mercato è troppo piccolo per esercitare una qualsivoglia forma di pressione e di lobbying sulle scelte politiche ed economiche... un po' come nel caso del CITES, siamo vittime, o meglio, effetti collaterali di scelte ben più grandi ed importanti sulla scena mondiale.
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